Legge Regionale 7 Dicembre 1979, n° 35
La presente pubblicazione non riveste carattere di ufficialitą
TitoloCostituzione e funzionamento delle strutture associative intercomunali per la gestione dei servizi relativi all'assistenza sanitaria, sociale e scolastica
OggettoAssistenza sanitaria sociale e scolastica - Servizi - Gestione - Strutture - Costituzione - Funzionamento - Disciplina
BollettinoBollettino Ufficiale n° 23 del 15/12/79
Catalogazione37.Tutela della salute umana, animale e dell'ambiente, servizio sanitario, alimentazione
AbrogazioniAbrogato art. 14, 15, 16, 17, 18, 20, 21, 23 e 24 dalla legge n. 2/1997 art. 18
Abrogato art. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37 e 38 dalla legge n. 11/1997 art. 27
Abrogata intera legge dalla legge n. 13/2010 art. allegato uno


Titolo I: NORME GENERALI

Capo I

Art. 1: Obiettivi e forme di gestione


La presente legge disciplina la costituzione ed il funzionamento delle strutture associative intercomunali per la gestione dei servizi di assistenza sanitaria, sociale e scolastica, negli ambiti territoriali determinati con legge regionale 6 aprile 1979, n. 12.

L'Unita' Locale dei Servizi Sanitari, Sociali e Scolastici e' struttura operativa dei Comuni associati e delle Comunita' Montane di cui al successivo articolo 2; tale struttura, d'ora in avanti e nelle leggi ad essa attinenti, sara' denominata per brevita' Unita' Locale e indicata con la sigla UL.


Art. 2: Costituzione dell'Associazione

Ai fini e per gli effetti di cui al precedente articolo 1, con decreto del Presidente della Giunta Regionale, da emanarsi entro 10 giorni dalla entrata in vigore della presente legge, e' costituita l'Associazione dei Comuni compresi negli ambiti territoriali previsti dalla legge regionale 6 aprile 1979, n. 12, che esprime gli organi dell'U L.

Nei casi in cui sussista coincidenza tra l'ambito della Associazione dei Comuni di cui al precedente comma e quello della Comunita' Montana, quest'ultima esercita, mediante i propri organi, le relative funzioni.

Entro trenta giorni dalla entrata in vigore della presente legge, le Comunita' Montane cui sono attribuite funzioni di U.L. procederanno all'integrazione delle loro Giunte-limitatamente alle attivita' di gestione di cui alla presente normativa-mediante l'elezione di altri due membri rappresentanti le minoranze. A tal fine si procedera' a votazione, in sede di assemblea, sulla base di liste di candidati la cui proposizione e' riservata alle minoranze consiliari.

Qualora il territorio della U.L. comprenda anche Comuni non facenti parte della Comunita' Montana, l'Assemblea sara' integrata dai rappresentanti di tali Comuni nel numero prescritto dalla legge regionale sulle Comunita' Montane e sempre che la popolazione degli stessi non superi il 50% (cinquanta per cento) di quella della Comunita' Montana.

Il decreto del Presidente della Giunta Regionale di cui al primo comma del presente articolo indichera' anche, nel rispetto della normativa precedentemente indicata, le modalita' per la costituzione dell'Assemblea dell'U.L..


Titolo II: GLI ORGANI DELL'UNITA' LOCALE

Capo I

Art. 3: Organi dell'Unita' Locale


Sono organi dell'Unita' Locale:

1) 1'assemblea;

2) il comitato di gestione;

3) il presidente.


Art. 4: Composizione ed attribuzioni dell'Assemblea

L'Assemblea e' composta da cittadini eletti da ciascun Consiglio Comunale, anche al di fuori del proprio seno, purche' in possesso dei requisiti richiesti per l'eleggibilita' a Consigliere Comunale, in ragione di:

1) tre rappresentanti (di cui uno delle minoranze) per ogni Comune fino a cinquemila abitanti;

2) sei rappresentanti (di cui due delle minoranze) per ogni Comune compreso tra cinquemilauno a quindicimila abitanti;

3) nove rappresentanti (di cui tre delle minoranze) per ogni Comune compreso tra quindicimilauno e trentamila abitanti;

4) dodici rappresentanti (di cui quattro delle minoranze) per ogni Comune superiore a trentamila abitanti.

L'elezione avviene con voto limitato, su liste di candidati presentate rispettivamente dalla maggioranza e dalla minoranza.L'Assemblea:

a) elegge, nella prima seduta, il Comitato di Gestione;

b) approva i bilanci preventivi e i conti consuntivi, stabilendo le modalita' per la copertura di eventuali risultanze negative di gestione non ripianabili ai sensi dell'art. 51 - 6° comma - della legge 23 dicembre 1978, n. 833;

c) delibera i piani ed i programmi che impegnano anche piu' esercizi;

d) delibera il regolamento organico del personale e le piante organiche dei presidi e dei servizi;

e) delibera le convenzioni;

) delibera la ripartizione del territorio in distretti sulla base dei criteri stabiliti dalla legge regionale;

g) delibera, entro 60 giorni dal suo insediamento, la costituzione della Consulta, nonche' i regolamenti di cui al successivo art. 16.

L'Assemblea approva a maggioranza assoluta dei suoi componenti un regolamento con il quale sono disciplinate le modalita' di funzionamento degli organi e dei servizi dell'Unita' Locale e che deve prevedere tra l'altro:

- il Comune in cui ha sede l'Unita' Locale;

- le disposizioni esecutive attinenti ai rapporti tra i Comuni e gli organi dell'Associazione;

- le modalita' di svolgimento dell'attivita' con particolare riguardo all'efficacia e all'efficienza dei servizi da assicurare ai cittadini.


Art. 5: Durata in carica

L'Assemblea dell'associazione dura in carica 5 anni e si rinnova a seguito delle elezioni amministrative generali.

L'Assemblea dell'associazione esercita le proprie funzioni fino alla prima riunione del nuovo organo, che e' convocata e presieduta dal componente piu' anziano di eta'.

I componenti dell'Assemblea durano in carica quanto i Consiglieri Comunali che li hanno eletti e comunque esercitano le proprie funzioni fino a quando non vengono sostituiti.

Anche a seguito di scioglimento anticipato di un Consiglio Comunale i rappresentanti del Comune nella Assemblea dell'Associazione restano in carica fino alla loro sostituzione. Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i Comuni interessati comunicano i nominativi dei propri rappresentanti in seno all'Assemblea al Presidente della Giunta Regionale che li convoca per l'insediamento entro i successivi 15 giorni.

L'Assemblea e' validamente costituita se le nomine dei Comuni risultino non inferiori ai quattro quinti dei componenti dell'Assemblea stessa.

L'avviso di convocazione della prima seduta deve essere inviata, con specificazione dell'ordine del giorno, anche ai Comuni che non abbiano ancora provveduto alla elezione dei propri rappresentanti.

Tali rappresentanti, ove nel frattempo nominati, partecipano di pieno diritto alla seduta cosi' convocata.

In sede di prima applicazione della presente legge nei Comuni retti a gestione commissariale i rappresentanti sono nominati dal Commissario e restano in carica fino a quando il Consiglio Comunale successivamente eletto non avra' provveduto alla loro sostituzione.

Ciascun Comune dopo il rinnovo del Consiglio provvede ad eleggere, nella seduta immediatamente successiva a quella dell'elezione del Sindaco e della Giunta, i propri rappresentanti in seno all'Assemblea.

In caso di inadempienza e previa diffida l'Organo di controllo nominera' un Commissario ad acta.

In caso di morte, decadenza, dimissioni o di permanente impedimento dei membri dell'Assemblea, i Consigli Comunali provvedono alle relative sostituzioni nel termine di 30 giorni dalla notizia della vacanza.


Art. 6: Convocazione

L'Assemblea e' convocata almeno due volte all'anno dal Presidente per sua determinazione o su proposta del Comitato di gestione, mediante avviso contenente l'indicazione della prima e seconda convocazione.

Le sedute dell'Assemblea sono valide con la presenza di meta' piu' uno dei suoi componenti.

Ove, in seconda convocazione, tale quorum non sia raggiunto, l'Assemblea si intende convocata per il giorno successivo nello stesso luogo ed ora e si riunisce validamente con la presenza di almeno un terzo dei componenti.

Quando vi sia motivata richiesta da parte di almeno 1/3 dei componenti l'Assemblea, il Presidente deve disporre la convocazione in modo che la riunione abbia luogo entro 15 giorni dalla presentazione della richiesta stessa, nella quale dovranno essere indicati gli argomenti da porre all'ordine del giorno.


Art. 7: Pareri obbligatori

L'Assemblea dell'Unita' Locale deve preventivamente acquisire li parere dei singoli Consigli Comunali sugli atti riguardanti i piani e i programmi pluriennali, i regolamenti della pianta organica e del personale, il bilancio preventivo e il conto consuntivo.

I Comuni esprimono tale parere entro il termine di 30 giorni dalla ricezione della richiesta, trascorso inutilmente il quale, esso si intende favorevole ad ogni effetto.


Art. 8: Attribuzioni del Comitato di gestione

Il Comitato di gestione compie tutti gli atti di amministrazione dell'Unita' Locale non compresi tra quelli di competenza dell'Assemblea ai sensi del precedente art. 4.

In particolare, il Comitato di gestione:

a) predispone i bilanci preventivi e i conti consuntivi, i piani, i programmi, il regolamento organico del personale e le piante organiche dei diversi presidi e servizi, i regolamenti, le convinzioni, i progetti obiettivi, al fine di sottoporli all'approvazione dell'Assemblea;

b) determina le modalita' per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dai piani, programmi e direttive generali deliberati dall'Assemblea e puo' attribuire specifici incarichi ai propri componenti;

c) compie ogni altro atto di amministrazione dell'associazione dei Comuni che non sia attribuito ad altri organi. Al fine di assicurare l'efficienza della gestione, il Comitato puo' attribuire all'Ufficio di Direzione e ai responsabili di singole strutture, ulteriori specifici compiti di amministrazione a carattere esecutivo.

Il Comitato di gestione deve accompagnare il bilancio di previsione con una relazione contenente:

1) elementi informativi intorno alla qualita' e alla quantita' dei servizi prestati;

2) notizie sullo stato di attuazione delle scelte di programmazione;

3) note illustrative di ciascuno stanziamento di bilancio, con particolare riferimento alle prescrizioni del piano sanitario regionale.


Art. 9: Comitato di gestione dell'Unita' Locale

Il Comitato di gestione e' composto da membri della Assemblea eletti dalla stessa, con voto limitato, su liste di candidati presentate dalla maggioranza e dalle minoranze, in numero di sette (di cui due delle minoranze), 9 (di cui tre delle minoranze) o 11 (di cui 4 delle minoranze) per le Unita' Locali rispettivamente fino a 50.000 abitanti, fino a 100.000 abitanti, oltre i 100.000 abitanti.

Qualora per dimissioni, decadenze o morte di un componente il Comitato occorra procedere alla sostituzione, l'assemblea provvede a nuova elezione mantenendo inalterati i criteri di rappresentativita'.

Qualora il numero dei componenti da sostituire sia superiore alla meta', l'assemblea provvede all'integrale rinnovazione del Comitato.


Art. 10: Presidente del Comitato di gestione

Nella prima riunione il Comitato di gestione elegge il Presidente a maggioranza assoluta tra i propri componenti.

Il Presidente convoca e presiede l'Assemblea generale ed il Comitato di gestione; ne coordina l'attivita', cura l'esecuzione degli atti, sovrintende a tutte le attivita' dell'U.L. ed esercita le altre attribuzioni che gli siano demandate da leggi o regolamenti.

Egli ha la legale rappresentanza dell'Unita' Locale. In caso di urgenza adotta i provvedimenti di competenza del Comitato di gestione, limitatamente agli atti improrogabili e li sottopone alla ratifica del Comitato stesso nella prima riunione, che comunque dovra' essere convocata entro 15 giorni.

In caso di assenza o impedimento, le funzioni del Presidente sono esercitate dal componente il Comitato all'uopo designato dal Comitato di gestione.


Art. 11: Attribuzioni delegate

Le funzioni delegate alla Regione ai sensi dell'art. 7 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 sono delegate ai Comuni che le esercitano mediante le unita' locali con le modalita' stabilite dalla presente legge.

Gli elenchi dei provvedimenti adottati nell'esercizio delle funzioni delegate, vengono trasmessi trimestralmente alla Giunta Regionale, che puo' chiederne copia.


Art. 12: Poteri sostitutivi

In caso di inadempienza da parte degli organi della Unita' Locale nell'esercizio delle funzioni sub-delegate, la Giunta Regionale fissa per il compimento degli atti un termine adeguato, trascorso inutilmente il quale, nomina un Commissario per la loro adozione.


Art. 13: Indirizzo e coordinamento

Le funzioni di indirizzo e coordinamento per l'esercizio delle attribuzioni sub delegate sono esercitate dalla Giunta Regionale, sentita la competente Commissione Consiliare, nel rispetto delle istruzioni emanate dal Governo.


Art. 14: Indennita' di funzione

Ai Presidenti delle Associazioni e' corrisposta una indennita' mensile di carica onnicomprensiva da fissarsi dall'Assemblea annualmente, contestualmente all'approvazione del bilancio preventivo, non oltre la misura massima corrispondente all'indennita' di carica prevista dalla legge 26 aprile 1974, n. 169 per i Sindaci dei Comuni con popolazione pari a quella dell'unita' locale.

Ai componenti il Comitato di gestione e' corrisposta un'indennita' mensile di carica onnicomprensiva non superiore al 75% di quella fissata per il Presidente, da deliberarsi nel modo fissato nel primo comma.

A tutti gli altri Consiglieri e' corrisposta un'indennita' di presenza per ogni giornata di effettiva partecipazione alle sedute dell'assemblea nella misura massima prevista dall'art. 5 della legge 26 aprile 1974, n. 169 per i Comuni da 30.001 a 250.000 abitanti.

Per quanto altro non previsto dal presente articolo, si applicano in via analogica le norme di cui alla succitata legge 26 aprile 1974, n. 169, ed eventuali successive modificazioni ed integrazioni, con esclusione dell'ultimo comma dell'art. 7 della legge stessa.

Le indennita' di cui ai primi due commi del presente articolo non sono cumulabili con quelle di cui ai primi due commi dell'art. 8 della legge regionale n. 19 del 12 luglio 1977.


TITOLO III: PARTECIPAZIONE ALLA GESTIONE DEI SERVIZI

Art. 15: Principi generali


La partecipazione, che e' garantita in ogni U.L., anche se gestita dagli organi della Comunita' Montana, deve interessare, fra l'altro:

a) i cittadini dell'ambito;

b) le formazioni sociali esistenti sul territorio;

c) gli operatori della sanita' tramite gli ordini ed i collegi professionali, nonche' le loro organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative;

d) i rappresentanti dei datori di lavoro;

e) gli organi collegiali della scuola presenti, a livello di U.L., con i distretti scolastici;

f) i lavoratori dipendenti ed autonomi attraverso le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative;

g) la magistratura impegnata nel settore socio-assistenziale;

h) gli enti e le istituzioni portatori di interessi originari;

i) le province.


Art. 16: Partecipazione a livello di Unita' Locale

L'Assemblea dell'Unita' Locale assicura la partecipazione mediante una consulta rappresentativa delle espressioni sociali, culturali e professionali dell'ambito, comprendente quelle indicate nell'articolo precedente.

La Consulta di cui al precedente comma ha compiti di partecipazione a livello di scelta politica dei servizi ed a livello di effettuazione degli stessi esprimendo, di norma, pareri e proposte sulle materie di competenza dell'Assemblea elencate al precedente art. 4, ad eccezione della lettera a), e del comitato di gestione indicate alle lettere a), b), ad eccezione dell'ultima parte e c) del precedente art. 8.

Puo' esprimere pareri e proposte su ogni altra materia che le venga, o meno, sottoposta.

L'Unita' Locale provvede altresi' all istituzione di un Comitato di consulenza tecnica, composto da operatori interni ed esterni alla struttura.

Appositi regolamenti disciplinano le forme di convocazione della consulta e del Comitato di consulenza, nonche' le modalita' di svolgimento delle rispettive funzioni.


Art. 17: Partecipazione a livello di distretto

Presso ogni distretto e' assicurata la partecipazione con compiti di proposta e di verifica sulla funzionalita' e sull'efficienza dei servizi.

L'Assemblea dell'Unita' Locale individua le forme e i modelli di tale partecipazione e ne regolamenta lo svolgimento, avendo cura ai coprire per categorie di utenti o di operatori nonche' per spazi territoriali le aree elementari interessate.


Art. 18: Diritto dei cittadini all'informazione

I cittadini residenti nell'ambito territoriale dell'Unita' Locale hanno diritto di ottenere copia dei provvedimenti deliberativi dell'Assemblea, del Comitato di gestione e del Presidente.


Art. 19: Statistiche sanitarie

I Comuni sono tenuti a comunicare alle Unita' Locali competenti per territorio le notizie anagrafiche della popolazione utili ai fini della programmazione sanitaria regionale e per la gestione dei servizi sanitari.

La Giunta Regionale provvede a predisporre un modello uniforme per la trasmissione dei dati.


Art. 20: Rapporti con la Regione

I progetti dei bilanci preventivi predisposti dal Comitato di gestione sono inviati alla Giunta Regionale per la valutazione di rispondenza del bilancio dell'Associazione al piano regionale sanitario.

Qualora la Giunta riscontri difformita' del progetto di bilancio dal piano, invita il Comitato di gestione ad uniformarsi alle indicazioni e prescrizioni del piano regionale sanitario.

Il Comitato di gestione presenta il bilancio alla Assemblea corredato anche delle eventuali osservazioni della Giunta Regionale.

Nel caso previsto dal II comma, il Comitato di Gestione deve indicare le variazioni apportate al progetto originario.

Il bilancio e' trasmesso all'organo di controllo corredato delle valutazioni, di cui al I comma, della Giunta Regionale.

Alla Giunta Regionale devono altresi' essere trasmessi i progetti degli atti di programmazione e i conti consuntivi presentati dal Comitato di gestione all'Assemblea, ai fini e per gli effetti di cui ai commi precedenti.


Art. 21: Corrispondenza costi - Benefici

Al fine di verificare il raggiungimento degli obiettivi del servizio sanitario regionale e fermo restando quanto previsto dall'art. 49 - IV e V comma - della legge 23 dicembre 1978, n. 833, il Comitato di gestione trasmette, semestralmente, alla Giunta Regionale una relazione dettagliata ed ogni altro dato necessario, richiesto dalla Giunta stessa.

Nei casi di inottemperanza, la Giunta Regionale puo' disporre accertamenti diretti mediante i propri funzionari.


Art. 22: Poteri del Sindaco

Il Sindaco, nell'esercizio delle funzioni che gli competono quale autorita' sanitaria locale, si avvale dei servizi dell'Unita' Locale e, qualora lo richieda l'urgenza del provvedimento da adottare, si rivolge direttamente ai responsabili dei servizi medesimi secondo le competenze a ciascuno attribuite, informandone contemporaneamente il Presidente del Comitato di gestione.

Qualora non sussista l'urgenza, il Sindaco si avvale dei servizi di cui sopra facendone preventivamente richiesta al Presidente del Comitato di gestione.

In ogni caso il Sindaco comunica al Presidente del Comitato di gestione l'esito degli interventi esperiti.


TITOLO IV: LE STRUTTURE MULTIZONALI

Art. 23: Integrazione del Comitato di gestione


Con il piano sanitario regionale sono individuati i presidi ed i servizi multizonali, nonche' le unita' locali interessate agli stessi.

Le strutture multizonali, che sono gestite dalle U.L. nel cui territorio sono ubicate, svolgono attivita' rivolte anche alle altre Unita' Locali presenti nel territorio regionale.

La legge regionale di cui al 2° comma dell'art. 18 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 stabilira', tra l'altro, le norme particolari per definire la composizione dell'organo di gestione dell'U.L. competente per territorio e la sua eventuale articolazione in riferimento alle specifiche esigenze della gestione.


Art. 24: Procedure per gli atti concernenti strutture multizonali

L'Unita' Locale che gestisce presidi o servizi multizonali adotta i bilanci preventivi, i piani, i programmi e in genere tutti gli atti che riguardano l'organizzazione generale di detti presidi o servizi previa consultazione delle altre Unita' Locali interessate.

A tale fine i progetti relativi agli atti in questione sono inviati alle Unita' Locali interessate che esprimono il proprio parere, formulando eventuali osservazioni entro il termine di giorni 30 dalla loro ricezione.

Trascorso il predetto termine si prescinde dai pareri non pervenuti.

Tale consultazione e' altresi' resa obbligatoria per gli atti che abbiano ad oggetto i presidi e servizi multizonali concernenti il controllo e la tutela dell'igiene ambientale e la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali al fine di individuare, anche in base ai principi stabiliti dalle leggi regionali, criteri e modalita' di coordinamento con i servizi di igiene ambientale e di igiene e medicina del lavoro di ciascuna Unita' Locale interessata, nonche' per gli atti riguardanti l'utilizzazione dei presidi specialistici multizonali da parte delle singole Unita' Locali per l'esercizio delle funzioni di prevenzione, ai sensi dell'art. 20 della legge 23 dicembre 1978, n. 833.


TITOLO V: CONTROLLI SULLE UNITA' LOCALI

Capo II

Art. 25: Controllo sugli atti


Il controllo sugli atti delle Unita' Locali e' esercitato dalle Sezioni provinciali di controllo.
A tal fine la composizione delle Sezioni e' integrata da un esperto in materie sanitaria designato dal Consiglio Regionale che designera' altresi' un esperto supplente.

Le predette Sezioni di controllo sugli atti dei Comuni inviano alla Giunta Regionale copia delle deliberazioni annullate e degli atti di annullamento, totale o parziale.

I Presidenti delle Sezioni provvedono semestralmente ad inviare alla Giunta Regionale una relazione sulla attivita' delle Unita' Locali con un particolare riferimento ai vincoli, direttive e prescrizioni della programmazione sanitaria regionale.

Ai controlli sugli atti delle Unita' Locali si applicano le norme della legge regionale 5 novembre 1976, n. 32.


Art. 26: Trasferimento dei beni ai Comuni

I beni mobili ed immobili nonche' le attrezzature degli enti ed istituti di cui alle lettere a) e b) del I comma dell'art. 66 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, sono trasferiti al patrimonio del Comune in cui sono collocate con vincolo di destinazione alla competente U.L., entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

A tale scopo gli enti ed istituti di cui al comma precedente, nonche' i comuni nel caso previsto dall'art. 66 - 3° comma - della legge 23 dicembre 1978, n. 833, dovranno tempestivamente provvedere ad una ricognizione straordinaria delle componenti del proprio patrimonio ivi compresa una verifica straordinaria di cassa presso il proprio tesoriere e presso gli eventuali altri agenti autorizzati al maneggio di denaro.

I Comuni, effettueranno quanto previsto nel precedente comma, limitatamente ai beni mobili ed immobili e alle attrezzature destinati ai servizi igienico-sanitari dei Comuni stessi ed all'esercizio di tutte le funzioni dei Comuni e loro Consorzi in materia igienico-sanitaria.

Detta ricognizione straordinaria verra' effettuata in conformita' alla normativa vigente presso ciascun ente ed istituto e le relative risultanze, analitiche e sintetiche, formeranno oggetto di apposita deliberazione.

Le risultanze della ricognizione di cui al comma precedente vengono comunicate alla Giunta Regionale ai fini dell'emissione del decreto di trasferimento, nonche' al comune interessato che, entro il termine perentorio di giorni 30, provvede a formulare eventuali osservazioni dandone notizia anche alla Giunta Regionale.

Sono altresi' trasferiti ai Comuni competenti per territorio i rapporti giuridici relativi alle attivita' di assistenza sanitaria attribuite alle Unita' Locali.

Il regolamento dei rapporti patrimoniali attivi e passivi relativi ai beni trasferiti, nonche' dei rapporti giuridici di cui al comma precedente, e' curato, ove necessario, da apposito Commissario nominato dal Presidente della Giunta Regionale.


Art. 27: Svincolo di destinazione dei beni e loro reimpiego

Lo svincolo di destinazione dei beni di cui all'articolo precedente e all'articolo 65 - 1° comma - della legge 23 dicembre 1978, n. 833, il reimpiego ed il reinvestimento dei capitali ricavati dalla loro alienazione o trasformazione in opere di realizzazione e di ammodernamento dei presidi sanitari, nonche' la tutela dei beni culturali eventualmente ad essi connessi, sono deliberati dal Consiglio comunale del Comune cui i beni sono stati trasferiti, su proposta dell'Assemblea generale della Associazione e previa autorizzazione della Giunta Regionale.

Le iniziative di cui al comma precedente possono essere assunte direttamente dal Comune interessato con deliberazione del Consiglio Comunale previo assenso della Unita' Locale e con l'autorizzazione della Giunta Regionale.


TITOLO VI: NORME TRANSITORIE

Art. 28: Nomina Commissari


In sede di prima costituzione delle U.L. qualora entro il 31 dicembre 1979 non siano regolarmente costituiti gli organi delle stesse, il Presidente della Giunta Regionale, su conforme deliberazione del Consiglio, nomina per ciascuna U.L. un Commissario straordinario, per un periodo massimo di 60 giorni, il quale compie ogni atto necessario per l'amministrazione dell'U.L., nell'ambito dei poteri propri dell'organo o degli organi che sostituisce.

Il predetto Commissario resta in carica fino alla costituzione dell'organo o degli organi dell'U.L. che sostituisce, di cui al precedente art. 3.


Art. 29: Limiti territoriali

La Regione Molise, con propria legge, sentiti i Comuni interessati, entro il 31 dicembre del 1980 e nella prospettiva della riforma organica degli enti locali, ridelimita gli ambiti territoriali delle Comunita' Montane, dei distretti scolastici e delle unita' socio-sanitarie in modo da coordinarli facendone coincidere, per quanto possibile, i limiti territoriali.


TITOLO VII: NORME FINALI Dl COORDINAMENTO PER L'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI IN MATERIA DI ASSISTENZA SOCIALE E SCOLASTICA

Art. 30: Gestione delle funzioni scolastiche dei Comuni


In attesa delle leggi di settore relative all'assistenza scolastica ed al fine di promuovere ed assicurare opportune forme di collaborazione, di coordinamento e di integrazione dei servizi tra i singoli Comuni, in attuazione di quanto disposto dall'art. 45, ultimo comma, del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, e' consentito a gli stessi di esercitare le funzioni relative all'assistenza scolastica, in modo particolare per assicurare servizi di carattere intercomunale, avvalendosi dell'Unita' Locale dei Servizi competente per territorio ed operante negli ambiti territoriali individuati dalla legge regionale 6 aprile 1979, n. 12.

I relativi programmi, che possono essere proposti dai Comuni singolarmente o collegialmente, ovvero dall'U.L., devono essere sottoposti ai pareri del distretto scolastico e dei Comuni non proponenti e sono operanti nei soli confronti dei Comuni che li abbiano approvati.

I pareri di cui ai precedenti commi devono essere espressi entro 30 giorni dalla ricezione della relativa richiesta.

Trascorso tale termine il parere si intende favorevole.


Art. 31: Gestione delle funzioni sociali dei Comuni

In attesa delle leggi di settore relative all'assistenza sociale ed al fine di promuovere ed assicurare opportune forme di collaborazione, di coordinamento e di integrazione dei servizi tra i singoli Comuni, in attuazione di quanto disposto dall'art. 25, secondo comma, del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616 e degli artt. 11, secondo comma, lettera a) e 15, ultimo comma, della legge 23 dicembre 1978, n. 833, e' consentito agli stessi di esercitare le funzioni relative all'assistenza sociale, in modo particolare per assicurare servizi di carattere intercomunale, avvalendosi dell'Unita' Locale dei Servizi competente per territorio ed operante negli ambiti territoriali individuati dalla legge regionale 6 aprile 1979, n. 12.

I relativi programmi, che possono essere proposti dai Comuni singolarmente o collegialmente, ovvero dell'U.L., devono essere sottoposti ai pareri dei Comuni non proponenti e sono operanti nei soli confronti dei Comuni che li abbiano approvati.

I pareri di cui ai precedenti commi devono essere espressi entro 30 giorni dalla ricezione della relativa richiesta.

Trascorso tale termine il parere si intende favorevole.


Art. 32: Personale e beni dei Comuni destinati ai servizi sociali e scolastici

Entro i 180 giorni dalla costituzione delle Associazioni, i comuni provvedono a mettere a disposizione della Associazione medesima o della Comunita' Montana il personale, i beni e le attrezzature destinate ai servizi sociali e scolastici alla data di entrata in vigore della presente legge.


Art. 33: Individuazione del personale e dei beni

All'individuazione del personale e dei beni di cui al precedente articolo provvede il Comune interessato di intesa con l'Associazione dei Comuni o con la Comunita' Montana. In caso di mancato accordo decide il Presidente della Giunta Regionale su richiesta del Comune,

dell'Associazione o della Comunita' Montana.

E' fatto divieto di procedere all'alienazione, o comunque alla sottrazione al vincolo di destinazione ai servizi sociali, dei beni di cui all'articolo precedente.


Art. 34: Finanziamenti dei servizi sociali e scolastici

A decorrere dalla data di costituzione delle Associazioni, i Comuni, in correlazione a quanto disposto dai precedenti artt. 30 e 31, provvedono a trasferire annualmente all'Associazione o alla Comunita' Montana le risorse finanziarie da adibirsi ai servizi sociali e scolastici nell'ammontare corrispondente alle risorse destinate dai singoli Comuni a detti servizi, cosi' come risultanti dall'ultimo conto consuntivo approvato.

L'Assemblea dell'Associazione o della Comunita' Montana proporra' annualmente ai Comuni la revisione della quota di finanziamento al fine di assicurare il livello dei servizi e di perequare le situazioni dei diversi enti locali interessati.


Art. 35: Gestione contabile delle funzioni sociali e scolastiche

La gestione dei servizi sociali e scolastici e' assicurata mediante le entrate di cui al precedente articolo e mediante eventuali altre entrate aggiuntive, restando esclusa ogni possibile utilizzazione del fondo sanitario nazionale di cui all'art. 69 della legge 23 dicembre 1978, n. 833.

La separazione delle due gestioni e' assicurata mediante la distinzione dei bilanci e la loro separata adozione.


Art. 36: Contabilita' delle Unita' Locali

Le norme per l'utilizzazione del patrimonio e per la contabilita' delle Unita' Locali saranno contenute in separata legge regionale da emanarsi ai sensi dell'art. 50 della legge 28 dicembre 1978, n. 833.


Art. 37: Rinvio

Per quanto non espressamente previsto dalla presente legge si applicano, in quanto compatibili, le norme della legge comunale e provinciale.


Art. 38: Dichiarazione d'urgenza

La presente legge e' dichiarata urgente ai sensi dell'art. 127 della Costituzione e dell'art. 38 dello Statuto Regionale ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Molise.


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