Fondo Sanitario Nazionale, cambiano i requisiti. Roberti: "Risultato storico per il Molise"

𝗟'𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗙𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗦𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟱, 𝗱𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗣𝗣.𝗔𝗔., 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗿𝗶𝗹𝗲𝘃𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮 𝗯𝗮𝘀𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗻𝘀𝗶𝘁𝗮̀ 𝗮𝗯𝗶𝘁𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗶𝗹 𝗠𝗼𝗹𝗶𝘀𝗲. A sottolinearlo è il Presidente della Regione Molise, Francesco Roberti.


Per la prima volta, densità demografica e dispersione territoriale entrano tra i criteri di valutazione, riconoscendo in modo esplicito le difficoltà strutturali e gli oneri aggiuntivi che caratterizzano le realtà più piccole e soggette a spopolamento.
Questo risultato è stato raggiunto con un lavoro sinergico, che ha visto collaborare le Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, Marche, Molise, Sardegna e Umbria.


La Regione Molise, così, ha visto riconoscere quanto, da anni, affermiamo, ovvero che la ripartizione del Fondo Sanitario Nazionale debba basarsi su criteri, che tengano conto, ad esempio, delle caratteristiche morfologiche dei territori e della densità demografica.


L'applicazione di criteri più equi può modificare sensibilmente la distribuzione delle risorse, correggendo gli squilibri tutt'ora esistenti e riequilibrando la ripartizione tra regioni più grandi e regioni più piccole, quest'ultime penalizzate da criteri di riparto ormai datati.


Ringrazio il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, con cui abbiamo condotto questo percorso al termine del quale abbiamo raggiunto un risultato importante quanto storico.


Ora l'obiettivo è completare l'opera nel 2026, affinché questi criteri entrino stabilmente nella ripartizione ordinaria del Fondo Sanitario. Solo così potremo superare la limitatezza della premialità e garantire un riequilibrio concreto e duraturo, assicurando pari diritti e pari servizi ai cittadini molisani.


Tra l'altro, l'Università degli Studi del Molise rappresenta un riferimento per lo studio dei meccanismi di riparto territoriale del Fondo Sanitario Nazionale ed è parte del Comitato chiamato a alla elaborazione delle proposte di criteri integrativi sostitutivi, modificativi di quelli attuali, insieme all'Università degli Studi di Milano-Bicocca, all'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata", all'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli", all'Università degli Studi di Padova, all'Università degli Studi di Genova e all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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