Legge Regionale 13 Aprile 1988, n° 10
La presente pubblicazione non riveste carattere di ufficialitą
TitoloRiordino del regime degli assegni vitalizi dei Consiglieri Regionali.
OggettoConsiglieri regionali - Assegni vitalizi - Disciplina
BollettinoBollettino Ufficiale n° 07 del 16/04/88
Catalogazione06.Consiglieri regionali e gruppi consiliari
ModificheModificato art. 1 dalla legge n. 15/1995 art. 3
Modificato art. 2 dalla legge n. 15/1995 art. 4
Modificato art. 2 dalla legge n. 30/1996 art. 4
Modificato art. 3 dalla legge n. 8/1995 art. 1
Modificato art. 5 dalla legge n. 15/1995 art. 5
Modificato art. 8 dalla legge n. 3/2006 art. 6
Modificato art. 11 dalla legge n. 1/2009 art. 3
Modificato art. 14 dalla legge n. 15/1995 art. 6
Modificato art. 14 dalla legge n. 16/1995 art. 1
Modificato art. 15 dalla legge n. 15/1995 art. 7
Modificato art. 18 dalla legge n. 15/1995 art. 8
Modificato art. 2 dalla legge n. 3/2010 art. 20
Modificato art. 8 dalla legge n. 3/2010 art. 20
Modificato art. 3 dalla legge n. 2/2011 art. 1


ART. 1: ISTITUZIONE DEL FONDO DI PREVIDENZA

E' istituito presso il Consiglio regionale il Fondo di previdenza dei Consiglieri della Regione Molise.
Il Fondo provvede all'erogazione mensile di un assegno vitalizio ai Consiglieri cessati dal mandato o ad altri aventi diritto, secondo le norme della presente legge.


ART. 2: GESTIONE DEL FONDO

Il bilancio del fondo di previdenza e' allegato come gestione speciale al bilancio annuale del Consiglio regionale.

Entro il 30 settembre di ciascun anno il bilancio tecnico attuariale del fondo e' presentato all'Ufficio di Presidenza che accerta in modo analitico l'andamento della gestione.

Dall'inizio di ogni legislatura ovvero a far data dall'entrata in vigore della presente legge per quanto concerne la legislatura in corso l'eventuale disavanzo finanziario del fondo puo' essere ripianato con una contribuzione <<una tantum>> a valere sulle spese di funzionamento del Consiglio regionale in modo da assicurare, entro un quinquennio, il pareggio della gestione tecnico finanziaria del fondo.

Per la legislatura in corso il pareggio della gestione tecnico - finanziaria del fondo e' assicurato con contribuzione una tantum da ripartire tra gli esercizi 1988 - 1989 e 1990.

Il relativo stanziamento e' iscritto nel capitolo di spesa del Bilancio del Consiglio Regionale, n. 1 <<indennita' di carica e di missione spettante ai Consiglieri regionali>>.



ART. 3: CONTRIBUTI PREVIDENZIALI OBBLIGATORI

I Consiglieri regionali sono assoggettati d'ufficio al pagamento dei contributi di previdenza dal giorno della corresponsione dell'indennita' consiliare.

A decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello di entrata in vigore della presente legge, i Consiglieri regionali sono assoggettati d'ufficio al pagamento dei contributi di previdenza nella misura del 22% della indennita' mensile lorda corrisposta che e' determinata, in rapporto percentuale con l'indennita' mensile lorda spettante ai membri del Parlamento nazionale, nella misura del 65%.

Con la stessa decorrenza di cui al precedente comma del presente articolo e' abrogato il secondo comma dell'art. 4 della legge regionale 15 luglio 1976, n. 22.



ART. 4: DIRITTO ALL'ASSEGNO VITALIZIO

L'assegno vitalizio mensile spetta ai Consiglieri cessati dal mandato che abbiano compiuto 60 anni di eta' ed abbiano corrisposto i contributi per un periodo di almeno 5 anni di mandato esercitato nel Consiglio Regionale del Molise.


ART. 5: CONSIGLIERI INABILI AL LAVORO O DECEDUTI PER CAUSE NATURALI

Hanno diritto all'assegno mensile di previdenza, indipendentemente dall'eta', i Consiglieri cessati dal mandato i quali provino di essere divenuti inabili in modo permanente al lavoro, purche' abbiano esercitato il mandato consiliare per almeno cinque anni, o abbiano comunque effettuato i versamenti per un corrispondente periodo. L'assegno spetta comunque, indipendentemente dall'effettiva durata del mandato consiliare o dei versamenti, ai Consiglieri cessati perch' divenuti inabili in modo permanente al lavoro nel corso di detto mandato, nonche' agli aventi diritto dei Consiglieri deceduti durante il mandato medesimo.

L'assegno spetta esclusivamente qualora l'inabilita' al lavoro in modo permanente o il decesso non dipendano da infortunio.

I Consiglieri regionali o i loro aventi diritto hanno pero' facolta' di ottenere l'attribuzione dell'assegno anche in detta ipotesi, previo versamento al Fondo di Previdenza delle somme ad essi dovute da enti o imprese assicuratrici a seguito dell'infortunio, in dipendenza di contratti stipulati con oneri a carico della Regione.

L'Ufficio di Presidenza del Consiglio verifica se sussistano i requisiti di cui ai commi precedenti e decide sull'applicabilita' delle relative disposizioni nel caso di inabilita' parziale.



ART. 6: ACCERTAMENTO DELL'INABILITA PERMANENTE

L'accertamento di inabilita' di cui al precedente articolo e' compiuto da un collegio medico composto di tre membri, di cui due nominati dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio e uno indicato dall'interessato.
Sulle conclusioni del collegio medico delibera l'Ufficio di Presidenza.

Qualora la decisione di cui al comma precedente sia positiva, l'assegno di previdenza compete dal giorno in cui e' stata presentata la relativa domanda.


ART. 7: AMMONTARE DELL'ASSEGNO MENSILE DI PREVIDENZA IN CASO DI INABILITA'

Nell'ipotesi prevista dal secondo comma dell'articolo 5, qualora il Consigliere sia divenuto inabile o sia deceduto nel corso del mandato prima di aver raggiunto il quinto anno di contribuzione, l'ammontare dell'assegno mensile di previdenza e' diminuito dei dodicesimi corrispondenti salva la facolta' del Consigliere di integrare i versamenti con contributi volontari.


ART. 8: CONTRIBUTI VOLONTARI

Il Consigliere che abbia versato i contributi previdenziali per un periodo inferiore ai 5 anni, ma non inferiore a 30 mesi, ha facolta' di continuare, qualora sia rieletto o comunque cessi dal mandato, il versamento stesso per il tempo occorrente a conseguire il diritto all'assegno vitalizio minimo, che decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui ha compiuto il quinquennio contributivo e il sessantesimo anno di eta'. Il Consigliere regionale che, al momento della cessazione del mandato, abbia compiuto il sessantesimo anno di eta' o lo compia prima del periodo occorrente per il quinquennio contributivo ha facolta' di versare in unica soluzione le somme corrispondenti alle mensilita' mancanti per il completamento del quinquennio, purche' abbia un'anzianita' contributiva obbligatoria non inferiore a trenta mesi.


ART. 9: RINUNCIA AI CONTRIBUTI VOLONTARI

Il Consigliere che cessi dal mandato prima di aver raggiunto il periodo minimo previsto per il conseguimento dell'assegno vitalizio e che, pur avendone diritto, non intenda proseguire nel versamento dei contributi necessari per il completamento del periodo minimo stesso, ha diritto alla restituzione dei contributi versati nella misura del 100 per cento, senza attribuzione di interessi.

Analoga facolta' compete agli aventi diritto del Consigliere nel caso di decesso.


ART. 10: SOSPENSIONE DELL'ASSEGNO VITALIZIO

Qualora il Consigliere gia' cessato dal mandato rientri a far parte del Consiglio Regionale del Molise, il pagamento dell'assegno vitalizio di cui eventualmente gia' gode e' sospeso per tutta la durata del nuovo mandato. Alla cessazione di quest'ultimo, l'assegno e' ripristinato tenendo conto dell'ulteriore periodo di contribuzione.

Il pagamento viene anche sospeso qualora il titolare dell'assegno vitalizio venga eletto al Parlamento Nazionale, al Parlamento Europeo o ad altro Consiglio Regionale.


ART. 11: MISURA DEGLI ASSEGNI VITALIZI

A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge, l'ammontare mensile dell'assegno vitalizio e' determinato in base alla seguente tabella, in percentuale, rispetto agli anni di contribuzione, sull'indennita' mensile lorda - di cui alla legge regionale n. 22 del 1976 e successive modificazioni - corrisposta ai Consiglieri in carica nello stesso mese cui si riferisce l'assegno vitalizio:
ANNI DI CONTRIBUZIONE
% SULLA INDENNITA' MENSILE LORDA
5
30
66
33
7
36
8
39
9
42
10
45
11
48
12
51
13
54
14
57
15
60
16
ed oltre 63

Agli effetti del computo degli anni di contribuzione l'eventuale frazione di anno, non inferiore a sei mesi ed un giorno, viene computata come anno intero.



ART. 12: DECORRENZA DELL'ASSEGNO VITALIZIO

L'assegno vitalizio e' corrisposto a partire dal 1 giorno del mese successivo a quello nel quale il Consigliere cessato dal mandato ha compiuto l'eta' richiesta per conseguire il diritto.

Nel caso in cui il Consigliere, al momento della cessazione del mandato, sia gia' in possesso dei requisiti di cui all'art. 4, l'assegno vitalizio e' corrisposto a partire dal 1 giorno del mese successivo.

Nel caso di cessazione del mandato per fine legislatura, coloro che abbiano gia' maturato il diritto all' assegno percepiscono l'assegno stesso con decorrenza dal giorno successivo a quello della fine della legislatura stessa.


ART. 13: ANTICIPAZIONI DELL'ETA' PER LA CORRESPONSIONE DELL'ASSEGNO VITALIZIO

La corresponsione dell'assegno vitalizio puo' essere anticipata, su richiesta del Consigliere e dopo la cessazione del mandato, al raggiungimento del 55 anno di eta'.

Per ogni anno di anticipazione le misure dell'assegno vitalizio riportate nella tabella di cui all'art. 11 sono ridotte, anche ai fini della determinazione dell'assegno vitalizio in relazione al numero di anni di anticipazione, secondo la seguente tabella:

Anni di contribuzione: misura dell'assegno vitalizio ridotto, a seconda degli anni di anticipazione, espressa in percentuale sull'indennita' lorda del Consigliere.

ETA' DI PENSIONAMENTO
COEFFICIENTE DI RIDUZIONE
55
0,7604
56
0,8016
57
0,8460
58
0,8936
59
0,9448


ART. 14: ASSEGNI DI REVERSIBILITA'

In caso di morte del titolare di assegno vitalizio diretto, l'assegno stesso viene riservato a favore:

a) del coniuge, finche' nello stato vedovile, purche' non sia stata pronunciata sentenza definitiva di divorzio o di separazione personale per sua colpa, salvo diversa disposizione dell'autorita' giudiziaria;

b ) dei figli legittimi o legittimati o adottivi o naturali, riconosciuti, o giudizialmente dichiarati, finche' minorenni;

c) degli affiliati, in mancanza dei figli di cui alla lettera precedente, finche' minorenni;

d) dei figli di cui alla lettera b) o, in mancanza, degli affiliati di cui alla lettera c) anche se maggiorenni purche' studenti sino al compimento del ventesimo anno di eta', o inabili al lavoro in modo permanente che convivevano a carico dell'ex consigliere e che versino in particolari condizioni di bisogno, accertate dall'Ufficio di Presidenza.

Qualora non sopravvivano ne' il coniuge ne' i figli o affiliati aventi diritto, l'assegno di reversibilita' spetta al padre o in mancanza alla madre, che siano di eta' superiore a 60 anni o inabili a proficuo lavoro.


ART. 15: ASSEGNO DI REVERSIBILITA' IN CASO DI MORTE PER CAUSE DI SERVIZIO

L'assegno compete agli aventi diritto anche se il Consigliere deceduto non abbia versato contributi per almeno 5 anni, se il decesso avviene per cause di servizio.

L'Ufficio di Presidenza del Consiglio, verifica se sussistono i requisiti di cui al comma precedente.


ART. 16: CONDIZIONI PER L'ASSEGNO DI REVERSIBILITA'

Le condizioni per la concessione dell'assegno vitalizio di reversibilita' devono sussistere al momento del decesso del consigliere. Qualora vengano a cessare, l'assegno vitalizio e' revocato.

L'Ufficio di Presidenza del Consiglio puo' richiedere ai beneficiari di un assegno di reversibilita' di presentare periodicamente documentazione idonea a dimostrare il perdurare delle condizioni suddette.

Nel caso di figli maggiorenni inabili al lavoro permanente puo' inoltre essere loro richiesto di sottoporsi a visita del collegio medico di cui al precedente art. 6.


ART. 17: DOCUMENTAZIONE PER OTTENERE L'ASSEGNO DI REVERSIBILITA'

Per la liquidazione dell'assegno di reversibilita' il coniuge del consigliere invia domanda diretta all'Ufficio di Presidenza del Consiglio corredata dai seguenti documenti:

1) certificato di morte del coniuge;

2) certificato di matrimonio;

3) dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorieta' dal quale risulti che tra i coniugi non sia stata pronunciata o passata in giudizio sentenza di divorzio o di separazione personale per colpa del coniuge superstite;

4) stato di famiglia.

Per la liquidazione dell'assegno di reversibilita' a favore dei figli, quando il coniuge manchi o non ne abbia diritto, la domanda di cui al primo comma deve essere sottoscritta dai figli stessi se maggiorenni o da chi ne abbia la tutela se minorenni.

Alla domanda devono essere allegati i seguenti documenti:

1) certificato di morte del consigliere ovvero di entrambi i coniugi;

2) certificato di nascita dei figli;

3) stato di famiglia;

4 ) certificato dell'Ufficio Distrettuale delle Imposte Dirette;

5) dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorieta' da cui risulti per i figli maggiorenni, la convivenza a carico del consigliere defunto.

Per i figli maggiorenni la concessione dell'assegno e' condizionata all'accertamento dell'inabilita' al lavoro in modo permanente ai sensi dell'articolo 6.

Le domande per la liquidazione dell'assegno di reversibilita' devono essere inoltrate dagli aventi diritto entro il termine perentorio di un anno dalla data del decesso del dante causa.


ART. 18: AMMONTARE DELL'ASSEGNO DI REVERSIBILITA'

L'ammontare dell'assegno di reversibilita' al coniuge, ai figli o agli aventi diritto e' stabilito in percentuale sull'assegno vitalizio, liquidato o che sarebbe spettato al consigliere nella misura seguente:

a) al coniuge superstite, senza figli aventi diritto all'assegno: 50%;

b) al coniuge superstite, con figli aventi diritto all'assegno: 50% con aumento progressivo del 10% per per ogni figlio fino ad un massimo dell'80%;

c) al figlio superstite avente diritto all'assegno: 50%;

d) negli altri casi: 40%.

L'assegno di reversibilita' decorre dal primo giorno del mese successivo a quello della morte del titolare.


ART. 19

Ferma restando la riduzione prevista dalla tabella di cui al precedente art. 11 rispetto alla normativa previgente gli assegni vitalizi diretti e di reversibilita' dei consiglieri cessati dal mandato o che siano tutt'ora in carica, sono ricalcolati con effetto dalla data di entrata in vigore della presente legge.

In tutti i casi, in cui il nuovo calcolo preveda un importo inferiore a quello spettante sulla base delle norme previgenti, la differenza in piu' deve essere mantenuta, a titolo di assegno ad personam, riassorbibile con successivi aumenti dell'assegno vitalizio.

Identico trattamento e riservato a coloro che, avendone titolo, alla stessa data abbiano chiesto di proseguire volontariamente il versamento dei contributi per completare il periodo contributivo minimo di 5 anni.


ART. 20

Sono abrogate le disposizioni contrarie e incompatibili con la presente legge.


ART. 21: PUBBLICAZIONE

La presente legge sara' pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.

E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Molise.


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