Legge Regionale 29 Aprile 1985, n° 13
La presente pubblicazione non riveste carattere di ufficialità
TitoloStato giuridico e trattamento economico del personale regionale - Biennio 1983-1984
OggettoRegione ed enti dipendenti - Personale - Stato giuridico e trattamento economico - Biennio 1983-1984 - Disciplina
BollettinoBollettino Ufficiale n° 09 del 30/04/85
Catalogazione21.Ordinamento e organizzazione regionale e degli enti dipendenti e vigilati, organi della Regione, organizzazione degli uffici e politiche del personale, commissioni, comitati e consulte
AbrogazioniAbrogata intera legge dalla legge n. 7/1997 art. art. 47, comma 2, lettera l)
Abrogato art. 31 dalla legge n. 12/1999 art. 21


Titolo I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1: FINALITA' DELLA LEGGE


La presente legge disciplina, in attuazione dell'accordo nazionale per il personale delle Regioni a statuto ordinario, lo stato giuridico ed il trattamento economico del personale della Regione Molise e degli Enti pubblici da essa dipendenti.


Art. 2: VALIDITA' DEL CONTRATTO

Il periodo di validita' del contratto biennale, recepito con la presente legge, ha decorrenza giuridica dal 1° gennaio 1983 e scade il 31 dicembre 1984. La presente legge inizia a produrre i suoi effetti economici a far tempo dal 1° gennaio 1983 e li protrarra' fino al 30 giugno 1985.


Art. 3: CONTRATTAZIONE DECENTRATA

Nell'ambito e nei limiti dall'accordo a livello nazionale, e' demandata alla contrattazione decentrata tra la Giunta Regionale e le Organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative:

1) la definizione dei criteri e delle condizioni di organizzazione del lavoro, anche conseguenti alla ristrutturazione dei servizi e degli uffici;

2) la verifica della rispondenza delle prestazioni di lavoro ai relativi profili professionali;

3) l'articolazione dell'orario di lavoro;

4) la verifica delle condizioni per l'erogazione del salario accessorio;

5) la definizione ed attuazione dei progetti per la rilevazione e gli incrementi della produttivita' collettiva ed individuale;

6) l'adozione dei criteri generali ed oggettivi per la mobilita' interna ed esterna;

7) la definizione delle modalita' di svolgimento delle attivita' di cui al successivo art. 29 e la determinazione dei dipendenti interessati.

I conseguenti provvedimenti non possono comportare oneri aggiuntivi, se non nei limiti previsti dalla presente legge.


Art. 4: INFORMAZIONE


Nel rispetto delle competenze proprie degli organi istituzionali ed al fine di ricercare ogni contributo di partecipazione al miglioramento ed alla efficienza dei servizi, la Regione garantisce una costante e tempestiva informazione alle organizzazioni sindacali sugli atti e sui provvedimenti che riguardano il personale, l'organizzazione del lavoro ed il funzionamento dei servizi, nonche' i programmi e gli investimenti della Regione.

L'informazione riguarda sia gli atti e i provvedimenti che direttamente attengono alle materie predette, sia atti o provvedimenti relativi ad altri oggetti dai quali, comunque, discendono conseguenze riguardanti il personale, l'organizzazione del lavoro ed il funzionamento dei servizi.

L'informazione avviene a livello di strutture sindacali orizzontali e verticali.

L'informazione si attua in via preventiva con le organizzazioni sindacali a livello orizzontale e territoriale, se essa riguarda obiettivi e programmi di sviluppo, piani di intervento e di investimento, bilanci annuali o pluriennali e a livello di organizzazioni sindacali di categoria se riguarda l'organizzazione del lavoro e provvedimenti concernenti il personale.

Previo il confronto con le OO.SS. la Regionedefinisce le modalita' e i tempi dell'informazione.

Per le finalita' di cui al primo comma si tengono inoltre periodiche conferenze di servizio.


Art. 5: FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

La Regione promuove e favorisce forme permanenti di intervento per la formazione, l'aggiornamento, la qualificazione e la specializzazione professionale del personale.

La definizione dei piani dei corsi di qualificazione e l'aggiornamento, la definizione di orari privilegiati e l'uso parziale delle 150 ore e' demandata agli accordi con le OO.SS. a livello regionale.

Il personale che in base ai predetti programmi e' tenuto a partecipare ai corsi di formazione cui la Regione lo iscrive e' considerato in servizio a tutti gli effetti e i relativi oneri sono a carico della Regione.

Qualora i corsi si svolgeranno fuori sede, compete, ricorrendone i presupposti, l'indennita' di missione ed il rimborso delle spese secondo la normativa vigente.

L'attivita' di formazione e' finalizzata:

a) a garantire che ciascun lavoratore acquisisca le specifiche attitudini culturali e professionali necessarie all'assolvimento delle funzioni o dei compiti attribuitigli nell'ambito delle strutture a cui e' assegnato;

b) a fronteggiare i processi di riordinamento istituzionale e di ristrutturazione organizzativa.

La prima finalita' sara' perseguita mediante corsi di aggiornamento che dovranno tendenzialmente investire la globalita' dei lavoratori nell'ambito di una necessaria programmazione degli investimenti che privilegi specifiche esigenze prioritarie.

La seconda finalita' sara' perseguita mediante corsi di riqualificazione in modo da assicurare sia esigenze di specializzazione nell'ambito del profilo professionale, sia esigenze di riconversione e di mobilita' professionale.

Le attivita' di formazione professionale, sia di aggiornamento e sia di riqualificazione, possono concludersi con misure di accertamento dell'avvenuto conseguimento di un significativo accrescimento della professionalita' del singolo lavoratore che costituiranno ad ogni effetto titolo di servizio.


Art. 6: ORARIO DI LAVORO

L'orario di lavoro settimanale viene confermato in 36 ore da articolarsi almeno su 5 giorni lavorativi.

In relazione ai processi di riorganizzazione dei servizi, agli obiettivi di maggiore efficienza ed economicita' degli stessi ed all'ampliamento della fascia oraria dei servizi e degli uffici al pubblico, l'orario puo' articolarsi nei seguenti tipi:

a) orario unico su 6 giorni lavorativi settimanali;

b) orario spezzato su 5 giorni lavorativi settimanali;

c) turnazione in modo da coprire l'intero arco della giornata.

In sede di accordi con le OO.SS. potrannocomunque essere stabilite articolazioni diverse da quelle sopra indicate.

Possono, altresi', coesistere piu' forme di orario secondo le esigenze del servizio, anche introducendo, ove funzionalmente possibile e con adeguata regolamentazione, il criterio della flessibilita'.

L'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale, nell'ambito della propria autonomia organizzativa, disciplina l'articolazione dell'orario di lavoro dei dipendenti del Consiglio stesso e dei gruppi consiliari, previo accordo con le OO.SS. maggiormente rappresentative, dandone comunicazione all'Assessorato al Personale.

La prestazione individuale di lavoro deve, in ogni caso, essere distribuita in un arco massimo di norma di 10 ore.

L'articolazione dell'orario settimanale e' stabilita con deliberazione della Giunta Regionale previa contrattazione con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.

L'Amministrazione accerta per tutti i dipendenti, anche con mezzi meccanici ed elettronici, il rispetto dell'orario di lavoro.


Art. 7: CONGEDO ORDINARIO

La fruizione del congedo ordinario e delle giornate di riposo spettanti e' autorizzata dal dirigente della struttura di secondo grado presso cui il dipendente e' addetto; per i dirigenti appartenenti alla seconda qualifica dirigenziale e' autorizzata dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio e dai membri dElla Giunta Regionale, nell'ambito delle rispettive competenze.

Per i dipendenti che svolgono particolari compiti di collaborazione con la Presidenza del Consiglio, la Presidenza della Giunta e con i singoli Assessori, il congedo di cui al comma precedente e' autorizzato dai predetti Organi.


Art. 8: CONGEDO STRAORDINARIO

L'art. 15 della lettera g) del capoverso A) della legge regionale n. 12/1980 viene cosi' modificato con l'aggiunta della dizione:

<< Nel primo mese di astensione facoltativa il trattamento economico e' ridotto proporzionalmente agli altri periodi di congedo straordinario eventualmente goduti >>.

Al capoverso B) dello stesso articolo, dopo il secondo comma, e' aggiunto il seguente comma:

<< Il congedo straordinario per l'assolvimento degli obblighi di leva e' attribuito nei termini e con le modalita' previste dalle leggi vigenti >>.


Art. 9: MOBILITA' - AMBITO DI APPLICAZIONE

La mobilita' di personale nell'ambito della Regione e fra gli enti destinatari degli accordi relativi al personale dipendente dagli Enti locali e dalle Regioni a statuto ordinario, deve rispondere ad esigenze di servizio ed e' anche finalizzata al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

a) la razionalizzazione dell'impiego del personale;

b) l'accelerazione delle procedure per la copertura dei posti vacanti;

c) l'avvicinamento del dipendente alla propria residenza anagrafica e/o la ricongiunzione con il nucleo familiare;

d) il reciproco interesse dell'ente di provenienza, dell'ente di nuova destinazione e del dipendente.


Art. 10: MOBILITA' INTERNA ALLA REGIONE

La mobilita' interna alla Regione, che non comporti assegnazione a sede di lavoro in territorio comunale diverso da quello di provenienza, e' effettuata dall'Amministrazione secondo criteri generali da definire previo confronto con le Organizzazioni sindacali. Dei singoli provvedimenti viene data informazione alle Organizzazioni sindacali.

Qualora tale mobilita' comporti modifica del profilo professionale - nell'ambito della stessa qualifica funzionale - devono essere accertati i necessari requisiti professionali, secondo criteri oggettivi stabiliti a livello di accordi con le OO.SS., anche ricorrendo alle necessarie iniziative di riqualificazione professionale ed alla verifica dell'idoneita' alle mansioni.

Qualora la mobilita' interna alla Regione comporti l'assegnazione a sede di lavoro esterna al territorio comunale di provenienza, l'amministrazione provvede sulla base di criteri oggettivi collegati alla residenza, all'anzianita' ed alla situazione di famiglia secondo graduatorie stabilite in base ad accordi con le OO.SS.


Art. 11: MODALITA' TRA ENTI

La mobilita' tra enti riguarda il personale destinatario degli accordi relativi al personale degli Enti locali e della Regione.

Ferme restando le riserve di legge, nonche' le riserve dei posti al personale interno, la mobilita' esterna si attua nell'ambito dei posti disponibili per concorso pubblico.

La percentuale dei posti, a livello regionale, che possono essere coperti mediante trasferimenti, e' stabilita attraverso accordo con le Organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.

A tal fine gli enti pubblicano nel Bollettino Ufficiale della Regione gli avvisi relativi alla copertura dei posti, ponendo un termine per la presentazione delle domande da parte del personale di ruolo appartenente alla stessa qualifica e profilo professionale.

La copertura dei posti e' effettuata attraverso graduatorie formate da una Commissione nominata dalla Giunta Regionale e composta dal Presidente della Giunta o da un suo delegato, da due funzionari di livello dirigenziale e da un rappresentante sindacale in base a criteri e modalita' concordati in sede di accordo a livello regionale, tenendo comunque conto dei titoli professionali, della residenza, dell'anzianita', della situazione di famiglia dei richiedenti, dei motivi di studio.

Tale mobilita' e' subordinata comunque al consenso dell'ente di provenienza.

E' consentito il trasferimento di personale tra Regioni nonche' tra Regioni e gli Enti destinatari dell'accordo degli Enti locali, a domanda motivata e documentata del dipendente interessato e previa intesa tra gli enti a condizione dell'esistenza di posto vacante conferibile con concorso pubblico e di corrispondente profilo professionale nell'Ente di destinazione.

Dei singoli provvedimenti viene data comunicazione alle organizzazioni sindacali.


Art. 12: MOBILITA' PER DELEGA DI FUNZIONI

La mobilita' del personale in occasione di deleghe di funzioni puo' attuarsi o attraverso il trasferimento del personale o attraverso la sua assegnazione funzionale, e verra' disciplinata di volta in volta dalle relative leggi regionali di delega.

Dovranno comunque essere rispettati i seguenti principi:

a) nell'ipotesi che il personale venga trasferito, la Regione dovra' procedere contestualmente alla corrispondente riduzione dei propri organici, mentre l'Ente destinatario del personale dovra' provvedere al conseguente adeguamento delle proprie dotazioni organiche.

b) Il personale trasferito dovra' conservare la posizione giuridica ed economica acquisita all'atto del trasferimento.

c) Il trasferimento o l'assegnazione del personale dovranno essere effettuati, previa intesa con gli enti interessati, sulla base di criteri oggettivi concordati con le OO.SS. alivello regionale tenendo comunque conto dei titoli professionali,dell'anzianita' e della situazione di famiglia dei dipendenti.

d) Nel caso di revoca della delega o di assegnazione della stessa ad ente diverso, nel rispetto del principio che il personale segue le funzioni delegate, gli accordi con le OO.SS. stabiliranno i criteri per il trasferimento del personale interessato.

e) Dei singoli provvedimento dovra' essere dato comunicazione alle OO.SS.


Art. 13: INDENNITA' DI MOBILITA'


Al personale interessato ai processi di mobilita' spettano, ove dovute, le indennita' di missione o di trasferimento previste in materia dalla normativa vigente per i dipendenti civili dello Stato.


Titolo II: NORME SULLO STATO GIURIDICO DEL PERSONALE

Art. 14: RUOLO UNICO DEL PERSONALE


Il personale della Regione e' collocato in un ruolo unico ed e' assegnato ad una delle seguenti qualifiche funzionali:

- dirigente di struttura organizzativa di II grado e/o con compiti equiparati (dirigente superiore) (II qualifica dirigenziale)

- dirigente di struttura organizzativa di base e/o con compiti equiparati (dirigente) (I qualifica dirigenziale)

- funzionario (VIII livello retributivo)

- istruttore direttivo (VII livello retributivo)

- istruttore (VI livello retributivo)

- collaboratore professionale (V livello retributivo)

- esecutore (IV livello retributivo)

- operatore (III livello retributivo)

- ausiliare (II livello retributivo)

- addetto alle pulizie (I livello retributivo).

Le qualifiche funzionali e la funzione dirigenziale sono esplicate nell'allegato << A >> che forma parte integrante della presente legge.


Art. 15: COSTITUZIONE DEL RAPPORTO DI IMPIEGO PROVE DI CONCORSO

L'articolo 9 della legge 8 maggio 1980, n. 12, e' sostituito dal seguente.

I concorsi di ammissione alle qualifiche funzionali di cui al precedente art. 14 sono per titoli ed esami.

Gli esami per l'ammissione all'impiego consistono:

a) per il 1 ° e 2 ° livello dirigenziale: in tre prove scritte e in un colloquio, tendenti ad accertare il possesso di adeguata preparazione ed a valutare le capacita' del candidato.

b) Per i livelli dal VI all'VIII in due prove scritte e in un colloquio, tendenti ad accertare il possesso di adeguata preparazione ed a valutare le capacita' del candidato.

c) Per tutti gli altri livelli: in una prova scritta, in una prova pratica ed un colloquio, tendenti ad accertare il possesso di adeguata cultura generale e di cognizioni tecniche per l'espletamento delle mansioni proprie del livello, nonche' l'idoneita' all'uso di macchine d'ufficio.

Per la prima, seconda, terza e quarta qualifica funzionale, la prova scritta puo' essere effettuata mediante esame obiettivo a risposta sintetica.


Art. 16: COMMISSIONI D'ESAME

L'articolo 5 della legge 8 maggio 1980, n. 12 e' sostituito dal seguente:

Le Commissioni giudicatrici dei concorsi di cui all'articolo 4 della legge 8 maggio 1980, n. 12 sono nominate dalla Giunta Regionale e sono cosi' composte:

1) dal Presidente della Giunta Regionale o da un Consigliere da lui delegato con funzioni di Presidente;

2) Da tre esperti nelle materie oggetto di esame, designati dal Consiglio con voto limitato a due fra le seguenti categorie;

a) concorsi per livelli funzionali 7° e 8°, I e II livello dirigenziale: docenti universitari, anche a riposo, magistrati anche a riposo di qualifica non inferiore a quella di consigliere di cassazione ed equiparata; dirigenti dello Stato; dipendenti regionali di livello non inferiore a quello messo a concorso; iscritti da almeno 15 anni in Albi professionali che abilitano all'esercizio di professioni attinenti alle materie oggetto di esame;

b) concorsi per il livello funzionale 6°; docenti di ruolo presso istituti di istruzione secondaria superiore; direttivi dello Stato; dipendenti regionali di livello non inferiore a quello messo a concorso; iscritti da almeno dieci anni in Albi professionali che abilitano all'esercizio di professioni attinenti alle materie oggetto d'esame;

c) concorso per il livello funzionale 4° e 5°: docenti di ruolo presso Istituti di scuola media ed insegnanti tecnicopratici; dipendenti statali e regionali con livello non inferiore al 6 °; iscritti da almeno dieci anni in Albi professionali che abilitano all'esercizio di professioni attinenti alle materie oggetto d'esame;

d) concorsi per livelli funzionali 1 °, 2 ° e 3 °; dipendenti regionali o statali di livello non inferiore al 6 °;

3) da un rappresentante sindacale, scelto tra una terna segnalata dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative su base nazionale e con qualifica equiparata al livello messo a concorso.

Nelle commissioni di concorso per i livelli funzionali dal quarto all'ottavo, almeno un posto di esperto deve essere destinato a docenti od insegnanti tecnico-pratici di materia oggetto di esami.

Le funzioni di segretario sono espletate da un dipendente regionale di livello non inferiore al sesto.


Art. 17: RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO

Per le assunzioni a tempo determinato trova applicazione la norma di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 276/1971.


Art. 18: LAVORO A TEMPO PARZIALE

In via sperimentale, la Regione puo' procedere alla trasformazione di posti di organico ad orario pieno, in posti ad orario ridotto, nel limite massimo che sara' definito in sede di confronti con le OO:SS., nell'intesa che ad ogni posto di tempo pieno devono corrispondere due posti a tempo parziale.

Il tempo parziale comporta un orario giornaliero di lavoro pari al 50% dell'orario normale, articolato su almeno cinque giorni lavorativi settimanali.

Al rapporto di lavoro a tempo parziale si applica la disciplina del rapporto di lavoro del personale a tempo pieno ivi compresa la incompatibilita' assoluta con ogni altro rapporto di lavoro pubblico o privato o altre attivita' professionali.

In particolare il rapporto a tempo parziale e' regolato come segue:

a) le norme di accesso sono le stesse di quelle previste per il personale a tempo pieno;

b) il trattamento economico e' pari al 50% di tutte le competenze fisse e periodiche spettanti al personale a tempo pieno ivi compresa l'indennita' integrativa speciale;

c) il salario di anzianita' di cui al successivo articolo 23 e' pari al 50% di quello spettante al personale di pari qualifica a orario intero;

d) al personale a tempo parziale spettano inoltre, per intero, le quote di aggiunta di famiglia in quanto dovute;

e) il personale a tempo parziale non puo' eseguire prestazioni straordinarie ne' puo' usufruire di benefici che comportino a qualsiasi titolo riduzione di orario di lavoro;

f) non possono coprire posti a tempo parziale i dipendenti con posizione funzionale di direzione o coordinamento di strutture operative.

I posti di organico a tempo pieno che si possono convertire in tempo parziale possono essere individuati esclusivamente fra quelli compresi fra il I ed il VI livello.

Comunque, e nel rispetto della precisazione di cui al precedente comma, la individuazione dei settori, dei profili professionali e la quantita' di posti a tempo pieno convertibili a tempo parziale saranno definiti in sede di confronti con le OO.SS.

Il personale a tempo pieno puo' chiedere la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale o viceversa sempre che vi siano le disponibilita' dei relativi posti.

Le assunzioni a tempo parziale non precostituiscono diritto ad ottenere la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno.

L'introduzione dell'istituto a tempo parziale e' subordinata alla definizione per legge dello Stato degli aspetti previdenziali del rapporto medesimo.


Art. 19: ACCESSO ALLE QUALIFICHE FUNZIONALI

a) SECONDA QUALIFICA DIRIGENZIALE

Il personale appartenente alla seconda qualifica dirigenziale esercita le proprie funzioni al livello di responsabile delle strutture organizzative di secondo grado per materia omogenea e/o per compiti di studio, ricerca ed elaborazioni complesse dirette alla formulazione e realizzazione dei programmi nell'ambito delle competenze per materia o per obiettivo.

Il contingente della seconda qualifica dirigenziale deve corrispondere sia alla responsabilita' delle unita' organizzative di II grado che alle esigenze di attivita' di elaborazione di studio e ricerca, definite dalle leggi di organizzazione, e non puo' comunque superare 6 volte il numero dei coordinatori cosi' come individuati al successivo art. 20.

Per l'accesso, mediante pubblico concorso per titoli ed esami scritti ed orali, alla seconda qualifica dirigenziale, sono richiesti il possesso del diploma di laurea e una adeguata esperienza professionale acquisita nell'impiego pubblico per almeno 5 anni in carriera direttiva e per almeno 3 anni in posizione dirigenziale.

Non meno del 70% dei posti vacanti della seconda qualifica dirigenziale sono riservati al personale regionale inquadrato nella prima qualifica funzionale dirigenziale con 3 anni di anzianita' nella stessa;

l'accesso interno avviene per concorso per titoli ed esami scritti ed orali.

b) PRIMA QUALIFICA DIRIGENZIALE

Il personale appartenente alla prima qualifica dirigenziale esercita le proprie funzioni a livello di responsabile della struttura organizzativa di primo grado e/o per compiti di studio e ricerca diretti alla formazione e realizzazione dei programmi nell'ambito delle competenze per materia o per obbiettivo.

Per l'accesso, mediante concorso per titoli ed esami scritti ed orali, alla prima qualifica dirigenziale, sono richiesti il possesso del diploma di laurea ed una adeguata esperienza professionale acquisita per almeno 5 anni nell'impiego pubblico in posizione direttiva, ovvero nell'esercizio per eguale periodo, della libera professione nelle discipline amministrative e tecniche, con iscrizione all'Albo Professionale; il 25% dei posti e' riservato al personale regionale inquadrato nel livello VIII della presente legge con la qualifica di funzionario e con 3 anni di anzianita' nella stessa.

c) ALTRE QUALIFICHE

Alle restanti qualifiche si accede per concorso pubblico per titoli ed esami scritti ed orali.

I titoli di studio richiesti sono quelli risultanti dall'allegato << A >> alla presente legge.

Il 50% dei posti disponibili messi a concorso pubblico e' riservato al personale in servizio appartenente alla qualifica immediatamente inferiore che abbia in tale qualifica un'anzianita' di servizio di almeno 5 anni e che sia in possesso del titolo di studio richiesto per l'accesso alla qualifica immediatamente inferiore a quella cui si concorre.

A tale riserva possono partecipare anche i dipendenti muniti del titolo di studio richiesto per il concorso esterno indipendentemente dall'anzianita' di servizio.


Art. 20: FUNZIONI DI COORDINAMENTO

La funzione di coordinamento e' attribuita per assicurare la direzione di vaste aree operative o il coordinamento di piu' settori a dirigenti appartenenti alla seconda qualifica funzionale dirigenziale.

L'incarico per la funzione di coordinamento e' conferito dalla Giunta Regionale e dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale a tempo determinato per un periodo non superiore ad anni 5; e' revocabile, rinnovabile, ed e' attribuito al personale inserito nella seconda qualifica dirigenziale che continua ad esercitare contemporaneamente le funzioni della propria qualifica.

Gli incarichi di coordinamento dirigenziale non possono essere superiori a 1,5 volte il numero dei membri della Giunta, piu' un correlato al Consiglio Regionale.


Titolo III: TRATTAMENTO ECONOMICO

Art. 21: LIVELLI RETRIBUTIVI


Alle qualifiche funzionali indicate al primo e secondo comma dell'art. 13 corrispondono i seguenti livelli retributivi annui lordi:

- dirigente di struttura organizzativa di II grado e/o con compiti equiparati (dirigente superiore) L. 14.000.000

- dirigente di struttura organizzativa di base e/o con compiti equiparati (dirigente) L. 11.200.000

- funzionario L. 8.640.000

- istruttore direttivo L. 6.400.000

- istruttore L. 5.500.000

- collaboratore professionale L. 5.200.000

- esecutore L. 4.450.000

- operatore L. 3.900.000

- ausiliario L. 3.600.000

- addetto alle pulizie L. 3.300.000.

Agli impiegati competono in aggiunta allo stipendio:

- la tredicesima mensilita', da corrispondere nella seconda meta' del mese di dicembre di ogni anno in misura pari ad 1/12 dell'importo annuo dello stipendio in godimento al 1° dicembre ed in misura proporzionale al servizio effettivo prestato nell'anno;

- l'indennita' integrativa speciale e le quote di aggiunta di famiglia nella misura e con i criteri stabiliti per gli impiegati civili dello Stato.


Art. 22: INDENNITA'

Sono previste le seguenti indennita':

a) il compenso per la funzione di coordinamento e' stabilito nella misura annua fissa di L. 3.500.000 da corrispondere in 12 mensilita';

b) al personale inquadrato nella seconda qualifica dirigenziale compete un'indennita' fissa di L. 4.800.000 da corrispondere in 12 mensilita';

c) al personale inquadrato nella prima qualifica dirigenziale con direzione di una struttura organizzativa di primo grado compete un'indennita' annua fissa di L. 3.000.000 da corrispondere in 12 mensilita';

d) al personale inquadrato nell'ottava qualifica con direzione di unita' operativa organica, compete un'indennita' annua fissa di L. 1.500.000 da corrispondere in 12 mensilita';

e) al personale inquadrato nelle qualifiche settima e sesta compete un'indennita' annua fissa di L. 360.000 da corrispondere in 12 mensilita';

f) al personale di vigilanza (ittica, venatoria, silvo-pastorale) inquadrato nella quinta qualifica compete l'indennita' annua fissa di L. 600.000 da corrispondere in 12 mensilita'. Detta indennita' assorbe ogni altra indennita' comunque corrisposta a tale titolo;

g) al personale inquadrato nelle qualifiche quinta, quarta e terza compete un'indennita' annua fissa di L. 120.000 da corrispondere in 12 mensilita'; tale indennita' non compete al personale della qualifica quinta che percepisce l'indennita' di L. 600.000 di cui alla precedente lettera f);

h) al personale inquadrato nella seconda qualifica compete un'indennita' annua fissa di L. 60.000 da corrispondere in 12 mensilita'. Al personale della prima qualifica funzionale non compete alcuna indennita';

i) al personale inquadrato nella quarta e terza qualifica funzionale, destinato a prestazioni comportanti condizioni di funzionale, destinato a prestazioni comportanti condizioni di particolare esposizione a rischio nei settori di cui all'allegato << B >> compete un'indennita' annua fissa di 12 mensilita' di L. 240.000.

Detta indennita' non e' cumulabile con l'indennita' di L. 120.000 spettante al personale inquadrato nelle qualifiche funzionali quarta e terza che presta servizio in settori di attivita' diversi da quelli indicati nel medesimo allegato << B >>.


Art. 23: PASSAGGIO DI LIVELLO

In occasione di inquadramento ad altra qualifica funzionale, il beneficio economico da attribuire ad ogni dipendente consiste nella differenza tra l'iniziale della qualifica di provenienza e l'iniziale della qualifica di accesso.


Art. 24: SALARIO DI ANZIANITA'

Al personale, nell'arco di validita' della presente legge, verra' corrisposta alla data del 1 ° gennaio 1985, quale salario di anzianita', una somma annua fissa per ciascun livello nelle seguenti misure:

I Livello.................... L. 198.000

II Livello.................. L. 216.000

III Livello............... L. 234.000

IV Livello................. L. 267.000

V Livello.................... L. 312.000

VI Livello................. L. 330.000

VII Livello............... L. 384.000

VIII Livello............. L. 518.000

1 Dirigenziale........... L. 672.000

2 Dirigenziale........... L. 840.000

Qualora il rinnovo del nuovo accordo non dovesse realizzarsi entro il biennio del prossimo triennio contrattuale, al personale verra' comunque corrisposto alla data del 1 ° gennaio 1987, a titolo di acconto, un analogo beneficio di eguale importo.


Art. 25: SCATTI

In caso di nascita di figli e' concessa una maggiorazione pari al 2,50% dello stipendio iniziale della qualifica funzionale posseduta, alle condizioni e con le modalita' gia' previste per l'attribuzione degli aumenti biennali anticipati di stipendio al personale civile dello Stato, riassorbibile all'atto del conferimento delle somme di cui al primo e secondo comma del precedente articolo.

Analogo beneficio e' riconosciuto al personale che abbia diritto, con effetto successivo alla data del 31 dicembre 1982, all'attribuzione degli aumenti periodici di stipendio ai sensi dell'art. 1 della legge 24 maggio 1970, n. 336, e successive modifiche e integrazioni.


Art. 26: ONNICOMPRENSIVITA'

Con effetto dall'entrata in vigore della presente legge e' fatto divieto di corrispondere ai dipendenti, oltre alle indennita' previste dalla stessa, ulteriori indennita' proventi o compensi dovuti a qualsiasi titolo in connessione con la carica o per prestazioni comunque rese in rappresentanza dall'amministrazione, salvo che abbiano carattere di generalita' per tutti i dipendenti.

L'importo delle indennita', dei proventi e dei compensi dei quali e' vietata la corresponsione deve essere versato dagli enti, societa', aziende e amministrazioni tenuti ad erogarli, direttamente in conto entrate alla Regione.


Art. 27: LAVORO STRAORDINARIO

Le prestazioni di lavoro straordinario sono autorizzate entro il limite massimo pari al prodotto di 100 ore annue per i dipendenti della Regione, ed entro il limite annuo individuale di 250 ore, previa definizione di un ammontare di spesa di 150 ore pro capite.

Per esigenze eccezionali - debitamente motivate in relazione all'attivita' di diretta assistenza agli organi istituzionali riguardanti un numero di dipendenti non superiore al 2% dell'organico, o per fronteggiare eventi o situazioni di carattere straordinario - il limite massimo individuale puo' essere superato, previe trattative con le OO.SS. aziendali, nel rispetto comunque del monte ore complessivo previsto al comma precedente.

Fino alla definizione intercompartimentale della disciplina unitaria dell'istituto del lavoro straordinario, gli importi orari restano stabiliti in base ai livelli retributivi iniziali dell'accordo 1979-"81, e salvo quanto derivante dalla dinamica della scala mobile computata alla data del 1 ° gennaio di ogni anno. Le prestazioni di lavoro straordinario effettuate per attivita' richieste dall'ISTAT non sono comprese nei limiti previsti dalla presente normativa. Le relative spese sono a carico dell'ISTAT.

Art. 28: PRODUTTIVITA'

Per il conseguimento degli obiettivi di miglioramento dell'efficacia e dell'efficienza dell'Amministrazione, sono istituiti compensi incentivanti la produttivita'.

La previsione dei compensi di cui al precedente comma e' subordinata alla formulazione scritta di programmi di attivita' delle singole unita' organiche ed alla verifica dei risultati.

I criteri per l'attribuzione individuale dei compensi in rapporto ai risultati conseguiti rispetto a quelli programmati per le singole unita' organiche, sono stabiliti, in sede di accordi con le OO.SS., tenendo conto del livello retributivo, delle ore di presenza in servizio e del rendimento idoneamente verificato, dimostrato da ciascun dipendente nell'esecuzione del programma di attivita'.

Il monte salario attribuibile a titolo di compenso incentivante la produttivita' e' costituito da:

a) quote di salario relativo alle 50 ore di straordinario per ciascun dipendente derivante dalla riduzione dell'importo impegnato nei capitoli di straordinario del monte spese di cui al precedente articolo;

b) da economie di esercizio derivanti da processi di ristrutturazione che aumentino, sulla base di criteri oggettivi, la produttivita' individuale e collettiva.

Tali economie sono verificate in sede di assestamento di bilancio in data 30 novembre e son desumibili dal raffronto tra le somme impegnate per spese correnti con aggiunta di quelle che si presume di impegnare nel mese di dicembre e quelle previste, tenuto conto delle precedenti eventuali variazioni in corso di esercizio e, naturalmente, escluse quelle dell'assestamento.

L'importo cosi' determinato sara' stornato a favore dello stanziamento relativo a compensi incentivanti la produttivita' gia' iscritto al bilancio.

Dette economie si ripartiscono come segue:

20% in economie di bilancio;

40% in riconversione di attrezzature; 40% in premio di produttivita'.

La Regione si impegna a costituire, anche in forma consortile, uffici di organizzazione al fine di determinare stantards di produttivita'.


Art. 29: INDENNITA' DI TURNO


Al personale presente in servizio inserito in strutture che comportano un'erogazione di servizio di almeno 12 ore compete l'indennita' mensile di L. 25.000.

L'indennita' oraria per orario ordinario notturno e' di L. 1.080; ordinario festivo di L. 1.215; ordinario notturno festivo L. 1.800.


Art. 30: INDENNITA' DI RESPONSABILITA'


Si applica nelle situazioni riguardanti le attivita' di protezione civile, i servizi sui fiumi e sui canali navigabili ed i servizi generali regionali; il compenso previsto e' di L. 600 orarie.

I dipendenti interessati e le modalita' di svolgimento saranno determinate in sede di accordi decentrati.


Art. 31: MISSIONI

Il trattamento economico di missione, di trasferimento e di prima sistemazione del personale regionale, fino alla definizione intercompartimentale della disciplina unitaria dell'intera materia, e' disciplinato dalla legge regionale 8 maggio 1980, n. 12, alla quale vengono apportate le modificazioni e integrazioni di cui ai commi successivi.

Il primo comma dell'articolo 45 della citata legge n. 12/1980 e' sostituito dal seguente: << A decorrere dal 1 ° gennaio 1983 le misure dell'indennita' di trasferta, dovute ai dipendenti della Regione, comandati in missione fuori dell'ordinaria sede di servizio, sono stabilite, per ogni 24 ore di assenza dalla sede, ivi compreso il tempo occorrente per il viaggio, come segue:

a) dipendenti inseriti nelle qualifiche dirigenziali (ex ottavo livello precedente ordinamento) e nelle altre qualifiche fino alla sesta (quinto livello precedente ordinamento): 31.700;

b) dipendenti inseriti nelle qualifiche inferiori: L. 23.100.

Le misure delle indennita' di trasferta sono automaticamente rideterminate in relazione al disposto del Decreto del Ministro del Tesoro previsto dal D.P.R. 16 gennaio 1978, n. 513 e dalla legge 26 luglio 1978, n. 417. Sulle misure risultanti dall'aumento e dai successivi adeguamenti va operato l'arrotondamento per eccesso a L. 100.

L'articolo 48 della legge regionale 8 maggio 1980, n. 12 e' sostituito dal seguente:

<< Al personale inquadrato nella prima e seconda qualifica dirigenziale inviato in missione e' data facolta' di chiedere, dietro presentazione di regolare fattura, il rimborso della spesa dell'albergo di prima categoria; al restante personale e' data invece facolta' di chiedere il rimborso della spesa dell'albergo di seconda categoria >>. In tali casi le misure dell'indennita' sono ridotte di 1/3.

All'art. 49 della legge regionale 8 maggio 1980, n. 12, il comma secondo e' sostituito dal seguente:

<< Per quanto attiene ai viaggi compiuti in ferrovia, al personale inquadrato nella prima e seconda qualifica dirigenziale spetta il rimborso dell'eventuale spesa sostenuta per l'uso di un posto letto in carrozza letto; per il restante personale e' consentito il rimborso dell'eventuale spesa sostenuta per l'uso di una cuccetta di prima classe >>.


Art. 32: MENSA

Al fine di agevolare la realizzazione delle nuove forme di organizzazione del lavoro e le maggiori disponibilita' richieste agli operatori, la Regione puo' istituire, ove necessario e possibile, mense di servizio secondo modalita' e criteri da concordarsi attraverso accordi con le OO.SS.

Per poter fruire del diritto alla mensa e' necessario essere effettivamente in servizio.

Non potra' usufruire di tale diritto il personale che effettua orario unico.

Il pasto va consumato al di fuori dell'orario di servizio.

Il dipendente e' tenuto a pagare per ogni pasto un corrispettivo pari a 1/3 del costo unitario risultante dalla convenzione, se la mensa e' gestita da terzi, oppure un corrispettivo sempre pari al 1/3 dei costi dei generi alimentari e del personale, qualora la mensa sia gestita direttamente dalla Regione.

In ogni caso e' esclusa ogni forma di monetizzazione indennizzante.


Titolo IV: NORME TRANSITORIE FINALI

Art. 33: INQUADRAMENTO NELLE QUALIFICHE FUNZIONALI


La Giunta regionale procedera' con singoli provvedimenti all'automatica collocazione nelle qualifiche funzionali del personale dipendente secondo la seguente tabella di corrispondenza:

LIVELLI ACCORDO 1979-1981 NUOVI LIVELLI

II
IIII
IIIIII
IVIV
-V
VVI
VIVII
VIIVIII
VIII1° qualifica dirigenziale
2° qualifica dirigenziale
Cordinamento

Vengono inquadrati nella V qualifica funzionale le figure professionali cosi' come definite nella declaratoria di qualifica funzionale di cui all'allegato << A >>.


Art. 34: CONCORSI SPECIALI

In occasione delle operazioni di ristrutturazione del presente accordo, sulla base delle leggi regionali di organizzazione ed anche per un definitivo riequilibrio dell'applicazione degli istituti normativi contenuti nelle leggi regionali dai precedenti accordi, almeno il 90% dei posti vacanti nelle qualifiche funzionali previste dal presente accordo dalla 2 ° all' 8 ° e' coperto mediante concorsi interni per titoli ed esami riservati al personale inquadrato nel livello immediatamente inferiore con una anzianita' di servizio di almeno tre anni nel livello medesimo ed in possesso del titolo di studio richiesto per il livello di appartenenza. A detti concorsi possono inoltre partecipare i dipendenti inquadrati nel livello immediatamente inferiore in possesso del titolo di studio richiesto per i posti messi a concorso.

I concorsi di cui al precedente comma debbono essere indetti entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Nei primi concorsi per l'accesso alle qualifiche dirigenziali banditi dopo l'espletamento di quelli di cui ai seguenti articoli 35 e 36, la riserva dei posti in favore del personale di ruolo gia' inquadrato in applicazione della presente legge nel livello VIII e nel I livello dirigenziale, e' fissata al 25% ed al 70%, rispettivamente per la I e la II qualifica dirigenziale.


Art. 35: I QUALIFICA DIRIGENZIALE

Sono collocati automaticamente nella prima qualifica dirigenziale tutti i dipendenti inquadrati nell'ottavo livello ai sensi dell'accordo relativo al periodo 1979-1981 e recepito con la legge regionale n. 10 dell'8 giugno 1981.

Per il personale di cui al comma precedente gli effetti giuridici e economici decorrono dal 1 ° gennaio 1983.


Art. 36: II QUALIFICA DIRIGENZIALE

L'inquadramento nella seconda qualifica dirigenziale, nel limite del 90% dei posti, avviene mediante selezione per titoli.

Alla selezione che si svolgera' secondo i criteri contenuti nei seguenti articoli 37 e 38 possono partecipare, nel rispetto degli accordi raggiunti con le OO.SS., i dipendenti inquadrati nell'8 ° livello della legge n. 10 dell'8 giugno 1981, in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge.

Per il personale che verra' inquadrato nella seconda qualifica dirigenziale, gli effetti economici e giuridici decorrono dalla data di conferimento delle nuove funzioni dirigenziali.

Si procedera' alla copertura del restante 10% dei posti mediante concorso pubblico per titoli ed esami scritti ed orali.

I concorsi per la copertura dei posti della seconda qualifica dirigenziale saranno effettuati entro un anno dalla data di pubblicazione della presente legge.


Art. 37

CONCORSO PER TITOLI


A) I titoli valutabili ai fini della graduatoria di merito per l'accesso alla seconda qualifica dirigenziale sono distinti nelle seguenti categorie:

- I TITOLI DI STUDIO

- II TITOLI DI SERVIZIO

- III CURRICULUM PROFESSIONALE

- IV TITOLI VARI


I CATEGORIA

TITOLI DI STUDIO

1) Diploma di laurea
punti 0,08 per ogni punto di laurea fino al massimo di punti 8,8 per laurea conseguita con 110. Alla lode è attribuito il punteggio di 0,08
2) Altri diplomi di laurea
punti
2
3) Specializzazioni conseguite con corso di studio post-universitario minimo semestrale e con esame finale (per ogni specializzazione)
punti
1

II CATEGORIA

TITOLI DI SERVIZIO


A) SERVIZI DI RUOLO
4) Servizio prestato nell'Amministrazione regionale nel livello VIII della legge regionale n. 12/1980.
punti per anno
3
5) Servizio prestato nell'Amministrazione regionale nei livelli VI e VII della legge regionale n. 12/1980.
punti per anno
2
6) Servizio prestato nell'Amministrazione regionale nel livello V - parametro 280 - della legge regionale n. 11/1974.
punti per anno
2
7) Servizio prestato nell'Amministrazione regionale nel livello V - parametro 340 - della legge regionale n. 11/1974.
punti per anno
3
8) Servizio prestato con qualifica dirigenziale presso lo Stato o altri Enti pubblici ai sensi dei D.P.R. n. 748 o della legge n. 70 del 1975.
punti per anno
3
9) Altri servizi effettivi prestati in carriera direttiva presso lo Stato o altri Enti pubblici.
punti per anno
2

B) INCARICHI
10) Incarico di coordinamento formalmente attribuito ai sensi della legge regionale n.47 del 1977.
punti per anno
5
11) Incarico di responsabile di settore o di servizio formalmente attribuito ai sensi della legge regionale n. 47/1977.
punti per anno
2,50
12) Incarico di dirigenza di strutture organizzative a persona le di ruolo inquadrato con la qualifica dirigenziale presso lo Stato o altri Enti pubblici ai sensi del D.P.R. N. 748 e n. 749 del 1972 e della legge n. 70 del 1975.
punti per anno
1,50
13) Incarico di direzione di strutture organizzative nello Stato o in altri Enti pubblici attribuito a personale direttivo di ruolo.
punti per anno
0,50

Per la presente seconda categoria, le frazioni di anno sono valutate in mesi, a ciascuno dei quali e' attribuito un punteggio pari a 1/12 di quello annuo.

I periodi superiori a giorni 15 sono considerati mesi interi.

I punteggi di cui ai numeri 10 e 11 sono cumulabili se riferiti allo stesso periodo.


III CATEGORIA

CURRICULUM PROFESSIONALE


14) Abilitazione all'esercizio di professioni per le quali è richiesto il diploma di laurea.
punti
2
15) Altre abilitazioni all'esercizio di professioni conseguite a seguito di specifico esame, per le quali è richiesto il diploma di laurea.
punti
1

IV CATEGORIA

TITOLI VARI E PUBBLICAZIONI


Fino ad un massimo di punti 5

Per la valutazione dei titoli di cui al presente articolo vengono riconosciuti i servizi comunque prestati presso Pubbliche Amministrazioni che abbiano costituito titoli per l'inquadramento nella Regione o incarichi continuativi di consulenza presso lo Stato o Enti Pubblici e che non siano stati valutati nei punti precedenti.

Ai fini della valutazione dei titoli di cui al presente articolo, si assume come data di riferimento ultima quella dell'entrata in vigore della presente legge.

Sono utilmente collocati nella graduatoria finale i dipendenti che abbiano riportato almeno 30 punti.


Art. 38: CONCORSI

Per partecipare alla selezione di cui al precedente articolo 37, i dipendenti dovranno produrre domanda di ammissione alla selezione per l'accesso alla seconda qualifica dirigenziale entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge.

L'istanza, corredata da ogni utile elemento idoneo alla compilazione della graduatoria di merito, dovra' essere indirizzata alla Giunta regionale.

La Giunta regionale assegnera' con proprio atto, su indicazione dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale per quanto attiene agli incarichi da attribuire nell'ambito del Consiglio stesso, gli incarichi di dirigenza, seguendo l'ordine della graduatoria e sulla base delle funzioni eventualmente gia' espletate e delle aree di attivita' cosi' come indicate negli articoli 6- 9 e 10 della legge regionale n. 47 del 19 dicembre 1977.

Funge da commissione esaminatrice la Giunta Regionale. Le funzioni di segretario sono svolte da uno dei componenti della Commissione stessa.


Art. 39: COORDINAMENTO

La nomina dei coordinatori scelti fra i dirigenti della seconda qualifica dirigenziale avverra' dopo l'espletamento del concorso di cui all'art. 36.

Nel frattempo, e fino alla nomina dei coordinatori di cui al precedente comma, i coordinatori nominati in applicazione della legge regionale n. 12 dell'8 maggio 1980 continueranno a percepire le indennita' previste dall'art. 18 della legge regionale n. 10 dell'8 giugno 1981.


Art. 40: RIEQUILIBRIO ANZIANITA'


Il riequilibrio tra anzianita' economica e anzianita' giuridica per i lavoratori della Regione viene effettuato sul reticolo derivante dalla progressione economica orizzontale realizzata con il contratto 1979-1981 e con riferimento alla data del 31 dicembre 1982.

I criteri su cui si attua questo riequilibrio sono i seguenti:

a) valutazione per intero, in termini di classi e/o scatti, in mesi degli anni di effettivo servizio, maturati nella qualifica nella quale il dipendente trovasi inquadrato al momento della operazione di riequilibrio computando anche il servizio svolto presso lo Stato, enti pubblici, enti locali e regioni;

b) valutazione in mesi degli anni di effettivo servizio maturati nei livelli inferiori pure valutati per intero sul valore delle classi e/o scatti attribuite ai livelli inferiori di riferimento computando sempre anche il servizio svolto presso lo Stato, enti pubblici, enti locali, regioni.

L'importo complessivo derivante da detta operazione di riequilibrio, decurtato del 7%, definisce compiutamente e definitivamente la quota di salario spettante ad ogni dipendente in funzione della progressione economica orizzontale per anzianita' al 31 dicembre 1982 che resta in godimento individuale.

Viene comunque garantito, nel nuovo livello retributivo, l'importo maturato per anzianita' (classi ed aumenti periodici) in godimento al 31 dicembre 1982, ove risultasse superiore al maturato determinato ai sensi dei punti a) e b) del presente articolo.


Art. 41: SCAGLIONAMENTO DEI BENEFICI CONTRATTUALI

Ai fini del contenimento degli oneri contrattuali nel quadro della politica governativa in ordine alla spesa pubblica, i benefici economici conseguenti all'applicazione della presente legge vengono attribuiti con le decorrenze e le percentuali di seguito specificate prendendo a base di calcolo l'intero beneficio economico spettante a ciascun dipendente:

dal 1 ° gennaio 1983: 35%

dal 1 ° gennaio 1984: 70%

dal 1 ° gennaio 1985: 100%.

Ai fini della determinazione del beneficio da attribuire si deve prendere a base quanto competerebbe a ciascun dipendente a seguito dell'inquadramento ai sensi della presente legge, alla data del 1 ° gennaio 1983 per le seguenti voci: stipendio tabellare iniziale, importo derivante dal riequilibrio delle anzianita' pregresse, indennita' aggiuntive previste per le singole qualifiche funzionali (con esclusione dell'indennita' di coordinamento) decurtato del trattamento economico in godimento al 31 dicembre 1982.

Al personale assunto dopo il 1 ° gennaio 1983 e prima del 31 dicembre 1984 compete il trattamento economico iniziale fissato nell'accordo unico nazionale per il periodo 1979-1981 a cui vanno aggiunti i benefici previsti nella presente legge secondo le percentuali di scaglionamento di cui al primo comma del presente articolo.

Nei casi di passaggio di livello nel periodo 1 ° gennaio 1983-31 dicembre 1984, i benefici conseguenti saranno assoggettati alle stesse percentuali di scaglionamento previste dal primo comma del presente articolo.


Art. 42: ASPETTATIVE SINDACALI

In attesa della definizione intercompartimentale della disciplina unitaria delle relazioni sindacali, viene congelato il numero attuale di aspettative sindacali retribuite.


Art. 43: PERSONALE DOCENTE DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE

Con successiva legge, a seguito di apposito accordo ai sensi dell'articolo 14 della legge quadro sul pubblico impiego, saranno emanate norme per la disciplina ed il trattamento economico del personale docente dei corsi di formazione professionale.

Art. 44: RINVIO


Per quanto non specificamente previsto rimangono in vigore le disposizioni legislative vigenti, intendendosi comunque abrogate le norme regionali incompatibili con la presente legge.

Art. 45: DOTAZIONE ORGANICA


Le dotazioni organiche complessive, distinte per livello funzionale, sono quelle riportate nell'allegata tabella << C >>.


Art. 46: NORMA FINANZIARIA

L'onere derivante dall'applicazione della presente legge viene posto a carico dell'apposito capitolo del bilancio regionale per l'esercizio finanziario 1985.


Art. 47: Dichiarazione d'urgenza

La presente legge e' dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 127 della Costituzione e dell'articolo 38 dello Statuto Regionale ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Molise.


© molisedati spa - tel. 0874 6191