Legge Regionale 5 Settembre 1974, n° 16
La presente pubblicazione non riveste carattere di ufficialitą
TitoloNorme sulla previdenza dei Consiglieri Regionali - Integrazioni e modificazioni della legge regionale 31 marzo 1972, n. 3.
OggettoConsiglieri regionali - Indennita' - Tipologia - Determinazione - Assegno vitalizio - Altri istituti - Disciplina
BollettinoBollettino Ufficiale n° 30 del 05/10/74
Catalogazione06.Consiglieri regionali e gruppi consiliari
AbrogazioniAbrogato art. 33 dalla legge n. 16/1997 art. 9
ModificheModificato art. 2 dalla legge n. 21/1995 art. 5
Modificato art. 4 dalla legge n. 2/1984 art. 1
Modificato art. 6 dalla legge n. 22/1976 art. 6
Modificato art. 27 dalla legge n. 2/1984 art. 2
Modificato art. 28 dalla legge n. 2/1984 art. 3
Modificato art. 30 dalla legge n. 7/1988 art. 1


Art. 1

E' istituita la Cassa di previdenza per i consiglieri regionali. La Cassa provvede alla erogazione mensile di un assegno vitalizio diretto ai Consiglieri cessati dal mandato, o di un assegno vitalizio di reversibilita' agli aventi diritto, secondo le disposizioni della presente legge.


Art. 2

La Cassa e' gestita da un Comitato di amministrazione formato dai componenti dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale, nonche' da un rappresentante di ogni gruppo consiliare, designato dal gruppo stesso.

Il Presidente del Consiglio, il Vice Presidente ed il Segretario piu' anziani nel mandato consiliare sono rispettivamente Presidente, Vice Presidente e Segretario del Comitato.

La cariche sono gratuite.

Il Presidente del Comitato, o, in sua assenza o impedimento, il Vice Presidente, convoca il Comitato stesso ogni qualvolta sia necessario. Lo convoca altresi' su richiesta di almeno tre componenti del Comitato, anche in relazione alla gestione del fondo di solidarieta' di cui all'articolo 27 e seguenti della presente legge.

Quando motivi gravi lo giustifichino, il Presidente, sentito l'Ufficio di Presidenza, puo' sciogliere il Comitato.

Questo sara' ricostituito entro 15 giorni dalla data dello scioglimento.

In tutti i casi, compreso quello di scioglimento del Consiglio Regionale, il Comitato esercita le sue funzioni fino alla data della costituzione del nuovo Comitato.


Art. 3: L'iscrizione alla Cassa e' obbligatoria

L'onere contributivo, nella misura fissata dal successivo articolo 4, viene mensilmente detratto, di ufficio, dalla indennita' di carica, a decorrere dal giorno della prima corresponsione della medesima dopo la elezione del Consiglio, e versato direttamente alla Cassa.


Art. 4

La misura della quota contributiva e' pari al 10 per cento dell'indennita' di carica lorda di cui al 1° comma dell'articolo 2 della L.R. 31 marzo 1972, n. 3, a partire dalla data di cui al 1° comma dell'articolo 31 della presente legge e fino al 30 aprile 1973; mentre con decorrenza dal 1° maggio 1973, la detta percentuale e' applicata sull'indennita' di carica lorda di cui alla lett. e), 1° comma dell'articolo 33 della presente legge.

I consiglieri proclamati in tempo successivo alla prima proclamazione degli eletti sono tenuti a versare una somma pari a quella trattenuta o versata dagli altri Consiglieri, piu' gli interessi che sarebbero maturati se le quote mensili fossero state versate al Fondo fin dall'inizio.

Qualora la misura dell'indennita' di carica fissata in detto articolo 33 dovesse subire variazioni, la percentuale di cui sopra si applichera' sulla nuova misura dell'indennita' medesima.

Oltre che dal gettito dei contributi a carico dei Consiglieri o dei loro aventi causa, il fondo di cassa e' alimentato da eventuali lasciti, legati ed elargizioni, nonche' dai redditi ricavati dagli investimenti degli introiti.


Art. 5

Il Comitato di amministrazione della Cassa provvede alla redazione del bilancio della medesima, nonche' del rendiconto finanziario annuale, da alligarsi, rispettivamente, al bilancio ed al rendiconto della Regione, come gestione speciale.


Art. 6

Conseguono il diritto all'assegno vitalizio:

a) i Consiglieri cessati dal mandato, con almeno 5 anni di contribuzione e 60 anni di eta'; con 10 anni di contribuzione e 57 anni di etą; con 15 anni di contribuzione e 55 anni di eta'; con 20 o piu' anni di contribuzione e 50 anni di eta';

b) i Consiglieri divenuti permanentemente inabili al lavoro per cause inerenti all'esercizio del mandato, sempre che cessino dal medesimo, qualunque ne sia stata la durata ed indipendentemente dall'eta';

c) i Consiglieri cessati dal mandato, divenuti permanentemente inabili al lavoro per cause non inerenti all'esercizio del mandato stesso, qualunque sia l'eta', sempre che la durata del mandato non sia stata inferiore a due anni e quattro mesi; che l'ammontare totale dei contributi non sia inferiore ad un importo corrispondente a 5 anni, e a condizione che non siano iscritti per un reddito superiore a 3 milioni nei ruoli dell'imposta sulle persone fisiche.

Nel computare la durata del mandato di cui alla lettera a), si trascura la frazione di anno che non supera i 6 mesi, mentre quella superiore a 6 mesi si calcola come anno intero.

Per quanto concerne la lettera c), si trascura la frazione di mese che non supera i 15 giorni, mentre quella superiore a 15 giorni si calcola come mese intero.


Art. 7

La inabilita' di cui alle lett. b) e c) dell'articolo che precede e' accertata da un collegio di tre medici, di cui due nominati dal Presidente del Consiglio ed uno indicato dall'interessato.

Sulle conclusioni del collegio medico delibera inappellabilmente il Comitato di amministrazione della Cassa, il quale puo' disporre ulteriori accertamenti prima di pronunciarsi.

Se la deliberazione di cui al comma precedente e' positiva, l'assegno vitalizio spetta a decorrere dal giorno in cui si verifico' l'evento che cagiono' l'inabilitą.


Art. 8

Il Consigliere che cessi dal mandato prima di avere raggiunto il periodo minimo di contribuzione prescritta per maturare il diritto all'assegno vitalizio, ha facolta', purche' la cessazione del mandato non sia dovuta a dimissioni volontarie, di proseguire, nel versamento dei contributi mensili fino al compimento di detto periodo, sempre che abbia ricoperto il mandato per almeno due anni e quattro mesi, fatta sempre salva la disposizione di cui al successivo articolo 10.

La domanda di prosecuzione volontaria, indirizzata al Comitato di amministrazione della Cassa, deve essere presentata, a pena di decadenza, entro il termine perentorio di tre mesi dalla data di cessazione del mandato.

Il Consigliere che non presenti in termine la domanda ha diritto al rimborso dei contributi versati, senza interessi.


Art. 9

Le disposizioni di cui all'articolo che precede valgono anche per gli aventi diritto alla reversibilita' dell'assegno vitalizio in virtu' degli articoli 14, 15 e 16, qualora il Consigliere sia deceduto prima di avere maturato il diritto all'assegno diretto e sempre che abbia ricoperto il mandato per almeno due anni e sei mesi.


Art. 10

Il Consigliere proclamato eletto che venga poi dichiarato ineleggibile, anche se con sentenza passata in giudicato dopo la cessazione del mandato, ha diritto al rimborso, senza interessi, dei contributi versati successivamente alla data della propria elezione poi annullata.

La disposizione di cui al comma che precede non si applica ai casi di ineleggibilita' sopravvenuta alla elezione, sempre che il mandato sia stato ricoperto per almeno tre anni.


Art. 11

L'assegno vitalizio viene sospeso se il titolare dell'assegno stesso e' rieletto Consigliere regionale. Sara' poi ripristinato alla scadenza del nuovo mandato, tenendo conto dell'ulteriore periodo di contribuzione ai sensi del successivo articolo 12.

L'assegno e' altresi' sospeso, qualora il titolare del medesimo venga eletto al Parlamento o ad un Consiglio Regionale.


Art. 12

L'assegno vitalizio spettante al Consigliere con 5 anni di contribuzione e' pari al 30 per cento della indennita' di carica lorda di cui alla lett. e), 1° comma dell'articolo 33 della presente legge e viene aumentato del 2,50 per cento dell'indennita' stessa per ogni anno di contribuzione successivo al 5° e fino al 10°; di un ulteriore 1,50 per cento per ogni anno successivo al 10° e fino al 15°, ed infine di un ulteriore uno per cento per ogni anno successivo al 15° e fino al 20° ed oltre.

Qualora la misura dell'indennita' di carica dovesse subire variazioni, le percentuali dell'assegno vitalizio, di cui al 1° comma del presente articolo, si applicheranno sulla nuova misura dell'indennita' medesima.


Art. 13

L'assegno vitalizio di cui alla presente legge e' cumulabile con ogni altro eventuale trattamento di quiescenza goduto, a qualsiasi titolo, dal Consigliere.

La stessa disposizione si applica per l'assegno di reversibilita' da liquidarsi o liquidato agli aventi diritto a norma degli articoli che seguono.


Art. 14

Alla morte dell'avente diritto all'assegno vitalizio diretto, al coniuge superstite spetta il diritto ad un assegno vitalizio di reversibilita' nella misura stabilita nell'articolo 20, sempre che ricorra una delle seguenti condizioni:

a) se la morte e' avvenuta dopo che siano stati versati contributi per almeno 5 anni;

b) se la morte e' avvenuta per causa inerente all'esercizio del mandato consiliare, qualunque sia il periodo di contribuzione;

c) se la morte e' avvenuta dopo la concessione dell'assegno vitalizio.

Quando superstite sia il marito, il diritto all'assegno vitalizio e' subordinato al riconoscimento della inabilita' al lavoro in modo permanente ed assoluto ed alla sussistenza della condizione economica di cui all'articolo 6, 1° comma, lett. c).

In ogni caso, il diritto del coniuge alla reversibilita' e' subordinato alla condizione che non sia stata pronunciata sentenza definitiva di divorzio o di separazione personale per di lui colpa, salvo diversa disposizione del giudice.Perde il diritto all'assegno di reversibilita' il coniuge che sia eletto ad un Consiglio Regionale, o ad uno dei due rami del Parlamento.

Qualora la vedova muoia o passi a nuove nozze, il diritto all'assegno compete ai soggetti di cui al successivo articolo 15, alle condizioni in esso previste.


Art. 15

In mancanza del coniuge avente diritto, l'assegno vitalizio nei casi di cui all'articolo che precede, spetta:

a) ai figli legittimi o legittimati o adottivi, o naturali riconosciuti, o giudizialmente dichiarati, finche' minorenni;

b) agli affiliati, in mancanza dei figli di cui alla lettera precedente, finche' minorenni.

L'assegno spetta ai soggetti di cui alle lettere che precedono, anche se maggiorenni, nel caso che siano iscritti ad una facolta' universitaria, non siano fuori corso e non abbiano superato il 26° anno di eta'. Spetta altresi' qualora siano inabili al lavoro in modo assoluto e permanente, a condizione che fossero a carico dell'ex Consigliere deceduto e che versino in particolari condizioni di bisogno, accertato dal Comitato di amministrazione della Cassa.

Le figlie minorenni perdono il diritto all'assegno di reversibilita' con il matrimonio.

Il provvedimento di adozione o affiliazione deve essere anteriore alla data in cui si verificano le condizioni di cui all'articolo 6.


Art. 16

Qualora il Consigliere deceduto non lasci a se' superstiti ne' il coniuge, ne' altri aventi diritto all'assegno di reversibilita' a norma dell'articolo precedente, l'assegno spetta al padre o, in mancanza, alla madre del Consigliere, a condizione che abbiano compiuto il sessantacinquesimo anno di eta', oppure siano inabili al lavoro, versino in particolari condizioni di bisogno e risultino essere stati a carico del deceduto.

All'accertamento di tali condizioni, il cui verificarsi puo' essere anche posteriore alla morte del Consigliere, provvede il Comitato di amministrazione della Cassa.

In mancanza dei genitori legittimi, sono equiparati ad essi gli adottanti; in mancanza di questi, i genitori naturali; in mancanza di quest'ultimi, gli affilianti.

Perde il diritto di reversibilita' l'avente diritto di cui ai precedenti commi che venga eletto ad uno dei due rami del Parlamento, o ad un Consiglio Regionale.


Art. 17

La convivenza a carico, in relazione a tutti i casi in cui e' richiesta come condizione per la reversibilita' dell'assegno, deve essere dichiarata dal Consigliere all'atto dell'iscrizione alla Cassa, ovvero alla data in cui la circostanza della convivenza stessa si verifica.


Art. 18

L'assegno di reversibilita' e' revocato dalla data in cui vengono a cessare le condizioni necessarie per la concessione.

Il Comitato di amministrazione della Cassa puo' richiedere ai beneficiari dell'assegno di reversibilita' di presentare periodicamente documentazione idonea a dimostrare il perdurare delle condizioni suddette.


Art. 19

Il Comitato di amministrazione della Cassa puo' sempre disporre che la condizione di inabilita' al lavoro richiesta nei casi di cui agli articoli 15 e 16 sia accertata dal collegio medico di cui all'articolo 7.


Art. 20

L'importo dell'assegno di reversibilita' e' fissato in percentuale rispetto all'assegno vitalizio liquidato o che sarebbe spettato al consigliere, nella misura seguente:

a) al coniuge superstite senza figli aventi diritto all'assegno: 60 per cento;

b) al coniuge superstite con figli o affiliati aventi diritto all'assegno: 60 per cento, con aumento progressivo del 10 per cento per ogni figlio, fino alla concorrenza massima del 90 per cento;

c) al figlio o affiliato superstite avente diritto all'assegno: 60 per cento; quando i figli o affiliati siano piu' di uno, l'assegno e' aumentato del 10 per cento per ogni unita' successiva fino ad un massimo del 90 per cento ed e' ripartito tra di essi in parti uguali;

d) al padre o, in mancanza, alla madre del Consigliere: il 50 per cento; se sono viventi entrambi i genitori, l'assegno e' del trenta per cento per ciascuno di essi.


Art. 21

L'assegno vitalizio diretto decorre dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale il Consigliere cessato dal mandato ha compiuto l'eta' per conseguirne il diritto.

Qualora il Consigliere, alla data della cessazione del mandato sia gia' in possesso dei requisiti della contribuzione e dell'eta', l'assegno decorre dal primo giorno del mese successivo a quello della cessazione dal mandato.

Nel caso di cessazione dal mandato per scioglimento del Consiglio, ai Consiglieri che ne abbiano gia' maturato il diritto l'assegno spetta a partire dal giorno successivo alla data fino alla quale hanno percepito la indennita' di carica.

Qualora non sia stata raggiunta la contribuzione corrispondente a 5 anni, come prescritto dall'articolo 6 lett. a), la differenza puo' essere versata alla Cassa dal Consigliere o dall'avente diritto entro i termini e le modalita' stabilite dal Comitato di amministrazione.

L'assegno di reversibilita' decorre dal giorno successivo alla morte del dante causa, ovvero, nel caso di cui al comma precedente, dal primo giorno del mese successivo a quello della soddisfatta contribuzione di cui al comma medesimo.


Art. 22

La domanda per la concessione dell'assegno di reversibilita', deve essere presentata dagli aventi diritto al Presidente del Comitato di amministrazione entro il termine perentorio di un anno dalla morte del dante causa. Il termine decorre dalla data di entrata in vigore della presente legge per i casi di morte verificatesi anteriormente alla data medesima.

A ricezione della domanda, il Presidente comunica ai richiedenti l'elenco dei documenti da presentare ai fini della dimostrazione delle condizioni richieste per il diritto alla reversibilitą.


Art. 23

Gli assegni vitalizi, sia diretti che di reversibilita', sono corrisposti in mensilita' posticipate.


Art. 24

Per gli assegni diretti maturati a favore del Consigliere deceduto e da lui non ancora riscossi, si applicano le disposizioni del codice civile sulle successioni.


Art. 25

I ratei di assegni o di reversibilita' non riscossi entro due anni dalla data di emissione dei relativi mandati si prescrivono, tranne che la mancata riscossione non sia dipesa da causa di forza maggiore, sulla cui sussistenza decide inappellabilmente il Comitato di amministrazione.


Art. 26

Le disposizioni di legge che disciplinano il sequestro, il pignoramento e la cessazione delle pensioni dei dipendenti civili dello Stato e dei loro aventi causa si applicano anche all'assegno vitalizio diretto o indiretto di cui alla presente legge.


Art. 27

E' istituito presso il Consiglio regionale un << Fondo di solidarieta' fra i Consiglieri della Regione Molise >>, gestito dallo stesso Comitato di cui all'articolo 2 della presente legge, con lo scopo:

a) di corrispondere un premio di reinserimento nelle proprie attivita' di lavoro a tutti i Consiglieri che non saranno rieletti nella successiva legislatura, o che non si ripresenteranno candidati;

b) di fare parzialmente fronte alla copertura del premio di assicurazione dei Consiglieri contro gli infortuni, ai sensi del successivo articolo 32.

Il fondo e' alimentato da trattenute mensili operate di ufficio sulla indennita' di carica, pari al 3 per cento dell'indennita' stessa lorda, dagli interessi maturati sulle somme versate al Fondo e da altri eventuali contributi ed elargizioni.

La detta percentuale del 3 per cento si applica sulla indennita' lorda di cui al 1° comma dell'articolo 2 della legge 31 marzo 1972, n. 3, fino al 30 aprile 1973, mentre, a decorrere dall' 1° maggio dello stesso anno, si applica sulla indennita' lorda di cui all'articolo 33, n.1 lett. e) della presente legge. Si applica la disposizione del 2° comma dell'articolo 4. Il Consigliere che ha ricoperto il mandato per un periodo inferiore a 3 anni e 6 mesi e' tenuto a versare i contributi corrispondenti all'effettiva durata del proprio mandato.


Art. 28

L'importo del premio di cui all'articolo che precede e' pari al 60 per cento dell'ammontare dell'ultima annualita' di carica lorda per i Consiglieri che hanno ricoperto il mandato per l'intera legislatura ed e' corrisposto agli aventi diritto entro 40 giorni dalla data della elezione per il rinnovo del Consiglio regionale.

Per il Consigliere che abbia ricoperto per un tempo inferiore a 3 anni e 6 mesi, l'importo del premio e' ridotto in proporzione della effettiva durata del suo mandato.

Nel caso di insufficiente disponibilita' finanziaria del Fondo di solidarieta', la differenza e' stornata dal Fondo di previdenza, provvedendo poi alla reintegra di quest'ultimo con il trasferimento dei nuovi contributi che affluiranno al Fondo di solidarieta'.


Art. 29

Dall'importo globale spettante ai Consiglieri a conguaglio tra l'indennita' di carica di cui all'articolo 33, n. 1 della presente legge e quella percepita in virtu' dell'articolo 2 della legge 31 marzo 1972, n. 3 sara' detratto l'ammontare dei contributi previdenziali obbligatori di cui ai precedenti articoli 4 e 27, e versato direttamente al Fondo di previdenza e al Fondo di solidarieta' secondo il riparto corrispondente rispettivamente alle percentuali del 10 e del 3 per cento.


Art. 30

Per i Consiglieri regionali e' istituita, con decorrenza dall' 1° gennaio 1975, l'assicurazione contro gli infortuni derivanti da cause inerenti all'esercizio del mandato, compreso il rischio volo e di navigazione, nonche' quello connesso alla guida ed uso di qualsiasi mezzo.

Il contratto di assicurazione, di durata decennale, deve essere cumulativo per tutti i Consiglieri in carica, nominativamente elencati nella polizza assicurativa. Al nome del Consigliere che venga a cessare per qualsiasi causa del mandato, viene automaticamente sostituito il nome del Consigliere subentrante.

Il capitale da assicurare sara': L. 70.000.000 per morte e L. 70.000.000 per invalidita' permanente.


Art. 31

Il contratto di cui all'articolo che precede, in aggiunta o in deroga alle comuni condizioni generali di polizza, deve contenere le seguenti clausole:

1) abolizione del limite d'eta' degli assicurati;

2) operativita' della garanzia assicurativa prescindendo dalle condizioni fisiche e di salute dell'assicurato, e quindi con esonero da ogni accertamento medico;

3) esonero della dichiarazione, da parte dell'assicurato, della esistenza di eventuali altre coperture assicurative personali, che, pertanto, in caso di esistenza, vengono a sommarsi alle prestazioni della polizza da contrarre;

4) operativita' della copertura assicurativa per gli infortuni riportati in occasione di sommosse, aggressioni, tumulti, cagionati da motivi politici, sociali, sindacali e di qualsiasi altra origine;

5) operativita' della copertura assicurativa in tutto il mondo;

6) rinuncia della societa' assicuratrice al diritto di rivalsa derivante dall'articolo 1916 del codice civile.

L'aggiudicazione del contratto e' effettuata mediante licitazione privata e spedita dall'Ufficio di Presidenza tra Istituti di comprovata solidita' ed e' subordinata all'approvazione del Consiglio. Il Presidente del Consiglio e' autorizzato alla stipula della polizza.


Art. 32

Il premio di assicurazione e' prelevato, alla data di ogni scadenza, in ragione del 30 per cento dal Fondo di solidarieta' di cui all'articolo 27 della presente legge; la differenza e' posta annualmene a carico della Regione.


Art. 33

1) L'articolo 2 della legge regionale 31 marzo 1972, n. 3, e' cosi' sostituito:

<< A decorrere dall' 1° maggio 1973, ai componenti del Consiglio Regionale e' corrisposta, per dodici mensilita' annue, una indennita' di carica mensile lorda, determinata in rapporto percentuale con l'indennita' mensile lorda spettante ai membri del Parlamento , nella seguente misura:

a) 75 per cento al Presidente del Consiglio ed al Presidente della Giunta;

b) 70 per cento all'Assessore delegato;

c) 65 per cento ai V. Presidenti del Consiglio ed agli Assessori;

d) 60 per cento ai Presidenti delle Commissioni permanenti e speciali, ai Segretari del Consiglio ed al Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti;

e) 50 per cento ai Consiglieri.

L'indennita' di cui sopra compete fino al giorno precedente quello delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale >>.

2) L'articolo 5 della legge regionale 31 marzo 1972, n. 3, e' abrogato e sostituito dal seguente:


    << Ai componenti del Consiglio Regionale sono inoltre corrisposte indennita', calcolate anche in relazione alle spese di trasporto e di permanenza nel Capoluogo della Regione per l'espletamento delle funzioni inerenti al mandato, variabili in rapporto alla distanza tra la loro dimora abituale e la sede del Consiglio, e, a seconda delle funzioni svolte e della carica ricoperta.

    Alla determinazione di tale indennita' provvede l'ufficio di Presidenza del Consiglio con propria deliberazione >>.



Art. 34

Il maggiore onere finanziario derivante dalla modifica apportata dalla prima parte dell'articolo che precede all'articolo 2 della legge 31 marzo 1972, n. 3, calcolato approssimativamente in L.62.000.000 per l'anno 1973 ed in L. 93.000.000 per l'anno 1974, fa carico rispettivamente:

a) per il periodo 1° maggio 31 dicembre 1973, al Capitolo 1 dei residui passivi per l'anno finanziario 1973, per quanto concerne la differenza di indennita' di carica consiliare, anche in relazione alle cariche nell'articolo stesso indicate; la differenza per indennita' di funzione ai componenti della Giunta grava per L. 6 milioni sul Capitolo 7 del bilancio 1973, mentre per la parte restante, calcolata in 16 milioni circa, si provvede mediante prelevamento di tale cifra dal Capitolo 10 dello stato di previsione della spesa del bilancio 1974 ed attribuzione al Capitolo 70 dello stato di previsione medesimo;

b) per l'anno 1974, secondo le stesse distinzioni di cui alla lettera a), rispettivamente al Capitolo 10 del bilancio per l'esercizio finanziario 1974, ed al Capitolo 70 dello stesso bilancio, previa integrazione con un fondo di L.8.100.000 da prelevare dal Capitolo 10 dello stato di previsione della spesa per l'anno 1974.

Per gli esercizi finanziari 1975 e successivi, gli oneri faranno carico ai corrispondenti Capitoli di bilancio.

L'onere corrispondente al premio di assicurazione contro gli infortuni, di cui all'articolo 32 della presente legge, sara' iscritto in appositi Capitoli dello stato di previsione della spesa del bilancio per l'esercizio finanziario 1975 e dei bilanci successivi.


Art. 35

La presente legge sara' pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.

E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Molise.


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