REGOLAMENTO REGIONALE 7 gennaio 2005, n. 2.
La presente pubblicazione non riveste carattere di ufficialità
TitoloRegolamento della Scuola regionale di formazione continua della pubblica amministrazione.
OggettoScuola regionale di formazione della pubblica amministrazione - Disciplina - Funzionamento
BollettinoBOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE - N. 1 del 15 gennaio 2005
Catalogazione21.Ordinamento e organizzazione regionale e degli enti dipendenti e vigilati, organi della Regione, organizzazione degli uffici e politiche del personale, commissioni, comitati e consulte


Art. 1

Disposizioni generali


1. Il presente regolamento, emanato ai sensi del terzo comma dell'art. 33/bis della legge regionale n. 7/1997, così come modificato dalla legge regionale 28 maggio 2002, n. 6, disciplina l'organizzazione ed il funzionamento della "Scuola regionale di formazione continua della pubblica amministrazione", istituita con la citata legge, quale istituto regionale dotato di propria autonomia amministrativa, gestionale e contabile.

2. Negli articoli seguenti, per indicare la Scuola regionale di formazione continua della pubblica amministrazione viene usata la parola "Scuola".


Art. 2

Obiettivi


1. La Scuola, alla cui gestione possono partecipare Enti locali, Università, società pubbliche e private, ha il compito di formare, aggiornare e specializzare i dipendenti della pubblica amministrazione.

2. La Scuola si propone l'obiettivo di favorire, attraverso la formazione e l'aggiornamento, la valorizzazione delle risorse umane delle pubbliche amministrazioni per attuare il processo di cambiamento e di sviluppo delle competenze professionali degli operatori pubblici regionali, promuovendo l'innovazione istituzionale, organizzativa e tecnologica, finalizzata a diffondere l'orientamento alla qualità dei servizi ed ai bisogni dell'utenza, la cultura dell'efficacia, dell'efficienza e dell'economicità gestionale e la responsabilizzazione rispetto al risultato.


Art. 3

Competenze


1. Rientrano nelle competenze della Scuola:

    a) la progettazione e la realizzazione di programmi sistematici di formazione e di aggiornamento del personale amministrativo e tecnico, a tutti i livelli di qualifica, compresa la dirigenza della Regione, degli enti e delle aziende pubbliche operanti nel territorio regionale;

    b) la progettazione e la realizzazione di corsi, seminari, attività didattiche, di studio, di ricerca e sperimentazione di carattere innovativo, finalizzati allo sviluppo ed alla qualificazione delle conoscenze nel campo delle scienze dell'amministrazione;

    c) lo sviluppo e la diffusione nei contesti della pubblica amministrazione delle nuove culture organizzative e delle più aggiornate tecniche del management delle risorse, nonché delle competenze e delle attitudini necessarie per perseguire elevati livelli di qualità del servizio pubblico;

    d) la raccolta, l'elaborazione e la diffusione di documenti e di informazioni al servizio degli enti di governo decentrato nelle materie che concernono le istituzioni locali, ed il loro rapporto con le istituzioni nazionali e comunitarie;

    e) gli approfondimenti tecnico-giuridici adeguati a favorire la conoscenza e la padronanza di procedimenti e di meccanismi amministrativi innovativi, con particolare riguardo alle operazioni di programmazione, gestione, monitoraggio e valutazione delle attività finanziate;

    f) la progettazione e la realizzazione di attività formative per l'accesso all'impiego pubblico e per il conseguimento di abilitazioni o di qualifiche specifiche;

    g) la progettazione e la realizzazione di iniziative formative di eccellenza rivolte al mercato nazionale.


2. Compete, altresì, alla Scuola curare la formazione dei propri formatori, finalizzati al conseguimento delle professionalità di tutor, organizzatore, progettista, valutatore ed altre figure professionali nell'ambito delle pubbliche amministrazioni.

3. La Scuola opera anche per realizzare iniziative congiunte nonché accordi di partenariato con Enti ed Istituzioni pubbliche e private, operanti in ambito nazionale, comunitario ed internazionale, per promuovere ed incrementare le attività formative; può realizzare in proprio iniziative di formazione inserite in programmi nazionali o comunitari.


Art. 4

Didattica


1. L'attività formativa è strutturata in un modello organizzativo che prevede ed assicura i seguenti contenuti:

    a) continuità di azione;

    b) organicità degli interventi;

    c) programmazione rispetto ai bisogni;

    d) accreditamento e qualità della formazione erogata;

    e) valutazione dell'efficacia dei risultati.


2. I corsi di formazione sono effettuati sulla base di una accurata analisi dei fabbisogni formativi.

    L'attività di progettazione dei programmi e la realizzazione dei corsi deve essere coerente con gli obiettivi e l'utenza da raggiungere.

3. È prevista obbligatoriamente, sia in itinere che nella fase finale, la verifica dell'efficacia e della congruità dell'intervento formativo ed il relativo raggiungimento degli obiettivi prefissati.

4. Le attività formative sono realizzate non solo con i metodi didattici tradizionali ma anche con l'utilizzo di metodologie didattiche innovative, nonché utilizzando le nuove tecnologie a disposizione.


Art. 5

Sistema formativo per livelli e per aree


1. La Scuola offre una formazione rivolta al soddisfacimento dei bisogni delle diverse aree tematiche di cui al successivo comma ed è progettata con programmi formativi distinti a seconda dei seguenti livelli di formazione da soddisfare:

    a) "formazione di aggiornamento e riqualificazione", finalizzata a diffondere le conoscenze fondamentali delle novità in campo amministrativo, tecnico ed organizzativo. La formazione può essere di breve durata, con possibilità di un numero di partecipanti elevato;

    b) "formazione di specializzazione" finalizzata ad adeguare le prestazioni tecnico-comportamentali alla evoluzione continua delle esigenze create dai nuovi modelli organizzativi, dalle nuove tecnologie e dai mutamenti legislativi. La formazione è finalizzata in particolare alla diffusione della cultura manageriale attraverso l'acquisizione di strumenti di gestione, di lavoro per obiettivi, di capacità direzionali, di motivazione al lavoro;

    c) "formazione dei candidati ammessi ai corsi-concorsi della pubblica amministrazione";

    d) "formazione di ingresso nella pubblica amministrazione", da realizzarsi di norma entro i primi sei mesi lavorativi. Tale formazione, tenuto conto dei compiti affidati al dipendente, ha lo scopo di fornire elementi di conoscenza circa i compiti ed il funzionamento dell'amministrazione di appartenenza;

    e) "formazione di accesso preparatoria ai concorsi pubblici", finalizzata ad acquisire le competenze professionali necessarie per svolgere adeguatamente le prestazioni richieste dalle nuove posizioni da acquisire;

    f) "formazione di eccellenza" finalizzata all'organizzazione, in convenzione con le Università e gli enti specializzati nel settore della formazione superiore, di corsi di perfezionamento in materie specialistiche del settore pubblico, mediante le forme della scuola di specializzazione (biennale), del master (annuale o semestrale), del corso di perfezionamento.


2. L'offerta formativa della Scuola è progettata ed erogata per le seguenti aree tematiche:

ü area giuridico-normativa generale;

ü area organizzazione e personale;

ü area manageriale;

ü area economica-finanziaria;

ü area informatica e telematica;

ü area linguistica;

ü area multidisciplinare;

ü area internazionale e politiche comunitarie;

ü area comunicazione e rapporti con il pubblico;

ü area direzionale;

ü area sanitaria e servizi sociali;

ü area scuola ed università.


Art. 6

Piano di attività formative


1. La Scuola presenta ogni anno alla Giunta regionale, visto anche il piano annuale di cui all'articolo 33 della legge regionale n. 7 dell'8 aprile 1997 e l'atto di indirizzo in materia di formazione del personale regionale approvato con deliberazione regionale 17 giugno 2002, n. 839, il proprio piano di attività formative formulato in coerenza con i seguenti indicatori:

    a) coerenza con il piano annuale delle attività formative regionali di cui alla legge regionale n. 7/1997;

    b) analisi delle esigenze formative segnalate dalle strutture operative istituzionalmente competenti in materia di formazione;

    c) esigenze formative degli Enti locali, regionali e sub-regionali;

    d) richieste inoltrate da istituzioni, enti ed aziende pubbliche, nonché da enti privati interessati alla partecipazione di proprio personale alle iniziative formative;

    e) domande di formazione altrimenti ricevute dalla Scuola.



Art. 7

Realizzazione dei corsi


1. Entro trenta giorni dall'approvazione del piano delle attività formative il Comitato di gestione della Scuola provvede ad approvare i piani di attività ed alla conseguente definizione operativa dei corsi con l'indicazione di date, orari, modalità di partecipazione ed eventuali quote di iscrizione.

2. L'itinerario di realizzazione dei corsi si sviluppa coerentemente secondo la seguente sequenza:


    a) analisi dei fabbisogni;

    b) progettazione degli itinerari formativi;

    c) realizzazione dei corsi;

    d) verifica degli itinerari durante e al termine dei corsi e periodicamente nel tempo.


3. I corsi possono svilupparsi in più periodi formativi teorici e pratici e si concludono con un attestato di partecipazione e di certificazione dei relativi crediti formativi conseguiti.


Art. 8

Gestione dell'attività didattica


1. La Scuola realizza la propria attività mediante la progettazione didattica, la gestione dei corsi e la verifica dei risultati, anche elaborando e producendo in proprio il materiale didattico di supporto per i partecipanti ai corsi.

2. La Scuola realizza i corsi avvalendosi principalmente, per la funzione docente, del personale dell'Università degli Studi del Molise, con il contributo di docenti interni all'Amministrazione regionale e, per la funzione logistica, compresi i tutor d'aula, del personale di ruolo della Regione Molise, anche utilizzando, a tale scopo, il personale eventualmente disponibile nell'ambito della formazione professionale, secondo le procedure vigenti.

3. La Scuola, per particolari esigenze, può stipulare convenzioni e contratti con istituti e con società di consulenza di alta e provata specializzazione e con singoli consulenti e professionisti.


Art. 9

Servizi


1. Oltre alle attività formative del personale, la Scuola – con le competenze proprie ed utilizzando le consulenze specialistiche presenti nei diversi settori – si propone in ambito regionale come Agenzia di Servizi per le esigenze delle pubbliche amministrazioni del territorio in quei settori professionali dove maggiore è la richiesta di aggiornamento e di specializzazione, intervenendo nelle materie della progettazione formativa, dell'assistenza tecnica e consulenziale, della diffusione della cultura del management e della organizzazione pubblica agli studi di valutazione economico-gestionale.

In tal senso, la Scuola si organizza, anche facendo ricorso a competenze esterne specializzate per la erogazione dei seguenti servizi:


    a) raccolta, elaborazione e diffusione di documenti e di informazioni, al servizio degli enti di governo decentrati nelle materie che concernono le istituzioni locali, il loro rapporto con le istituzioni nazionali e comunitarie;

    b) programmazione, gestione, monitoraggio e valutazione di attività finanziate con il ricorso a risorse messe a disposizione dell'Unione Europea;

    c) progettazione e realizzazione di iniziative formative di eccellenza rivolte al mercato nazionale;

    d) consulenza per la predisposizione di attività amministrative complesse ed innovative (bandi per appalti, per project financing, per global service, ecc.).


2. La Scuola opera anche per realizzare iniziative congiunte nonché accordi di partenariato con Enti ed organismi pubblici e privati, operanti in ambito nazionale, comunitario ed internazionale, per promuovere o incrementare le attività formative realizzando altresì in proprio iniziative di formazione inserite in programmi nazionali o comunitari.

3. I servizi di cui ai commi precedenti sono svolti ed erogati in regime di attività commerciale ed i relativi proventi contribuiscono al finanziamento delle attività istituzionali della Scuola.


Art. 10

Comitato di gestione


1. La conduzione della Scuola quale istituto regionale dotato, ai sensi dell'articolo 1 del presente regolamento, di propria autonomia amministrativa, gestionale e contabile, è affidata ad un Comitato di gestione.

2. Il Comitato di gestione è costituito:


    a) dal Presidente della Giunta regionale o da un Assessore suo delegato con funzioni di Presidente;

    b) da un dirigente regionale designato dall'Assessore regionale al personale;

    c) da due consiglieri regionali, uno di maggioranza ed uno di minoranza, designati dalla Conferenza dei capigruppo;

    d) da un rappresentante designato dalla Provincia di Campobasso;

    e) da un rappresentante designato dalla Provincia di Isernia;

    f) dal Rettore dell'Università degli Studi del Molise o suo delegato;

    g) da un dirigente dell'Università degli Studi del Molise, designato dal Rettore;

    h) dal direttore della Scuola;

    i) da un rappresentante per ogni sede operativa della scuola designato, con delibera di Giunta, dalla rispettiva Amministrazione comunale.


3. Alle sedute del Comitato di gestione partecipa un funzionario designato dall'Assessore regionale al personale con funzioni di segretario verbalizzante senza diritto al voto.

4. Il Comitato di gestione della Scuola è nominato con delibera della Giunta regionale, dura in carica per tutta la durata della legislatura ed opera in regime di prorogatio fino all'insediamento del nuovo Comitato. I componenti del Comitato di gestione possono essere rinominati.

5. Qualora un componente del Comitato, nel corso del mandato, cessi dalla carica per dimissioni, revoca o per qualsiasi altro motivo, la sostituzione è effettuata, per il periodo residuo, mediante nomina da parte dell'Ente che lo aveva espresso.

6. Il Comitato di gestione si riunisce in via ordinaria almeno una volta al mese. Si riunisce, altresì, qualora il Presidente ne ravvisi la necessità o su richiesta motivata di almeno cinque membri.


    Le sedute sono valide con la presenza di almeno cinque componenti e le decisioni sono assunte a maggioranza dei presenti; in caso di parità, prevale il voto del Presidente.

7. Ai componenti del Comitato di gestione competono, per ogni seduta e sino ad un massimo quaranta sedute per anno, un gettone di presenza omnicomprensivo pari a 200 Euro per ogni seduta.


Art. 11

Compiti del Comitato di gestione


1. Il Comitato di gestione ha competenza a deliberare relativamente ai seguenti argomenti:

    a) nomina del Vicepresidente;

    b) nomina di eventuali responsabili scientifici delle aree tematiche;

    c) fabbisogno del personale della Scuola;

    d) bilancio preventivo;

    e) rendiconto finanziario;

    f) variazioni al bilancio di previsione;

    g) affidamento della responsabilità organizzativa delle sedi della Scuola;

    h) piano annuale di attività da trasmettere alla Regione;

    i) modalità di attuazione del piano annuale;

    j) convenzioni per l'attuazione di programmi ed iniziative;

    k) incarichi di collaborazione;

    l) liti attive e passive, rinunce e transazioni;

    m) relazione annuale sull'attività svolta dalla Scuola, predisposta dal direttore;

    n) nomina del Revisore dei Conti;

    o) ogni altro provvedimento di competenza della Scuo-la.


2. Gli atti di cui alle lettere c), d) ed e) del comma precedente devono essere approvati dalla Giunta regionale.

3. Il Comitato di gestione delega un proprio componente a partecipare, ove richiesto, alla contrattazione decentrata nella delegazione pubblica trattante degli Enti pubblici del territorio regionale per la definizione del piano di formazione.


Art. 12

Presidente


1. Il Presidente è il legale rappresentante della Scuola, convoca e presiede il Comitato di gestione, sovrintende al funzionamento della Scuola ed all'esecuzione delle decisioni del Comitato, promuove e coordina i rapporti della Scuola con enti ed istituzioni esterne.

2. Quando l'urgenza lo richieda, il Presidente può assumere con proprio atto le deliberazioni di competenza del Comitato di gestione, salvo ratifica da parte dello stesso nella prima seduta utile.

3. Il Vicepresidente sostituisce a tutti gli effetti il Presidente in caso di sua assenza o impedimento.


Art. 13

Direzione


1. Il direttore della Scuola è nominato con delibera della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale al personale, fra dirigenti della pubblica amministrazione, docenti universitari o esperti esterni alla pubblica amministrazione, forniti di comprovata esperienza nell'organizzazione, nella gestione e nella formazione del personale.

2. L'incarico di cui al comma 1 è conferito mediante contratto di diritto privato stipulato con il Presidente della Giunta regionale. Nel contratto, conferito per la durata della legislatura, vengono definiti gli obiettivi, il sistema di valutazione e di verifica dei risultati ed il relativo compenso. Il contratto può essere rinnovato, previa verifica da parte della Giunta regionale dell'operato complessivo del direttore nell'esercizio delle attribuzioni spettategli.

3. Il direttore è responsabile del funzionamento della Scuola: elabora e predispone gli atti di competenza del Comitato e ne attua le decisioni, cura la gestione amministrativa ed economico-contabile.

4. Spettano al direttore, successivamente alla delibera del Comitato di gestione, la stipula dei contratti e delle convenzioni, nonché tutti i compiti di amministrazione, compresa l'adozione di atti che impegnano la Scuola verso l'esterno e che il presente regolamento non riserva espressamente al Comitato di gestione o al suo Presidente.

5. Qualora il direttore sia dipendente della pubblica amministrazione, è posto in aspettativa per la durata dell'incarico.

6. Al direttore spetta il trattamento economico previsto per i dirigenti regionali.

7. Il direttore svolge nei confronti del personale assegnato alla Scuola le attribuzioni che l'ordinamento vigente assegna ai dirigenti regionali; egli assegna i compiti organizzativi ai responsabili delle sedi della Scuola e ne coordina le attività.


Art. 14

Revisore dei conti e sue attribuzioni


1. Il Revisore dei conti, nominato dal Comitato di gestione tra i magistrati, i dirigenti dello Stato o di altra amministrazione pubblica o tra gli iscritti all'albo dei revisori dei conti, dura in carica per la durata del Comitato di gestione.

2. Il Revisore dei conti controlla la gestione economico-finanziaria della Scuola e vigila sulla regolarità contabile e sulla efficienza amministrativa della stessa. A tal fine redige una relazione accompagnatoria al bilancio preventivo ed al rendiconto ed una relazione sull'andamento della gestione della Scuola.

3. Il compenso del Revisore dei conti della Scuola è equiparato a quello dei Revisori dei conti degli enti locali.


Art. 15

Finanziamenti


1. La Scuola dispone dei seguenti mezzi finanziari:

    a) fondi appositamente stanziati dalla Regione Molise per la fase di avvio;

    b) fondi annualmente stanziati dalla Regione Molise per il funzionamento della Scuola sulla base del piano annuale delle attività formative programmate;

    c) assegnazioni da parte di altri enti pubblici locali (Province, Comuni, A.S.L., ecc.);

    d) contribuzioni per le attività formative svolte a favore di terzi;

    e) quote di iscrizione per la partecipazione alle attività formative;

    f) fondi disponibili a livello nazionale e comunitario (FSE);

    g) proventi derivanti dalla erogazione dei servizi;

    h) sponsorizzazioni, contributi, ecc..


2. La gestione delle risorse finanziarie è realizzata secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità.


Art. 16

Norme transitorie e finali


1. In fase di prima applicazione del presente regolamento la sede amministrativo-gestionale della Scuola è pres-so la sede dell'assessorato regionale al "Personale".


    Il presente regolamento sarà pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Molise.

© molisedati spa - tel. 0874 6191