Legge Regionale 30 Maggio 1975, n° 39
La presente pubblicazione non riveste carattere di ufficialitą
TitoloNorme sulla utilizzazione del territorio a scopo turistico.
OggettoTurismo - Valorizzazione per aree omogenee - Piani - Redazione - Procedure
BollettinoBollettino Ufficiale n° 21 del 31/05/75
Catalogazione14.Governo del territorio, urbanistica, edilizia
36.Turismo e industria alberghiera
AbrogazioniAbrogato art. 5 dalla legge n. 18/1977 art. 2
Abrogato art. 8 dalla legge n. 18/1977 art. 2
Abrogata intera legge dalla legge n. 13/2010 art. allegato uno
ModificheModificato art. 1 dalla legge n. 18/1977 art. 1
Modificato art. 7 dalla legge n. 18/1977 art. 2


Art. 1

In applicazione dell'art. 4 dello Statuto regionale e fino a quando non sara' stato approvato il Piano Regionale di Assetto del Territorio (P.R.A.T.) e comunque non oltre il 31 dicembre 1976, la valorizzazione turistica della Regione Molise avverra' per aree omogenee e attraverso i piani di cui al successivo articolo 2.

Sono aree omogenee la fascia litoranea e le zone di montagna ricadenti nei comprensori previsti dalla legge 26 giugno 1965, n. 717, delimitati dal 1° Piano di coordinamento degli Interventi Pubblici del Mezzogiorno e approvati dal C.I.R. Gli stessi comprensori, su richiesta motivata dei Comuni interessati al Consiglio Regionale, possono essere estesi a zone contermini caratterizzate da continuita' di interessi di natura prevalentemente turistica.


Art. 2

La valorizzazione di tali aree avviene mediante piani di intervento organico adottato dai Consigli dei Comuni, dei consorzi di Comuni o delle Comunita' montane, ed approvati dalla Giunta Regionale d'intesa con la Commissione competente.

Fino a quando non sara' stato approvato il P.R.A.T., la redazione dei piani di valorizzazione di cui al comma precedente, dovra' essere preventivamente autorizzata dalla Giunta Regionale, la quale si pronuncera', ai sensi dell'art. 27 della legge 22 ottobre 1971 n.865 e successive integrazioni e modificazioni, sulla delimitazione territoriale e sugli obiettivi perseguiti dal Piano, esposti nella domanda di autorizzazione a procedere alla redazione del piano stesso.


Art. 3

I piani di cui al precedente articolo devono contenere tra l'altro:

- il calcolo economico della redditivita' convenzionale;

- l'analisi documentata della domanda e dell'offerta;

- la verifica della coerenza tra risorse turistiche dell'area oggetto di intervento e la prevedibile espansione della domanda, gli interventi da effettuare, gli effetti di carattere economico e sociale sulla zona e sulla Regione;

- gli standards di utilizzazione ottimali in relazione alle risorse disponibili;

- gli interventi positivi (rimboschimenti e ripopolamenti faunistici) per valorizzare le risorse stesse;

- la quota territoriale riservata alle iniziative locali, che non puo' essere inferiore ad un terzo della superficie destinata allo sviluppo con strutture specifiche;

- programma e costo dei servizi collettivi adeguati all'iniziativa, con l'indicazione dei mezzi per la loro realizzazione e manutenzione, con allegato schema di convenzione.


Art. 4

Fino all'entrata in vigore del P.R.A.T., sono vietate costruzioni di residenze e di impianti di risalita:

a) entro cento metri dalle rive dei corsi d'acqua permanenti, dei laghi naturali o artificiali e del mare, per i Comuni ancora privi di strumento urbanistico;

b) lungo percorsi viari o pedonali, in corrispondenza di visuali panoramiche ed entro un cono visuale verticale da meno di 30° a piu' 30° e comunque fino alla distanza di cento metri.

Sono inoltre vietati:

1) l'immissione di acque di rifiuto nei corsi d'acqua, se prima non depurate opportunamente;

2) costruzioni con altezza media dei fronti superiore a m. 10.

Possono essere consentite deroghe, limitatamente ai casi di impianti pubblici e di uso ed interesse pubblico. L'autorizzazione e' accordata dal Sindaco su conforme deliberazione del Consiglio comunale previo nulla osta della Giunta Regionale, sentita la Soprintendenza ai Monumenti.


Art. 5

La Regione, al fine di facilitare l'elaborazione dei piani previsti dal precedente articolo 2, eroga contributi a favore degli enti abilitati a proporli, nella misura non superiore al 70 per cento della spesa effettiva e con modalita' e termini che fissera' la Giunta Regionale entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge.

Le iniziative, pubbliche e private, sono ammesse ai benefici previsti dalla legislazione regionale solo se in armonia con i piani di cui alla presente legge.


Art. 6

Nell'ambito di una o piu' aree omogenee caratterizzate da flora e faune tipiche possono essere istituite Riserve Naturali attrezzate, secondo progetti di organizzazione che prevedano iniziative economiche entro limiti compatibili con la conservazione ed il potenziamento del patrimonio ambientale delle Riserve stesse.

La proposta di istituzione, oltre che dalla Regione in sede di piano di assetto del territorio o di sviluppo, puo' essere fatta alla Regione dalle Comunita' montane o dai Comuni.

L'istituzione e' effettuata con decreto del Presidente della Giunta su deliberazione del Consiglio Regionale e sentita l'apposita Commissione composta:

- dagli Assessori regionali all'Agricoltura e Foreste, all'Urbanistica, al Turismo;

- dai Sindaci dei Comuni interessati;

- dal Presidente della Comunita' montana nel cui ambito ricade la riserva proposta;

- dal Presidente della Provincia o suo delegato;

e integrata:

- dal Direttore del Parco Nazionale d'Abruzzo, per le aree limitrofe al Parco stesso;

- da tre esperti nominati dal Consiglio Regionale con voto limitato a due.

La Commissione e' presieduta dal Presidente della Giunta o dall'Assessore delegato.


Art. 7

La Comunita' montana organizza e gestisce la Riserva Naturale attrezzata ricadente nel proprio territorio secondo un regolamento che sottopone all'approvazione della Giunta Regionale entro 60 giorni dal decreto di istituzione di cui al precedente articolo.

La Regione concorre fino al 50 per cento delle spese di gestione, mentre sono a suo totale carico quelle riferite agli interventi positivi-rimboschimenti, sistemazione idraulica e forestale, ripopolamento faunistico, infrastrutture, servizi collettivi di carattere pubblico, rimborso ai Comuni per eventuale mancata utilizzazione di pascoli, tagli boschivi, ecc. - purche' previsti nel progetto di organizzazione di cui al primo comma del precedente articolo 6, adottato dalla Comunita' montana e approvato dalla Giunta Regionale, e sempre che allo stesso titolo non intervenga lo Stato o altra Amministrazione pubblica, nel qual caso l'intervento della Regione potra' essere solo integrativo.


Art. 8

Agli oneri derivanti dagli articoli 5 e 7 della presente legge, calcolati per l'anno 1975 in complessive L. 5.500.000, si fa fronte con parte del gettito del contributo statale previsto dall'art. 8 della legge 16 maggio 1970, n.281.

Per l'anno 1975 vengono istituiti al Titolo 1° - Sezione V - Rubrica VI - i seguenti due nuovi capitoli di spesa:

Cap. 1152 <<Contributo ad enti per l'elaborazione dei piani sull'utilizzazione del territorio>> (art. 5) con una dotazione di L.5.000.000

Cap. 1153 <<Contributi regionali nelle spese di gestione di riserve attrezzate>> (art. 7) con una dotazione di L. 500.000 con la corrispondente riduzione della somma di L. 5.500.000 a carico del capitolo 1200 del bilancio 1975.

Gli oneri degli anni successivi saranno previsti con l'apposita legge approvativa del bilancio.


Art. 9

La presente legge entra in vigore il quindicesimo giorno dalla sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.

E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Molise.


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