Ufficio della Consigliera di Parità

 

La Consigliera di Parità Regionale è una figura istituita dalla Legge 125/1991 "Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro" e ridefinita nel Capo IV del Decreto legislativo 198/2006 "Codice delle pari opportunità tra uomo e donna".
Le Consigliere di Parità regionali, effettiva e supplente, sono nominate con Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro per le Pari Opportunità, su designazione delle Regioni.
Il mandato dura 4 anni ed è rinnovabile una sola volta.
Il/La Consigliere/a supplente agisce su mandato della Consigliera effettiva e in sua sostituzione.
Con Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n.50/2026, il 29 aprile 2026 è stata nominata Consigliera di Parità effettiva della Regione Molise, Maria Antonietta Battista e Consigliere di Parità supplente, Rossano Giannetti.

Maria Antonietta Battista - Consigliera effettiva
- Rossano Giannetti - Consigliere supplente

 

COMPITI E FUNZIONI

Le Consigliere e i Consiglieri di Parità, effettivi e supplenti, svolgono funzioni di promozione e di controllo dell'attuazione dei principi di uguaglianza di opportunità e di non discriminazione tra donne e uomini nel lavoro.
La Consigliera interviene su richiesta di lavoratrici, sindacati, avvocati, istituzioni pubbliche e private, per:
rimuovere situazioni di discriminazione nell'accesso alla formazione e al lavoro, nella progressione di carriera, nella vita lavorativa e nei periodi di mobilità; promuovere una diversa organizzazione del lavoro per un equilibrio tra responsabilità familiari e professionali e
per la condivisione di tali responsabilità tra i due sessi.
Nell'esercizio delle funzioni loro attribuite, le Consigliere e i Consiglieri di Parità sono pubblici ufficiali con obbligo di segnalazione all'autorità giudiziaria dei reati di cui vengono a conoscenza per ragione del loro ufficio (Art. 13, Decreto Legislativo n.198/2003) e possono
agire in giudizio per l'accertamento delle discriminazioni e la rimozione dei loro effetti.
In particolare la Consigliera svolge i seguenti compiti:
1. Contrasto alla discriminazione di genere
La Consigliera di Parità favorisce l'uguaglianza sostanziale tra donna e uomo nell'accesso al lavoro e nel mantenimento dell'occupazione al lavoro e carriera, attraverso le seguenti azioni dirette:
interventi su segnalazione di casi di discriminazione di genere
verifica della composizione delle nomine di commissioni di concorso 
supporto all'attuazione di azioni positive nelle Pubbliche Amministrazioni
2. Progetti e azioni positive
Come previsto dall'art. 15 del Decreto Legislativo 11 aprile 2006, n. 198, la Consigliera di Parità promuove progetti di azioni positive, volte a compensare gli svantaggi legati al genere, rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono la realizzazione di pari opportunità,
favorire l'occupazione femminile e realizzare l'uguaglianza sostanziale tra uomini e donne nel lavoro (art. 42 Decreto Legislativo n. 198/2006).
Le azioni possono essere interventi diretti a una specifica popolazione bersaglio oppure interventi indiretti volti a sensibilizzare e promuovere un cambiamento culturale.
3. Rapporto sulla situazione del personale
Le aziende pubbliche e private con più di 100 dipendenti sono tenute alla redazione ogni due anni di un Rapporto sulla Situazione del Personale maschile e femminile (art. 46 del Decreto Legislativo 11 aprile 2006, n. 198).
A partire dal biennio 2016-2017, il rapporto deve essere trasmesso telematicamente attraverso l'apposita procedura messa a disposizione dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (Decreto Ministeriale 3 maggio 2008).
La Consigliera di parità regionale elabora i dati dei rapporti presentati, trasmettendoli alla Consigliera Nazionale di Parità e al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
4. Reti, tavoli e commissioni
L'attività istituzionale della Consigliera di Parità è articolata e si declina in molti ambiti. 
Il suo ruolo è nello specifico quello di orientare, ma soprattutto introdurre in ogni politica l'ottica di genere e in tal senso vanno lette la partecipazione della Consigliera di Parità a diversi Tavoli Istituzionali, Tavoli Tecnici e Organismi di Parità, la promozione di Reti e Protocolli di Intesa. 


SEGNALAZIONI

Come la Consigliera di parità interviene nei casi di discriminazione:
La Consigliera di Parità ha il compito di intraprendere ogni utile iniziativa per il rispetto del principio di non discriminazione e la promozione di Pari Opportunità per lavoratori e lavoratrici.
A tal fine l'ufficio della Consigliera di Parità fornisce informazioni, anche telefoniche, sui diritti e sulle tutele delle lavoratrici e dei lavoratori.
Offre una consulenza gratuita in merito all'accertamento della situazione di discriminazione sul lavoro e, su richiesta del lavoratore o della lavoratrice, interviene con un'azione di mediazione volta a favorire una conciliazione con l'azienda.
Qualora l'azione di mediazione non produca gli effetti sperati, la Consigliera di Parità, in qualità di Pubblico Ufficiale, può offrire assistenza legale gratuita per l'azione in giudizio.
Può supportare, inoltre, le azioni in giudizio con atti adesivi che sottolineino gli aspetti discriminatori della situazione rafforzando la posizione della lavoratrice/ore discriminata/o.
Nei casi accertati di discriminazione può richiedere all'azienda la realizzazione di un'azione positiva volta a promuovere le pari opportunità nell'azienda.
 
Segnala il tuo caso
Se ritieni di aver subito una forma di discriminazione di sesso/genere sul lavoro, ad esempio per il mancato rispetto dei diritti previsti per la maternità e la paternità, e vuoi chiedere la consulenza o il sostengo della Consigliera di Parità, scivi a:

consparita@mail.regione.molise.it

- consparita@cert.regione.molise.it


CERTIFICAZIONE SULLA PARITÀ DI GENERE

Riferimenti normativi:
Il 1° luglio è stato pubblicato in gazzetta ufficiale il decreto della Ministra per le pari opportunità del 29 aprile 2022, indicante i parametri minimi per il conseguimento della Certificazione della parità di genere alle imprese.  Si tratta di uno strumento che ha l'obiettivo di incentivare le 
imprese ad adottare policy adeguate per ridurre il divario di genere, puntando ad avviare un percorso sistemico di cambiamento culturale nelle organizzazioni al fine di raggiungere una più equa parità di genere, favorendo al contempo la crescita economica e sociale del Paese. 
Le linee guida stabiliscono una serie di indicatori (KPI) e sono individuate 6 aree di valutazione con cui misurare il grado di maturità dell'organizzazione, attraverso un monitoraggio annuale e una verifica con cadenza biennale. Le aree di valutazione sono: Cultura e strategia; 
Governance; Processi HR; Opportunità di crescita in azienda neutrali per genere; Equità remunerativa per genere; e Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro (UNI/PdR 125:2022). Ad ogni categoria è assegnato un punteggio percentuale, e per l'ottenimento della 
Certificazione è necessario raggiungere il punteggio minimo del 60%La Certificazione e la prassi di riferimento si rivolgono a tutte le imprese: grandi, PMI e micro imprese (per queste ultime è inoltre previsto un supporto dedicato attraverso l'erogazione di un contributo); al rilascio 
provvedono solamente gli organismi di certificazione (presso Accredia) di cui al Reg UE 765/2008.
Certificarsi è di estrema utilità per le imprese, in quanto, al 31 dicembre 2022, le imprese in possesso della certificazione potranno beneficiare di uno sgravio contributivo, oltre a vedersi riconosciuto un punteggio premiale nel processo di valutazione per l'assegnazione di finanziamenti da ù
parte di fondi europei, nazionali e regionali. (art. 5 L. 162/2021
Il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha rilasciato il portale  https://certificazione.pariopportunita.gov.it  con l'obiettivo di far conoscere e promuovere il Sistema nazionale di certificazione della parità di genere.
Certificazione sulla parità di genere
Le Consigliere e i Consiglieri di  Parità regionali, delle Città' Metropolitane, degli Enti di Area Vasta e delle Rappresentanze Sindacali, avranno un ruolo nella verifica e controllo dei parametri minimi per il conseguimento della certificazione della parita' di genere da parte delle aziende, con 
particolare  riferimento  alla  retribuzione corrisposta, alle opportunita' di progressione  in  carriera  e  alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, anche  con  riguardo  ai lavoratori occupati di sesso femminile in stato di gravidanza (art. 4 co. 2 L. 162/2021)
L'INFORMATIVA AZIENDALE SUL GRADO DI ADEGUAMENTO DELLA PRASSI UNI/PDR 125:2022 DI CUI AL DECRETO DELLA MINISTRA PER LE PARI OPPORTUNITA' DEL 29.04.2022
L'art. 3 del Decreto della Ministra per le Pari Opportunità del 29.01.2022 stabilisce l'obbligo da parte del datore di lavoro di fornire annualmente, anche sulla base delle risultanze dell'audit interno, un'informativa aziendale sulla parità di genere, che rifletta il grado di adeguamento alla UNI/
PDR 125:2022.
L'informativa è un onere a carico del datore di lavoro per consentire il controllo e la verifica, da parte delle rappresentanze sindacali aziendali e delle consigliere e consiglieri territoriali e regionali di parità, del rispetto dei parametri minimi che hanno consentito all'azienda di ottenere la 
certificazione della parità di genere.


Valuta questo sito: RISPONDI AL QUESTIONARIO