Legge Regionale 31 Agosto 1974, n° 11
La presente pubblicazione non riveste carattere di ufficialitą
TitoloNorme provvisorie sullo stato giuridico ed economico e sull'inquadramento del personale regionale.
OggettoRegione - Personale - Inquadramento - Stato giuridico e trattamento economico - Disciplina
BollettinoBollettino Ufficiale n° 27 del 07/09/74
Catalogazione21.Ordinamento e organizzazione regionale e degli enti dipendenti e vigilati, organi della Regione, organizzazione degli uffici e politiche del personale, commissioni, comitati e consulte
AbrogazioniAbrogato art. intera legge tranne artt. 46, 47, e 78 dalla legge n. 7/1997 art. 47, comma 2, lettera a)
ModificheModificato art. 78 dalla legge n. 12/1974 art. unico


TITOLO I: Ordinamento e funzioni del personale

Art. 1: Personale regionale


Il personale della Regione, delle aziende e degli enti dipendenti e' inquadrato in un unico ruolo regionale e si distingue esclusivamente in base ai livelli funzionali.

E' assunto per pubblico concorso, salvo i casi stabiliti dallo Statuto e dalla legge regionale.

Spetta al medesimo un trattamento economico onnicomprensivo.


Art. 2: Dotazione organica

Fino a quando non entrera' in vigore la legge regionale sull'ordinamento degli uffici, che potra' prevedere le occorrenti variazioni dei ruoli organici per soppressione di unita' operative in relazione alle esigenze della definitiva ristrutturazione degli uffici ed alle deleghe agli Enti locali di funzioni amministrative di competenza regionale, il numero dei posti in organico per ciascun livello funzionale e' fissato dalla tabella << A >> allegata alla presente legge.


Art. 3: Classificazione del personale

Il personale dell'amministrazione regionale si distingue in base ai seguenti livelli funzionali:

a) livello direttivo;

b) livello di concetto;

c) livello esecutivo;

d) livello ausiliario;

e) livello operaio.

Ciascun livello si articola in due qualifiche parametrali secondo l'allegata tabella << B >>; in ciascun livello funzionale il passaggio dalla prima alla seconda qualifica avviene, purche' non vi sia demerito, al compimento del decimo anno di effettiva permanenza nella qualifica.

Il suddetto periodo di permanenza e' ridotto ad anni nove per il personale tecnico.

Fino a quando non verra' emanato il regolamento di cui all'art. 8 della presente legge, la individuazione di detto personale sara' effettuata con riferimento ai criteri vigenti per il personale tecnico dello Stato.

A ciascun livello funzionale si accede per pubblico concorso secondo le modalita' prescritte dagli artt. 5 e seguenti della presente legge.

Le mansioni corrispondenti ai singoli livelli sono indicate nell'allegata tabella << C >>.


Art. 4: Coordinatori e Segretari del Consiglio e della Giunta Regionale

Il coordinamento dell'attivita' di piu' settori e' affidato dalla Giunta regionale a dipendenti di livello direttivo con qualifica parametrale di responsabile di settore.

Sono altresi' affidate a dipendenti di pari qualifica le funzioni di segretario del Consiglio regionale e di segretario della Giunta.

Gli incarichi di coordinatore e di segretario della Giunta hanno termine con la cessazione della durata in carica della Giunta che li ha deliberati e sono rinnovabili; detti incarichi possono essere comunque in ogni momento revocati con provvedimento della Giunta.

L'incarico di Segretario del Consiglio ha durata pari a quella della legislatura ed e' rinnovabile.

Ai coordinatori e ai segretari del Consiglio e della Giunta Regionale compete per la durata dell'incarico una indennita' annua non pensionabile di L. 1.200.000 da corrispondersi in dodicesimi posticipati.

Il numero dei coordinatori non puo' essere superiore a quello dei componenti della Giunta Regionale.

La legge regionale sull'ordinamento degli uffici individuera' alcune piu' ampie unita' organizzative dell'amministrazione regionale alle quali saranno preposti funzionari con qualifica parametrale di responsabile di settore.

A detti funzionari sara' attribuita una indennita' annua non pensionabile di L. 800.000 da corrispondersi in dodicesimi posticipati.


Titolo II: ASSUNZIONE AGLI IMPIEGHI REGIONALI

Art. 5: Concorsi


Le assunzioni agli impieghi regionali hanno luogo mediante pubblico concorso per ciascuno dei livelli funzionali previsti dal precedente articolo 3, da bandirsi annualmente entro il mese di gennaio in relazione ai posti disponibili alla data di indizione del concorso ed ai posti che nei dodici mesi successivi si renderanno disponibili per collocamento a riposo per raggiunti limiti d'eta'.

Il 20% dei posti per i quali ciascun concorso risulta bandito e' riservato al personale della Regione in servizio alla data del bando e che risulti in possesso dei requisiti stabiliti per i posti messi a concorso. Nel caso che il computo di tale percentuale non dia luogo ad un numero intero si procede all'arrotondamento all'unita' se la frazione decimale e' superiore a 0,5.

In caso di mancata copertura di tutti o di parte dei posti riservati, si amplia corrispondentemente, in sede di graduatoria finale, il numero dei posti disponibili per i concorrenti esterni.

Non possono beneficiare della riserva dei posti i dipendenti nei confronti dei quali nell'anno immediatamente precedente quello del concorso sono stati adottati provvedimenti di cui agli articoli 48,49 e 53.

Il concorso e' bandito con decreto del Presidente della Giunta Regionale, su conforme deliberazione della Giunta medesima.

Nel bando di concorso sono indicati il numero dei posti messi a concorso, gli specifici titoli di studio richiesti, i documenti prescritti, il programma degli esami ed ogni altra prescrizione ritenuta opportuna.

Il decreto che indice il concorso e' pubblicato in apposita parte del Bollettino Ufficiale della Regione. Il termine per la presentazione delle domande non puo' essere inferiore a trenta giorni dalla data di pubblicazione del decreto anzidetto.

Si applicano le norme in materia di assunzioni obbligatorie, di riserve dei posti, di precedenze e preferenze stabilite per l'ammissione alle qualifiche iniziali delle carriere dello Stato.

Art. 6: Requisiti di ammissione ai concorsi

Costituiscono requisiti generali per l'ammissione ai concorsi:

a) la cittadinanza italiana;

b) l'idoneita' psicofisica per l'assolvimento dei compiti previsti per il livello funzionale per il quale e' indetto il concorso;

c) la buona condotta;

d) il possesso dei diritti civili e politici;

e) il titolo di studio previsto dall'allegata tabella << C >>;

f) l'etą non inferiore agli anni 18 e non superiore agli anni 30.

Per i concorsi ai posti di livello direttivo il limite massimo di eta' e' di 35 anni.

Si prescinde dal requisito dell'eta' ove trattasi di dipendente dell'Amministrazione regionale.

Sono applicabili le norme sull'elevazione del limite di eta' previste per i dipendenti dello Stato e le eccezioni stabilite dalle vigenti leggi per particolari categorie di cittadini.

I requisiti sopra indicati debbono essere posseduti alla scadenza del termine di presentazione della domanda.

L'esclusione dal concorso e' disposta con decreto motivato del Presidente della Giunta Regionale soltanto per difetto dei requisiti prescritti.


Art. 7: Prove di concorso

I concorsi di ammissione a ciascun livello funzionale di cui al precedente art. 3 sono per esami, per titoli ed esami per soli titoli.

Gli esami per l'ammissione all'impiego consistono:

a) per il livello funzionale direttivo: in due prove scritte e in un colloquio, tendenti ad accertare il possesso di adeguata preparazione economico-giuridica o tecnica ed a valutare la maturita' di pensiero e le capacita' di giudizio del candidato;

b) per il livello funzionale di concetto: in due prove scritte e in colloquio, tendenti ad accertare il possesso di adeguata cultura generale e delle cognizioni economiche, giuridiche e tecniche necessarie per l'esercizio delle mansioni proprie del livello;

c) per il livello funzionale esecutivo: in una prova scritta, in una prova pratica ed in un colloquio, tendenti ad accertare il possesso di adeguata cultura generale e di cognizioni tecniche per l'espletamento delle mansioni proprie del livello, nonche' la idoneita' all'uso di macchine d'ufficio.

Per l'ammissione agli impieghi di carattere tecnico dei livelli direttivo e di concetto una delle prove scritte puo' essere sostituita da una prova pratica.

Il colloquio ha per oggetto le materie delle prove scritte e le altre indicate nel programma di esame.

Per il personale addetto alla conduzione di automezzi e' altresi' richiesto, oltre al possesso della patente di guida non inferiore al tipo << C >>, anche un esame psicotecnico con esito favorevole.

Il concorso per l'ammissione al livello funzionale ausiliario e' per titoli ed esami. L'esame consiste in una prova di idoneita' tecnica.

Il concorso per l'ammissione al livello funzionale operaio e' per titoli.


Art. 8: Regolamento per i concorsi

Con successivo regolamento saranno determinati lo specifico titolo di studio richiesto, le particolari categorie di titoli da valutare e le procedure per l'espletamento dei concorsi.


Art. 9: Assunzione al livello funzionale operaio

Per l'assunzione del personale nel livello funzionale operaio la valutazione comparativa dei candidati si effettua sulla base dei titoli relativi al carico familiare, allo stato di occupazione risultante dalla iscrizione nelle liste di collocamento, nonche' allo stato di occupazione e sanitario del nucleo familiare.


Art. 10: Commissioni di esami

Le commissioni giudicatrici dei concorsi di cui ai precedenti articoli per la nomina ai livelli funzionali direttivo, di concetto, esecutivo ed ausiliario sono nominate dalla Giunta regionale e sono composte:

- dal Presidente della Giunta Regionale o da un Assessore da lui delegato, con funzioni di Presidente;

- da tre Consiglieri regionali, di cui uno appartenente alle minoranze, designati all'Ufficio di Permanenza del Consiglio Regionale; da un dipendente regionale appartenente al livello direttivo, designato dalla Giunta Regionale;

- da un dipendente regionale di livello non inferiore a quello cui si riferisce il posto messo a concorso, designato dalle rappresentanze sindacali del personale.

Di dette commissioni fanno parte, a seconda dei livelli funzionali, un docente universitario, un professore di ruolo di istituto di istruzione secondaria di secondo grado, un professore di ruolo di scuola media inferiore ed un esperto tecnico-pratico, scelti in relazione alle materie su cui vertono le prove di esame.

Le commissioni giudicatrici per i concorsi a posti del livello operaio sono composte:

dal Presidente della Giunta o dal suo delegato che la presiede;

da due Consiglieri regionali, di cui uno appartenente alle minoranze, designati dall'Ufficio del Consiglio Regionale;

da un funzionario regionale designato dalla Giunta Regionale;

da un rappresentante sindacale designato dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.

Le funzioni di segretario sono espletate, per entrambi i tipi di concorso da un dipendente regionale designato dalla Giunta Regionale.


Art. 11: Graduatoria

Espletate le prove del concorso, la Commissione di esame forma la graduatoria dei concorrenti con l'indicazione analitica del punteggio da ciascuno conseguito.

Il Presidente della Giunta dispone, entro sette giorni, la pubblicazione della graduatoria di cui al precedente comma nell'albo della Giunta Regionale, assegnando un termine di giorni quindici, a partire dalla data di pubblicazione, per eventuali ricorsi.

Trascorso tale termine, la Giunta, esaminati i ricorsi, approva la graduatoria definitiva e ne ordina la pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione entro il trentesimo giorno dalla scadenza del termine fissato per la proposizione dei ricorsi.

I termini per eventuali impugnative decorrono dalla data di pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.


Art. 12: Nomina in prova e periodo di prova

I vincitori del concorso conseguono la nomina in prova, disposta con decreto del Presidente della Giunta comunicato agli interessati almeno trenta giorni prima del termine indicato per l'inizio del servizio.

Nei confronti di coloro che per giustificato motivo assumono servizio in ritardo rispetto al termine fissato, la nomina produce gli effetti economici dal giorno dell'effettivo inizio del servizio medesimo; coloro che, senza giustificato motivo, non assumono servizio entro i termini stabiliti decadono dalla nomina.

I posti rimasti scoperti per rinuncia o decadenza dei vincitori sono assegnati ai concorrenti dichiarati idonei nello stesso concorso, secondo l'ordine di graduatoria.

Ai vincitori, nell'ordine della graduatoria, e' consentita la scelta nell'ambito delle sedi disponibili.

Il periodo di prova dura sei mesi, trascorso il quale il dipendente, su proposta dell'Amministrazione, consegue la nomina in ruolo con decreto del Presidente della Giunta Regionale. Nel caso di giudizio sfavorevole, il periodo di prova e' prorogato di altri sei mesi, trascorsi i quali, ove il giudizio sia ancora sfavorevole, l'Amministrazione, previa relativa contestazione all'interessato e sentito il Consiglio di Amministrazione, dispone con provvedimento motivato la risoluzione del rapporto di impiego; in tale caso spetta all'impiegato una indennita' pari a due mensilita' del trattamento economico relativo al periodo di prova.

Il provvedimento dell'Amministrazione ha carattere definitivo.

Qualora entro un mese dal compimento del periodo di prova non sia intervenuto un provvedimento od un giudizio sfavorevole, la prova deve intendersi conclusa in senso favorevole.

Sono esonerati dal periodo di prova soltanto i vincitori di concorso provenienti da corrispondenti funzioni svolte presso altre pubbliche amministrazioni, ove abbiano superato il periodo di prova svolgendo mansioni analoghe a quelle dei posti per i quali hanno concorso. In tali casi l'Amministrazione puo' obbligare i vincitori a frequentare appositi corsi di formazione.


Art. 13: Promessa e giuramento

Al momento dell'assunzione in prova l'impiegato deve fare davanti all'Assessore preposto agli uffici del personale ed in presenza di due testimoni solenne promessa secondo la seguente formula: << Prometto di essere fedele alla Repubblica e alla Regione Molise, di osservare lealmente la Costituzione e le leggi dello Stato e della Regione, di adempiere ai doveri del mio ufficio nell'interesse dell'Amministrazione e per il pubblico bene >>.

All'atto di assumere servizio di ruolo dopo aver superato il periodo di prova, l'impiegato deve prestare giuramento dinanzi al Presidente della Giunta Regionale, o ad un suo delegato, ed in presenza di due testimoni, seconda la stessa formula prevista per la promessa, sostituendo la parola << prometto >> con la parola << giuro >>.

Il rifiuto di prestare la promessa o il giuramento comporta la decadenza dall'impiego.


Art. 14: Passaggio al livello funzionale superiore

I dipendenti regionali privi del titolo di studio richiesto possono partecipare ai concorsi per posti del livello funzionale immediatamente superiore a quello di appartenenza, purche' siano in possesso del titolo di studio previsto dalla tabella << C >> per il livello di appartenenza ed abbiano in tale livello cinque anni di effettivo esercizio.

Tale disposizione non si applica ai casi in cui l'inquadramento al livello funzionale superiore sia subordinato per legge al possesso di uno specifico titolo di studio tecnico e delle eventuali specializzazioni.


TITOLO III: Diritti e doveri

CAPO I: Mansioni, trasferimenti e comandi

Art. 15: Mutamento di mansioni per esigenze organizzative


Ove, in relazione alle modifiche dell'organigramma di cui alla legge sull'ordinamento degli uffici della Regione, sia necessario attribuire ad un dipendente mansioni diverse da quelle precedentemente svolte ma appartenenti allo stesso livello funzionale, vi provvede l'Amministrazione, dopo aver sentito il Consiglio di Amministrazione.

Sara' tenuto conto dell'eventuale richiesta dell'interessato e della sua qualificazione professionale conseguita nei corsi di formazione ed aggiornamento, a norma dell'ultimo comma dell'art.47 dello Statuto.

L'attribuzione delle nuove mansioni e' comunque preceduta dall'eventuale necessario periodo di qualificazione e di adattamento alle nuove mansioni.


Art. 16: Mutamento di mansioni per inidoneita' fisica

Al dipendente riconosciuto fisicamente inidoneo in via permanente allo svolgimento delle mansioni attribuitegli l'Amministrazione, con le modalita' previste dagli articoli precedenti, attribuisce mansioni diverse appartenenti allo stesso livello funzionale ovvero, a domanda, mansioni appartenenti ad un livello funzionale inferiore.

Se l'inidoneita' dipende da causa di servizio, al dipendente adibito a mansioni di un livello funzionale inferiore spetta la conservazione del trattamento economico del livello funzionale di appartenenza.

L'accertamento della permanente inidoneita' fisica ad alcune o a tutte le mansioni della qualifica funzionale di appartenenza e' effettuata a richiesta dell'Amministrazione o dell'interessato con le modalita' previste dall'art.31.


Art. 17: Trasferimenti

Il trasferimento di personale che non comporti cambiamento di sede di servizio e' disposto dall'Amministrazione, in conseguenza di modifiche dell'organigramma o di altre esigenze di servizio.

Ove il trasferimento corrisponda ad un mutamento di mansioni si applicano le norme dell'art. 15.

Il dipendente regionale, per esigenze di servizio e nel rispetto delle mansioni assegnate, puo' essere trasferito ad una sede diversa rispetto a quella di assegnazione.

Nel disporre il trasferimento di cui al comma precedente si tiene conto dell'eta', delle condizioni di salute, di famiglia e di eventuali necessita' di studio dell'interessato e dei familiari.

Qualora non ostino specifiche esigenze di servizio viene data la preferenza al dipendente che chiede il trasferimento.

Sui trasferimenti che comportino mutamenti di sede di servizio debbono essere sentiti i responsabili degli uffici interessati ed il Consiglio di Amministrazione.


Art. 18: Comandi

Con le modalita' stabilite dall'articolo precedente il personale regionale puo' essere comandato a prestare servizio presso gli Enti destinatari della delega di funzioni regionali, ovvero presso gli Enti dei cui uffici la Regione si avvale.

Il dipendente comandato ai sensi del precedente comma svolge presso l'Ente delegato la mansione attribuitagli ai sensi della allegata tabella << C >> ed e' posto alle dipendenze funzionali dell'Ente medesimo.

Il personale comandato puo' chiedere la cessazione del comando e l'Amministrazione e' tenuta ad accogliere la richiesta alla scadenza del diciottesimo mese, per procedere alla rotazione del personale disponibile.

Per i comandi fuori sede compete ai dipendenti l'indennita' di trasferta secondo i criteri previsti dalle norme vigenti per i dipendenti civili dello Stato.


CAPO II: Diritti sindacali

Art. 19: Liberta' sindacali


E' garantito ai dipendenti regionali il diritto di costituire associazioni sindacali, di aderirvi e di svolgere attivita' sindacali all'interno dei luoghi di lavoro.


Art. 20: Assemblee

I dipendenti regionali hanno diritto di riunirsi in assemblea nei luoghi ove prestano la loro attivita'.

Le assemblee indette nei luoghi di lavoro dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative in campo nazionale o dal Consiglio dei delegati possono svolgersi durante l'orario di lavoro, con diritto alla normale retribuzione per i dipendenti partecipanti, nel limite di dieci ore annue.

Delle assemblee da tenere durante l'orario di lavoro e' dato preavviso all'Amministrazione.

Alle assemblee indette nei luoghi di lavoro possono partecipare i dirigenti delle organizzazioni sindacali di categoria e confederali che non siano dipendenti regionali, previa comunicazione all'Amministrazione.


Art. 21: Rappresentanze di categoria

La Regione riconosce quali rappresentanze sindacali operanti all'interno della categoria le organizzazioni sindacali a carattere nazionale maggiormente rappresentative ed il Consiglio dei delegati, rappresentativo della generalita' dei dipendenti regionali.


Art. 22: Dirigenti sindacali di categoria

Sono dirigenti sindacali di categoria i dipendenti regionali eletti negli organi direttivi delle rappresentanze sindacali di categoria indicate nel precedente articolo.

Per il loro riconoscimento l'organismo sindacale e' tenuto a darne regolare e formale comunicazione all'Amministrazione.

I dirigenti sindacali di cui al comma precedente non possono essere trasferiti dall'ufficio di appartenenza senza il parere vincolante della rispettiva organizzazione sindacale regionale di categoria o del Consiglio dei delegati e fino a sei mesi dalla cessazione dell'incarico elettivo.


Art. 23: Congedi e permessi sindacali

I dirigenti delle rappresentanze sindacali di cui all'art. 22 hanno diritto, per l'espletamento del loro mandato, a permessi non superiori ad otto ore mensili, con le modalita' che saranno stabilite mediante accordi delle rappresentanze sindacali con l'Amministrazione.

A richiesta delle rappresentanze sindacali i dipendenti regionali eletti o designati a partecipare a congressi, convegni o riunioni riguardanti la categoria hanno altresi' diritto a congedi straordinari, regolarmente retribuiti.


Art. 24: Diritto di affissione

In ogni luogo di lavoro e' riconosciuto alle diverse rappresentanze sindacali l'uso gratuito di appositi spazi per l'affissione di manifesti, giornali, notiziari, circolari ed altri scritti o stampati diffusi a cura delle medesime.


Art. 25: Locali

Nel capoluogo di regione viene posto permanentemente a disposizione delle rappresentanze sindacali un idoneo e comune locale per lo svolgimento dei loro compiti.

Per ogni luogo di lavoro, reparto o servizio con piu' di dieci dipendenti le rappresentanze sindacali hanno diritto di usufruire,ove ne facciano richiesta, di un locale idoneo per le loro riunioni.


Art. 26: Contributi sindacali

I dipendenti regionali hanno facolta' di rilasciare una delega a favore della organizzazione sindacale prescelta per la ritenuta dei contributi associativi, stabiliti dalla organizzazione sindacale medesima, sulle proprie retribuzioni o competenze mensili.

La delega ha validita' dal primo giorno del mese successivo a quello del rilascio fino al 31 dicembre di ogni anno e si intende tacitamente rinnovata, ove non venga revocata dall'interessato entro la data del 31 ottobre mediante comunicazione scritta alla organizzazione sindacale interessata ed alla amministrazione regionale.

Le ritenute cosi' operate dalla Regione sono versate alle rispettive organizzazioni sindacali secondo le modalita' dalle stesse indicate.


CAPO III: Riposo settimanale, congedi, aspettative e permessi

Art. 27: Riposo settimanale


Il personale ha diritto ad un giorno di riposo settimanale non rinunciabile, che di regola deve coincidere con la domenica, e non presta servizio negli altri giorni riconosciuti festivi.

Il dipendente cui sia stato richiesto di prestare servizio in un giorno festivo non puo' rifiutarsi, ma ha diritto, nei successivi otto giorni, ad un giorno di riposo da concordarsi con l'Amministrazione.


Art. 28: Congedo ordinario

Il personale ha diritto ad un periodo di congedo ordinario retribuito ed irrinunciabile in ogni anno di servizio pari a giorni lavorativi:

a) 30, qualora l'orario di servizio sia di sei giorni la settimana;

b) 26, qualora l'orario di servizio sia di cinque giorni alla settimana.

Detto congedo e' proporzionalmente ridotto qualora il servizio prestato sia inferiore all'anno.

Almeno i due terzi del congedo ordinario sono usufruiti continuativamente o comunque ripartiti in non piu' di due periodi.

Il godimento del congedo puo' essere rinviato o interrotto per eccezionali esigenze di servizio. In tale caso il dipendente usufruira' del congedo non goduto entro il primo semestre dell'anno successivo.


Art. 29: Congedi straordinari

Il dipendente regionale ha diritto a congedi straordinari, retribuiti per intero nel primo mese e per 4/5 per il mese successivo, nei seguenti casi:

a) per contrarre matrimonio, nella misura di quindici giorni;

b) per richiamo alle armi, purche' non a richiesta, limitatamente ad un periodo massimo di due mesi, decorso il quale il dipendente e' collocato in aspettativa;

c) per la partecipazione a concorsi, per il tempo strettamente necessario;

d) per la preparazione e partecipazione ad esami scolastici e professionali, nella misura massima di trenta giorni all'anno;

e) per gravidanza e puerperio, nei termini e con le modalita' di cui alla legge per la tutela delle lavoratrici madri. Nel periodo di astensione obbligatoria dal lavoro compete l'intero trattamento economico di cui all'art. 76;

f) alle dipendenti per affidamento a scopo di adozione di un minore, limitatamente a tre mesi. Se il minore all'atto dell'affidamento non ha compiuto i tre anni di eta', le dipendenti hanno diritto di usufruire dei benefici di cui alla legge per le lavoratrici madri;

g) per attendere, ove il lavoratore risulti mutilato o invalido di guerra o per servizio, alle cure richieste dallo stato di invalidita', nei termini e con le modalita' previsti dalle vigenti leggi;

h) per malattia;

i) per gravi e comprovate esigenze personali o familiari, nella misura massima complessiva annuale di dieci giorni.

Il congedo straordinario retribuito, fatto salvo quanto stabilito ai punti e) ed f), non puo' superare complessivamente nell'arco di un anno il periodo di due mesi.


Art. 30: Aspettativa

Il dipendente regionale puo' essere collocato in aspettativa per infermita', per motivi di famiglia o personali, per servizio militare, per assolvere a funzioni pubbliche elettive.

Il collocamento in aspettativa e' disposto dall'Amministrazione su motivata richiesta dell'interessato. Viene disposto d'ufficio per servizio militare di leva.

Non puo' in alcun caso disporsi del posto del dipendente collocato in aspettativa.


Art. 31: Aspettativa per infermita'

Trascorso l'eventuale periodo di congedo straordinario per malattia di cui all'art. 29 e perdurando i motivi di salute che impediscono la regolare ripresa del servizio, il dipendente regionale e' collocato in aspettativa.

L'aspettativa ha termine col cessare della causa per la quale fu disposta e non puo' comunque protrarsi per piu' di 18 mesi.

Durante l'aspettativa il dipendente ha diritto all'intero stipendio per i primi 12 mesi e alla meta' di esso per il restante periodo, conservando integralmente gli assegni per carichi familiari.

Il tempo trascorso in aspettativa per infermita' e' considerato periodo di servizio utile a tutti gli effetti.

E' corrisposto l'intero stipendio per tutta la durata dell'aspettativa qualora questa sia dovuta ad infortunio sul lavoro o ad infermita' dipendente da causa di servizio accertata e riconosciuta.

Agli effetti del presente articolo e di quello relativo ai congedi straordinari, l'accertamento dell'esistenza, della continuazione e della cessazione della infermita' e' effettuato, a richiesta del responsabile dell'Ufficio o dell'interessato, dai servizi ispettivi dello istituto previdenziale di cui all'art. 81 della presente legge.

A tutte le attivita' relative a tali accertamenti, puo' assistere un medico di fiducia del dipendente il quale ha diritto di fare verbalizzare le proprie osservazioni.

Per quanto non previsto dal presente articolo si applicano le norme vigenti per i dipendenti civili dello Stato.


Art. 32: Aspettativa per motivi di famiglia o personali

Il dipendente regionale che intende ottenere il collocamento in aspettativa per motivi di famiglia o personali deve presentare motivata domanda alla Amministrazione, che decide in merito sentito il parere delle rappresentanze sindacali di categoria. Il dipendente interessato deve continuare a prestare servizio fino a quando l'aspettativa richiesta non gli sia stata concessa.

La decisione in merito alla richiesta deve essere assunta entro 30 giorni dalla sua presentazione. La mancata assunzione della decisione entro 30 giorni comporta accettazione della richiesta. La richiesta puo' essere respinta per motivi di servizio e, in tal caso, deve darsene apposita comunicazione motivata all'interessato; puo' essere accolta in parte, sempre indicandone le ragioni.

Il periodo di aspettativa non puo' eccedere la durata di un anno.

In tali periodi il dipendente regionale non ha diritto ad alcun assegno ed il tempo trascorso in aspettativa per motivi di famiglia o personali non e' computato ai fini della anzianita', dell'attribuzione degli aumenti periodici e del trattamento di quiescenza e previdenza.


Art. 33: Aspettativa per servizio militare

Il dipendente regionale chiamato alle armi per servizio militare di leva viene collocato in aspettativa d'ufficio e cessa di percepire la retribuzione; gli viene pero' mantenuto il posto, alla condizione che riprenda servizio entro 10 giorni dal congedo o dalla licenza illimitata.

Il dipendente richiamato alle armi, purche' il richiamato sia indipendente dalla sua volonta', viene collocato d'ufficio in aspettativa decorsi i due mesi di congedo straordinario di cui all'art. 29 e gli spetta il trattamento economico piu' favorevole tra quello civile e quello militare.

Il tempo trascorso in aspettativa viene computato per intero a tutti gli effetti.


Art. 34: Aspettativa per funzioni pubbliche

Ai dipendenti chiamati a ricoprire cariche pubbliche elettive si applicano le disposizioni delle leggi statali.


Art. 35: Dipendenti studenti

I dipendenti iscritti e frequentanti corsi regolari di studio in scuole primarie, secondarie e di qualificazione professionale abilitate al rilascio di titoli di studio legali e nelle Universita' hanno diritto, compatibilmente con le esigenze di servizio, ad orari di lavoro che agevolino la frequenza ai corsi e la preparazione agli esami e non sono obbligati a prestazioni di lavoro straordinario.


Art. 36: Assenze

In caso di malattia o di altro grave impedimento, il dipendente regionale deve darne immediata comunicazione al proprio ufficio indicando la eventuale variazione di recapito.

Qualora l'assenza sia dovuta a malattia il dipendente viene collocato d'ufficio in congedo straordinario. Se l'assenza si protrae oltre i due giorni, il dipendente deve far pervenire al proprio ufficio, entro il terzo giorno di assenza, un certificato del medico curante attestante la natura e la presumibile durata della malattia.

L'Amministrazione puo' disporre, a norma dell'art. 31, accertamenti per il controllo della malattia denunciata.

Qualora la malattia non sia riconosciuta o gli accertamenti non abbiano potuto aver luogo per fatto imputabile al dipendente, l'assenza e' considerata dall'inizio ingiustificata agli effetti retributivi e disciplinari.


CAPO IV: Doveri

Art. 37: Principi ispiratori e disposizioni generali di comportamento del personale


Nei confronti dell'Amministrazione il dipendente e' tenuto a prestare la propria opera per tutto l'orario stabilito e deve esprimere nell'assolvimento delle proprie mansioni contributo intellettuale, spirito di iniziativa, capacita' decisionale, autocontrollo adeguati alla qualifica di appartenenza.


Art. 38: Esecuzione diligente dei compiti d'ufficio

Il dipendente deve prestare la sua opera per l'espletamento dei compiti affidatigli, ai sensi delle norme sull'ordinamento degli uffici, concorrendo nel rispettivo livello di qualificazione con responsabilita' al corretto adempimento dei doveri di ufficio.

Il dipendente che riceve un ordine che ritenga illegittimo e' ritenuto a non eseguirlo dichiarandone le ragioni.

Se l'ordine e' rinnovato per iscritto, il dipendente deve eseguirlo, salvo che l'atto o l'attivita' richiesta siano in contrasto con la legge penale.


Art. 39: Segreto d'ufficio

Salvo quanto disposto dallo Statuto, dal regolamento del Consiglio e dalle leggi regionali, il dipendente regionale non puo' fornire a chi non ne abbia diritto informazioni e comunicazioni, relative a provvedimenti od operazioni amministrative di qualsiasi natura, nonche' notizie delle quali sia venuto a conoscenza a causa del suo ufficio.

Nel rispetto delle modalita' stabilite dallo Statuto e dal regolamento del Consiglio, il personale regionale non puo' avvalersi del segreto di ufficio nei confronti dei Consiglieri regionali.


Art. 40: Orario di lavoro

Il dipendente regionale e' tenuto alla esatta osservanza dell'orario giornaliero di lavoro. L'orario per tutti i dipendenti regionali e' fissato in 36 ore settimanali. La distribuzione dell'orario settimanale viene definita sentite le rappresentanze sindacali di categoria.


Art. 41: Lavoro straordinario

Per eccezionali esigenze di servizio possono essere richieste prestazioni di lavoro straordinario che, in ogni caso, non possono essere forfetizzate.

Spettano al personale regionale compensi per il lavoro straordinario, prestato oltre il normale orario giornaliero di servizio, nelle seguenti misure:

- L. 2.500 lorde per i dipendenti con parametro 340;

- L. 2.000 lorde per i dipendenti con parametro 280;

- L. 1.500 lorde per i dipendenti con parametro 220 e per gli autisti;

- L. 1.000 lorde per i dipendenti con parametri inferiori.

Sugli importi sopraindicati si applica la maggiorazione del 15% per il lavoro straordinario notturno (dopo le ore 21) e festivo.

L'esecuzione del lavoro straordinario deve essere autorizzata con provvedimento dell'Ufficio di Presidenza o della Giunta Regionale e non puo' superare, nell'anno, il numero massimo di 180 ore.

Il limite di cui al precedente comma puo' essere elevato a 400 ore per il personale in servizio presso gli organi collegiali nonche' per il personale che presta servizio di diretta collaborazione con il Presidente del Consiglio, con il Presidente della Giunta e con gli Assessori. I contingenti di detto personale sono determinati con deliberazione del Consiglio Regionale.

Il personale che svolge mansioni di autista puo' essere autorizzato ad effettuare lavoro straordinario nel limite massimo di 600 ore annuali.


Art. 42: Residenza

Il dipendente regionale e' di norma tenuto a risiedere nel Comune ove ha sede l'Ufficio al quale e' destinato. Puo' risiedere nei centri viciniori quando cio' sia conciliabile con pieno e regolare adempimento delle funzioni.


Art. 43: Incompatibilita'

Il dipendente regionale non puo' esercitare alcun commercio, industria o professione ne' assumere incarichi alle dipendenze di privati o di enti pubblici o incarichi professionali.

Il dipendente regionale non puo' assumere carichi in societa' costituite aventi fini di lucro.

Con specifica autorizzazione dell'Amministrazione, sentita la Commissione consiliare Affari Istituzionali e Generali, possono essere consentiti incarichi non continuativi di collaborazione con enti pubblici.

Nei casi stabiliti dalla legge il dipendente regionale puo' assumere incarichi negli enti e nelle aziende previste dall'art. 49 dello Statuto.

Il dipendente che si trovi in una delle situazioni di incompatibilita' previste dai commi precedenti e' dichiarato decaduto se la situazione di incompatibilita' non cessa nel termine indicato in apposita diffida.

Sono fatte salve comunque le sanzioni disciplinari.


Art. 44: Responsabilita'

Salvo quanto diversamente disposto dalle leggi regionali, i dipendenti sono responsabili nei confronti della Regione e dei terzi in conformita' delle norme di cui al titolo 2 capo 2, del D.P.R. 10-1-1957, n. 3, e successive modificazioni.


Titolo IV: Amministrazione e valutazione del personale

Capo I: Organi collegiali per il funzionamento dei servizi e per l'ordinamento del personale

Art. 45: Consiglio di Amministrazione


Il Consiglio di Amministrazione del personale e' presieduto dal Presidente della Giunta Regionale o da un Assessore da lui delegato ed e' composto:

a) da quattro Consiglieri regionali eletti dal Consiglio Regionale; a tal fine ciascun Consigliere puo' votare non piu' di tre nomi;

b) da un dipendente appartenente al livello direttivo nominato dalla Giunta Regionale;

c) da tre rappresentanti del personale nominati con decreto del Presidente della Giunta Regionale, su designazione dello stesso personale effettuata mediante votazione sulla base di liste presentate dalle organizzazioni sindacali; nelle more di tale elezione la designazione e' effettuata dalle organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative.

I membri del Consiglio di Amministrazione del personale restano in carica tre anni e possono essere riconfermati.

La vacanza anticipata delle cariche di componente comporta la sostituzione attraverso la procedura prevista nei commi precedenti sempre che manchino piu' di sei mesi alla scadenza del Consiglio di Amministrazione in carica; qualora manchino meno di sei mesi, si procede al rinnovo integrale del Consiglio medesimo.

Le funzioni di segretario sono svolte da un impiegato appartenente al livello funzionale direttivo.

Per la validita' delle deliberazioni e' necessaria la presenza di almeno due terzi dei componenti; le deliberazioni si adottano a maggioranza assoluta dei presenti, e, in caso di parita', prevale il voto del Presidente.

Il Consiglio di Amministrazione e' organo di consulenza della Giunta in materia di ordinamento del personale e degli uffici; svolge le funzioni previste dalle leggi. Si riunisce almeno una volta ogni tre mesi.


Art. 46: Fascicolo personale

Presso l'Ufficio del personale e' tenuto per ciascun dipendente un fascicolo corredato di indice, nel quale sono inseriti tutti gli atti che lo riguardano numerati senza discontinuita'.

Il fascicolo deve contenere in particolare:

a) i provvedimenti relativi alla nomina, allo stato giuridico, al riscatto dei servizi non di ruolo, al trattamento economico, nonche' le decisioni giurisdizionali sugli atti medesimi;

b) i documenti relativi a titoli di studio conseguiti, dopo la nomina all'impiego, in corsi di istruzione, abilitazione, perfezionamento e relativi ad attivita' didattica o scientifica, ed in genere ogni altro documento relativo alla preparazione tecnica e professionale;

c) l'indicazione delle mansioni assegnate successivamente alla nomina, nonche' gli eventuali trasferimenti e comandi;

d) i risultati degli accertamenti di prestazioni insufficienti di cui ai successivi artt. 48 e 49;

e) i periodi di congedo straordinario e di aspettativa;

f) le sentenze penali, i provvedimenti disciplinari, nonche' le eventuali conseguenti decisioni giurisdizionali;

g) gli atti relativi a giudizi di responsabilita' verso l'Amministrazione o verso terzi;

h) tutti gli altri documenti inerenti alla carriera.

L'impiegato ha diritto di prendere visione del suo fascicolo personale in ogni tempo, anche dopo la cessazione dal servizio.


Art. 47: Ruolo di anzianita'

La Giunta Regionale compila, non oltre il mese di marzo di ciascun anno, il ruolo di anzianita' del personale, secondo la situazione esistente al 1° gennaio dell'anno medesimo.

Entro il 30 aprile successivo il ruolo deve essere portato a conoscenza del personale. Nel termine di 30 giorni dalla pubblicazione del ruolo il dipendente puo' proporre ricorso al Presidente della Giunta per ottenere la rettifica della composizione di ruolo o di anzianita'.


Art. 48: Accertamento di prestazioni insufficienti svolte dal dipendente regionale

Per le prestazioni lavorative dei dipendenti regionali non si fa luogo ad alcuna valutazione fatto salvo l'accertamento e la registrazione delle prestazioni chiaramente insufficienti.

La segnalazione concernente le eventuali prestazioni chiaramente insufficienti viene predisposta dal responsabile diretto dell'ufficio ove il dipendente interessato presta la propria opera, entro il gennaio dell'anno successivo a quello al quale la segnalazione si riferisce.

Essa viene presentata rispettivamente al componente della Giunta che sovrintende al settore del quale fa parte l'Ufficio, all'Ufficio di Presidenza del Consiglio, al Comitato o alle Sezioni decentrate dell'Organo regionale di controllo, secondo le rispettive competenze.

Le segnalazioni di eventuali prestazioni chiaramente insufficienti che riguardino coordinatori, segretari di Comitati di controllo, addetti agli uffici di Gabinetto e alle segreterie particolari ed ogni altro dipendente responsabile in modo diretto nei confronti dei soggetti di cui al comma precedente, vengono direttamente predisposte, entro lo stesso termine, dai soggetti medesimi secondo le rispettive competenze.

Il componente la Giunta, l'Ufficio di Presidenza del Consiglio, il Comitato e le Sezioni decentrate nell'Organo regionale di controllo, secondo le rispettive competenze, prima di far pervenire alla Giunta, entro il successivo mese di febbraio le segnalazioni di cui ai commi precedenti devono sentire il dipendente interessato il quale ha facolta' di avanzare le proprie osservazioni e farsi assistere da un rappresentante sindacale.

I soggetti di cui al precedente comma devono redigere, allegandolo alla segnalazione di prestazioni chiaramente insufficienti, il proprio motivato parere, tenendo anche conto delle osservazioni espresse dell'interessato, e formulare la relativa proposta.

La Giunta Regionale esamina tutte le segnalazioni di prestazioni chiaramente insufficienti e, sentito il Consiglio di Amministrazione, adotta i conseguenti provvedimenti.

La decisione della Giunta e' comunicata per iscritto all'interessato.


Art. 49: Effetti dell'accertamento di prestazioni lavorative insufficienti

La decisione della Giunta Regionale di riconoscere a norma dell'articolo precedente la esistenza di prestazioni chiaramente insufficienti da parte di un dipendente regionale comporta che l'anno solare cui si riferiscono le prestazioni anzidette non viene considerato utile ai fini della maturazione degli aumenti biennali e delle classi di stipendio, nonche' del passaggio alla qualifica parametrale successiva.

Tale decisione comporta altresi' la perdita del beneficio alla riserva dei posti nei concorsi banditi nell'anno immediatamente successivo a quello nel quale la decisione stessa e' stata presa.

La Giunta Regionale, sentito il Consiglio di Amministrazione, dispone con provvedimento motivato la risoluzione del rapporto di impiego con i dipendenti regionali nei confronti dei quali sia stata riconosciuta per tre anni consecutivi la esistenza di prestazioni lavorative chiaramente insufficienti.


Art. 50: Formazione e aggiornamento del personale

Sulla base delle necessita' dell'Amministrazione regionale, secondo i criteri direttivi deliberati dal Consiglio Regionale sentite le rappresentanze sindacali del personale, la Giunta organizza, d'intesa con la Commissione Affari Istituzionali e Generali, corsi per la formazione e l'aggiornamento professionale del personale.

L'Amministrazione decide l'ammissione ai corsi di cui sopra su domanda degli interessati. Decide, inoltre, l'ammissione ai corsi non organizzati direttamente dalla Regione dei dipendenti che ne abbiano fatta richiesta.

Le ore destinate ad attivita' di formazione e aggiornamento ai sensi dei precedenti commi sono considerate lavorative a tutti gli effetti.


Art. 51: Tipi di provvedimenti disciplinari

Il dipendente regionale che contravviene ai doveri del proprio ufficio e' soggetto ai seguenti provvedimenti disciplinari:

a) richiamo scritto;

b) sospensione dal servizio e dallo stipendio;

c) destituzione.


Art. 52: Richiamo scritto

Il richiamo scritto e' una dichiarazione di biasimo, scritta o motivata, inflitta al dipendente per mancanze e negligenze di non particolare gravita'.

Art. 53: Sospensione dal servizio e dallo stipendio

La sospensione dal servizio e dallo stipendio per un periodo non superiore a 10 giorni e' inflitta:

a) per grave o reiterata inosservanza dei doveri di ufficio o per grave negligenza quando quest'ultima abbia cagionato danno all'Amministrazione;

b) per comportamento gravemente offensivo nei confronti di componenti del Consiglio e della Giunta Regionale, di altri dipendenti regionali e del pubblico;

c) per aver commesso una mancanza fra quelle previste dopo aver subito altre due volte nello stesso anno la sanzione del richiamo scritto.

Alla sospensione consegue il ritardo di un anno nell'aumento periodico dello stipendio e nella attribuzione della successiva classe di stipendio nonche' la perdita per lo stesso periodo del beneficio della riserva dei posti di cui all'articolo 5.


Art. 54: Destituzione

La destituzione dell'impiego e' inflitta al dipendente regionale:

a) per grave e reiterata inosservanza dei doveri di ufficio che abbia cagionato notevole danno all'Amministrazione o a terzi;

b) per aver commesso una delle mancanze previste dall'art. 53 dopo aver subito, nell'arco dello stesso biennio, la sanzione della sospensione dal servizio e dallo stipendio, per uno dei motivi di cui alle lettere a) e b) del medesimo articolo;

c) per non aver riassunto servizio entro il termine prefissatogli, ovvero per essersi assentato dal servizio per un periodo non inferiore a 15 giorni senza giustificato motivo.


Art. 55: Rinvio

I provvedimenti conseguenti o connessi con procedimento penale o con la sentenza penale, compresa quella emessa a seguito del giudizio di revisione, la destituzione del diritto e la sospensione cautelare sono regolati in conformita' delle disposizioni di cui agli articoli 85 - 86- 88- 89 - 9091- 92 - 96 - 97 - 98 - e 99 del D.P.R. 10-1-195 7, n. 3.

Le attribuzioni conferite da detti articoli al Ministro sono attribuite al Presidente della Giunta, quelle conferite al Capo del personale sono attribuite al Presidente della Commissione di disciplina.

Negli articoli medesimi alla sospensione dalla qualifica si intende sostituita la sospensione dal servizio e dallo stipendio.


Art. 56: Riassunzione del riabilitato da condanna penale

E' sempre in facolta' della Giunta Regionale riassumere con provvedimento motivato il dipendente destituito, quando questi abbia conseguito la riabilitazione ai sensi dell'articolo 178 e seguenti del codice penale.

La riassunzione colloca il dipendente regionale nella condizione giuridico-economica corrispondente a quella posseduta all'atto della destituzione.


Art. 57: Rilevazione delle infrazioni

Il responsabile dell'ufficio o servizio, il quale venga a conoscenza di un fatto commesso da un dipendente addetto all'ufficio o servizio da lui diretto che possa dar luogo ad uno dei provvedimenti di cui all'articolo 51 ed alla sospensione cautelare, convoca il dipendente entro 15 giorni, gli contesta il fatto e lo invita a fornire chiarimenti. In tale fase di dipendente puo' essere assistito dai rappresentanti sindacali da lui prescelti.

Qualora il fatto contestato non risulti manifestamente insussistente, il responsabile dell'ufficio o servizio dispone gli accertamenti del caso e controlla gli eventuali elementi a discarico addotti dal dipendente.

Se in base agli accertamenti effettuati risulti esclusa la sussistenza dell'addebito, il responsabile dell'ufficio o servizio dispone l'archiviazione degli atti. In caso contrario, trasmette gli atti, con una relazione sugli accertamenti espletati, alla Giunta, all'Ufficio di Presidenza, agli Organi di controllo, secondo le rispettive competenze.

Gli addebiti vengono contestati per iscritto al dipendente, il quale ha diritto di prendere visione degli atti dell'istruttoria e richiedere che vengano allegate ai medesimi proprie deduzioni scritte.

Gli organi di cui al comma che precede, ove ritengano di escludere l'esistenza di ogni addebito, dispongono l'archiviazione degli atti.

In caso contrario, sentito il dipendente interessato, con provvedimento motivato, infliggono la sanzione del richiamo scritto, o, nei casi piu' gravi, dispongono la trasmissione degli atti alla commissione disciplinare.


Art. 58: Commissione disciplinare

Ogni triennio la Giunta Regionale nomina la Commissione disciplinare della quale fanno parte:

a) un magistrato, anche in quiescenza, di grado non inferiore a Consigliere di Corte di Cassazione, o un avvocato iscritto nell'albo da almeno 15 anni, eletti dal Consiglio;

b) tre componenti effettivi e tre supplenti, scelti dalla Giunta tra funzionari del livello direttivo;

c) tre componenti effettivi e tre supplenti, designati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative in campo nazionale.

Il componente di cui alla lettera a) ha le funzioni di Presidente della Commissione.

Ai componenti che non siano dipendenti regionali spettano, per ogni seduta, indennita' pari a quelle corrisposte ai membri elettivi dell'Organo regionale di controllo.

Per la validita' delle sedute e' richiesta la presenza di tutti i componenti effettivi della commissione. Nella ipotesi di assenza o impedimento di membri effettivi, questi sono sostituiti dai rispettivi supplenti.

Le proposte sono approvate a maggioranza.

Le funzioni di segretario della Commissione sono esercitate da un dipendente regionale designato dalla Giunta tra quelli di qualifica ed anzianita' non inferiori alla qualifica ed anzianita' del dipendente a carico del quale e' instaurato il procedimento disciplinare.


Art. 59: Ricusazione del componente la Commissione disciplinare

Il componente della Commissione disciplinare puo' essere ricusato:

a) se ha interesse personale nel procedimento o se il dipendente regionale giudicabile e' debitore o creditore di lui, della moglie o dei figli;

b) se ha dato consigli o manifestato il suo parere sull'oggetto del procedimento fuori dell'esercizio delle sue funzioni;

c) se vi e' un'inimicizia grave tra lui o alcuno dei suoi prossimi congiunti ed il dipendente regionale sottoposto a procedimento;

d) se alcuno dei prossimi congiunti di lui e della moglie e' offeso dall'infrazione disciplinare o ne e' autore;

e) se e' parente od affine di primo o secondo grado del commissario istruttore o del consulente tecnico.

La ricusazione e' proposta con dichiarazione sottoscritta dal giudicabile ed e' presentata alla segreteria della Commissione disciplinare personalmente dall'interessato o dal suo difensore prima della seduta fissata per il giudizio.

L'istanza di ricusazione puo' essere altresi' trasmessa a mezzo di raccomandata postale con avviso di ricevimento o inserite nel verbale della seduta in cui il giudicabile sia personalmente comparso.

Sull'istanza di ricusazione decide in via definitiva la Commissione, sentito il ricusato. La discussione e la votazione della Commissione si svolgono in assenza del ricusato. In caso di parita' di voti prevale il voto del Presidente.

Se sia stato ricusato il Presidente, questi trasmette la dichiarazione con le proprie contro deduzioni alla Giunta Regionale che decide definitivamente.


Art. 60: Astensione del componente della Commissione disciplinare

Il Presidente e i componenti della Commissione, che si trovino nelle condizioni previste dall'art. 59, hanno l'obbligo di astenersi anche quando non sia stata proposta istanza di ricusazione.


Art. 61: Nomina dell'istruttore e dei consulenti tecnici

Il Presidente della Commissione, ricevuti gli atti, propone la nomina di un istruttore scelto fra i membri della Commissione stessa ed eventualmente di uno o piu' consulenti tecnici estranei all'Amministrazione per accertamenti che richiedano cognizioni di carattere tecnico.

Copia dell'atto di nomina dei consulenti tecnici deve essere trasmessa all'interessato.

Al commissario istruttore e ai componenti tecnici si applicano le norme sull'astensione e ricusazione di cui agli articoli precedenti.


Art. 62: Facolta' del commissario istruttore e dei consulenti tecnici

L'istruttore, nel corso delle indagini, puo' sentire senza giuramento testimoni, anche indicati dal dipendente, su fatti rilevanti ai fini del giudizio disciplinare.

I consulenti, oltre a svolgere le particolari indagini loro affidate dall'istruttore, hanno facolta' di assistere all'assunzione di ogni mezzo di prova e di proporre al commissario istruttore domande da rivolgersi ai testimoni.

Al termine degli accertamenti loro affidati i consulenti tecnici redigono relazione scritta e motivata sul risultato delle operazioni svolte.


Art. 63: Termini per l'espletamento dell'istruzione

L'istruzione del procedimento disciplinare deve essere conclusa entro novanta giorni dalla nomina del commissario istruttore.

Per gravi motivi, l'istruttore, prima della scadenza, puo' chiedere al Presidente della Commissione una proroga del termine non superiore ai trenta giorni.

Il Commissario istruttore e i consulenti tecnici che nel corso delle indagini sono collocati a riposo le proseguono fino al loro compimento.


Art. 64: Diritto di difesa

Durante tutte le fasi del procedimento disciplinare il dipendente regionale ha diritto di farsi assistere da un difensore e da consulenti tecnici estranei all'Amministrazione ovvero a delegare la propria difesa all'organizzazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato.

Il difensore e i consulenti tecnici di parte hanno diritto ad assistere a tutte le indagini.

A tal fine l'istruttore o il consulente tecnico d'ufficio comunicano all'interessato o al suo difensore, con almeno due giorni di anticipo, l'ora, il giorno e il luogo fissati per l'assunzione delle prove.

Delle operazioni compiute l'istruttore redige processo verbale dando atto delle richieste formulate dai difensori.


Art. 65: Operazioni preliminari alla trattazione orale

Terminata l'istruzione, l'istruttore trasmette gli atti del procedimento al Presidente della Commissione.

La seduta della Commissione deve aver luogo entro dieci giorni dalla trasmissione degli atti. Con lo stesso provvedimento di convocazione il Presidente nomina il commissario relatore e ordina che gli atti del procedimento siano depositati presso la segreteria della Commissione a disposizione dell'interessato.

La seduta fissata per la trattazione orale e' comunicata o al dipendente regionale sottoposto a giudizio disciplinare o al suo difensore, unitamente all'avviso dell'avvenuto deposito degli atti. Nel termine di venti giorni dalla ricezione della predetta comunicazione l'interessato ha facolta' di prendere visione di tutti gli atti del procedimento e di estrarne copia.

Egli puo', inoltre, far pervenire alla segreteria della Commissione momorie difensive fino a cinque giorni prima della data fissata per la trattazione orale.


Art. 66: Supplemento di indagini

La Commissione, ove ritenga necessario ulteriori indagini, rinvia gli atti all'istruttore fissandogli un termine congruo per provvedere.

La Commissione puo' sempre assumere direttamente qualsiasi mezzo di prova; nel qual caso stabilisce con ordinanza la seduta dandone avviso al dipendente regionale interessato o al suo difensore che possono assistervi e svolgere le loro deduzioni.


Art. 67: Modalita' per la trattazione orale e per la deliberazione della commissione disciplinare

Nella seduta fissata per la trattazione orale il commissario relatore riferisce alla presenza del giudicando, senza trarre conclusioni in merito al provvedimento da adottare.

Il dipendente regionale puo' svolgere oralmente la propria difesa e ha per ultimo la parola. Il Presidente o, previa sua autorizzazione, i componenti della Commissione possono rivolgergli domande in merito ai fatti e alle circostanze che risultano dagli atti del provvedimento e chiedergli chiarimenti in merito agli assunti difensivi.

Della trattazione orale si forma verbale che viene sottoscritto dal segretario e vistato dal Presidente.

Chiusa la trattazione orale e ritiratisi il dipendente regionale, i suoi assistenti o difensori e il segretario, la Commissione, sentite le conclusioni del relatore, delibera a maggioranza di voti con le modalita' seguenti:

a) il Presidente sottopone separatamente a decisione le questioni pregiudiziali e quelle incidentali la cui decisione sia stata differita, quelle di fatto e di diritto riguardanti le infrazioni contestate e quindi se occorre, quelle sull'applicazione delle sanzioni. Tutti i componenti della commissione danno il loro voto su ciascuna questione, qualunque sia stato quello sulle altre;

b) il Presidente vota per ultimo e raccoglie i voti prima dai tre componenti designati dalle organizzazioni sindacali e poi dai tre componenti scelti dalla Giunta Regionale, cominciando ogni volta dal componente meno anziano di eta';

c) qualora nella votazione si manifestino piu' di due opinioni, i componenti della commissione che hanno votato per la sanzione piu' grave si uniscono a quelli che hanno votato per la sanzione immediatamente inferiore fino a che non si raggiunga la maggioranza. In ogni caso, quando su una questione vi e' parita' di voti, prevale l'opinione piu' favorevole al giudicando.

La deliberazione e' sempre segreta e nessuno puo' opporre l'inosservanza delle modalita' precedenti come causa di nullita' o di impugnazione.


Art. 68: Deliberazione

La Commissione, se ritiene che nessun addebito possa muoversi al dipendente, lo dichiara nella deliberazione.

Se ritiene che gli addebiti siano in tutto o in parte sussistenti, propone alla Giunta Regionale il provvedimento da adottare.

La deliberazione motivata e' stesa dal commissario relatore o da altro componente della commissione ed e' firmata dal Presidente, dall'estensore e dal segretario.

La Giunta provvede in conformita' della proposta della Commissione.


Art. 69: Rinvio della decisione

Quando la trattazione orale non possa essere esaurita in una sola seduta e nell'intervallo si sia fatto luogo alla rinnovazione totale o parziale dei componenti della commissione disciplinare, la trattazione continua innanzi alla commissione quale era originariamente costituita, fino alla deliberazione prevista dall'art. 68.

Se la commissione ha disposto nuove indagini a termine del primo comma dell'art. 66, la trattazione orale, in esito all'espletamento delle ulteriori indagini, e' rinnovata dinanzi alla commissione quale e' costituita al momento, in cui si fa luogo alla rinnovazione.

Qualora, iniziata la trattazione orale, sopravvenga una causa di incompatibilita', di ricusazione o di astensione del Presidente o di uno dei membri la trattazione orale dovra' essere rinnovata.


Art. 70: Comunicazioni all'interessato

Tutte le comunicazioni al dipendente regionale sottoposto a procedimento disciplinare si effettuano mediante consegna diretta di copia dell'atto da comunicare all'interessato, il quale sottoscrive per ricevuta l'originale.

Il segretario della commissione o la persona da lui incaricata della consegna da' atto per iscritto dell'eventuale rifiuto del destinatario a sottoscrivere per ricevuta.

Qualora la consegna diretta non sia possibile, le comunicazioni sono effettuate mediante raccomandata con avviso di ricevimento.


Art. 71: Estinzione del procedimento disciplinare

Il procedimento disciplinare si estingue quando siano decorsi 60 giorni dall'ultimo atto, salvo che il ritardo sia dovuto a fatto del giudicabile o ad altri gravi fatti che abbiano impedito l'attivita' della Commissione di disciplina.

Il procedimento disciplinare non puo' essere rinnovato.

L'estinzione determina la revoca della sospensione cautelare, con gli effetti previsti dall'art. 97 del D.P.R. 10-1-1957, n.3, richiamato dall'art. 55 della presente legge.

Gli atti relativi al procedimento disciplinare estinto non sono inseriti nel fascicolo personale del dipendente regionale.


Art. 72: Rapporto fra procedimento disciplinare e giudizio penale

L'esercizio dell'azione penale contro il dipendente regionale importa la sospensione del procedimento disciplinare gia' iniziato per lo stesso fatto.

Qualora il procedimento disciplinare non sia ancora iniziato, si applicano le disposizioni di cui all'art. 56.


Art. 73: Rapporto fra procedimento disciplinare e giudicato amministrativo

Quando la deliberazione della Giunta Regionale che infligge la sanzione disciplinare sia annullata per accoglimento di ricorso giurisdizionale e la decisione giurisdizionale non escluda la facolta' dell'Amministrazione di rinnovare in tutto o in parte il procedimento, il nuovo procedimento deve essere iniziato entro 30 giorni dalla data in cui sia pervenuta alla Regione la comunicazione della decisone giurisdizionale effettuata ai sensi delle vigenti leggi o entro 30 giorni dalla data in cui il dipendente regionale abbia notificato all'Amministrazione la decisione giurisdizionale.

Decorso tale termine, il procedimento disciplinare non puo' essere rinnovato.


Art. 74: Riapertura del procedimento

Il procedimento disciplinare puo' essere riaperto, anche d'ufficio, se l'Amministrazione regionale venga comunque a conoscenza di nuove prove tali da fare ritenere che sia applicabile una sanzione minore o possa essere dichiarato il proscioglimento dell'addebito.

La riapertura del procedimento e' disposta dalla Giunta Regionale.

La Giunta Regionale, qualora non ritenga di disporre la riapertura del procedimento, provvede con propria deliberazione motivata.


Art. 75: Effetti della riapertura del procedimento

La riapertura del procedimento, ai sensi del primo comma dell'articolo precedente, sospende gli effetti della sanzione gia' inflitta.

Al dipendente regionale al quale sia gia' stata inflitta una sanzione disciplinare non puo' essere inflitta, a seguito della riapertura del procedimento, una sanzione piu' grave di quella gia' applicata.

Qualora il dipendente regionale venga prosciolto o ad esso venga inflitta una sanzione meno grave, devono essergli corrisposti, in tutto o in parte, gli stipendi non percepiti, con la detrazione di quanto eventualmente corrisposto a titolo di assegno alimentare.


Titolo V: TRATTAMENTO ECONOMICO

Art. 76


Al personale regionale spettano gli stipendi onnicomprensivi previsti dall'allegata tabella << B >>.

Per i dipendenti inquadrati ai sensi della presente legge il termine di due anni, previsto dalla citata tabella << B >>, e' ridotto ad un anno.

Spettano, altresi', calcolati sugli stipendi previsti dopo due anni di servizio:

a) aumenti periodici costanti, in numero illimitato, in ragione del 2,50% per ogni biennio di permanenza, senza demerito, nella qualifica, non riassorbibili con l'assegnazione delle classi di stipendio di cui alla successiva lett. b);

b) classi di stipendio attribuibili, con le procedure previste per il conferimento degli aumenti biennali, al momento del compimento, senza demerito, del 3°, 8° e 20° anno di servizio e pari, rispettivamente, al 20%, 15% e 12,50%.

Gli aumenti biennali sono suscettibili di anticipazione ed abbreviazione secondo le norme previste per i dipendenti civili dello Stato.

Spettano al personale regionale, oltre lo stipendio, l'aggiunta di famiglia, l'indennita' integrativa speciale e 13a mensilita', secondo le norme previste per i dipendenti civili dello Stato.

Vengono altresi', attribuiti tre aumenti periodici biennali anticipati ai dipendenti regionali che nell'Amministrazione di provenienza abbiano conseguito promozioni per concorso o per esami nell'ambito della stessa carriera, con gli effetti conseguenziali di cui alla lettera b) del 3° comma.


Art. 77: Trattamento per missione fuori sede e indennita' di trasferimento.

Al personale della Regione, comandato in missione per ragioni di ufficio fuori dalla ordinaria sede di servizio, spettano le indennita' di missione nella seguente misura:

- livello direttivo: L. 14.000 con pernottamento;

- altri livelli: L. 1O.OOO con pernottamento.

La missione deve essere preventivamente autorizzata dal Presidente del Consiglio Regionale; dal Presidente della Giunta Regionale e dagli Assessori o da un funzionario da essi delegato, secondo le rispettive competenze.

Ai dipendenti regionali in missione compete il rimborso delle spese effettivamente sostenute per il viaggio in ferrovia o sui piroscafi nel limite del costo del biglietto a tariffa d'uso.

Per quanto non previsto dai commi precedenti relativamente alle missioni e per la indennita' di trasferimento si applicano le disposizioni vigenti per i dipendenti civili dello Stato.


Art. 78: Compensi per partecipazione a commissioni

Gli importi dei compensi e dei gettoni che dovrebbero essere liquidati ai dipendenti della Regione, i quali, su designazione dell'Amministrazione regionale o in virtu' dell'ufficio ricoperto presso di essa, partecipino a commissioni di esami e simili, sono direttamente versati alla tesoreria della Regione.

Ai dipendenti regionali interessati verra' riconosciuta la eventuale indennita' di missione ed il compenso per prestazioni straordinarie ove la partecipazione a sedute comporti prestazioni eccedenti il normale orario d'ufficio.

Il numero delle ore eccedenti l'orario di ufficio necessarie per la partecipazione a sedute di commissioni di esami e simili non e' computato ai fini del limite massimo di prestazioni di cui all'art. 41.


Art. 79: Riconoscimento economico di precedente attivita' lavorativa

Al personale proveniente da altre pubbliche amministrazioni, che per il pubblico concorso accede agli impieghi regionali, viene riconosciuta, ai fini dell'attribuzione delle classi di stipendio e degli aumenti periodici di cui all'art. 76, lettere a) e b), della presente legge, una anzianita' pari al 50% di quella risultante dal servizio effettivo di ruolo prestato presso l'Amministrazione di provenienza con mansioni corrispondenti a quelle che sono previste per la qualifica funzionale regionale nella quale viene immesso.


Art. 80: Trattamento economico in caso di passaggio a livello immediatamente superiore

Al dipendente che per effetto di concorso accede ad un livello funzionale superiore e sia provvisto di uno stipendio superiore a quello previsto inizialmente nella nuova posizione, sono nella medesima attribuiti gli aumenti periodici necessari per assicurargli uno stipendio di importo immediatamente superiore a quello di godimento.


Art. 81: Trattamento di assistenza, previdenza e quiescenza

Ai fini del trattamento di pensione, il personale e' iscritto alla Cassa Pensioni Dipendenti Enti Locali (C.P.D.E.L.), ai fini dell'erogazione dell'assistenza malattia, all'Ente Nazionale di Previdenza per i Dipendenti da Enti di diritto Pubblico (E.N.P.D.E.P.), ai fini del trattamento di fine servizio, all'Istituto Nazionale di Assistenza Enti Locali (I.N.A.D.E.L.).

Per le modalita' di iscrizione, per la ripartizione dei relativi oneri e per ogni altro aspetto dei trattamenti, si applicano le disposizioni vigenti per ciascun Istituto.


Titolo VI: CESSAZIONE DEL RAPPORTO

Art. 82: Cessazione del rapporto di impiego


La cessazione del rapporto di impiego, oltre che per la destituzione ai sensi degli articoli 49 e 54, puo' aversi:

a) per dimissioni;

b) per decadenza;

c) per dispensa;

d) per collocamento a riposo.


Art. 83: Dimissioni

Il dipendente regionale puo' in qualsiasi momento dimettersi dal servizio.

Le dimissioni devono essere presentate in forma scritta all'Amministrazione, almeno trenta giorni prima della data in cui il dipendente intende lasciare il servizio. L'impiegato deve proseguire nell'adempimento dei doveri di ufficio finche' non gli venga comunicata l'accettazione delle dimissioni.

Se entro trenta giorni dalla presentazione delle dimissioni, l'Amministrazione non ha provveduto a comunicare al dipendente l'accettazione o il rifiuto, queste si intendono accettate.

L'accettazione delle dimissioni puo' essere ritardata esclusivamente per motivi di servizio o quando sia in corso procedimento disciplinare a carico del dipendente.

Si applicano, quanto alle dimissioni della dipendente congiunta, le norme vigenti per le dipendenti civili dello Stato.


Art. 84: Decadenza dall'impiego

Il dipendente regionale incorre nella decadenza dall'impiego:

a) qualora perda la cittadinanza italiana;

b) qualora perda il godimento dei diritti civili e politici;

c) qualora non assuma servizio entro il termine prefissatogli ai sensi dell'art. 12;

d) nell'ipotesi di cui all'art. 43;

e) quando l'impiego sia stato conseguito con la produzione di documenti falsi o viziati da invalidita' insanabile.

La decadenza dall'impiego con comporta la perdita del diritto al trattamento di quiescenza e di buonuscita.


Art. 85: Dispensa dal servizio

La dispensa dal servizio e' disposta per motivi di salute, salvo che il dipendente non sia diversamente utilizzato ai sensi dell'art. 16 della presente legge.

La dispensa dal servizio per motivi di salute non puo' essere disposta se non dopo che il dipendente abbia esaurito il periodo di aspettativa di cui all'art. 31, tranne che in quest'ultimo caso il dipendente non chieda l'anticipazione del provvedimento di dispensa.


Art. 86: Collocamento a riposo

Il dipendente regionale e' collocato a riposo di ufficio dal primo giorno del mese successivo a quello del compimento del sessantacinquesimo anno di eta' o, a domanda, del quarantesimo anno di servizio effettivo.


NORME TRANSITORIE

Art. 87: Inquadramento del personale trasferito e comandato


Il personale dello Stato trasferito alla Regione in base ai decreti delegati emanati in attuazione dall'art. 17 della legge 16-5-1970, n. 281, il personale comandato dallo Stato, dagli Enti locali e da altri Enti pubblici a norma dell'art. 65 della legge 10-2-1953, n. 62, o comunque in servizio presso la Regione, nonche' quello gia' dipendente dall'INAPLI trasferito alla Regione ai sensi dell'art. 2 del D.P.R. 15-1-1972, n. 10, in servizio presso gli uffici regionali alla data di entrata in vigore della presente legge, e' inquadrato nel ruolo organico della Regione.

Il diritto all'inquadramento e' riconosciuto a favore del personale trasferito anche se sia stato collocato a riposo prima dell'entrata in vigore della presente legge.

Il diritto all'inquadramento e', altresi', riconosciuto a favore del personale comandato alla Regione e richiamato dalla propria Amministrazione posteriormente alla data del 30 giugno 1974, nonche' a quello trasferito e che, successivamente, si sia dimesso, ove presenti la relativa domanda nel termine di due mesi dall'entrata in vigore della presente legge.

Tale inquadramento viene effettuato indipendentemente dalla disponibilita' dei posti previsti nella tabella <<A>> per i relativi livelli funzionali, purche' non si superi il totale dei posti in organico previsti dalla tabella medesima; in conseguenza risulteranno compensativamente modificati i contingenti numerici dei singoli livelli funzionali di cui alla tabella <<A>>.

L'inquadramento e' effettuato in conformita' dei criteri di corrispondenza fissati nella tabella <<D>> allegata alla presente legge.

La decorrenza agli effetti giuridici e' fissata al 1° aprile 1972 o alla data posteriore in cui il personale ha iniziato il servizio presso la Regione.

Nei confronti del personale trasferito a norma dell'art. 2 del D.P.R. 15 gennaio 1972, n. 10, la decorrenza giuridica e' fissata dal 1 luglio 1972.

La decorrenza economica e' fissata alla data di effettivo inizio delle prestazioni presso la Regione.


Art. 88: Procedure per l'inquadramento

L'inquadramento dei dipendenti dello Stato e dell'INAPLI trasferiti alla Regione in base ai decreti delegati emanati in applicazione della legge 16 maggio 1970, n. 281, avviene d'ufficio.

L'inquadramento del personale statale e di altri enti pubblici comandato o comunque in servizio presso gli Uffici regionali avviene su domanda dell'interessato, da presentare a pena di decadenza, corredata dei documenti necessari, entro due mesi dalla entrata in vigore della presente legge, ovvero, per il personale comandato successivamente a tale data, dall'inizio del servizio presso gli Uffici regionali.


Art. 89: Riconoscimento dei servizi pregressi

Ai dipendenti inquadrati nel ruolo unico regionale le anzianita' complessivamente maturate sia alle dipendenze dello Stato che di altri Enti pubblici nella corrispondente carriera di provenienza, cosi' come individuata ai soli fini dell'applicazione della presente norma nella tabella << E >> allegata alla presente legge, sono interamente valutate sia agli effetti del passaggio alla seconda qualifica parametrale del livello di appartenenza sia agli effetti dell'attribuzione delle classi di stipendio e degli aumenti biennali.

L'anzianita' di servizio maturata in carriera inferiore e' invece valutata, ai soli fini dell'attribuzione delle classi e degli aumenti periodici nella misura di tre quarti, mentre il servizio non di ruolo, comunque prestato e ancorche' non continuativo, e' agli stessi fini valutato nella misura della meta' della sua effettiva durata.


Art. 90: Valutazione delle mansioni e del titolo di studio ai fini dell'inquadramento

I dipendenti regionali, che alla data di entrata in vigore della presente legge abbiano svolto continuativamente per almeno due anni e in modo lodevole presso la Regione esclusivamente le mansioni proprie di un livello funzionale immediatamente superiore a quello in cui avrebbero titolo ad essere inquadrati ai sensi del precedente articolo 87, possono chiedere di essere inquadrati nella qualifica parametrale iniziale del livello funzionale corrispondente alle mansioni effettivamente svolte, purche' siano in possesso almeno del titolo di studio richiesto per l'inquadramento al livello funzionale ad esso immediatamente inferiore. La relativa domanda, corredata della documentazione comprovante l'assegnazione o lo svolgimento delle mansioni superiori, deve essere presentata nel termine e con le modalita' previste dal precedente art. 88.

Tale disposizione non si applica ai casi in cui l'inquadramento al livello funzionale superiore sia subordinato per legge al possesso di uno specifico titolo di studio tecnico e delle eventuali specializzazioni.

Su tali domande il Presidente della Giunta Regionale provvede alla relativa istruttoria, acquisendo dagli uffici presso i quali il dipendente ha prestato servizio, una particolareggiata relazione in cui siano tassativamente indicati i seguenti elementi:

a) natura dell'incarico affidato;

b) inizio e durata di tale incarico;

c) attivita' svolta nell'ambito dell'incarico;

d) ulteriori eventuali altre attivita' di livello funzionale inferiore contemporaneamente svolte;

e) modalita' di svolgimento dell'incarico, con particolare riferimento alla qualita' di servizio prestato ed al rendimento prodotto.

A corredo della relazione gli uffici trasmettono in originale o in copia autentica gli eventuali atti formali di conferimento dell'incarico, ovvero ogni altro atto o documento idoneo a dimostrare l'assolvimento delle mansioni superiori da parte dei dipendenti.

Possono altresi' chiedere di essere inquadrati nella qualifica parametrale iniziale del livello funzionale immediatamente superiore a quello in cui avrebbero titolo di essere inquadrati ai sensi del precedente articolo 87 i dipendenti regionali che alla data di entrata in vigore della presente legge siano in possesso del relativo titolo di studio. Detto inquadramento, da effettuarsi nel limite massimo del 10% del contingente fissato per ciascun livello funzionale dell'organico di cui alla tabella <<A>>, subordinato al favorevole esito di un esame speciale da svolgersi con le modalita' che saranno determinate dalla Giunta Regionale, sentita la competente Commissione consiliare, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge.

Le commissioni giudicatrici nominate dalla Giunta Regionale sono composte cosi come previsto dall'art. 10 della presente legge.

L'inquadramento nel nuovo livello, disposto ai sensi dei precedenti commi, ha effetto dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Al personale inquadrato ai sensi dei commi precedenti l'anzianita' virtuale, determinata con i criteri ed agli effetti dell'art. 89, e' proporzionalmente ridotta moltiplicandola per un rapporto fra il parametro corrispondente alla qualifica spettante in base alla tabella <<B>> e quello iniziale corrispondente al livello funzionale di un nuovo inquadramento; per parametro iniziale si intende quello attribuito dopo due anni dall'allegata tabella <<B>>.

Nei confronti del personale inquadrato ai sensi del precedente articolo il passaggio alla seconda qualifica parametrale del livello di nuovo inquadramento resta subordinato alla maturazione nel nuovo livello dell'anzianita' richiesta dall'art. 3, comma 2° della presente legge.

All'atto dell'assegnazione della seconda qualifica parametrale al dipendente saranno riconosciuti, ai fini dell'attribuzione delle classi di stipendio e degli scatti di cui all'art. 76, lett. a) e b), l'intera anzianita' maturata nella prima qualifica parametrale e il servizio di ruolo e non di ruolo reso anteriormente all'inquadramento secondo le modalita' di cui all'art. 89, secondo comma.


Art. 91: Inquadramento dei dipendenti ex C.R.P.E.

Gli esperti gia' componenti la segreteria del disciolto Comitato Regionale per la Programmazione Economica del Molise, parificati presso il Ministro del Bilancio e della Programmazione economica alla qualifica di Ispettore Generale, che abbiano prestato attivita' di consulenza in favore della Regione e che siano stati successivamente assunti con contratto a termine, sono inquadrati nella seconda qualifica parametrale del livello funzionale direttivo. Gli effetti giuridici ed economici dell'inquadramento decorrono dalla data di inizio del rapporto di consulenza, salvo conguagli con i compensi gia' corrisposti in base ad incarichi gia' conferiti.

A detto personale e' riconosciuto, ai soli fini della progressione economica, la meta' del servizio prestato a favore del suddetto Comitato.

Il contratto in corso di detto personale e' prorogato fino al momento dell'inquadramento.


Art. 92: Inquadramento dei dipendenti dei CAT e ISPES

Sono inquadrati, a domanda, nel ruolo unico regionale i dipendenti dei Centri di Assistenza Tecnica agricola (CAT) e dei Centri di servizi culturali (ISPES) in servizio alla data del trasferimento delle relative funzioni e che tale servizio abbiano svolto continuamente al 31 maggio 1974.

La decorrenza dell'inquadramento, agli effetti giuridici ed economici, e' fissata alla data di entrata in vigore della presente legge.

L'attivita' pregressa presso i Centri di provenienza e valutata al 50% ai soli fini della progressione economica di cui all'art. 76 della presente legge.


Art. 93: Inquadramento personale dei gruppi consiliari

Il personale che alla data di entrata in vigore della presente legge presta servizio presso le segreterie dei Gruppi consiliari con iscrizione alle assicurazioni obbligatorie dell'INPS e' inquadrato, sempre che superi la prova di esame di cui all'art. 98, nel ruolo unico regionale nel numero complessivo massimo di quattordici unita'.

Il servizio prestato nelle segreterie dei Gruppi consiliari che da' titolo all'inquadramento e' valutato, ai soli fini della progressione economica di cui all'art. 76 lett. a) e b), nella misura della meta' della sua effettiva durata.

Quanto all'eta', si applica la stessa disposizione del 3° comma dell'art. 6.


Art. 94: Inquadramento dei dipendenti dell'ISSCAL

Sono a domanda inquadrati nel ruolo unico regionale, ai sensi della legge 22 ottobre 1971, n. 865 e del D.P.R. 30 dicembre 1972, n. 1036, i dipendenti del Servizio Sociale Case per Lavoratori (ISSCAL) in servizio presso gli uffici operanti nel territorio della Regione alla data del 31 dicembre 1973 e che siano in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge.

La decorrenza dell'inquadramento agli effetti giuridici ed economici e' fissata alla data di entrata in vigore della presente legge.


Art. 95: Inquadramento del personale assunto dalla Regione per l'attivita' di addestramento professionale

E' inquadrato, a domanda, nel ruolo unico regionale il personale in servizio al 31 maggio 1974 per la normale attivita' presso i centri di addestramento professionale dipendenti della Regione.

La decorrenza dell'inquadramento, agli effetti giuridici ed economici, e' fissata alla data di entrata in vigore della presente legge.

Il servizio svolto presso i centri di cui al primo comma e valutato al 50% ai soli fini della progressione economica di cui all'art. 76 della presente legge.


Art. 96: Inquadramento del personale di cui agli articoli 91-92 - 93 - 94 - 95

Per il personale di cui agli art. 91 - 92 - 93 - 94 e 95 l'inquadramento nel livello funzionale corrispondente al titolo di studio posseduto e alle mansioni svolte e' subordinato al superamento di una prova di esame da svolgersi con le modalita' che saranno determinate dalla Giunta Regionale sentita la competente Commissione consiliare.

Le Commissioni giudicatrici, nominate dalla Giunta Regionale, sono composte come previsto dall'art. 10 della presente legge.

In caso di esito negativo della prova di cui al primo comma l'inquadramento e' effettuato al livello funzionale immediatamente inferiore.

Per il personale il cui inquadramento nel ruolo regionale e' previsto dalla legge statale, l'inquadramento medesimo e' effettuato caso per caso dalla Giunta Regionale con provvedimento motivato, sulla base delle risultanze della Commissione per l'inquadramento di cui all'art. 97 in relazione alle mansioni proprie della carriera o delle qualifiche raggiunte nell'amministrazione di provenienza.


Art. 97: Commissione per l'inquadramento

Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge la Giunta Regionale nomina una Commissione per le operazioni di cui agli artt. 87,89,90,91,92,93,94,95 e 96.

La Commissione e' composta dal Presidente della Giunta o da un suo delegato che la presiede, da cinque Consiglieri regionali, di cui due appartenenti alle minoranze, eletti dal Consiglio Regionale con voto limitato a tre, e da tre membri designati dalle organizzazioni sindacali del personale maggiormente rappresentative in campo nazionale.

Le funzioni di segretario saranno svolte da un funzionario designato dalla Giunta.


Art. 98: Provvedimento di inquadramento

L'inquadramento e' disposto con provvedimento della Giunta Regionale sulla base delle risultanze della Commissione di cui all'art. 97 e comunicato personalmente al dipendente.

In tale provvedimento dovranno essere specificatamente e separatamente indicati:

- il livello funzionale di inquadramento;

- la retribuzione mensile ed annua lorda;

- l'anzianita' riconosciuta nel ruolo regionale;

- l'ufficio o il settore regionale cui il dipendente e' provvisoriamente assegnato.

Avverso il provvedimento di inquadramento e' ammessa opposizione da presentarsi, a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento al Presidente della Giunta, entro trenta giorni dalla comunicazione di cui al primo comma del presente articolo.

Entro 60 giorni la Giunta Regionale decide sull'opposizione, sentita la commissione di cui all'articolo precedente.


Art. 99: Benefici combattentistici

Il personale in servizio presso la Regione usufruisce dei benefici previsti per gli ex combattenti ed assimilati dalle leggi 24 maggio 1970, n. 336 e 9 ottobre 1971, n. 824, e successive modificazioni ed integrazioni.

Il divieto di cumulo previsto dall'art. 68, quarto comma, del D.P.R. 30-6-1972, n. 748, non trova applicazione nei casi in cui il dipendente regionale non abbia di fatto goduto, in conseguenza dell'inquadramento, dei benefici concessi dalla predetta norma, ovvero rinunci ai medesimi.


Art. 100: Garanzie posizioni economiche conseguite

Nel caso in cui il trattamento economico spettante a seguito dell'inquadramento effettuato in applicazione degli articoli precedenti risulti inferiore a quello complessivamente spettante presso l'Amministrazione di provenienza, anche in applicazione dell'art. 68 del D.P.R. 30-6-1972, n. 748, sono corrisposti sulla nuova retribuzione gli aumenti periodici necessari per assicurare uno stipendio d'importo immediatamente superiore a quello gia' conseguito.

Il personale delle soppresse carriere speciali dello Stato che, successivamente alla data di decorrenza degli effetti giuridici ed economici dello inquadramento, abbia, nell'Amministrazione di provenienza, conseguito il passaggio a carriera superiore viene, con effetto dalla data di tale passaggio, assegnato al livello funzionale corrispondente a tale carriera e, nel caso che lo stipendio relativo sia inferiore a quello che avrebbe continuato a percepire nel livello funzionale d'inquadramento, gli vengono, a domanda, attribuiti gli aumenti periodici necessari per assicurargli uno stipendio pari o immediatamente superiore a quest'ultimo.


Art. 101: Rinvio alla legislazione statale per quanto non previsto

Per quanto non previsto nella presente legge, valgono le norme stabilite dalla legge 20 maggio 1970, n. 300 e dal D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, e successive modificazioni.


Art. 102: Contrattazione triennale

Le norme della presente legge relative al trattamento economico di attivita' di servizio e di quiescenza del personale sono suscettibili di riesame triennale, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.


Art. 103: Onere finanziario

Al presumibile onere annuale, valutabile in lire 3.310.000.000, derivante dalla presente legge, si fa fronte, per l'anno 1974, con gli stanziamenti iscritti nei capitoli 100, 110 e 120 del bilancio 1974.

Per gli esercizi successivi al 1974 l'onere relativo all'attuazione della presente legge fara' carico ai corrispondenti capitoli di spesa.

L'onere derivante dall'applicazione della presente legge sulla decorrenza del trattamento economico fara' carico ai corrispondenti capitoli gia' iscritti nelle spese correnti dei bilanci regionali 1972 e 1973, e l'eventuale differenza, non coperta con le disponibilita' dei residui passivi, sara' posta a carico del bilancio regionale 1975.


Art. 104

La presente legge e' dichiarata urgente ai sensi del secondo comma dell'art. 127 della Costituzione e dell'art. 38 dello Stato regionale, ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

La presente legge e' pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.

E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Molise.
Tabella A omissis

Tabella B omissis

Tabella C omissis

Tabella D omissis

Tabella E omissis


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