Regolamento Regionale 8 giugno 1995, n.1
La presente pubblicazione non riveste carattere di ufficialità
TitoloRegolamento per le aziende faunistico - venatorie senza scopo di lucro.
OggettoIstituzione di aziende faunistico-venatorie - Disciplina della domanda di concessione e rinnovo - Disciplina del prelievo
BollettinoBollettino Ufficiale n° 13 del 16/06/95
Catalogazione12.Flora, fauna, caccia, pesca e fruizione della produzione naturale e spontanea
ModificheModificato art. 7 dalla legge n. regolamento regionale 5/2010 art. 1
Modificato art. 21 dalla legge n. regolamento regionale 5/2010 art. 2
Modificato art. 22 dalla legge n. regolamento regionale 5/2010 art. 3



Regolamento Regionale 8 giugno 1995, n.1


Art. 1
FINALITÀ

1. Per le prevalenti finalità naturalistiche e faunistiche, con particolare riferimento alla tipica fauna appenninica, alla grossa fauna europea e a quella acquatica, la Giunta Regionale, in applicazione dell'art. 16 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, e della legge regionale 10 agosto 1993, n. 19, istituisce, sentito l'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica nonché, ai sensi dell'art. 8 della legge 31 gennaio 1994, n. 97, le Comunità Montane interessate, Aziende Faunistico - Venatorie senza scopo di lucro.

2. Le Aziende Faunistico - Venatorie sono soggette ad una tassa annuale e vengono affidate in gestione secondo le modalità di cui all'art. 6 del presente regolamento.

3. Nei successivi articoli le Aziende Faunistico – Venatorie senza scopo di lucro vengono denominate << Aziende >>.


Art. 2
CARATTERISTICHE

1. La superficie da destinare alla Aziende non può superare l'8% del territorio utile all'esercizio venatorio di ogni singolo ambito territoriale di caccia.

2. Le Aziende devono:

a) essere costituite da terreni il più possibile omogenei per ambienti, fauna e tipo di coltivazione;

b) comprendere, preferibilmente, zone ad agricoltura svantaggiata;

c) ricadere ad una distanza non inferiore a Km. 15 dal confine di altre Aziende. Tale distanza non si applica per i territori al confine con l'area naturale protetta del Parco Nazionale d'Abruzzo.


Art. 3
ESTENZIONE

1. Le Aziende devono avere un'estensione non inferiore a 3.000 ettari; devono essere delimitate da confini possibilmente naturali e perimetrate con tabelle recanti, oltre al nome dell'Azienda, la scritta << Azienda Faunistico - Venatoria - Accesso consentito solo ai soci (art. 16, legge regionale 10 agosto 1993, n. 19) >>.


Art. 4
PRELIEVO VENATORIO

1. Il prelievo venatorio nelle Aziende avviene secondo le disposizioni del presente regolamento e nel rispetto delle norme sancite dal calendario venatorio annuale della Regione Molise.


Art. 5
DOMANDA DI CONCESSIONE E DI RINNNOVO

1. La domanda di concessione di Azienda, indirizzata al Presidente della Giunta Regionale, deve essere presentata all'Amministrazione Provinciale competente per territorio, che la trasmette, munita del parere del proprio Comitato Tecnico Faunistico Venatorio di cui all'art. 9 legge regionale 10 agosto 1993, n. 19, al competente assessorato regionale. La domanda deve essere sottoscritta dal legale rappresentante e controfirmata da un numero di soci cacciatori, muniti di regolare licenza di caccia e residenti nella regione, non inferiore al rapporto di un cacciatore ogni 50 ettari. A fianco di ciascuna firma vanno indicati, la residenza e gli estremi del porto d'armi.

2. Alla domanda di concessione devono essere allegati i seguenti documenti:

a) nulla osta dei conduttori o dei proprietari-conduttori dei fondi alla costituzione dell'Azienda. Il nulla osta vincola i proprietari o gli aventi causa per tutta la durata della concessione;

b) relazione tecnica sulla caratterizzazione ambientale del territorio comprendente l'estensione totale, l'altimetria minima e massima, la ripartizione colturale delle aree coltivate con relativa ettaraggio, l'estenzione di eventuali aree boschive, bacini artificiali, zone umide, vallive e allagate, aree ad incolto;

c) descrizione dei programmi pluriennali di ripristino, conservazione e gestione ambientale con particolare riferimento agli interventi di miglioramento ambientale a fini faunistici;

d) caratterizzazione faunistica del territorio riguardante, oltre le popolazioni appartenenti a specie cacciabili, anche le specie protette che rivestono particolare interesse naturalistico presenti in forma temporanea o permanente all'interno del territorio stesso;

e) elenco delle specie per le quali si richiede l'autorizzazione al prelievo venatorio e consistenza di ciascuna di esse;

f) indicazioni inerenti le strutture produttive o di ambientamento esistenti o da realizzarsi, con indicazione della/e specie e del numero potenziale di esemplari ospitati e liberati annualmente;

g) programmi pluriennali di immissione di specie selvatiche indicanti le finalità perseguite (ripopolamento, introduzione o reintroduzione), i quantitativi annui di soggetti che si intende liberare, nonché la durata dei programmi stessi;

h) planimetria dell'area in oggetto, possibilmente in scala 1 : 10.000 oppure in scala adottata dal Catasto terreni, in tre esemplari in cui siano evidenziate le tipologie ambientali di cui al punto b);

i) criteri per il risarcimento dei danni arrecati dalla fauna selvatica alle colture agricole.

3) La domanda per il rinnovo deve essere presentata da quattro a tre mesi prima della data di scadenza della concessione, secondo le modalità e le procedure del presente articolo, allegando solo quanto richiesto dalle lettere a), c), e), f), g) ed i).


Art. 6
DURATA

1. L'istituzione, la concessione e la revoca dell'Azienda avvengono con decreto del Presidente della Giunta Regionale.

2. La concessione ha la durata di anni quattro ed è rinnovabile

3. Il provvedimento di rinnovo deve essere emesso entro la data di scadenza della concessione. Decorso tale termine, senza che sia pervenuta nessuna notifica al concessionario, la concessione si intende tacitamente rinnovata per lo stesso periodo con l'obbligo del concessionario all'immediato pagamento della tassa regionale.

Nel caso di mancato rinnovo, qualora il concessionario abbia interposto ricorso, l'attività venatoria è vietata sul territorio in contestazione, fino alla definitiva decisione del ricorso stesso. Nel frattempo sono mantenute le tabelle perimetrali e la sorveglianza.


Art. 7
DENSITÀ VENATORIA

1. Il numero di cacciatori da ammettere al prelievo venatorio nell'Azienda non può superate quello derivante dal calcolo dell'indice di densità venatoria per gli ambiti territoriali di caccia stabilito dal competente Ministero, né può essere inferiore al 10% dello stesso. Di detto numero, almeno il 56% deve essere formato da cacciatori residenti nel Molise. Nel novero non vanno inclusi eventuali soci onorari che, comunque, non potranno essere superiori a 10 unità.


Art. 8
CONTRIBUTO ASSOCIATIVO

1. Per far fronte a tutti gli oneri derivanti dalla gestione, il Consiglio Direttivo dell'Azienda è autorizzato ad esigere dagli associati un contributo annuale rapportato alle spese previste nel piano finanziario di gestione.

Il contributo è ridotto del 50% per i cacciatori proprietari e conduttori di fondi compresi nell'azienda, purché trattasi di un'estensione non inferiore a 4 ettari. Qualora il proprietario ed il conduttore dello stesso siano entrambi cacciatori, tale beneficio è riconosciuto al conduttore.


Art. 9
CRITERI DI AMMISSIONE

1. Nei limiti di cui ai precedenti articoli, l'ammissione all'Azienda deve essere garantita innanzitutto ai proprietari dei terreni ricadenti nell'area dell'Azienda e ai conduttori degli stessi purché residenti, questi ultimi, nel territorio dell'azienda. La rimanente disponibilità dei posti dovrà essere coperta secondo i seguenti criteri preferenziali:

a) cacciatori residenti in uno dei comuni dell'Azienda;

b) cacciatori residenti nei comuni della Regione Molise confinanti con l'Azienda;

c) cacciatori residenti nella Provincia in cui ricade l'Azienda;

d) cacciatori residenti nella Regione Molise,

e) cacciatori nati nella Regione Molise;

f) cacciatori residenti fuori Regione.


Art. 10
RIPRODUZIONE E RIPOPOLAMENTO

1. La riproduzione della selvaggina nell'Azienda è attuata in misura preminente mediante la promozione di cicli naturali di incremento della fauna, attraverso immissioni di riproduttori in coppia o in gruppi da effettuarsi in tempo utile per consentire la loro naturale riproduzione.

2. Il concessionario è tenuto ad effettuare annualmente immissione di selvaggina, secondo l'indirizzo faunistico dell'Azienda, con almeno due delle specie sotto indicate, siano esse ungulati o selvaggina stanziale, osservando le misure minime a fianco di ciascun indicate:

UNGULATI (Riproduttori)

Specie N. CAPI per ha.

Cervo 1/100

Daino 1/70

Muflone 1/40

Capriolo 1/50

Cinghiale 1/50

SELVAGGINA STANZIALE (Riproduttori)

Specie N. CAPI per ha.

Lepri 1/75

Starne 1/20

Fagiani 1/15

Coturnici 1/25

Pernici 1/20

3. Le immissioni di selvaggina sono autorizzate dalle Amministrazioni Provinciali competenti per territorio, previo opportuno controllo sanitario da parte del servizio veterinario territorialmente competente. In presenza di sopravvenute particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche, o per altre calamitàche abbiano compromesso la consistenza della selvaggina, l'Amministrazione Provinciale dispone, a carico del concessionario, integrazioni della fauna rilevata deficitaria con capi giovani, da effettuarsi possibilmente entro la fine di luglio e, comunque, non oltre il 31 agosto.

4. Il concessionario è tenuto a risarcire i danni arrecati dalla fauna selvatica alle colture agricole.


Art. 11
PIANO GESTIONALE

1. Il concessionario, entro il 5 gennaio di ogni anno, presenta all'Assessorato Regionale alla Caccia il piano annuale di consistenza, di utilizzazione o di ripopolamento della selvaggina nell'Azienda. Il piano deve contenere:

a) relazione sulla consistenza faunistica delle specie di selvaggina autoctona, nonché di quelle in sosta, di maggior interesse naturalistico;

b) programma di immissione per specie e per tipo di ambiente;

c) previsione di utilizzazione della selvaggina prodotta, mediante piani di abbattimento o mediante cattura;

d) programma di interventi di riqualificazione ambientale.

2. Allo scopo di consentire all'Azienda la formulazione dei programmi di ripopolamento, l'Amministrazione Provinciale competente per territorio, con la collaborazione di associazioni cinofile e d'intesa con il concessionario, entro il 10 gennaio di ogni anno procede alla rilevazione della fauna stanziale presente nell'Azienda. La stessa operazione va effettuata entro la fine di luglio per consentire la piena attuazione del precedente articolo del presente regolamento.

3. Il concessionario può promuovere la riproduzione in cattività, nell'ambito dell'Azienda, delle specie di selvaggina necessarie alla realizzazione del programma di ripopolamento.

4. Le catture di selvaggina sono autorizzate dall'Amministrazione Provinciale esclusivamente a scopo di ripopolamento. È data facoltà alle Amministrazioni Provinciali ed alle altre Aziende Faunistico - Venatorie della Regione di esercitare il diritto di prelazione, al prezzo di mercato, prima dell'inizio della cattura, sull'intera disponibilità o su parte della selvaggina da catturare, fatte salve le esigenze dell'Azienda interessata. Non sono consentite catture di selvaggina migratoria.

5. La previsione di utilizzazione di specie cacciabili mediante piani di abbattimento non può superare il 70% della selvaggina stanziale presente nell'Azienda al termine del ciclo di riproduzione naturale e delle immissioni integrative a qualunque titolo effettuate.


Art. 12
IMMISSIONE DI SELVAGGINA

1. Per consentire alle Amministrazioni Provinciali di presenziare, tramite propri dipendenti, al lancio di selvaggina sul territorio, il Consiglio Direttivo ha l'obbligo di comunicare alle stesse, a mezzo telegramma, almeno cinque giorni prima della data fissata per il ripopolamento, il giorno, il luogo e l'ora di inizio dell'immissione dei selvatici.

Il relativo verbale di lancio dovrà essere controfirmato dai rappresentanti delle Amministrazioni Provinciali.


Art. 13
ORGANI DELL'AZIENDA

1. Sono organi dell'Azienda:

a) l'Assemblea dei Soci;

b) il Consiglio Direttivo;

c) il Presidente;

d) il Segretario Amministrativo;

e) il Collegio dei Revisori dei Conti;

f) il Collegio dei Probiviri.


Art. 14
ASSEMBLEA DEI SOCI

1. L'Assemblea dei Soci è l'organo massimo dell'Azienda. Essa approva annualmente il bilancio preventivo, consuntivo ed il piano programmatico dell'Azienda; elegge 5 membri del Consiglio ed il suo Presidente, il Collegio dei Revisori dei Conti ed il Collegio dei Probiviri.

2. La seduta ordinaria dell'Assemblea, stabilita dal Consiglio Direttivo, deve avere luogo entro la prima decade del mese di gennaio di ogni anno previa convocazione del Presidente mediante comunicazione scritta. Alla lettera di convocazione deve essere allegata copia dei bilanci consuntivo e preventivo vistati dal Collegio dei Revisori dei Conti.

3. La seduta straordinaria dell'Assemblea può essere convocata ogni qualvolta il Consiglio Direttivo lo ritenga necessario o quando ne faccia richiesta almeno un terzo dei suoi componenti.

4. L'Assemblea ordinaria e quella straordinaria sono valide in prima convocazione con la presenza della metà più uno dei soci; in seconda convocazione, che potrà avere luogo anche un'ora dopo la prima, sono valide qualunque sia il numero dei presenti.

Dei lavori dell'Assemblea deve essere redatto verbale su apposito registro vidimato dalla Provincia. Detto verbale, letto e approvato, sarà firmato dal Presidente e dal Segretario dell'Assemblea medesima.

Copia di ciascun verbale deve essere trasmessa entro dieci giorni dalla data dell'Assemblea alla Regione Molise, Settore Sport, Caccia, Pesca e Tempo libero.


Art. 15
CONSIGLIO DIRETTIVO

1. Il Consiglio Direttivo è composto da 11 membri così individuati:

- il Presidente, eletto a scrutinio segreto dall'Assemblea dei Soci;

- cinque membri eletti a votazione segreta dalla stessa Assemblea. A parità di voti, viene eletto il socio con maggiore anzianità di iscrizione e, in caso di parità, sarà nominato il socio di età più avanzata. Alla scadenza del mandato i membri del Consiglio Direttivo possono essere rieletti;

- cinque membri designati dalle Organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentate a livello nazionale, tramite le loro organizzazioni provinciali, scelti fra i proprietari o i conduttori dei fondi ricadenti nell'Azienda.

2. Il componente del Consiglio Direttivo che non interviene, senza giustificato motivo, a tre riunioni consecutive è considerato decaduto e viene sostituito dal primo dei non eletti; se trattasi di componente designato, lo stesso viene sostituito dall'Ente di provenienza, su sollecita richiesta da parte del Consiglio Direttivo dell'Azienda. In caso di dimissioni dell'intero Consiglio Direttivo, lo stesso rimane in carica con il compito di indire nuove elezioni entro trenta giorni e per il disbrigo degli adempimenti di ordinaria amministrazione.

3. Il Consiglio Direttivo elegge nel suo seno, a maggioranza assoluta dei suoi membri, il Vice Presidente ed il Segretario Amministrativo; esegue le deliberazioni programmatiche dell'Assemblea; predispone i bilanci preventivo e consuntivo dell'Azienda; esamina le richieste dei nuovi soci e ne delibera l'ammissione; determina i criteri e le modalità per l'integrazione della vigilanza; determina i criteri e le modalità per il ripristino degli ambienti naturali; determina le modalità per la conta dei capi; commina le sanzioni amministrative stabilite dall'Assemblea; delibera l'acquisto di selvaggina; adotta i provvedimenti disciplinari di cui ai successivi articoli; promuove tutti gli atti finalizzati al raggiungimento degli obiettivi di comune interesse; procede allo scioglimento dell'Azienda, allorché sia accertata l'impossibilità di conseguire gli obiettivi prefissati o in caso di revoca della concessione e ne determina i criteri per la liquidazione dell'attività.

4. La seduta del Consiglio Direttivo è valida con la presenza di almeno sei dei suoi membri, compreso il Presidente.

5. Il Consiglio è convocato dal Presidente almeno una volta ogni trimestre, ma può essere convocato anche ogni qualvolta questi lo ritenga necessario, oppure su richiesta di sei dei suoi membri. Gli avvisi di convocazione dovranno indicare l'ora ed il luogo, specificare gli argomenti da trattare ed essere inviati almeno tre giorni prima di quello fissato per la seduta. In caso di urgenza, riconosciuta poi dall'adunanza, la convocazione potrà essere effettuata il giorno precedente.

6. Le adunanze del Consiglio Direttivo sono presiedute dal Presidente o, in sua assenza o impedimento, dal Vice Presidente.

7. Per la validità delle deliberazioni occorre la maggioranza assoluta dei voti dei presenti.


Art. 16
PRESIDENTE

1. Il Presidente ha la legale rappresentanza dell'Azienda; convoca e presiede le adunanze del Consiglio Direttivo; cura l'esecuzione delle deliberazioni del Consiglio Direttivo; firma gli atti e la corrispondenza; vigila sull'andamento dell'Azienda; procede, insieme al Segretario Amministrativo, alla trattazione degli affari, adotta, se l'urgenza lo richiede, i provvedimenti che sarebbero di competenza del Consiglio Direttivo, convocandolo, in tal caso, senza indugio, per riferire in merito agli stessi e chiedere la relativa ratifica; organizza l'Ufficio di Segreteria; coordina il servizio integrativo di vigilanza venatoria; compie tutti gli atti finalizzati al raggiungimento di obiettivi di interesse generale; delega ai componenti il Consiglio Direttivo compiti istituzionali che ritiene opportuno; provvede, sessanta giorni prima dalla data di scadenza del mandato, a chiedere alle Organizzazioni Professionali Agricole maggiormente rappresentative a livello nazionale, tramite le loro organizzazioni provinciali, la riconferma o la designazione di nuovi membri; convoca almeno trenta giorni prima della data di scadenza del mandato, l'Assemblea dei Soci per l'elezione dei nuovi organi dell'Azienda; mette a disposizione del personale di cui all'art. 28 del presente regolamento, tutto il materiale necessario per il controllo tecnico ed amministrativo dell'Azienda.

Art. 17
SEGRETARIO

1. Il Segretario Amministrativo collabora in tutte le sue incombenze con il Presidente; effettua, a firma congiunta con il Presidente, prelievi su apposito conto corrente bancario o postale per la gestione dell'Azienda; svolge le funzioni di segretario del Consiglio Direttivo; redige, in collaborazione con il Presidente, i rendiconti annuali ed i bilanci preventivi; raccoglie, cataloga e conserva i documenti giustificativi delle spese sostenute; aggiorna e custodisce i registri dei soci e di contabilità debitamente vidimati dalla Provincia.


Art. 18
COLLEGIO DEI REVISORI

1. Il Collegio dei Revisori dei Conti è composto da tre membri che vengono eletti dall'Assemblea dei Soci. I Revisori dei Conti durano in carica quattro anni e possono essere rieletti; il Collegio, nella sua prima riunione elegge, nel suo seno, il proprio Presidente; i Revisori dei Conti sono eletti fra i soci dell'Azienda. La carica dei Revisori dei Conti è incompatibile con ogni altra carica nell'ambito dell'Azienda.

2. È compito del Collegio dei Revisori dei Conti:

a) esaminare le risultanze del bilancio dell'Azienda, redigendo apposita relazione;

b) verificare che ogni spesa sia stata preventivamente autorizzata con formale deliberazione del Consiglio Direttivo e che sia comprovata da regolari documenti giustificativi;

c) procedere al controllo contabile - amministrativo, redigendone verbale su apposito registro vidimato dalla Provincia. Eventuali rilievi emersi dovranno essere segnalati al Consiglio Direttivo.

In presenza di gravi irregolarità il Collegio dei Revisori è tenuto a darne comunicazione ufficiale alle autorità competenti e, per conoscenza, all'assessorato regionale alla caccia.


Art. 19
COLLEGIO DEI PROBIVIRI

1. Il Collegio dei Probiviri è composto da tre membri che vengono eletti dall'Assemblea dei Soci, scelti preferibilmente fra quelli appartenenti all'ordine forense. Essi restano in carica quattro anni e possono essere rieletti.

2. Il Collegio dei Probiviri decide sui ricorsi contro l'irrogazione delle sanzioni amministrative, stabilite dall'Assemblea dei Soci, e dei provvedimenti disciplinari previsti nel presente regolamento; decide sui ricorsi contro l'esclusione dall'Azienda; derime le controversie tra soci direttamente connesse con le attività istituzionali.

3. Le decisioni dei Probiviri sono inappellabili, salvo ricorso all'autorità giudiziaria.


Art. 20
GRATUITÀ DELLE CARICHE

1. Tutte le cariche ricoperte dai componenti degli organi dell'Azienda sono a titolo gratuito, salvo i rimborsi per spese viaggio regolarmente autorizzati e debitamente giustificati.


Art. 21
DOMANDA DI ISCRIZIONE

1. Le domande di ammissione all'Azienda per la partecipazione ai prelievi venatori relativi all'anno successivo, unitamente alla ricevuta (o copia della stessa) dell'avvenuto pagamento del 50% della quota associativa dovuta, devono pervenire al Presidente del Consiglio Direttivo dell'Azienda entro e non oltre il 31 ottobre di ogni anno.

2. Le domande, redatte in carta semplice, devono contenere: nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza e numero del porto d'armi del richiedente e devono essere trasmesse a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento.

3. Le istanze pervenute in tempo utile dovranno essere esaminate, osservando i criteri di cui ai precedenti articoli, dal Consiglio Direttivo dell'Azienda entro il 30 di novembre di ciascun anno. Le istanze pervenute in ritardo devono essere restituire agli interessati, unitamente alla quota versata.

4. Della mancata accettazione dell'iscrizione all'Azienda deve essere data comunicazione scritta agli interessati, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento a carico del destinatario, entro e non oltre il 15 dicembre, con la restituzione della quota versata in acconto. Avverso tale diniego è data facoltà di ricorrere, entro 5 giorni dalla data di ricezione della comunicazione, al Collegio dei Probiviri di cui all'art. 19, il quale deve decidere entro 15 giorni successivi alla data di ricezione del ricorso. I soci ammessi dovranno provvedere a versare il saldo della quota sociale entro e non oltre il 5 gennaio, pena l'esclusione dall'Azienda e la perdita del diritto alla restituzione della quota versata in acconto.


Art. 22
ELENCO SOCI

1. Entro il 15 marzo di ogni anno, a cura del Consiglio Direttivo, dovrà essere trasmesso all'Assessorato regionale alla caccia l'elenco generale dei soci in ordine alfabetico comprendente: nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza e numero del porto d'armi per uso di caccia, unitamente a copia della ricevuta del versamento della quota che ciascun socio avrà effettuato con vaglia o conto corrente postale.

2. Nella fase di prima applicazione del presente regolamento la trasmissione dell'elenco di cui al precedente comma dovrà essere effettuata entro i 15 luglio 1995.


Art. 23
ENTRATE DELL'AZIENDA

1. Le entrate sono costituite da: contributi associativi; proventi derivanti dalle sanzioni amministrative; eventuali contributi di Enti; avanzi finanziari dei precedenti esercizi.


Art. 24
GESTIONE FINANZIARIA

1. Tutte le entrate vanno depositate su conto corrente postale o bancario intestato all'Azienda, con firma congiunta del Presidente e Segretario per i pagamenti. L'intero ammontare delle entrate dovrà essere utilizzato entro l'anno, soprattutto per il raggiungimento delle finalità dell'Azienda.

2. L'esercizio finanziario termina il 31 dicembre di ogni anno.


Art. 25
PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI

1. I provvedimenti disciplinari a carico dei soci dell'Azienda sono i seguenti:

a) richiamo scritto per comportamento scorretto nei rapporti con i soci e nell'espletamento dell'attività cinofila e venatoria;

b) sospensione dall'Azienda da un mese a cinque mesi per gravi scorrettezze di comportamento sociale e sportivo;

c) radiazione dall'azienda, quale socio indesiderato, per comportamento contrario alle finalità di cui al precedente art.1.


Art. 26
SANZIONI AMMINISTRATIVE

1. Fatta salva l'applicazione delle sanzioni amministrative previste per la violazione della legge sulla caccia sia nazionale che regionale, l'Assemblea dei Soci potrà stabilire ulteriori sanzioni amministrative nei confronti dei trasgressori, a titolo di risarcimento danni all'Azienda.


Art. 27
VIGILANZA VENATORIA

1. Fatto salvo quanto previsto dagli artt. 27, 28 e 29 della legge n. 157/92, la vigilanza venatoria sul territorio verrà effettuata mediante l'impiego di almeno una guardia giurata volontaria ogni mille ettari, possibilmente residente in uno dei Comuni compresi nell'Azienda.

2. L'incentivazione dell'attività di vigilanza verrà effettuata mediante l'erogazione di contributi a titolo di rimborso spese e premi di rendimento, da fissarsi a cura del Consiglio Direttivo dell'Azienda.

3. Le guardie giurate volontarie, nell'assolvimento dei compiti loro affidati, hanno l'obbligo di tenere una condotta irreprensibile sotto ogni aspetto e un contegno serio e corretto nei confronti dei soci.

4. In caso di contestazione di eventuali infrazioni, le guardie giurate volontarie devono redigere regolare verbale, in triplice esemplare, sugli appositi modelli messi a disposizione dalla Segreteria dell'Azienda, ed inoltrarlo tempestivamente al Presidente della stessa, nonché all'Amministrazione Provinciale competente per territorio. In nessun caso è consentito agli addetti alla vigilanza di oblare la sanzione amministrativa.


Art. 28
VISITE ISPETTIVE

1. L'Assessorato regionale alla caccia, tramite il personale del competente Settore, che potrà avvalersi della collaborazione degli addetti agli uffici per la caccia delle Amministrazioni Provinciali, provvederà ad effettuare visite ispettive presso le Aziende per verificarne la regolare conduzione gestionale.

2. Il Consiglio Direttivo è obbligato a fornire notizie ed a mettere a disposizione del personale di cui al precedente comma l'occorrente per l'effettuazione delle verifiche.


Art. 29
REVOCA

1. L'inosservanza delle disposizioni contenute nel presente regolamento comporta la revoca della concessione.

Il presente regolamento sarà pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Molise.


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