Legge Regionale 27 Gennaio 1995, n° 4
La presente pubblicazione non riveste carattere di ufficialitą
TitoloDisciplina delle funzioni amministrative in materia di distribuzione automatica di carburanti.
OggettoDistribuzione di carburanti
BollettinoBollettino Ufficiale n° 02 del 01/02/95
Catalogazione05.Commercio, fiere e mercati, camere di commercio
ModificheModificato art. 3 dalla legge n. 40/1996 art. 1
Modificato art. 5 dalla legge n. 40/1996 art. 1
Modificato art. 5 bis dalla legge n. 40/1996 art. 1
Modificato art. 6 dalla legge n. 40/1996 art. 1
Modificato art. 9 dalla legge n. 14/2007 art. 1
Modificato art. 10 dalla legge n. 40/1996 art. 1
Modificato art. 11 dalla legge n. 40/1996 art. 1
Modificato art. 11 dalla legge n. 14/2007 art. 1
Modificato art. 12 dalla legge n. 14/2007 art. 1
Modificato art. 12 dalla legge n. 40/1996 art. 1
Modificato art. 13 dalla legge n. 40/1996 art. 1
Modificato art. 13 dalla legge n. 14/2007 art. 1
Modificato art. 15 dalla legge n. 40/1996 art. 1
Modificato art. 16 dalla legge n. 40/1996 art. 1
Modificato art. 17 dalla legge n. 40/1996 art. 1
Modificato art. 18 dalla legge n. 40/1996 art. 1
Modificato art. 19 dalla legge n. 40/1996 art. 1
Modificato art. 20 dalla legge n. 40/1996 art. 1
Modificato art. 21 dalla legge n. 40/1996 art. 1
Modificato art. 22 dalla legge n. 40/1996 art. 1


ART. 1: CONTENUTO DELLA LEGGE E CONTROLLI

1. L'esercizio delle funzioni amministrative relative agli impianti di distribuzione automatica di carburanti per uso autotrazione della regione, esclusi gli impianti autostradali e' assoggettato alle norme della presente legge.

2. I controlli sull'osservanza delle norme amministrative contenute nella presente legge, oltre che dagli organi gia' competenti, sono effettuati anche da dipendenti dell'Assessorato regionale al commercio appositamente autorizzati, ai quali deve essere consentito l'accesso agli impianti da parte della ditta concessionaria.


ART. 2: DEFINIZIONE DEL TERMINE CARBURANTI

1. Il termine<<carburanti>>nella presente legge comprende le benzine (priva di piombo, super e normale), le miscele di benzine ed olio lubrificante, il gasolio per autotrazione, il gas di petrolio liquefatto per autotrazione ed il metano per autotrazione.


ART. 3: IMPORTANZA DELLE STRADE E DIRETTRICE

1. Ai fini della presente legge l'importanza delle strade e', nell'ordine, la seguente:

- strade di larghezza superiore a m. 8.00;

- strade di larghezza compresa tra m. 6.00 e m. 8.00;

- strada di larghezza inferiore a m. 6.00.

2. Le suddette misure dovranno rappresentare la media effettuata su una distanza chilometrica di 10 Km. sulla direttrice, e corrispondere alla effettiva larghezza del tratto asfaltato.


ART. 4: IMPIANTI DI PUBBLICA UTILITA'

1. Un impianto di distribuzione automatica di carburanti e' considerato di interesse pubblico se dista piu' di 15 chilometri, misurati lungo il percorso veicolare piu' breve, da altri punti vendita e trattasi di unico punto vendita nel comune.


ART. 5: NUOVE CONCESSIONI

1. Nuove concessioni per la installazione e l'esercizio di impianti di distribuzione automatica di carburanti, esclusi gli impianti di solo G.P.L. e/o di metano per i quali valgono le disposizioni contenute nei successivi artt. 11, 12 e 13 della presente legge, possono essere rilasciate solo previa rinuncia alla concessione di due impianti situati nel territorio regionale, installati e funzionanti (erogazione effettiva di carburanti nei dodici mesi antecedenti la data della domanda, oppure impianti non in esercizio per i quali la sospensione dell'attivita' sia stata regolarmente autorizzata), ciascuno inteso come unitario complesso commerciale, e previo impegno al loro smantellamento da completare prima della messa in funzione del nuovo impianto.

2. Non possono essere utilizzate, ai fini del precedente comma, le concessioni relative agli impianti di pubblica utilita' definiti al precedente art. 4.

3. La domanda intesa ad ottenere la concessione cui al precedente comma 1 deve essere presentata in quattro copie alla Regione Molise - Assessorato al Commercio, e deve indicare:

- le generalita' ed il domicilio del richiedente;

- gli estremi delle concessioni alle quali il richiedente intende rinunciare ai sensi del precedente comma;

- la localita' in cui il richiedente intende installare l'impianto, con l'indicazione del tipo di strada prospiciente l'impianto e della distanza chilometrica;

- i carburanti per la cui distribuzione si chiede la concessione;

- il numero, per ciascun prodotto, degli apparecchi automatici che si intendono installare nell'impianto;

- il tipo degli apparecchi automatici da installare, specificando relativi estremi di approvazione del Ministero dell'Interno e dell'Ufficio di Verifica Metrica;

- la capacita', in metri cubi, del serbatoio o dei serbatoi cui sono collegati i singoli apparecchi automatici;

- le quantita' massime, espresse in metri cubi, di olio lubrificante in confezioni sigillate che il richiedente intende detenere presso l'impianto.

4. Alla domanda devono essere uniti:

- la planimetria della zona in scala adeguata, con l'indicazione del punto prescelto per l'ubicazione dell'impianto e della posizione degli altri impianti esistenti nel raggio di almeno 15 Km.;

- elaborati grafici dai quali risulti la disposizione planimetrica dell'impianto e delle attrezzature.

5. I nuovi impianti di distribuzione automatica di carburanti ubicati all'esterno della perimetrazione urbana, devono avere un piazzale di almeno 2.000 mq. e devono essere ad una distanza, misurata lungo il percorso veicolare piu' breve, di almeno 10 Km. da altri impianti preesistenti se gli impianti sono situati sullo stesso lato della strada e di 5 Km. se gli impianti sono situati sui lati opposti.

6. All'interno della perimetrazione urbana, i nuovi impianti devono avere un piazzale di almeno 200 mq. e possono essere installati solo su aree ritenute idonee dal Comune, osservando una distanza minima di almeno 100 m. da altro impianto esistente.

7. Le domande incomplete della documentazione indicata nel presente articolo devono essere completate entro 60 giorni dalla data della richiesta da parte del competente Ufficio della Regione.

8. Nel caso di piu' domande per la installazione di nuovi impianti su posizioni tra loro incompatibili ai sensi della presente legge, presentate nel termine di trenta giorni dalla data di presentazione della prima istanza, sara' data priorita' alla richiesta relativa all'impianto con un maggior numero di prodotti petroliferi e in caso di parita' sara' preferita l'istanza relativa all'impianto che ha il piazzale piu' grande. In caso di ulteriore parita' sara' seguito l'ordine cronologico di presentazione delle domanda.

9. Le domande che non vengono completate nel termine stabilito al precedente comma 7 non saranno prese in considerazione ai fini del precedente comma 8.


ART. 6: RINNOVI

1. Ai fini del rinnovo delle concessioni e delle autorizzazioni, la data di scadenza viene desunta da quella del decreto originario, salvo che in eventuali successivi provvedimenti tale data risulti esplicitamente posticipata.

2. La domanda per ottenere il rinnovo della concessione o il rinnovo e la conversione dell'autorizzazione in concessione devono essere presentate alla Regione Molise - Assessorato al Commercio almeno sei mesi prima della scadenza del provvedimento di cui si chiede il rinnovo e non prima di 18 mesi da tale scadenza.

3. Alla domanda di rinnovo della concessione dovra' essere allegata la licenza U.T.I.F. dalla quale risulti che l'impianto e' stato gestito per almeno cinque anni direttamente dal concessionario, oppure la documentazione atta a dimostrare la capacita' tecnico - organizzativa ed economico - finanziaria del concessionario.

4. Alla domanda dovra' essere allegata, inoltre, una dichiarazione, a firma di tecnico abilitato, dalla quale

risulti la conformita' dell'impianto elettrico e di messa a terra alle norme C.E.I. e la tenuta a pressione dei serbatoi.

5. Non sono rinnovabili le concessioni intestate a soggetti privi della sperimentata, ovvero comprovabile,

capacita' tecnico - organizzativa ed economico - finanziaria necessaria a garantire la continuita' e regolarita' nell'espletamento del pubblico servizio di distribuzione di carburanti, a meno che il concessionario non dimostri di aver condotto direttamente l'impianto nei tre anni precedenti la scadenza della concessione.

6. I requisiti relativi alla capacita' tecnico - organizzativa ed economico - finanziaria di cui al precedente comma saranno valutati secondo i criteri indicati al successivo articolo 8.

7. Il rilascio dei provvedimenti di rinnovo e' sempre preceduto dall'accertamento della idoneita' tecnica delle attrezzature dell'impianto risultante da verbale di collaudo redatto dalla Commissione di cui al successivo articolo 20.

8. Nel caso in cui l'impianto non sia munito di piazzale idoneo ad evitare che i rifornimenti di carburante

avvengano sulla sede stradale e nel caso in cui le attrezzature dell'impianto ostacolino la visuale di beni di particolare interesse storico - culturale, il provvedimento di rinnovo della concessione e' condizionato al trasferimento dell'impianto in altra zona dello stesso comune, che dovra' essere effettuato entro i cinque anni successivi alla data di notifica dell'obbligo di trasferimento.

9. Nel caso in cui siano necessarie opere di adeguamento dell'impianto alle vigenti norme di sicurezza, il provvedimento di rinnovo deve contenere l'obbligo da parte dalla ditta di effettuare tali opere ed il termine, non superiore ad un anno, entro il quale i lavori devono essere ultimati, pena la decadenza della concessione.

10. I lavori di cui al comma precedente devono essere collaudati dalla commissione di cui al successivo art. 20.

11. I titolari di autorizzazioni o concessioni per impianti di distribuzione automatica di carburanti che entro i termini previsti dal secondo comma del presente articolo non presentano la domanda per la nuova concessione o che, avendola presentata, non la ottengano, possono mantenere in esercizio i relativi impianti fino alla scadenza della concessione ovvero fino alla scadenza dell'autorizzazione provvisoria di cui al successivo art. 7.

12. Non sono rinnovabili le concessioni relative ad impianti situati nei centri storici, se incompatibili con la normativa urbanistica e se le stesse non sono in regola con la normativa vigente in materia di licenze di accesso.

13. I provvedimenti di rinnovo della concessione sono rilasciati dal Presidente della Giunta Regionale previa acquisizione dei pareri del Comune, del Comando Provinciale dei VV.FF. e dell'Ufficio Tecnico di Finanze (U.T.F.) competente e dell'ente proprietario della strada.


ART. 7: ESERCIZIO PROVVISORIO

1. Nel caso in cui, per cause non imputabili alla Ditta, non dovesse essere possibile l'emissione del provvedimento di rinnovo entro il termine di scadenza della concessione previo accertamento della idoneita' tecnica delle attrezzature dell'impianto da parte della commissione di cui al successivo articolo 20, puo' essere autorizzato, dal Presidente della Giunta Regionale, l'esercizio provvisorio dell'impianto.

2. L'esercizio provvisorio ha la durata massima di tre anni e puo' essere rinnovato solo se persistono le cause non imputabili alla ditta.


ART. 8: CRITERI PER LA VALUTAZIONE DELLA CAPACITA' TECNICO - ORGANIZZATIVA ED ECONOMICO - FINANZIARIA

1. Hanno la capacita' tecnico - organizzativa ed economico - finanziaria necessaria a garantire la continuita' e regolarita' nell'espletamento del pubblico servizio di distribuzione di carburanti:

a) i titolari di concessioni per il trattamento industriale degli oli minerali per depositi costieri, per depositi interni di carburante per autotrazione nonche' per impianti stradali con serbatoi aventi una capacita' complessiva superiore a 500 mc.;

b) i soggetti che:


    - abbiano compiuto il diciottesimo anno di eta'. Nel caso di societa' o ente, detto requisito dell'eta' e' riferito al rappresentante legale;

    - siano cittadini italiani o ente italiano o degli altri Stati membri della Comunita' economica europea oppure societa' avente la sede sociale in Italia o nei predetti Stati oppure persone fisica o giuridica avente nazionalita' di Stati che ammettono i cittadini, gli enti e le societa' italiani all'esercizio dell'attivita' di distribuzione di carburanti per uso di autotrazione;

    - non si trovino in una delle condizioni indicate all'articolo 7 del D.P.R. 17 ottobre 1971 n. 1269;

    - abbiano operato da almeno tre anni nel settore della distribuzione dei carburanti;

    - abbiano la disponibilita' di mezzi finanziari adeguati all'importanza dell'impianto: oppure che siano proprietari delle attrezzature fisse e mobili di almeno tre impianti;

    - abbiano la possibilita' di disporre della fornitura di carburanti per autotrazione adeguata all'importanza dell'impianto;

    - in caso di subentro a causa di decesso la concessione puo' essere rilasciata a soggetti di cui sia accertata la continuita' dell'esercizio di attivita' di distribuzione di carburanti.

ART. 9: POTENZIAMENTI

1. L'aggiunta di nuovi carburanti in un impianto di distribuzione esistente e la installazione di apparecchiature self - service prepagamento possono essere autorizzate previa rinuncia alla concessione di un altro impianto installato e funzionante (erogazione effettiva di carburanti negli ultimi dodici mesi), oppure impianti non in esercizio per i quali la sospensione dell'attivita' sia stata regolarmente autorizzata e previo impegno al suo smantellamento da completarsi prima della messa in funzione delle attrezzature oggetto del potenziamento. Per il potenziamento degli impianti con il G.P.L. valgono le disposizioni contenute nei commi 4 e seguenti del successivo articolo 11, fermo restando l'obbligo della rinuncia ad una concessione nel caso in cui l'autorizzazione venga rilasciata in aggiunta al limite massimo del 6%, previsto dal primo comma del successivo articolo 11 o nel caso in cui l'impianto sia situato in una zona gia' servita. Il potenziamento di un impianto esistente richiede sempre la rinuncia alla concessione di un altro impianto installato e funzionante, sia che il potenziamento avvenga con l'aggiunta di un solo prodotto che di piu' prodotti, ivi compreso il self - service prepagamento. Nel caso di domande non contestuali ogni richiesta deve essere accompagnata dalla rinuncia ad un impianto esistente.

2. Non possono essere utilizzate, ai fini del precedente comma, le concessioni relative agli impianti di pubblica utilita' di cui al precedente art. 4.

3. Le limitazioni di cui al precedente primo comma non valgono per la benzina priva di piombo, la cui erogazione deve essere sempre autorizzata e per il metano ancorche' la erogazione sia effettuata per mezzo di nuove e separate strutture adeguatamente allocate dal punto di vista della sicurezza ed autorizzate con specifico provvedimento che potra' essere rilasciato nei limiti e con le modalita' stabilite ai successivi artt. 12 e 13.


ART. 10: MODIFICHE

1. L'aggiunta in impianti esistenti di distributori per carburanti gia' autorizzati deve ritenersi assentita qualora l'autorita' concedente non formuli motivate osservazioni entro sessanta giorni dalla richiesta da parte del concessionario.

2. La richiesta per la installazione di distributori di cui al precedente comma dove essere corredata dei pareri del Comando Provinciale dei VV.FF. competente per territorio e dell'Ente proprietario della strada.

3. Non sono soggette ad autorizzazione, ma devono essere preventivamente comunicate all'Ente concedente e realizzate nel rispetto delle norme di sicurezza e di quelle fiscali, le seguenti modifiche ad impianti esistenti:

a) sostituzione di distributori a semplice erogazione con altri a multipla erogazione dello stesso prodotto o di prodotti diversi, purche' gia' autorizzati;

b) erogazione di benzina senza piombo mediante strutture gia' installate per la erogazione di benzina normale e/o super;

c) cambio di destinazione dei serbatoi;

d) aumento del numero e/o della capacita' di stoccaggio dei serbatoi;

e) sostituzione di miscelatori manuali con altri elettrici o elettronici;

f) installazione di dispositivi self - service post - pagamento;

g) installazione di apparecchiature self - service pre-pagamento negli impianti gia' autorizzati anche nel caso in cui tali dispositivi vengono installati, in aggiunta a quelli esistenti, per prodotti diversi da quelli gia' autorizzati.

4. La detenzione e/o l'aumento di stoccaggio degli oli lubrificanti in confezioni varie, degli oli esausti, del gasolio per uso riscaldamento dei locali degli stessi impianti e di tutti gli altri prodotti non destinati alla vendita al pubblico non costituisce ne' potenziamento, ne' modifica, ma sottosta' al rispetto delle norme di sicurezza. La loro consistenza, comunque, deve essere comunicata a fini conoscitivi all'Amministrazione concedente.

5. Gli impianti indicati all'ottavo comma dell'art. 6 non possono essere potenziati, ai sensi del precedente primo comma, ne' possono essere apportate ad essi le modifiche indicate al commi 1 e 3, lettere a), d), e g) del presente articolo.

6. Le variazioni di cui ai precedenti comma 1 e comma 3, lettere d) e g), devono essere realizzate in conformita' di un progetto preventivamente approvato dal Comando Provinciale dei VV.FF. competente per territorio.

7. Con decreto del Presidente della Giunta Regionale si prendera' atto delle modifiche realizzate ai sensi del precedente comma 3 e dell'aumento di stoccaggio degli oli lubrificanti. Non dovranno essere menzionati negli atti autorizzativi e di presa d'atto la detenzione degli oli esausti e di tutti gli altri prodotti non destinati alla vendita al pubblico.


ART. 11: IMPIANTI DI G.P.L.

1. Possono essere rilasciate nuove concessioni per impianti stradali di solo G.P.L., e autorizzazioni per il potenziamento con G.P.L. di impianti esistenti purche' il numero complessivo degli impianti che erogano G.P.L. non superi il 6% del totale degli impianti di distribuzione automatica di carburanti ad uso pubblico in esercizio nella regione.

2. Puo' essere rilasciata una sola concessione o autorizzazione per il potenziamento con G.P.L. per ciascuna area di utenza indicata nell'allegato A che non risulta gia' servita da altro impianto munito di erogatore/i di G.P.L.

3. Gli impianti di distribuzione di solo G.P.L. devono essere realizzati all'esterno della perimetrazione urbana.

4. Il potenziamento degli impianti con il G.P.L. puo' essere autorizzato solo se l'impianto e' situato fuori dalla perimetrazione urbana.

5. Le attrezzature per la erogazione del G.P.L. devono essere poste ad una distanza dal confine tale che eventuali nuove costruzioni sui fondi limitrofi non vengano a trovarsi ad una distanza inferiore a quella prevista dalle vigenti leggi.

6. La distanza tra due impianti autorizzati alla erogazione del G.P.L. misurata lungo il percorso veicolare piu' breve, non potra' essere inferiore a 15 Km.

7. Il trasferimento degli impianti di solo G.P.L. e' consentito solo se avviene all'interno della stessa area di utenza di cui all'allegato A e nel rispetto della distanza di cui al comma precedente e sempre che la nuova posizione prescelta non ricada su una strada di minore importanza.

8 Le concessioni per gli impianti di solo G.P.L. rilasciate ai sensi del presente articolo non possono essere utilizzate per la richiesta di nuove concessioni ne' per il potenziamento di altri impianti.

9. Gli impianti di solo G.P.L. non possono essere potenziati mediante l'aggiunta di altri prodotti.


ART. 12: IMPIANTO DI METANO

1. Possono essere rilasciate nuove concessioni per impianti stradali di metano, o per il potenziamento con il metano degli impianti esistenti, nel limite di n. 9 impianti sul territorio regionale.

2. Puo' essere rilasciata una sola concessione per ciascuna area di utenza indicata nell'allegato B che non risulta gia' servita da altro impianto munito di erogatore/i di metano.

3. Gli impianti di distribuzione di metano devono essere realizzati all'esterno del centro abitato e le attrezzature devono essere poste ad una distanza dal confine tale che eventuali nuove costruzioni sui fondi limitrofi non vengano a trovarsi ad una distanza inferiore a quella prevista dalle vigenti leggi.

4. La distanza tra due impianti di distribuzione di metano misurata lungo il percorso veicolare piu' breve, non potra' essere inferiore ai 15 Km.

5. Il trasferimento degli impianti di metano e' consentito solo se avviene all'interno della stessa area di utenza di cui all'allegato B e nel rispetto della distanza di cui al comma precedente, e sempre che la nuova posizione prescelta non ricada su una strada di minore importanza.

6. Le concessioni per impianti di solo metano rilasciate ai sensi del presente articolo non possono essere utilizzate per la richiesta di nuove concessioni ne' per il potenziamento di altri impianti.

7. Gli impianti di solo metano non possono essere potenziati mediante l'aggiunta di altri prodotti.


ART. 13: PROCEDURA PER IL RILASCIO DELLE CONCESSIONI PER GLI IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DI G.P.L. E DI METANO

1. La domanda intesa ad ottenere la concessione per impianti di G.P.L. o di Metano o l'autorizzazione per il potenziamento degli impianti esistenti con il G.P.L. o il Metano deve essere presentata in quattro copie alla Regione Molise - Assessorato al Commercio, entro il termine di sei mesi dalla data di promulgazione della presente legge e deve indicare:

- le generalita' ed il domicilio del richiedente;

- documentazione necessaria per l'accertamento della capacita' tecnica - organizzativa ed economico - finanziaria del richiedente di cui all'art. 8 della presente legge;

- la localita' in cui il richiedente intende installare l'impianto, con l'indicazione del tipo di strada prospiciente l'impianto e della chilometrica progressiva;

- il numero degli erogatori che si intendono installare nell'impianto;

- il tipo degli erogatori da installare, specificando i relativi estremi di approvazione del Ministero dell'Interno e dell'Ufficio di Verifica Metrica;

- la capacita', in metri cubi, del serbatoio o dei serbatoi cui sono collegati i singoli erogatori.

2 . Alla domanda devono essere uniti:

- la planimetria della zona in scala adeguata, con l'indicazione del punto prescelto per l'ubicazione dell'impianto, della posizione degli altri impianti di G.P.L. o di Metano esistenti nel raggio di almeno 20Km. e della distanza dalla posizione di piu' probabile localizzazione indicata negli allegati A e B;

- elaborati grafici dai quali risulti la disposizione planimetrica dell'impianto e delle attrezzature.

3. La concessione per gli impianti di distribuzione di solo G.P.L. e di solo Metano puo' essere assentita solo a coloro che abbiano la capacita' tecnico - organizzativa ed economico - finanziaria di cui al precedente articolo 8.

4. il Settore regionale competente, entro novanta giorni dal termine di presentazione delle domande indicato al primo comma del presente articolo, procede ad un esame preliminare delle domande pervenute, respingendo quelle che prevedono la realizzazione degli impianti in un'area gia' provvista e quelle che risultano prive delle indicazioni relative alle generalita' ed al domicilio del richiedente e/o alla ubicazione dell'impianto.

5. I richiedenti che non hanno fornito tutte le indicazioni relative alla costituzione dell'impianto e/o che non abbiano prodotto tutta la documentazione prevista dal presente articolo, vengono invitati a completare la documentazione stessa entro il termine perentorio di sessanta giorni.

6. Le istanze che non sono state completate nel modo e nel termine di cui al comma precedente sono respinte e per ciascuna area di utenza, la Giunta regionale approva una graduatoria delle rimanenti istanze.

7. La graduatoria di cui al comma precedente sara' formata elencando le istanze secondo l'ordine di importanza delle strade sulle quali e' prevista la realizzazione dell'impianto. In caso di piu' domande che prevedono la realizzazione dell'impianto su strade aventi la stessa importanza, sara' data la priorita' a quella relativa all'impianto che dista meno dal punto piu' vicino del tratto di strada indicato come posizione ideale nell'allegato <<A>> o dalla posizione indicata nell'allegato <<B>>. Nel caso di ulteriore parita' sara' data la precedenza cronologica.

8. Si procedera' quindi alla istruttoria delle prime istanze di ciascuna graduatoria.

9. Completata l'istruttoria, il Presidente della Giunta Regionale rilasciata la concessione o l'autorizzazione per il potenziamento.

10. Le istanze presentate prima dell'entrata in vigore della presente legge e quelle che non saranno presentate nei termini indicati al precedente comma 1 non vengono prese in considerazione.

11. Le doamnde che non possono essere accolte vengono respinte ed in tal caso si procedera' alla istruttoria delle pratiche che seguono nella graduatoria.

12. La concessione per la realizzazione di impianti di solo G.P.L. o Metano e le autorizzazioni per il potenziamento degli impianti esistenti mediante l'aggiunta di G.P.L. o Metano in quelle aree di utenza che rimarranno sprovviste in seguito all'applicazione dei criteri contenuti nel presente articolo sara' rilasciata, sempre nel limite di una concessione o autorizzazione per ciascuna area di utenza al primo che ne faccia richiesta nei modi indicati nei commi precedenti e sia in possesso dei requisiti previsti dal precedente art.8.


ART. 14: TRASFERIMENTO DELLA TITOLARITA'

1. Per ottenere l'autorizzazione al trasferimento della concessione in caso di trasferimento della proprieta' dei relativi impianti, a norma dell'art. 16, decimo comma del decreto legge 26 ottobre 1970, n. 745, convertito, con modificazioni, in legge 12 dicembre 1970, n. 1034, il proprietario deve presentare domanda alla Regione Molise - Assessorato al Commercio ovvero al Ministero per l'Industria, il Commercio e l'Artigianato qualora la voltura riguardi tutti gli impianti della ditta o societa' richiedente e questi siano ubicati in due o piu' regioni.

2. La domanda deve essere sottoscritta anche da colui a favore del quale e' chiesto il trasferimento della concessione e deve indicare tutti gli elementi atti ad identificare l'impianto o gli impianti di cui trattasi.

3. Il trasferimento della concessione puo' essere autorizzato solo in favore di chi sia in possesso della capacita' tecnico organizzativa ed economico - finanziaria di cui al precedente articolo 8.


ART. 15: SOSPENSIONE DELL'ATTIVITA' - DECADENZA - REVOCA

1. I concessionari di pubblici impianti per la distribuzione di carburanti per uso di autotrazione non possono sospendere l'esercizio degli impianti senza l'autorizzazione dell'autorita' concedente, salvo quanto previsto al secondo comma, lettera b), dell'art. 19 del D.P.R. 7 ottobre 1971, n. 1269.

2. Le richieste di sospensione temporanea dell'esercizio degli impianti sono accolte solo per motivi che determinano un'oggettiva impossibilita' di servizio.

3. La sospensione ha la durata massima di un anno e non puo' essere prorogata.

4. Le autorita' competenti, per gravi ed urgenti ragioni di sicurezza o di interesse pubblico, possono ordinare l'immediata sospensione dell'esercizio degli impianti e, se del caso, lo svuotamento dei serbatoi, dandone immediato avviso al Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato per i provvedimenti di sua competenza.

5. Le concessioni relative agli impianti la cui attivita' sia stata sospesa decadono se entro un anno dalla data del provvedimento di sospensione non viene ripresa l'attivita' dell'impianto e non viene presentata istanza per utilizzare le concessioni stesse per l'ottenimento di una nuova concessione o per il potenziamento di un altro impianto, ovvero se non vengono effettuati, sempre nel suddetto termine di un anno, i lavori di adeguamento dell'impianto alle norme di sicurezza.

6. Le concessioni relative agli impianti di pubblica utilita' indicati al precedente art. 4, la cui attivita' sia stata sospesa o che per ragioni di sicurezza o di ordine pubblico devono essere rimossi o sistemati, possono essere trasferite al Comune o ad altri soggetti in possesso dei requisiti di cui al precedente art. 8 nel caso in cui i concessionari non provvedono a riprendere l'attivita' o a trasferire o a sistemare l'impianto nel termine di un anno dalla data del provvedimento di sospensione dell'attivita' o della notifica dell'obbligo di rimozione o sistemazione.

7. Le domande per ottenere la concessione ai sensi del precedente comma devono essere presentate dagli interessati entro un anno dalla data di scadenza del provvedimento di sospensione dell'attivita' o del termine concesso per la rimozione o sistemazione dell'impianto.

8. Le concessioni di cui al comma precedente saranno rilasciate secondo le modalita' ed i criteri indicati al precedente articolo 5.

9. Per gli impianti la cui inattivita' non sia stata autorizzata e' disposta, previa diffida, la decadenza dei relativi provvedimenti di autorizzazione o di concessione.

10. Analogo provvedimento di decadenza della concessione deve essere disposto, previa diffida, nel caso in cui l'impianto sia stato posto in esercizio senza il prescritto collaudo, ovvero nei casi in cui gli impianti siano stati modificati senza l'osservanza di quanto stabilito nel precedente articolo 10.

11. La revoca dei provvedimenti di autorizzazione o di concessione e' disposta per motivi di pubblico interesse, nel rispetto delle condizioni e delle modalita' indicate all'art. 18 del D.P.R. 27 ottobre 1971, n. 1269.


ART. 16: IMPIANTI AD USO PRIVATO

1. Gli impianti per la distribuzione di carburanti per uso di autotrazione ubicati, all'interno di stabilimenti, cantieri, magazzini e simili, che siano destinati esclusivamente al prelevamento del carburante occorrente agli automezzi dell'impresa non soggetti all'osservanza delle norme contenute nel regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica 17 ottobre 1971, n. 1269, ma alla sola autorizzazione del Presidente della Giunta Regionale, previo mero accertamento dell'avvenuto espletamento degli altri adempimenti eventualmente necessari in base alla normativa vigente ai fini urbanistici, ambientali, di sicurezza e fiscali.

2. Ai fini di cui al comma 1, nel caso di cooperative o di consorzi di autotrasportatori, sono considerati automezzi dell'impresa anche quelli dei soci, con esclusione degli automezzi adibiti ad uso personale.

3. L'autorizzazione deve contenere il divieto di cessione del carburante a terzi a titolo oneroso o gratuito, con l'avvertenza che in caso di inosservanza l'autorizzazione sara' revocata, salva l'applicazione delle sanzioni penali di cui all'art. 16, comma quarto, del decreto legge 26 ottobre 1970, n 745, convertito con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 1970, n. 1034.


ART. 17: PRELIEVO CARBURANTI IN RECIPIENTI

1. L'Assessore Regionale competente provvede al rilascio delle autorizzazioni per il prelievo ed il trasporto di carburante in recipienti per il rifornimento di macchinari ed attrezzature rifornibili soltanto sul posto di lavoro.

2. Le autorizzazioni di cui al comma precedente possono essere rilasciate solo in favore di Enti locali, Pubbliche Amministrazioni e ditte iscritte negli appositi albi della Camera di Commercio, Industria Artigianato ed Agricoltura, hanno la durata di tre anni, possono essere rinnovate e decadono in caso di cessazione dell'attivita' delle ditte beneficiarie.

3. Il prelievo del carburante e' consentito soltanto presso impianti stradali dotati di piazzali fuoristrada, predeterminati dalla Giunta Regionale, sentito il parere del Comando provinciale dei VV.FF. competente per territorio, ed a condizione che i recipienti ed il mezzo di trasporto impiegato siano conformi alle disposizioni di cui al D.M. 31 luglio 1984 e successive modifiche.


ART. 18: COMPETENZE - PARERI

1. Le nuovi concessioni, i provvedimenti che autorizzano i potenziamenti, i trasferimenti e le concentrazioni degli impianti ed i provvedimenti di decadenza e revoca delle concessioni sono rilasciati con decreto del Presidente della Giunta Regionale e sentito il parere non vincolante della Commissione Regionale Consultiva di cui al successivo art. 21 ed i pareri del Comune, del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, dell'Ufficio tecnico di Finanza (U.T.F.), dell'A.N.A.S. e della Provincia, se competenti.

2. Dell'avvio del procedimento relativo a quei provvedimenti che comportano la rinuncia a una o piu' concessioni, viene data comunicazione ai Comuni nei quali sono ubicati gli impianti da rimuovere.

3. I provvedimenti non comprensivi nel precedente comma 1, sono rilasciati dal Presidente della Giunta Regionale, cosi' come indicato negli articoli precedenti.


ART. 19: ULTIMAZIONE LAVORI - COLLAUDI

1. Nel provvedimento che autorizza l'installazione di nuove colonnine, il trasferimento degli impianti, le nuove concessioni e le autorizzazioni per l'installazione di impianti ad uso privato deve essere indicato il termine entro cui vanno eseguiti i lavori, comunque non superiore a dodici mesi.

2. Nel caso non venga osservato detto termine per l'ultimazione dei lavori, qualora un mese prima della scadenza non venga richiesta la proroga, l'autorizzazione o la concessione decadono.

3. La proroga ha la durata di sei mesi. Oltre tale termine possono essere accordate proroghe solo per documentati casi di forza maggiore.

4. Le modifiche per le quali non e' richiesta l'autorizzazione di cui al precedente art. 10 - comma 3 - vanno eseguite entro sei mesi dalla comunicazione all'Ente concedente.

5. Nel caso in cui non venga osservato il termine indicato nel precedente comma, va ripetuta la comunicazione di modifica dell'impianto.

6. Ad ultimazione dei lavori, gli impianti devono essere collaudati dalla Commissione di cui al successivo art. 20, entro sessanta giorni dalla richiesta del concessionario.

7. Per le modifiche di cui alle lettere d) e g) del terzo comma del precedente art. 10, le ditte concessionarie dovranno unire alla richiesta di collaudo il progetto approvato dal Comando provinciale dei VV.FF. di cui al penultimo comma dello stesso art. 10.

8. Le modifiche di cui alle lettere b) e c) del terzo comma dell'art. 10 non devono essere collaudate. La ditta concessionaria dovra' tuttavia dare comunicazione dell'avvenuta sostituzione del prodotto nel termine di cui al precedente comma 4.


ART. 20: COMMISSIONE DI COLLAUDO

1. La Commissione per il collaudo degli impianti di cui all'articolo precedente e' composta dal responsabile del Settore regionale competente o suo delegato, in qualita' di Presidente, da un funzionario dell'U.T.I.F., da un funzionario del Comando Provinciale dei VV.FF. competenti per territorio e dal responsabile dell'Ufficio carburanti della Regione.

2. Le funzioni di segretario sono svolte da un impiegato di livello non inferiore al VI del Settore regionale competente.

3. A tutti i componenti la Commissione per il collaudo degli impianti, compreso il segretario, spetta, oltre al rimborso delle spese di viaggio ed al trattamento economico di missione nella misura ed alle condizioni stabilite dai rispettivi ordinamenti degli enti di appartenenza, un gettone individuale di presenza di lire centocinquantamila lorde per ogni collaudo.

4. Gli oneri per il collaudo sono a carico delle ditte richiedenti.


ART. 21: COMMISSIONE REGIONALE CONSULTIVA

1. Il Presidente della Giunta Regionale, su designazione degli Enti ed Associazioni interessati, nomina, presso la Regione, la Commissione Consultiva di cui all'art. 8 del D.P.C.M. 11 settembre 1989, cosi' composta:

PRESIDENTE:

-Assessore regionale competente, o suo delegato;

COMPONENTI:

- n. 3 rappresentanti delle Associazioni di Societa' petrolifere operanti nella rete distributiva della Regione, di cui almeno due designati dall'E.N.I.;

- n. 1 rappresentante designato dall'Associazione dei privati titolari di concessioni o autorizzazioni per l'esercizio di impianti di distribuzione carburanti operanti nella Regione;

- n. 3 rappresentanti delle organizzazioni sindacali a carattere nazionale della categoria dei gestori;

- n. 1 rappresentante dei lavoratori dipendenti designati dalle OO.SS. maggiormente rappresentative a livello regionale;

- Ingegnere capo, o suo delegato, dell'U.T.I.F. competente per territorio;

- Ingegnere capo, o suo delegato, del Comando Provinciale Vigili del Fuoco, di ciascuna provincia;

- Responsabile del Settore competente della Regione, o suo delegato.

2. Nel caso in cui gli Enti o le Associazioni di cui al precedente comma non comunicano il nominativo del loro rappresentante nel termine di sessanta giorni dalla richiesta e nel caso in cui dette Associazioni non dovessero essere costituite, la Commissione sara' nominata senza il rappresentante di tali Enti od Associazioni.

3. Il Presidente puo' invitare alle sedute della Commissione i Sindaci o loro delegati dei Comuni interessati alle domande da esaminare nonche' esperti in materia di distribuzione di carburanti i quali non partecipano alla votazione, ne' sono presi in considerazione per il calcolo della maggioranza.

4. Le funzioni di segretario della Commissione sono esercitate da un dipendente dell'Assessorato Regionale al ramo di livello non inferiore al VI.

5. La Commissione dura in carica tre anni ed i suoi componenti possono essere riconfermati. In caso di assenze non giustificate a tre sedute consecutive della Commissione l'Assessorato competente invitera' l'Ente o Associazione interessata a sostituire il proprio rappresentante dichiarato automaticamente decaduto, e qualora la nuova designazione non sia effettuata entro trenta giorni l'Ente o Associazione inadempiente restera' escluso dalla Commissione.

6. La Commissione esprime pareri preventivi non vincolanti sui provvedimenti che vengono adottati dalla Giunta Regionale di cui al precedente articolo 18, con la sola esclusione dei provvedimenti relativi agli impianti ad uso privato, e, se richiesto dal Presidente, esprime pareri su ogni questione riguardante la distribuzione dei carburanti.

7. L'ordine del giorno deve essere inviato ai componenti la Commissione almeno 7 giorni prima di ciascuna riunione.

8. In caso di impedimento i componenti nominati dal Presidente della Giunta Regionale possono delegare persone di loro fiducia per la partecipazione alle sedute della Commissione.

9. Le sedute della Commissione sono valide con la presenza della maggioranza dei componenti e le deliberazioni sono adottate con il voto della maggioranza dei componenti presenti, in caso di parita' il voto del Presidente vale doppio.

10. Ai componenti la Commissione ed a coloro che intervengono ai sensi del precedente comma 3, con esclusione dei dipendenti regionali, e' corrisposto un gettone di presenza oltre le spese di viaggio, se dovute, secondo le modalita' previste dalla legge regionale 7 agosto 1972, n. 11 e successive modificazioni ed integrazioni.

11. Per i dipendenti regionali, compreso il segretario, si applica il disposto dell'art. 78 delle leggi regionali 31 agosto 1974, nn. 11 e 12 e successive modifiche ed integrazioni.


ART. 22: NORME TRANSITORIE E FINALI

1. I titolari dei decreti di concessione di impianti esistenti e funzionanti o per i quali sia stato emesso regolare provvedimento di sospensione dell'attivita' che non abbiano presentato domanda di rinnovo della concessione o l'abbiano presentata fuori dai termini previsti, possono godere di un provvedimento di sanatoria solo agli effetti della presentazione della domanda purche' regolarizzino la loro posizione entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Detta sanatoria ha carattere di assoluta straordinarieta' e non potra' essere ripetuta.

2. Le autorizzazioni per impianti di erogazione di carburanti ad uso privato rilasciate prima dell'entrata in vigore della presente legge scadranno il 31 dicembre 1996, salvo che nel provvedimento autorizzativo sia stabilita una validita' inferiore.

3. Trascorso un anno dall'approvazione della presente legge, le tabelle A e B ad essa allegate potranno, ove ne ricorrono le ragioni, essere modificate con atto amministrativo dal Consiglio Rgionale, sentita la Commissione consiliare competente.


ART. 23: RINVIO

1. Per quanto non espressamente previsto dalla presente legge, si applicano le disposizioni contenute nel D.L. 26 ottobre 1970, convertito, con modificazioni nella legge 12 dicembre 1970, n. 1034; nel D.P.R. 12 gennaio 1971, n. 208 e successive modifiche; nella legge 28 luglio 1971, n. 558;

nel D.P.R. 27 ottobre 1971, n. 1269; nelle direttive del Governo impartite ai sensi dell'art. 4 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616 e le norme richiamate dalle fonti sopracitate.


ART. 24: ABROGAZIONE

1. La legge regionale 15 marzo 1983, n. 11 e' abrogata.


ART. 25: DICHIARAZIONE DI URGENZA - PUBBLICAZIONE

1. La presente legge e' dichiarata urgente ai sensi del secondo comma dell'art. 127 della Costituzione e dell'art. 38 dello Statuto Regionale ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Molise.


Allegato <<A>>
BACINI DI UTENZA PER IMPIANTI DI <<G.P.L.>>


Zona Comune Posizione ideale


1 Montenero <<Tratto della S.S. n. 16
Petacciato ricadente in agro del Comune
Guglionesi di Termoli>>
S. Giacomo
Termoli
Campomarino
Portocannone
S. Martino in P.


2 Civitacampomarano <<Tratto della S.S. n. 647
Castelbottaccio ricadente in agro dei Comuni di
Lupara Lupara, Morrone del Sannio,
Lucito Castelbottaccio, Castellino del
Guardialfiera Biferno, Lucito e Petrella
Petrella Tifernina >>
Castellino


3 Campobasso <<S.S. n. 647 diramazione B
S. Biase (Ingotte) >>
S. Angelo Limosano
Fossalto
Limosano
Montagano
Castropignano
Oratino
Busso
Baranello
Ripalimosani
Matrice
Campolieto
S. Giovanni in Galdo
Campodipietra
Ferrazzano
Mirabello
Torella del Sannio


4 S. Elia a P. <<Tratto della S.S. n. 645
Monacilioni ricadente in agro del Comune
Toro di Toro >>
Pietracatella
Macchia Valfortore
Jelsi
Gildone
Cercemaggiore
Riccia
Gambatesa
Tufara


5 Frosolone <<Tratto della S.S. n.85
S. Elena Sannita ricadente in agro del Comune
Macchiagodena di Bojano >>
Spinete
Cantalupo nel Sannio
Roccamandolfi
S. Massimo
Bojano
Colle D'Anchise
S. Polomatese
Campochiaro
Guardiaregia
Vinchiaturo
S. Giuliano del Sannio
Cercepiccola
Sepino
Molise


6 Isernia <<Tratto della S.S. n. 85
Pizzone ricadente in agro dei Comuni
Montenero Valcocchiara di Macchia d'isernia e
Rionero Sannitico Monteroduni >>
Forli del Sannio
Acquaviva d'Isernia
Castel S. Vincenzo
Cerro a Volturno
Rocchetta a Volturno
Scapoli
Colli a Volturno
Fornelli
Miranda
Pesche
Carpinone
Castelpetroso
Castelpizzuto
Longano
S. Agapito
Macchia d'Isernia
Monteroduni


Zona Comune Posizione ideale
Montaquila
Filignano
Pozzilli
Conca Casale
Venafro
Sesto Campano
S. Angelo in Grotte
Pettoranello del Molise


7 Mafalda <<Tratto della S.S. n. 65
Tavenna ricadente in agro dei Comuni
Montemitro di Trivento e Roccavivara >>
S. Felice del Molise
Montecilfone
Palata
Acquaviva Collecroce
Montefalcone nel Sannio
Castelmauro
Roccavivara
Trivento
Salcito
Bagnoli del Trigno
Duronia
Civitanova
Sessano
Chiauci
Pescolanciano
Pietrabbondante
Poggio Sannita
Pietracupa


8 S. Angelo del Pesco <<Tratto della S.S. n. 652
Pescopennataro ricadente in agro dei Comuni
Castel del Giudice di Rionero Sannitico e S.Pietro
S. Pietro Avellana Avellana >>
Capracotta
Vastogirardi
Roccasicura
Carovilli
Agnone
Belmonte del Sannio
Castelverrino


9 Larino <<Incrocio S.S. n. 376 con S.S.
Ururi n. 87 >>
Montorio nei Frentani
Casacalenda
Zona Comune Posizione ideale
Provvidenti
Morrone
Ripabottoni
Bonefro
S. Giuliano di Puglia
S. Croce di Magliano
Rotello
Colletorto
Montelongo


Allegato <<B>>


BACINI DI UTENZA PER IMPIANTI DI << METANO PER AUTOTRAZIONE>>


1 Petacciato Termoli<<incrocio S. S. n. 647
Guglionesi con S.S. n. 16 >>
S. Giacomo
Termoli
Campomarino
Portocannone
S. Martino in P.


2 Civitacampomarano Lupara<<incrocio S.S. n. 647
Castelbottaccio con S.P. n. 73 >>
Lupara
Lucito
Guardialfiera
Petrella
Castellino


3 Campobasso Campobasso<<Contrada Macchie>>
S. Biase
S. Angelo Limosano
Fossalto
Limosano
Montagano
Castropignano
Oratino
Busso
Baranello
Ripalimosani
Matrice
Campolieto
S. Giovanni in Galdo
Campodipietra


Zona Comune Posizione ideale
Ferrazzano
Mirabello
Torella del Sannio


4 S. Elia a P. Gambatesa<<incrocio S. S. n.
Monacilioni 645 con S. S. n. 212 >>
Toro
Pietracatella
Macchia Valfortore
Jelsi
Gildone
Cercemaggiore
Riccia
Gambatesa
Tufara


5 Frosolone Bojano<<incrocio S. S. n. 17
Casalciprano con S.P. n. 49 >>
S. Elena Sannita
Macchiagodena
Spinete
Cantalupo nel Sannio
Roccamandolfi
S. Massimo
Bojano
Colle D'Anchise
S. Polomatese
Campochiaro
Guardiaregia
Vinchiaturo
S. Giuliano del Sannio
Cercepiccola
Sepino
Molise


6 Isernia Isernia<<incrocio S.S. n. 85
Pizzone con S.S. n. 158 >>
Montenero Valcocchiara
Rionero Sannitico
Forli del Sannio
Acquaviva d'Isernia
Castel S. Vincenzo
Cerro a Volturno
Rocchetta a Volturno
Scapoli
Colli a Volturno
Fornelli


Zona Comune Posizione ideale
Miranda
Pesche
Carpinone
Castelpetroso
Castelpizzuto
Longano
S. Agapito
Macchia d'Isernia
Monteroduni
Montaquila
Filignano
Pozzilli
Conca Casale
Venafro
Sesto Campano
S. Angelo in Grotte
Pettoranello del Molise


7 Trivento Pietrabbondante-Bagnoli
Salcito <<incrocio S.S. n.650 con
Bagnoli del Trigno
Duronia
Civitanova
Sessano
Chiauci
Pescolanciano
Pietrabbondante
Poggio Sannita
Pietracupa


8 S. Angelo del Pesco S. Pietro Avellana<<incrocio
Pescopennataro S S. n. 652 con S.S. n. 70 >>
Castel del Giudice
S. Pietro Avellana
Capracotta
Vastogirardi
Roccasicura
Carovilli
Agnone
Belmonte del Sannio
Castelverrino
9 Larino Bonefro<<incrocio S.S. n.
Ururi 376 con S.P. n. 63 >>
Montorio nei Frentani
Casacalenda
Provvidenti


Zona Comune Posizione ideale
Morrone
Ripabottoni
Bonefro
S. Giuliano di Puglia
S. Croce di Magliano
Rotello
Colletorto
Montelongo


10 Montenero di Bisaccia Roccavivara<<incrocio S.S.
Mafalda n. 650 con S. P. n. 15 >>
Tavenna
Montemitro
S. Felice del Molise
Montecilfone
Palata
Acquaviva Collecroce
Montefalcone nel Sannio
Castelmauro
Roccavivara


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