Legge Regionale 22 Luglio 1988, n° 16
La presente pubblicazione non riveste carattere di ufficialitą
TitoloNorme per la tenuta degli albi delle Imprese artigiane e disciplina delle commissioni provinciali e regionali dell'artigianato.
OggettoImprese artigiane - Tenuta degli albi - Disciplina delle commissioni provinciali e regionale
BollettinoBollettino Ufficiale n° 14 del 01/08/88
Catalogazione02.Artigianato
AbrogazioniAbrogata intera legge dalla legge n. 32/2000 art. 45
Abrogato art. gli articoli da 23 a 32 dalla legge n. 34/1999 art. 31
ModificheModificato art. 15 dalla legge n. 34/1999 art. 31



ART. 1: FINALITA'

1. La presente legge disciplina, in attuazione della legge quadro sull'artigianato 8 agosto 1985, n. 443, le funzioni relative alla tenuta dell'albo provinciale delle imprese artigiane, il funzionamento degli organi di rappresentanza e di tutela dell'artigianato.

Titolo I: TENUTA DEGLI ALBI PROVINCIALI DELLE IMPRESE ARTIGIANE

ART. 2: DEFINIZIONE DI IMPRENDITORE ARTIGIANO

1. E' imprenditore artigiano colui che esercita personalmente, professionalmente e in qualita' di titolare, l'impresa artigiana, assumendone la piena responsabilita' con tutti gli oneri e i rischi inerenti alla sua direzione e gestione e svolgendo in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo.

2. Sono escluse limitazioni alla liberta' di accesso del singolo imprenditore all'attivita' artigiana e di esercizio della sua professione.

3. Sono fatte salve le norme previste dalle specifiche leggi statali.

4. L'imprenditore artigiano, nell'esercizio di particolari attivita' che richiedono una peculiare preparazione e implicano responsabilita' a tutela e garanzia degli utenti, deve essere in possesso dei requisiti tecnico - professionali previsti dalle leggi statali.

ART. 3: DEFINIZIONE DI IMPRESA ARTIGIANA

1. E' artigiana l'impresa che, esercitata dall'imprenditore artigiano nei limiti dimensionali di cui alla presente legge, abbia per scopo prevalente lo svolgimento di un'attivita' di produzione di beni, anche semilavorativi o di prestazione di servizi, escluse le attivita' agricole e le attivita' di prestazione di servizi commerciali, di intermediazione nella circolazione dei beni o ausiliarie di queste ultime, di somministrazioni al pubblico di alimenti e bevande, salvo il caso che siano solamente strumentali e accessorie all'esercizio dell'impresa.

2. E' altresi' artigiana l'impresa che, nei limiti dimensionali di cui alla presente legge e con gli scopi di cui al precedente comma, e' costituita ed esercitata in forma di societa', anche cooperativa, escluse le societa' a responsabilita' limitata, per azioni e in accomandita semplice, a condizione che la maggioranza dei soci, ovvero uno nel caso di due soci, svolga in prevalenza lavoro personale, anche manuale, nel processo produttivo e che nell'impresa il lavoro abbia funzione preminente sul capitale.

3. L'impresa artigiana puo' svolgersi in luogo fisso, presso l'abitazione dell'imprenditore o di uno dei soci o in appositi locali o in altra sede designata dal committente oppure in forma ambulante o di posteggio. In ogni caso, l'imprenditore artigiano puo' essere titolare di una sola impresa artigiana.

4. Per la vendita dei beni di produzione propria nei locali di produzione o a essi contigui ovvero per la fornitura al committente di quanto strettamente occorrente all'esecuzione dell'opera o alla prestazione del servizio commessi, non si applicano alle imprese artigiane iscritte all'albo provinciale le disposizioni relative all'iscrizione al registro degli esercenti il commercio o all'autorizzazione amministrativa di cui alla legge 11 giugno 1971, n. 426, fatte salve quelle previste dalle specifiche normative statali, come disposto dal sesto comma dell'articolo 5 della legge 8 agosto 1985 n. 443.

ART. 4: LIMITI DIMENSIONALI

1. L'impresa artigiana puo' essere svolta anche con la prestazione d'opera di personale dipendente diretto personalmente dall'imprenditore artigiano o dai soci, sempre che non superi i seguenti limiti:

a) per l'impresa che non lavora in serie: un massimo di 18 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero con superiore a 9; il numero massimo dei dipendenti puo' essere elevato fino a 22 a condizione che le unita' aggiuntive siano apprendisti;

b) per l'impresa che lavora in serie, purche' con lavorazione non del tutto automatizzata: un massimo di 9 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 5; il numero massimo dei dipendenti puo' essere elevato fino a 12 a condizione che le unita' aggiuntive siano apprendisti;

c) per l'impresa che svolge la propria attivita' nei settori delle lavorazioni artistiche, tradizionali e dell'abbigliamento su misura: un massimo di 32 dipendenti compresi gli apprendisti in numero non superiore a 16; il numero massimo dei dipendenti puo' essere elevato fino a 40 a condizione che le unita' aggiuntive siano apprendisti. I settori delle lavorazioni artistiche e tradizionali e dell'abbigliamento su misura saranno individuati con decreto del Presidente della Repubblica, emanato ai sensi della legge 8 agosto 1985, n. 443;

d) per l'impresa di trasporto un massimo di 8 dipendenti;

e) per le imprese di costruzioni edili: un massimo di 10 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 5; il numero massimo dei dipendenti puo' essere elevato fino a 14 a condizione che le unita' aggiuntive siano apprendisti.

2. Ai fini del calcolo dei limiti di cui al precedente comma:

1) non sono computati per un periodo di due anni gli apprendisti passati in qualifica ai sensi della legge 19 gennaio 1955, n. 25, e mantenuti in servizio dalla stessa impresa artigiana;

2) non sono computati i lavoratori a domicilio di cui alla legge 18 dicembre 1973, n. 877, sempre che non superino un terzo dei dipendenti non apprendisti occupati presso l'impresa artigiana;

3) sono computati i familiari dell'imprenditore, ancorche' partecipanti all'impresa familiare di cui all'art. 230-is del codice civile, che svolgano la loro attivita' di lavoro prevalentemente e professionalmente nell'ambito dell'impresa artigiana;

4) sono computati, tranne uno, i soci che svolgono il prevalente lavoro personale nell'impresa artigiana;

5) non sono computati i portatori di handicaps, fisici, psichici o sensoriali;

6 ) sono computati i dipendenti qualunque sia 1° mansione svolta.

ART. 5: TUTELA DELL'ARTIGIANATO

1. L'iscrizione all'albo delle imprese artigiane e alla sua separata sezione istituiti in ogni provincia e tenuti dalla Commissione provinciale per l'artigianato e' obbligatoria, ha effetto costitutivo ed e' condizione per la concessione delle agevolazioni a favore delle imprese artigiane e dei consorzi e societa' consortili, anche in forma di cooperativa da essi costituiti.

2. In conformita' agli indirizzi della programmazione regionale, la Regione puo' disporre agevolazioni in favore di consorzi e societa' consortili, anche in forma di cooperativa, ai quali partecipino, oltre che imprese artigiane, anche imprese industriali di minori dimensioni, cosi come definite dal C.I.P.I., purche' in numero non superiore a un terzo, nonche' enti pubblici ed enti privati di ricerca ed assistenza finanziaria e tecnica.

In detti organismi la maggioranza negli organi deliberanti deve essere detenuta dalle imprese artigiane.

3. Ai trasgressori dell'obbligo di cui al comma 1 e' inflitta la sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma di denaro da lire un milione a lire cinque milioni. I limiti d'importo predetti sono ridotti del settantacinque per cento se trattasi di attivita' artigiana svolta da impresa iscritta nel registro ditte tenuto dalla Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato.

4. Nessuna impresa puo' adottare, quale ditta o insegna o marchio, una denominazione in cui ricorrano riferimenti all'artigianato se essa non e' iscritta all'albo provinciale delle imprese artigiane. Lo stesso divieto vale per i consorzi e le societa' consortili che non siano iscritti nella separata sezione di detto albo o che non siano costituiti ai sensi e agli effetti di cui al terzo e al quarto comma dell'articolo 6 della legge 8 agosto 1985, n. 443.

5.Ai trasgressori del divieto di cui al precedente comma e' inflitta la sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma di denaro da lire un milione a lire cinque milioni.

ART. 6: DOMANDA DI ISCRIZIONE NELL'ALBO

1. Coloro che intraprendono l'esercizio di un'impresa alle condizioni di cui ai precedenti articoli 2, 3 e 4 sono tenuti a farne domanda entro trenta giorni dall'inizio dell'attivita' alla Commissione provinciale per l'artigianato

della provincia dove ha sede l'impresa notificando l'esistenza di eventuali altre sedi secondarie.

2. Per la disciplina delle modalita' di presentazione delle domande di iscrizione nell'albo provinciale delle imprese artigiane valgono 1e prescrizioni stabilite per il registro delle ditte dagli articoli 47 e seguenti del regio decreto 20 settembre 1934, n. 2011, e successive modificazioni e integrazioni in quanto non diversamente disposto dalla presente legge.

3. Nel caso di ritardata domanda di attivita' artigiana alla Commissione provinciale per l'artigianato competente e' inflitta alle persone responsabili la sanzione amministrativa da lire cinquantamila a lire cinquecentomila. La stessa sanzione si applica nel caso di presentazione di domanda incompleta non regolarizzata, su richiesta della Commissione provinciale per l'artigianato, entro il termine di 45 giorni dalla notifica della richiesta stessa.

4. La Commissione provinciale per l'artigianato delibera l'iscrizione nell'albo delle imprese artigiane valutata 1° sussistenza dei requisiti stabiliti sulla base delle notizie fornite dagli interessati e dall'istruttoria richiesta al Comune per effetto del quarto comma lettera a), dell'articolo 63 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616.

5. Il Comune accerta e certifica:

a) i dati anagrafici del titolare o dei legali rappresentanti dell'impresa;

b) l'effettivo inizio, la sede e la natura dell'attivita' esercitata;

c) il numero dei dipendenti e dei familiari del titolare occupati nell'impresa e la partecipazione al lavoro, anche manuale, dell'unico titolare o della maggioranza dei soci nel processo produttivo;

d) ogni altro elemento utile per la valutazione del possesso dei requisiti di imprenditore e di impresa artigiana.

6. Il Comune comunica i risultati dell'istruttoria alla Commissione provinciale per l'artigianato entro trenta giorni dalla richiesta, trascorsi i quali la Commissione stessa ha facolta' di provvedere direttamente ai necessari atti istruttori.

7. La decisione della Commissione provinciale per l'artigianato in ordine all'iscrizione o al diniego di iscrizione nell'albo e' notificata all'interessato entro sessanta giorni dalla data di presentazione della domanda.

La mancata comunicazione entro detto termine vale come riconoscimento della natura artigiana dell'impresa.

8. Gli effetti costitutivi dell'iscrizione all'albo decorrono dalla data di adozione del relativo provvedimento e, nel caso di mancata notifica o decisione, entro il termine prescritto, dal sessantunesimo giorno dalla data di presentazione della domanda.

9. L'iscrizione all'albo e' comprovata da apposito certificato rilasciato dalla Commissione provinciale per l'artigianato.

10. La Giunta Regionale, sentita la Commissione regionale per l'artigianato, approva la modulistica per l'iscrizione, modificazione e cancellazione dall'albo.

ART. 7: ISCRIZIONE ALL'ALBO D'UFFICIO

1. La Commissione provinciale per l'artigianato provvede d'ufficio all'iscrizione delle imprese nell'albo le quali, essendone tenute, non abbiano presentato la domanda di cui all'articolo precedente, salvo l'applicazione delle sanzioni amministrative previste.

2. La deliberazione di cui al precedente comma e' adottata sulla base di elementi istruttori forniti dal Comune e di eventuali ulteriori accertamenti d'ufficio previa audizione, se richiesta, dei titolari o rappresentanti legali delle imprese individuali o societarie interessate che possono farsi assistere da persona o associazione di propria fiducia, specificatamente delegata.

3. L'iscrizione d'ufficio all'albo provinciale delle imprese artigiane decorre dalla data di adozione del relativo provvedimento.

ART. 8: DENUNCE DI MODIFICAZIONE E DI CESSAZIONE DI ATTIVITA' ARTIGIANA

1. I titolari delle imprese individuali artigiane o delle societa' di fatto artigiane e i soci amministratori o rappresentanti legali delle altre societa' artigiane sono tenuti a denunciare le modificazioni nello stato di fatto e di diritto dell'impresa, la sospensione e la cessazione dell'attivita', entro trenta giorni dal verificarsi dell'evento alla Commissione provinciale per l'artigianato della provincia dove ha sede l'impresa.

2. L'obbligo di denuncia delle modificazioni concerne anche la variazione del numero dei dipendenti se tale stato di fatto implica il disconoscimento della natura artigiana dell'impresa per effetto del superamento dei limiti di cui al precedente articolo 4.

3. Per la disciplina delle modalita' di presentazione delle denunce di modificazione o di cessazione di attivita' artigiana valgono le prescrizioni stabilite per il registro delle ditte dagli articoli 47 e seguenti del regio decreto 20 settembre 1934, n. 2011, e successive modificazioni e integrazioni in quanto non diversamente disposto dalla presente legge.

4. L'inadempimento dell'obbligo di cui al presente articolo e' soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa da lire cinquantamila a lire cinquecentomila.

ART. 9: CANCELLAZIONE DALL'ALBO

1. La Commissione provinciale per l'artigianato dispone la cancellazione dall'albo delle imprese artigiane che abbiano cessato la propria attivita' ovvero abbiano perso i requisiti necessari per l'iscrizione all'albo sulla base degli elementi denunciati dalle imprese interessate e sulla base dell'istruttoria e della certificazione fornita dal Comune territorialmente competente ai sensi del quarto comma, lettera a), dell'articolo 63 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616.

2. La Commissione ha facolta' di disporre accertamenti d'ufficio.

3. La Commissione provvede alla cancellazione di ufficio dall'albo con le modalita' di cui ai precedenti commi e previa audizione dei titolari o dei rappresentanti legali delle imprese individuali o societarie interessate che possono farsi assistere da persona o associazione di propria fiducia, specificatamente delegata.

4. La Cancellazione dall'albo delle imprese artigiane ha effetto dalla data di cessazione dell'attivita' o dalla data di adozione del relativo provvedimento negli altri casi.

5. Non puo' essere cancellata d'ufficio dall'albo l'impresa individuale il cui titolare sia deceduto, sia colpito da invalidita' ovvero sia dichiarato interdetto o inabilitato con sentenza dell'autorita' giudiziaria competente a condizione che:

a) la gestione venga assunta dal coniuge, dai figli maggiorenni o minori emancipati o dal tutore dei figli minorenni dell'imprenditore invalido, deceduto, interdetto o inabilitato;

b) le persone interessate di cui alla precedente lettera a) ne facciano richiesta espressamente;

c) l'impresa sia esercitata con i requisiti obiettivi stabiliti dai precedenti articoli 3 e 4.

6. La deroga di cui al precedente comma e' concessa per un periodo massimo di cinque anni o fino al compimento della maggiore eta' dei figli minorenni.

7. Non puo' essere cancellata d'ufficio dall'albo l'impresa individuale o societaria che abbia superato, fino a un massimo del venti per cento e per non piu' di tre mesi nell'anno, i limiti occupazionali di cui al comma l del precedente articolo 4.

ART. 10: REVISIONE GENERALE DEGLI ALBI PROVINCIALI DELLE IMPRESE ARTIGIANE

1. Ogni trenta mesi, le Commissioni provinciali per l'artigianato effettuano la revisione generale delle imprese artigiane iscritte nei rispettivi albi.

A tal fine esse trasmettono ai singoli Comuni gli elenchi delle imprese risultanti iscritte con sede nel rispettivi territori. La prima revisione ha luogo entro sei mesi dall'insediamento.

2. Ciascun Comune provvede, entro i 120 giorni successivi al ricevimento degli elenchi, all'espletamento delle funzioni istruttorie di cui alla lettera a) del quarto comma dell'articolo 63 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, e alla trasmissione degli atti conseguenti alla Commissione provinciale per l'artigianato competente.

3. La Commissione provinciale per l'artigianato provvede alle eventuali iscrizioni, modificazioni e cancellazione d'ufficio osservando quanto disposto nei precedenti articoli 7 e 9.

4. In caso di mancata revisione dell'albo nei termini stabiliti, il Presidente della Giunta Regionale nomina, previa diffida, un commissario straordinario che sostituisce la Commissione in tutte le operazioni relative alla revisione.

ART. 11: CONSORZI ARTIGIANI ISCRIVIBILI IN SEPARATA SEZIONE DELL'ALBO

1. I consorzi e le societa' consortili, anche in forma di cooperativa, costituiti tra imprese artigiane devono

iscriversi in separata sezione dell'albo.

2. Le forme associative di cui al precedente comma sono tenute a fornire all'atto dell'iscrizione l'elenco delle imprese associate e, successivamente, le variazioni intervenute nell'elenco stesso.

3. Per la tenuta della separata sezione dell'albo provinciale delle imprese artigiane si applicano le disposizioni che disciplinano la tenuta dell'albo stesso.

4. I consorzi e le societa' consortili anche in forma di cooperativa tra imprese artigiane, di cui all'art. 6, primo comma della legge 8 agosto 1985, n. 443, sono ammesse a godere delle agevolazioni previste per le imprese artigiane ad adottare, quale ditta, insegna o marchio, una denominazione in cui ricorrono riferimenti all'artigianato a condizione che siano iscritti nelle separate sezioni dell'albo.

5. Possono altresi' essere ammessi ai benefici di cui al precedente comma, i consorzi e le societa' consortili, anche in forma cooperativa di cui all'art. 6, terzo comma, della legge 8 agosto 1985, n. 443, se iscritti nella separata sezione dell'albo.

6. L'iscrizione dei soggetti di cui al 4 e 5 comma del presente articolo e disposta dalla Commissione Provinciale su domande del Consorzio o societa' consortile interessati, previo accertamento del possesso dello status di impresa artigiana da parte dei soggetti associati nelle proporzioni previste dall'art. 6, terzo comma, della legge 8 agosto 1985, n. 443.

7. I consorzi e le societa' consortili di cui ai precedenti commi sono iscritti nella separata sezione dell'albo con l'indicazione per ciascun consorzio o societa' consortile delle imprese che li costituiscono e, nell'ipotesi di consorzi e societa' consortili misti, degli altri soggetti associati.

ART. 12: APPLICAZIONE DELLE SANZIONI AMMINISTRATIVE

1. Le funzioni inerenti l'applicazione delle sanzioni amministrative stabilite dalla presente legge sono delegate ai Comuni nel cui territorio sono accertate le trasgressioni.

2. Per il procedimento di determinazione delle sanzioni e riscossione coattiva delle somme dovute dai trasgressori si osservano le norme contenute nella legge statale 24 novembre 1981, n. 689.

3. Le spese per l'esercizio della delega sono stabilite forfettariamente in misura pari al sessanta per cento dell'importo delle pene pecuniarie irrogate e riscosse da ciascun Comune delegato nel corso dell'anno.

4. La restante quota del quaranta per cento viene versata al bilancio regionale dove e' istituito il capitolo <<Proventi derivanti dalle sanzioni amministrative per trasgressione alle norme relative alla disciplina dell'artigianato>>.

5. Le eventuali quote da corrispondere agli organi verbalizzanti a norma delle vigenti disposizioni, saranno liquidate a cura dei Comuni delegati sul sessanta per cento di loro spettanza.

6. I Comuni delegati trasmetteranno alla fine di ogni anno, e comunque, non oltre il 31 gennaio dell'anno successivo, una dettagliata relazione sull'attivita' svolta con l'indicazione dei rapporti ricevuti, di quelli definiti e di quelli ancora in corso. Gli enti stessi provvederanno contestualmente a versare alla tesoreria regionale le somme introitate a titolo di sanzione, detratte le spese d'esercizio della delega nella misura sopra determinata.

7. La Giunta Regionale vigila sul corretto svolgimento delle funzioni delegate e ha facolta' di emanare direttive per l'esercizio delle funzioni stesse. In caso di persistente inadempimento, inerzia o inosservanza delle direttive, la Giunta Regionale promuove l'adozione del provvedimento di revoca della delega previa formale diffida.

ART. 13: OBBLIGHI DI COMUNICAZIONE

1. Agli effetti del disposto del secondo comma dell'articolo 5 della legge 8 agosto 1985, n. 443, le Commissioni provinciali per l'artigianato trasmettono alla locale Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato, entro quindici giorni dalla presentazione copia delle domande di iscrizione e delle denuncie, di modificazione e di cessazione di attivita' da esse ricevute ai sensi della presente legge.

2. Le Commissioni provinciali per l'artigianato comunicano alla locale sede della Camera di Commercio Industria, Agricoltura e Artigianato, dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni e dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale le decisioni da esse adottate in ordine alla tenuta dell'albo provinciale delle imprese artigiane per i conseguenti adempimenti a detti enti demandati da leggi statali.

3. Analoga comunicazione dovra' essere indirizzata agli Ispettorati del lavoro, agli enti erogatori di agevolazioni in favore delle imprese artigiane e a qualsiasi pubblica amministrazione in ordine alle decisioni adottate, entro sessanta giorni, su segnalazioni da essi effettuate di inesistenza di uno dei requisiti di cui agli articoli 2, 3 e 4 nei riguardi di imprese iscritte all'albo.

ART. 14: RICORSI

1. Contro 1e deliberazioni della Commissione provinciale per l'artigianato in materia di iscrizione, modificazione e cancellazione dall'albo provinciale delle imprese artigiane e ammesso ricorso in via amministrativa alla Commissione regionale per l'artigianato, entro sessanta giorni dalla notifica della deliberazione stessa, anche da parte delle pubbliche amministrazioni e di eventuali terzi interessati.

2. Il ricorso amministrativo nelle forme e nei termini di cui al comma 1 e' consentito anche ai consorzi e alle societa' consortili ai quali sia stata negata l'iscrizione o il mantenimento dell'iscrizione nella separata sezione dell'albo.

3. Le decisioni della Commissione regionale per l'artigianato, adita in sede di ricorso, possono essere impugnate entro sessanta giorni dalla notifica della decisione stessa davanti al tribunale competente per territorio, che decide in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero.

Titolo II: ORGANI DI AUTOGOVERNO DELL'ARTIGIANATO

ART. 15: COMPOSIZIONE DELLE COMMISSIONI PROVINCIALI PER L'ARTIGIANATO

1. In ciascun capoluogo di provincia e' istituita, ai sensi dell'art. 9 della legge 8 agosto 1985, n. 443, la Commissione Provinciale per l'Artigianato, quale organo amministrativo e di tutela dell'Artigianato.

2. La Commissione provinciale per l'artigianato e' costituita con decreto del Presidente della Giunta regionale ed e' composta:

a) da dodici imprenditori artigiani eletti dagli iscritti nell'albo provinciale tra gli stessi imprenditori artigiani con le modalita' stabilite dalla presente legge;

b) da tre esperti in materia giuridico - economico - finanziaria, nominati dal Consiglio regionale con voto limitato a 2;

c) da un rappresentante delle tre organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti piu' rappresentative della provincia;

d) dal direttore dell'Ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione o da un suo delegato permanente;

e) dal direttore dell'Istituto nazionale della previdenza sociale con sede nella provincia o da un suo delegato permanente.

3. I componenti di cui sopra eleggono nel proprio seno il presidente della Commissione, scegliendolo tra gli imprenditori artigiani eletti, e il vice presidente.

4. Le Commissioni durano in carica cinque anni.

Alla scadenza continuano ad esercitare le proprie funzioni fino alla nomina dei sostituti.

5. La designazione dei componenti di cui alle lettere b), c), d), e), deve essere comunicata al Presidente della Giunta regionale entro 30 giorni dalla richiesta, trascorsi i quali il Presidente della Giunta regionale puo' provvedere ugualmente alle nomine in base alle designazioni pervenute e le Commissioni sono validamente costituite e possono funzionare con la nomina di almeno meta' piu' uno dei componenti.

6. Per la validita' delle riunioni della Commissione e' necessaria la presenza di almeno meta' dei componenti.

Le deliberazioni devono essere adottate a maggioranza dei presenti computando fra questi ultimi gli astenuti; in caso di parita' di voti prevale il voto del Presidente.

7. I componenti decadono automaticamente dall'ufficio in caso di perdita delle qualita' possedute o dei requisiti prescritti e in caso di mancata partecipazione non giustificata alle sedute per 3 riunioni consecutive.

8. La decadenza e' pronunciata dal Presidente della Giunta regionale.

9. I componenti eletti, se deceduti o dimissionari o decaduti, sono sostituiti dal Presidente della Giunta regionale con il primo dei non eletti nella stessa lista di appartenenza del componente da sostituire.

10. Svolge le funzioni di Segretario della Commissione Provinciale per l'Artigianato, un dipendente regionale di settima qualifica funzionale nominato dal Presidente della Giunta Regionale, su proposta dell'Assessore all'Artigianato, sentito il Presidente della Commissione Provinciale per l'Artigianato.

ART. 16: FUNZIONI DELLE COMMISSIONI PROVINCIALI PER L'ARTIGIANATO

1. Le Commissioni provinciali per l'artigianato svolgono le seguenti funzioni:

1) curare la tenuta dell'albo provinciale delle imprese artigiane e della sua separata sezione disponendo, per il rispettivo territorio, l'accertamento dei requisiti di legge, le iscrizioni, le variazioni e le cancellazioni anche mediante periodiche revisioni d'ufficio;

2) certificare l'iscrizione delle imprese e dei consorzi rispettivamente all'albo e alla sua separata sezione;

3) formulare pareri e promuovere iniziative per l'aggiornamento tecnologico delle aziende, per la ristrutturazione o riconversione delle attivita' artigiane e per l'incremento della commercializzazione dei prodotti artigiani;

4) concorrere con la Commissione regionale per l'artigianato allo svolgimento di indagini, studi, rivelazioni statistiche e alla predisposizione di documenti sulle attivita' artigiane anche utilizzando le possibilita' derivanti da una idonea gestione dell'albo a fini statistici;

5) svolgere ogni altro compito loro attribuito con legge regionale.

2. Per l'approfondimento degli atti, la Commissione provinciale per l'artigianato, con il voto favorevole di almeno i due terzi dei suoi componenti, puo' costituire un gruppo di lavoro permanente composto da sei membri scelti nel proprio seno, presieduto dal presidente, il gruppo riferisce le proprie valutazioni nella seduta plenaria ai fini delle determinazioni collegiali da assumere.

ART. 17: ORGANIZZAZIONE DELLE COMMISSIONI PROVINCIALI PER L'ARTIGIANATO

1. Le Commissioni provinciali per l'artigianato hanno sede in ogni capoluogo di provincia presso la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

2. Le segreterie delle Commissioni Provinciali per l'artigianato provvedono:

a) alla tenuta del protocollo delle domande di iscrizione, modificazione e cancellazione dall'albo provinciale delle imprese artigiane;

b) agli adempimenti preparatori ed esecutivi relativi alle deliberazioni da assumere dalle Commissioni e al rilascio delle certificazioni;

c) alle pubblicita' e conservazioni degli atti delle Commissioni;

d) ad ogni altro adempimento connesso alle funzioni ed ai compiti delle Commissioni.

3. Il personale assegnato alla segreteria e' alle dipendenze funzionali delle Commissioni Provinciali dell'Artigianato.

4. Per regolare i conseguenti rapporti tra ciascun ente camerale e la Regione, il Presidente della Giunta Regionale e' autorizzato a stipulare specifiche convenzioni in conformita' ad apposito disciplinare approvato dalla Giunta Regionale stessa.

ART. 18: DIRITTI DI SEGRETERIA SUGLI ATTI DELLE COMMISSIONI

1. Sono dovuti alla Regione i diritti su atti o certificati rilasciati dalle segreterie delle Commissioni provinciali per l'artigianato nelle stesse misure stabilite con legge statale a favore delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

ART. 19: VIGILANZA SULLE COMMISSIONI PROVINCIALI PER L'ARTIGIANATO

1. Le Commissioni provinciali per l'artigianato sono sottoposte alla vigilanza della Giunta regionale che puo' disporre ispezioni e inchieste sul loro funzionamento.

2. Con decreto del Presidente della Giunta regionale, previa diffida, e' nominato un commissario straordinario nella provincia in cui la Commissione per l'artigianato venga a trovarsi nella impossibilita' di funzionare o dia luogo a gravi e reiterate irregolarita'.

3. Il Commissario straordinario esercita tutte le funzioni proprie della Commissione provinciale per l'artigianato per la durata stabilita nel decreto di nomina che, in ogni caso non potra' superare i dodici mesi. Entro lo stesso termine la Commissione deve essere ricostituita.

ART. 20: SEDE E COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE REGIONALE PER L'ARTIGIANATO

1. La Commissione regionale per l'artigianato ha sede presso la Regione ed e costituita con decreto del Presidente della Giunta regionale.

2. Essa e' composta:

a) dai presidenti delle Commissioni provinciali per l'artigianato del Molise;

b) da tre rappresentanti della Regione eletti dal Consiglio regionale con voto limitato a due;

c) da cinque esperti in materia di artigianato, dei quali almeno tre particolarmente versati ciascuno nelle materie giuridiche, del credito e della cooperazione attinenti al settore, designati dalle organizzazioni artigiane piu' rappresentative a struttura nazionale e operanti nella regione.

3. Ad eccezione dei presidenti delle Commissioni provinciali per l'artigianato, non puo' far parte della Commissione regionale per l'artigianato chi e' gia' componente di Commissione provinciale per l'artigianato.

4. I componenti eleggono nel proprio seno il presidente e il vice-presidente.

5. Le funzioni di segreteria della Commissione regionale per l'artigianato sono svolte da personale regionale.

6. La Commissione regionale per l'artigianato dura in carica per lo stesso periodo di durata delle Commissioni provinciali per l'artigianato.

7. La designazione dei componenti di cui alla lettera c) deve essere comunicata al Presidente della Giunta regionale entro 30 giorni dalla richiesta, trascorsi i quali la Commissione e' validamente costituita e puo' funzionare con la nomina dei restanti componenti.

8. Per la validita' delle riunioni della Commissione e' necessaria la presenza di almeno la meta piu' uno dei componenti nominati. Le deliberazioni devono essere adottate a maggioranza dei presenti computando tra questi ultimi gli astenuti; in caso di parita' di voti, prevale il voto del presidente.

9. Alla scadenza la Commissione continua a esercitare le proprie funzioni fino alla nomina dei sostituti.

10. In caso di cessazione dall'ufficio, i componenti sono sostituiti con le stesse modalita' previste per la nomina della Commissione.

ART. 21: FUNZIONI DELLA COMMISSIONE PER L'ARTIGIANATO

1. La Commissione regionale per l'artigianato, svolge le seguenti funzioni:

1) decide in via definitiva sui ricorsi proposti contro le decisioni delle Commissioni provinciali per l'artigianato in materia di tenuta degli albi provinciali delle imprese artigiane;

2) esprime pareri sui problemi attinenti all'artigianato sottoposti al suo esame dalla Giunta regionale;

3) promuove periodiche indagini conoscitive sulle attivita', le caratteristiche e le condizioni dell'artigianato nel Molise;

4) formula pareri o proposte sui criteri di selezione o di orientamento per la migliore attuazione di iniziative promozionali all'interno e all'estero a favore dell'artigianato molisano;

5) attua il coordinamento delle attivita' e delle iniziative delle Commissioni provinciali per l'Artigianato anche mediante l'elaborazione di criteri e pareri vincolanti, qualora cio' ci renda necessario per l'uniforme valutazione di casi controversi, nel territorio della Regione;

6) svolge gli altri compiti ad essa demandati dalla Giunta Regionale o ad essa attribuiti con legge regionale;

7) puo' chiamare a partecipare ai propri lavori per la trattazione di particolari problemi, esperti, funzionari regionali, del credito e di altri Enti; per tale partecipazione non spetta alcun compenso.

2. Per l'istruttoria dei ricorsi e per l'approfondimento di singole questioni, la Commissione regionale per l'artigianato puo' articolarsi in gruppi di lavoro i quali riferiscono le proprie valutazioni nella seduta plenaria ai fini delle determinazioni collegiali da assumere.

3. La segreteria della Commissione Regionale per l'Artigianato provvede:

a) alla tenuta del protocollo dei ricorsi;

b) agli adempimenti preparatori ed esecutivi delle relative deliberazioni;

c) alle pubblicita' e alle conservazioni degli atti;

d) agli adempimenti connessi alle funzioni, in materia statistica e di programmazione della Commissione, nonche' ad ogni altro compito della Commissione stessa.

4. Il personale assegnato alla Segreteria e' alle dipendenze funzionali della Commissione.

ART. 22: COMPETENZE DOVUTE AI MEMBRI DELLE COMMISSIONI

1. Ai componenti delle Commissioni provinciali e regionali per l'artigianato, estranei all'amministrazione regionale, e' dovuta un'indennita' per ogni giornata di partecipazione alle sedute previsti nella tabella <<A>> della legge regionale 1° marzo 1983, n. 7 e successive modificazioni ed integrazioni.

2. A tutti i componenti che risiedono in un comune diverso da quello in cui si svolge la seduta e' dovuto il rimborso delle spese di viaggio con le modalita' previste per la trasferta dei dirigenti regionali.

3. Ai componenti delle Commissioni incaricati dello svolgimento di sopralluoghi o accertamenti in un comune diverso da quello di residenza sono dovuti il rimborso delle spese di viaggio e il trattamento di missione con le modalita' previste per i dirigenti regionali.

Titolo III: PROCEDURE PER L'ELEZIONE DEGLI ARTIGIANI COMPONENTI DELLE COMMISSIONI PROVINCIALI PER L'ARTIGIANATO

ART. 23: SISTEMA ELETTORALE

1. Gli imprenditori artigiani componenti la Commissione provinciale per l'artigianato sono eletti dai titolari delle imprese iscritti negli albi provinciali delle imprese artigiane con voto diretto, libero e segreto, attribuito a liste di candidati concorrenti.

2. L'assegnazione dei seggi tra le liste concorrenti e' effettuata in ragione proporzionale mediante riparto effettuato nelle singole province che costituiscono altrettanti collegi elettorali.

3. Per quanto non disposto nella presente legge, si applicano, per quanto compatibili, le norme in vigore per le elezioni dei consigli comunali nei comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti.

ART. 24: INDIZIONE DELLE ELEZIONI

1. Le elezioni degli imprenditori artigiani costituenti i due terzi dei componenti la Commissione provinciale per l'artigianato sono indette dal presidente uscente della Commissione stessa mediante pubblicazione di apposito manifesto contenente:

a) l'annuncio che sono indette le elezioni per la nomina degli imprenditori artigiani in seno alla Commissione per l'artigianato;

b) l'avviso della possibilita' di presentazione delle liste dei candidati indicandone il termine e le modalita';

c) la suddivisione della provincia in seggi elettorali.

2. Tale manifesto deve essere affisso per la durata di 15 giorni negli Albi della Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato e dei Comuni della provincia, almeno 120 giorni prima della scadenza della durata in carica della Commissione provinciale per l'artigianato, dandone notizia sulla stampa locale.

3. Qualora il presidente uscente non vi abbia provveduto, il Presidente della Giunta Regionale nomina un commissario per tutti gli adempimenti, relativi alle operazioni elettorali che devono essere ultimate entro il termine di durata in carica della Commissione.

ART. 25: ELETTORATO ATTIVO E PASSIVO

1. Sono elettori i titolari di imprese artigiane che risultino iscritti nell'albo alla data di pubblicazione del manifesto che indice le elezioni. Per le societa', ha ciascun socio diritto ad esprimere il voto proprio.

2. I titolari di imprese artigiane cancellate dall'albo d'ufficio sono esclusi dall'elettorato attivo salvo che abbiano presentato ricorso alla Commissione regionale per l'artigianato e questa, alla data delle elezioni, non abbia adottato alcuna decisione oppure abbia deciso l'accoglimento del ricorso annullando conseguentemente la deliberazione di cancellazione della Commissione provinciale per l'artigianato.

3. Sono eleggibili gli imprenditori artigiani della provincia che risultino tali da almeno tre anni e siano iscritti nelle liste elettorali di un comune della stessa provincia.

4. Non sono eleggibili a componenti della Commissione provinciale dell'artigianato i membri del Parlamento Nazionale, gli Amministratori di Enti Pubblici locali e i componenti delle Assemblee delle Unita' Locali.

ART. 26: RICORSI

1. Per irregolarita' nello svolgimento delle operazioni elettorali puo' essere fatta opposizione scritta alla Commissione provinciale per l'artigianato entro il termine di cinque giorni da quello in cui si e' verificato l'evento che ha determinato la controversia, fino alla convalida degli eletti. Entro lo stesso termine, l'opposizione deve essere portata a conoscenza delle parti interessate a mezzo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno dandone prova alla Commissione provinciale per l'artigianato.

2. La decisione della Commissione provinciale per l'artigianato sulle opposizioni di cui al comma precedente deve essere assunta entro trenta giorni dalla loro presentazione.

3. Qualora la Commissione non provveda sulle opposizioni entro il termine predetto ovvero decida per il rigetto delle opposizioni stesse, gli interessati possono presentare, entro i successivi 15 giorni, ricorso alla Giunta regionale la quale decide in via definitiva.

4. Quando l'elezione di un componente della Commissione provinciale per l'artigianato e' dichiarata nulla, si procede alla sostituzione con il primo dei non eletti.

5. Quando in alcuni seggi l'elezione non e' avvenuta ovvero e' stata annullata, e' necessario fare o ripetere le elezioni.

ART. 27: SEGGI ELETTORALI

1. La Commissione provinciale per l'artigianato provvede alla suddivisione del territorio della provincia in seggi elettorali raggruppando piu' comuni confinanti, qualora gli imprenditori artigiani elettori di un comune siano inferiori a 50, e frazionando i comuni con maggior numero di imprese artigiane in modo tale da non comprendere in ciascun seggio piu' di 400 elettori.

2. L'assegnazione degli elettori ai singoli seggi e' operata possibilmente tenuto conto della sede dell'impresa.

ART. 28: INDENNITA' AI COMPONENTI IL SEGGIO ELETTORALE

1. Ai componenti il seggio elettorale spetta il rimborso delle spese di viaggio con le modalita' stabilite per i dirigenti regionali e una diaria di lire cinquantamila aumentata del cinquanta per cento per il presidente.

2. Nessuna indennita' e' dovuta agli eventuali rappresentanti di lista la cui designazione e' facoltativa.

ART. 29: LISTE ELETTORALI

1. Le liste elettorali sono compilate sulla base delle risultanze dell'albo provinciale delle imprese artigiane e sono convalidate dal Presidente della Commissione provinciale.

2. Le liste elettorali sono compilate in ordine alfabetico per seggio e sono affisse, almeno 45 giorni prima della data delle elezioni, nell'albo di ciascun comune interessato per la durata di 10 giorni.

3. Entro i successivi 10 giorni, gli imprenditori artigiani possono proporre reclamo contro la mancata iscrizione nelle liste elettorali alla Commissione regionale per l'artigianato che decide in via definitiva entro 20 giorni.

ART. 30: LISTE DEI CANDIDATI

1. Le liste dei candidati devono essere presentate al presidente della Commissione provinciale per l'artigianato entro le ore dodici del ventesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del manifesto che indice le elezioni.

2. Le liste devono comprendere un numero di candidati non minore di cinque e non superiore al numero dei candidati da eleggere, e possono essere presentate dalle associazioni di categoria presenti e operanti da almeno due anni sul territorio regionale, purche' tali associazioni siano firmatarie dei contratti nazionali di lavoro. Possono essere, altresi' presentate liste nei diversi collegi provinciali, purche' sottoscritte da un numero di 50 artigiani regolarmente iscritti all'albo provinciale di quella provincia. Le firme dei presentatori delle liste devono essere autenticate a norma di legge.

3. Le liste, oltre che contenere cognome e nome e data di nascita dei candidati, sono contrassegnate da un motto o da un simbolo.

4. Unitamente alle liste, deve essere presentata la dichiarazione di accettazione di ogni candidato, con firma autenticata nei modi stabiliti per i presentatori, e il certificato di iscrizione di ogni candidato nelle liste elettorali di un comune della provincia di data non anteriore a tre mesi.

5. Il presidente o il segretario della Commissione provinciale per l'artigianato rilasciano ricevuta degli atti e dei documenti presentati indicando su di essa la data e l'ora di presentazione.

6. Il presidente della Commissione provinciale per l'artigianato, verificata la regolarita' delle liste, le pubblica in apposito manifesto da affigersi per almeno 15 giorni negli albi dei comuni.

7. Il manifesto, oltre all'elenco delle liste dei candidati, deve contenere la data della votazione e la sede del seggio elettorale.

ART. 31: OPERAZIONI ELETTORALI

1. Gli avvisi personali agli elettorali con l'indicazione della sede e della data delle votazioni sono fatti recapitare a cura del sindaco.

2. Il Presidente della Commissione provinciale per l'artigianato provvede alla costituzione del seggio. A tal fine ne nomina il presidente e il segretario scegliendoli tra i dipendenti di enti pubblici. Inoltre nomina due scrutatori, scegliendoli tra gli artigiani iscritti nelle liste alettorali del collegio.

3. Per esercitare il diritto di voto, l'elettore deve presentare l'avviso ricevuto e un documento contenente l'indicazione delle proprie generalita'.

In mancanza del documento, l'elettore puo' essere ammesso al voto se personalmente conosciuto da un componente del seggio.

4. I seggi devono restare aperti dalle ore 7 alle ore 20 e lo spoglio delle schede e' effettuato immediatamente dopo.

5. Il voto si esprime solo sulle schede fornite dal seggio debitamente bollate e autenticate.

6. Ciascun elettore vota a scrutinio segreto ed esprime il voto di lista con facolta' di indicare un numero di preferenze fino a un massimo di tre candidati della lista votata.

7. L'elezione e' valida qualunque sia il numero dei votanti.

8. Al termine delle operazioni di spoglio deve essere compilato un verbale con i risultati, sottoscritto dal presidente, dagli scrutatori e dal segretario.

9. A cura del presidente del seggio, il plico sigillato contenente il verbale e le schede deve essere fatto pervenire immediatamente alla Commissione provinciale per l'artigianato.

10. La Commissione provinciale per l'artigianato, ricevuti i verbali e gli alti dai presidenti dei seggi provvede al riepilogo dei voti e alla proclamazione degli eletti entro 15 giorni dalle votazioni dandone comunicazione al Presidente della Giunta regionale per gli adempimenti di sua competenza.

11. Sono ammesse alla ripartizione dei seggi le liste che hanno ottenuto almeno il 5% dei voti validamente espressi.

12. Risultano eletti dopo la ripartizione proporzionale dei seggi tra le liste votate, i dodici candidati che hanno riportato il maggior numero di preferenze.

13. Le operazioni elettorali di cui al presente articolo sono compiute in sedute pubbliche.

ART. 32: CONVALIDA E SURROGAZIONE

1. Il presidente uscente provvede alla prima convocazione della nuova Commissione provinciale per l'artigianato nominata dal Presidente della Giunta Regionale.

2. Nella prima riunione, la Commissione provinciale per l'artigianato e' presieduta dal suo componente piu' anziano di eta' e, prima di deliberare su ogni altro oggetto, deve esaminare la condizione degli eletti dichiarando l'ineleggibilita' di essi in mancanza di un requisito.

3. I nominativi dei componenti dichiarati ineleggibili devono essere comunicati al Presidente della Giunta Regionale per la sostituzione con i primi non eletti delle rispettive liste.

Titolo IV: DELEGHE

ART. 33: DELEGHE AGLI ENTI LOCALI IN MATERIA DI ARTIGIANATO

1. Spettano ai Comuni:

a) gli atti di istruzione e certificazione ai fini dell'iscrizione all'albo o della cancellazione dall'albo delle imprese artigiane;

b) le funzioni inerenti l'applicazione delle sanzioni amministrative;

c) la predisposizione dei programmi per l'artigianato di servizio sulla base delle indicazioni della Regione.

2. Entro il termine indicato dal comma 2 dell'art. 34 per l'espletamento delle elezioni delle Commissioni provinciali per l'artigianato, la Regione determina, in concerto con gli enti locali interessati, le modalita' organizzative e il relativo fabbisogno finanziario per l'esercizio delle funzioni di cui al presente articolo.

Titolo V: DISPOSIZIONI FINALI E FINANZIARIE

ART. 34: DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

1. Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, in via straordinaria e urgente, il Presidente della Giunta Regionale provvede alla costituzione delle nuove Commissioni provinciali per l'artigianato nominando i componenti di cui alla lettera a) dell'art. 15 sulla base di designazione delle organizzazioni sindacali artigiane a struttura regionale.

2. Entro lo stesso termine, il Presidente della Giunta Regionale dispone l'avvio delle procedure per l'effettuazione della revisione degli albi provinciali delle imprese artigiane e per l'espletamento delle elezioni degli imprenditori artigiani nelle Commissioni provinciali per l'artigianato che dovra' avvenire entro il 31 maggio 1989.

Oltre questa data, le Commissioni costituite con le modalita' straordinarie di cui al presente articolo si intendono decadute e alla gestione degli albi provinciali delle imprese artigiane e' preposto un commissario speciale con le modalita' di cui all'art. 19.

ART. 35: NORME FINANZIARIE

Al finanziamento degli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge si fara' fronte in parte con i proventi derivanti dal 4° comma dell'art. 12 e di quelli previsti dall'art. 18 e, per la differenza, con le entrate proprie della Regione.

Nello stato di previsione delle entrate dei bilanci regionali saranno iscritti i seguenti capitoli:

n. 9420 - Entrate derivanti dall'applicazione delle sanzioni amministrative per la tenuta degli albi delle imprese artigiana (art. 12 legge regionale n. 16/88);

n. 415 - Diritti di segreteria sugli atti e certificazioni rilasciate dalle Commissioni Provinciali per l'artigianato (art. 18 legge regionale n. 16/88).

Nello stato di previsione delle spese dei bilanci regionali saranno iscritti i seguenti capitoli:

n. 50505 - Gettoni di presenza, indennita' di trasferta e rimborso delle spese di viaggio dovute ai componenti le Commissioni Provinciali e Regionali per il Commercio (art. 22 legge regionale n. 16/88);

n. 50506 - Oneri per l'elezione degli artigiani componenti delle Commissioni Provinciali per l'Artigianato (Titolo III legge regionale n. 16/88).

Alla quantificazione degli oneri annuali derivanti dall'applicazione della presente legge sara' provveduto con la stessa legge approvativa del bilancio.

ART. 36

1. La presente legge e' dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 38 dello Statuto ed entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

2. La presente legge sara' pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Molise. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Molise.


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