"Il 7 giugno del 1970 si svolgevano le prime elezioni regionali. Una data importante per il nostro Molise che testimonia l'inizio di un lungo, difficile ma fruttuoso, percorso di autonomia, di riscatto e di sviluppo. A ottocentocinquant'anni dalla morte del Conte Ugo II de Molinis o de Moulins, e quindi dalla fine della Contea «de Molisio», il Molise, dopo aver visto riconosciuta la propria ripartizione territoriale, aver conseguito l'autonomia costituzionale con la dignità di Regione, poteva finalmente eleggere direttamente una classe dirigente propria cui affidare un futuro confacente alle tipicità dei suoi centotrentasei Comuni, alle tradizioni della sua società ed alla storia della sua civiltà.
A quel 7 giugno del 1970, il Molise giungeva dopo aver vissuto un trentennio tra i più difficili della sua millenaria storia. Alla seconda guerra mondiale, con la distruzione e la miseria che aveva portato con sé, seguiva un periodo post bellico di circa vent'anni, che aveva visto i suoi paesi gradualmente spopolarsi per effetto dell'emigrazione. Ma l'autonomia regionale segna un vero e proprio spartiacque storico. Da quel momento, infatti, questa terra fa ricorso ai suoi uomini migliori che si inseriscono nelle file della DC, del PCI, del PSI, del PDU, del PLI, del MSI, del PRI e del PSIUP, e, pur mantenendo la loro autonomia di pensiero e di programma politico, tracciano le linee di uno sviluppo che ci ha portato in questi quarant'anni ad essere, pur con le nostre tante difficoltà, una delle realtà regionali più moderne e dinamiche del Sud e del Centro Italia.
All'autonomia politica è seguita una sempre maggiore affermazione dell'identità regionale. Un'identità per lungo tempo indefinita, ma che unisce ciascun molisano nelle sue tradizioni, nei suoi valori e nel suo attaccamento alla terra d'origine. Il benessere di oggi, la possibilità di mandare i propri figli in una scuola e in un'università moderna e ben strutturata nei maggiori centri della regione, una sanità che certo va riformata ma ha punti di eccellenza indiscutibili, sono il risultato di quell'esercizio di democrazia di un popolo che si autodetermina e sceglie la propria classe dirigente, non affidandosi più, come aveva fatto per secoli, alla «benevolenza» di uno Stato centrale troppo lontano e molto distratto da territori più grandi e forti.
L'insegnamento che ci viene dagli eletti in quella consultazione del 1970 è forte ed è un esempio sicuramente da seguire. La loro volontà di sfuggire alla dialettica demagogica, alla banale speculazione elettoralistica, al populismo senza contenuti, alle offese gratuite, alle illazioni malevoli, è un monito a tutta la classe dirigente attuale. Oggi, più che mai, dobbiamo trovare quell'unità di intenti che ci fece avere lo status di regione autonoma nel 1963, e consentì di autodeterminarci nel 1970. Solo l'unità e la voglia di sfuggire alla vacua e puerile polemica potranno farci vincere le sfide della crisi internazionale, della riforma della nostra sanità e della rivisitazione in chiave moderna, operativa e poco costosa, del nostro assetto istituzionale.
Il Molise di oggi non è quello del dopoguerra, non è più neanche quello dell'emigrazione e del depauperamento del territorio. Questo lo dobbiamo a quarant'anni di democrazia e di autonomia. Quella stessa autonomia tanto cercata che qualche «piccola» mente politica o intellettuale osa mettere in dubbio per il solo gusto di riempiere mezza pagina di giornale e ricordare a qualcuno che esiste. E' questo un disfattismo che non appartiene al Molise e ai molisani. Questi ultimi, infatti, sono gente tenace, che nei momenti difficili se l'è sempre cavata e che saprà essere all'altezza del proprio ruolo nel costruire una regione forte e ascoltata in un Paese, come l'Italia, autorevole ed importante interlocutore nel panorama europeo ed internazionale. Mi auguro che in tutte le scuole del Molise possa essere ricordata la strada fatta da questa regione per costruire il proprio futuro e per dare ai molisani di oggi quella elevata qualità di vita che è un vanto per l'intera regione".
A cura dell'Ufficio Stampa
della Presidenza della Regione Molise