Petraroia, lettera all'on. Cecile Kyenge

Palazzo Vitale, 1° febbrario 2014. L'allora ministro Kyenge con il vicepresidente Petraroia
Palazzo Vitale, 1° febbrario 2014. L'allora ministro Kyenge con il vicepresidente Petraroia

«Le persone semplici che hai incontrato in Molise nella tua visita del 1° febbraio  mi hanno chiesto di farti pervenire il loro grazie per la tua testimonianza istituzionale. I migranti della Casa delle Culture, i tossicodipendenti coi loro familiari della Comunità La Valle, i giovani immigrati ospitati a Sant'Agapito, gli studenti universitari impegnati nel Museo Paleolitico di Isernia, l'Arcivescovo di Campobasso, le associazioni umanitarie, l'ANCI, le organizzazioni sindacali ed i volontari che hai visto ed ascoltato in una giornata ricca di emozioni, di tensione ideale e di visione solidale di futuro ti ringraziano per avere loro regalato attenzione, per esserti occupata di essi, per aver avvicinato lo Stato ai bisogni radicali degli ultimi come ci incita a fare Papa Francesco.
 
Alle sollecitazioni di questa parte trascurata, ignorata e umiliata della società italiana, aggiungo il mio modestissimo apprezzamento per aver dimostrato a milioni di giovani, italiani e migranti, che sognare è bello e possibile, che le istituzioni vanno difese anche quando non ti difendono, e che i valori della Costituzione sono più importanti delle polemiche, degli attacchi ingiusti e delle offese rivolte alle persone da parte di quelle fasce ottuse che oggi festeggiano il primo Governo nazionale composto per metà da donne.
 
La società italiana non è riconducibile a Beautiful, l'immagine vuota rimane sterile e arida, il potere per il potere parla ai ricchi e ai potenti che si posizionano tatticamente per salvaguardare i propri privilegi.
 
Ma noi siamo figli di un'altra idea del Mondo che si fonda sull'uguaglianza, sulla pace, sul lavoro e sulla giustizia sociale. Vedere un Governo senza di te e senza Emma Bonin, mi lascia perplesso e mi induce a lottare con maggior vigore per gli ideali intramontabili di un mondo che valorizza il merito e non l'apparenza.
                                                                         Distinti saluti»

                                                                                            Michele Petraroia

 

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