REGOLAMENTO REGIONALE 8 Luglio 2004, n. 4.
La presente pubblicazione non riveste carattere di ufficialità
TitoloRegolamento regionale di contabilità per gli istituti autonomi case popolari di Campobasso e di Isernia
OggettoIstituti Autonomi Case Popolari di Campobasso e Isernia - Regolamanto di contabilità
BollettinoBOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE – N. 14 del 16 luglio 2004
Catalogazione21.Ordinamento e organizzazione regionale e degli enti dipendenti e vigilati, organi della Regione, organizzazione degli uffici e politiche del personale, commissioni, comitati e consulte


CAPO I

FINALITÀ E CONTENUTI

ARTICOLO 1

(Scopo e ambito di applicazione)


1. Il presente Regolamento disciplina gli aspetti contabili - amministrativi dell'Azienda che deve attenersi a principi di efficienza, economicità, funzionalità, efficacia e trasparenza.

2. Le modalità gestionali dei servizi dell'Azienda devono garantire la verifica dei risultati, la trasparenza e l'informazione interna ed esterna, l'assunzione di precise responsabilità di gestione, l'individuazione ed il rispetto dei tempi procedurali.

3. L'Azienda favorisce l'introduzione e l'aggiornamento di modalità contabili e sistemi informativi che migliorino e rendano più trasparente la gestione.

4. Il presente Regolamento si basa sulle seguenti attività:


    a) formulazione del bilancio preventivo secondo criteri e procedure che, tenuto conto dell'assetto organizzativo delle varie funzioni aziendali, individuino le responsabilità nella quantificazione e destinazione preventiva delle risorse per il proseguimento dei fini dell'Azienda;

    b) rilevazione e classificazione dei fatti amministrativi secondo principi e metodi idonei a fornire una rappresentazione fedele e corretta delle variazioni intervenute nelle grandezze finanziarie e patrimoniali dell'Azienda e degli accadimenti economici che le hanno determinate;

    c) valutazioni e procedure con cui pervenire alla formazione del bilancio consuntivo predisposto secondo lo schema previsto dall'art. 2423 e seguenti del Codice Civile;

    d) attivazione di sistemi di controllo finalizzati ad anlizzare procedure, costi e risultati di singole attività o servizi anche per garantire la condotta ordinata ed efficace delle operazioni dell'Azienda e la loro conformità ai programmi adottati.



CAPO II

PROGRAMMAZIONE E BILANCIO DI PREVISIONE

ARTICOLO 2

(Programmazione)


1. In conformità a quanto stabilito dalla legge e dallo Statuto, l'attività si attua mediante atti di programmazione.

2. Sono atti di programmazione:


    Ø Le linee d'indirizzo generali dell'Azienda che il Consiglio di Amministrazione assume all'inizio del proprio mandato individuando le operazioni strategiche cui l'attività dell'Azienda sarà indirizzata e le finalità generali che si intendono perseguire;

    Ø I piani pluriennali e annuali con i quali, per ciascuna area di attività dell'Azienda, il Consiglio determina obiettivi ordinati secondo criteri di priorità e di utilizzo tempestivo, efficace ed efficiente delle risorse;

    Ø Il bilancio e previsione annuale che quantifica in modo dettagliato le attività da svolgere e le risorse da impiegare per l'ottenimento di risultati quantitativamente e qualitativamente coerenti con le realizzazioni degli obiettivi dei piani pluriennali.

ARTICOLO 3

(Bilancio di previsione)


1. L'esercizio ha la durata di un anno e coincide con l'anno solare.

2. La gestione economico - finanziaria viene prefigurata in base ad un bilancio di previsione formulato con i criteri dell'art. 2423 bis e con il contenuto dell'art. 2425 del Codice Civile integrato da una previsione dei flussi finanziari.

3. Il bilancio preventivo, quale strumento di programmazione e di gestione economico - finanziaria, è composta da:


    Ø A una relazione degli amministratori che illustri le scelte che hanno presieduto alla formazione del bilancio, il loro collegamento con le linee programmatiche e gli obiettivi pluriennali, nonché fornisca adeguate informazioni in ordine alla situazione patrimoniale ed alle diverse attività gestionali dell'Azienda, ed in particolare:

      ü prospetto dimostrativo dell'equilibrio fra costi e ricavi di amministrazione, compresi gli oneri fiscali e di manutenzione della gestione immobiliare;

      ü andamento dei canoni di locazione ed analisi dell'eventuale morosità e le azioni intese a contrastarla;

      ü un programma delle attività manutentive ordinarie e straordinarie e le relative fonti di finanziamento;

      ü un programma di alienazione degli alloggi con l'indicazione di quelli che si intende alienare e con l'indicazione dell'utilizzo dei fondi conseguiti con le cessioni;

      ü la situazione del personale dipendente all'inizio dell'esercizio e delle variazioni che si prevede interverranno;

      ü i risultati delle eventuali gestioni immobiliari effettuate per conto di terzi.


    Ø un conto economico formulato con i criteri richiamati al secondo comma e secondo lo schema di cui all'allegato A/2:

      ü il conto economico preventivo non potrà chiudere in perdita e dovrà comprendere tutti i componenti positivi e negativi di reddito che si prevedono di competenza dell'esercizio.

    Ø una previsione dei flussi finanziari secondo lo schema di cui all'allegato A/4.


ARTICOLO 4

(Procedure di formazione del bilancio preventivo)


1. Entro il 15 settembre il Direttore dell'Azienda, sulla base degli indirizzi formulati dal Presidente, invia ai responsabili dei vari servizi le direttive che dovranno presiedere alla formulazione del bilancio di previsione per l'esercizio successivo.

2. Entro il 30 settembre i responsabili dei vari servizi debbono inviare all'Ufficio Ragioneria i prospetti contenenti i dati necessari.

3. Il Direttore, di concerto con i responsabili delle varie aree, provvedono alle stime previsionali ed al consolidamento delle previsioni dei vari servizi.

4. Il bilancio di previsione è approvato dal Consiglio di amministrazione entro il 31 ottobre di ciascun anno.


ARTICOLO 5

(Procedure di gestione del bilancio preventivo)


1. All'inizio di ogni esercizio il Direttore, sulla base di quanto indicato nel preventivo annuale, determina il budget di competenza dei singoli servizi e/o uffici, sia per le singole tipologie di costo che per i relativi ricavi.

2. Per poter superare il budget di spesa concesso, il responsabile del servizio e/o ufficio, dovrà sottoporre al Direttore le motivazioni per ottenere l'autorizzazione, nonché fornire indicazioni sulle modalità di recupero della maggiore spesa.

3. Periodicamente verrà operata una verifica sugli eventuali scostamenti di costi e ricavi rispetto alla previsione, al fine di accertare l'andamento della gestione e di operare, se necessario, gli opportuni assestamenti.

4. Le variazioni che non comportino modifiche al risultato del preventivo sono approvate dal Direttore.

5. Le variazioni che dovessero comportare modifiche al risultato finale di esercizio, dovranno essere approvate dal Consiglio di amministrazione.


ARTICOLO 6

(Gestione del budget)


1. Per quanto riguarda i ricavi il Responsabile di ciascun servizio, verificato il diritto dell'Azienda, provvederà tempestivamente all'emissione dell'idonea documentazione ai fini della riscossione e dell'annotazione delle scritture contabili.

2. Per quanto riguarda i costi, sulla base dei budget attribuiti dal bilancio preventivo, responsabili dei singoli servizi disporranno la documentazione per sostenere le spese che di norma, salvo diverse disposizioni statutarie, devono essere autorizzate dal Direttore o un suo delegato.

3. Sono di competenza del Direttore, le spese inerenti:


    Ø appalti per acquisizioni di beni e servizi;

    Ø incarichi professionali e di consulenza attinenti lo svolgimento delle attività gestionali;

    Ø anticipazioni a terzi.


4. Sono di competenza del Consiglio di amministrazione le spese inerenti:

    a) programmi e progetti relativi agli interventi edilizi;

    b) appalti per lavori;

    c) varianti di appalto eccedenti l'importo di quadro economico;

    d) incarichi professionali e di consulenza relativi alle attività di competenza del Consiglio stesso;

    e) acquisizione di beni immobili;

    f) accensione di mutui ed altri prestiti;

    g) adesione ad associazione di categoria;

    h) partecipazione in società, aziende ed altri enti.


5. Non sono richiesti provvedimenti di autorizzazione alla spesa nei seguenti casi:

    Ø spese obbligatorie per legge, contratto o sentenza quali ad esempio stipendi ed oneri riflessi per il personale dipendente, pagamento rate mutui, imposte e tasse, versamenti dovuti alla gestione speciale, compensi ai componenti gli organi istituzionali;

    Ø spese per acquisto di beni e prestazione di servizi di importo non eccedente euro .............. per singolo ordine;

    Ø A spese autorizzate da provvedimenti assunti in precedenti esercizi con durata ultra annuale (appalti per lavori ed aggiudicazioni di forniture di materiale e servizi), assicurazioni, canoni passivi.



CAPO III

LA GESTIONE FINANZIARIA



ARTICOLO 7

(Riscossione delle entrate)


1. La gestione degli incassi può essere demandata a Istituti di Credito o ad altri Enti diversi da quello che gestisce il servizio di cassa.

2. Gli ordini di incasso sono firmati dal Direttore o dal Dirigente del servizio amministrativo o dal funzionario delegato e devono almeno indicare:


    1) la denominazione e la causale dell'entrata;

    2) l'indicazione ed il domicilio del debitore;

    3) l'importo in cifre ed in lettere.



ARTICOLO 8

(Servizio di cassa)


1. L'Azienda si avvale per il servizio di cassa di un'Azienda di credito sulla base di apposita convenzione.

2. L'affidamento del servizio viene effettuato secondo la legislazione vigente.

3. L'estinzione degli ordinativi di pagamento da parte del cassiere avviene nel rispetto della legge e secondo le informazioni fornite dall'Azienda, con assunzione di responsabilità da parte del cassiere, che ne risponde sia nei confronti dell'Azienda ordinante, sia dei terzi creditori.

4. Su richiesta dell'Azienda il cassiere fornisce gli estremi di qualsiasi operazione di pagamento eseguita, nonché la relativa prova documentale.

5. Il cassiere provvede anche alla riscossione dei depositi effettuati da terzi per spese contrattuali, d'asta e cauzionali a garanzia degli impegni assunti, previo rilascio di apposita ricevuta, contenente gli estremi identificativi dell'operazione.

6. Il cassiere è tenuto, nel corso dell'esercizio, ai seguenti adempimenti:


    a) aggiornamento e conservazione del giornale di cassa;

    b) invio periodico di estratti conto;

    c) altri documenti che saranno specificati nell'apposita convenzione.


7. Le modalità e la periodicità di trasmissione della documentazione di cui sopra sono fissate nella convenzione.

8. Il cassiere, su richiesta dell'Azienda e previa deliberazione del Consiglio di amministrazione, concede anticipazioni di cassa e forme di finanziamento alle condizioni che saranno indicate in apposita convenzione.


ARTICOLO 9

(Pagamento delle spese)


1. i responsabili dei singoli servizi dispongono la liquidazione della spesa preventivamente autorizzata, sulla base della documentazione necessaria a compravare il diritto del creditore, e dopo aver effettuato i riscontri sulla conformità dei requisiti quantitativi e qualitativi alle condizioni pattuite.

2. La liquidazione, sottoscritta dal responsabile proponente, è trasmessa con tutti i documenti giustificativi ed i riferimenti contabili al servizio amministrativo per i conseguenti adempimenti.

3. L'ufficio ragioneria, verificata la correttezza formale della liquidazione, predispone l'ordinativo di pagamento che viene sottoscritto dal Direttore e dal dirigente del servizio amministrativo.

4. L'ufficio ragioneria non emette l'ordinativo di pagamento nell'ipotesi che la spesa non sia stata preventivamente autorizzata, salvo esplicita autorizzazionedella Direzione.

5. L'ordinativo di pagamento deve indicare:


    1) la denominazione e la causale della spesa;

    2) l'indicazione del creditore, del relativo domicilio e codice fiscale o partita I.V.A.;

    3) le modalità di pagamento;

    4) l'importo in cifre ed in lettere.


6. L'Istituto di credito cassiere è tenuto ad effettuare i pagamenti di spese iscritte a ruolo o concordate con ordine scritto anche in assenza della preventiva emissione dell'ordinativo di pagamento.

7. In tale ipotesi l'istituto cassiere dà immediata comunicazione dell'avvenuto pagamento all'Azienda, che provvederà tempestivamente alla regolarizzazione.


CAPO IV

BILANCIO CONSUNTIVO

ARTICOLO 10

(Bilancio Consuntivo)


1. Il bilancio consuntivo si compone di stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa e va redatto in conformità alle disposizioni dell'art. 2423 del Codice Civile, secondo lo schema di bilancio ed il piano dei conti allegati.

2. Il bilancio consuntivo deve fornire una rappresentazione chiara, corretta e veritiera della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico dell'esercizio.


ARTICOLO 11

(Stato patrimoniale)


1. Lo stato patrimoniale rappresenta in modo qualitativo e qualitativo le attività, le passività e, per differenza, il patrimonio netto aziendale. Esso è redatto in conformità allo schema di cui all'allegato A/1.

2. Costituiscono immobilizzazioni le attività destinate ad essere durevolmente impiegate nell'attività aziendale.

3. I crediti di natura finanziaria devono essere indicati tra le immobilizzazioni qualora di durata originaria superiore ai 12 mesi.

4. Gli elementi patrimoniali attivi per i quali il realizzo è atteso nel corso di un ordinario ciclo di gestione costituiscono l'attivo circolante.

5. I crediti di natura commerciale vanno inseriti tra le attività correnti, anche se di durata eccedente i 12 mesi, qualora le dilazioni di pagamento rientrino nell'ambito delle condizioni normalmente applicate nel medesimo settore.

6. I valori di attivo dello stato patrimoniale vanno sempre indicati al netto dei correlativi fondi rettificativi; solo i fondi per ì rischi ed oneri vanno distintamente indicati al passivo.

7. I ratei attivi e passivi sono costituiti da quote rispettivamente di ricavi o proventi e di costi od oneri a manifestazione numerarla posticipata ma di competenza dell'esercizio; i risconti attivi e passivi, invece. individuano rispettivamente quote di costi ed oneri e ricavi o proventi a manifestazione numeraria anticipata, ma di competenza e determinata in base al criterio temporale di maturazione.

8. Il patrimonio netto riflette i mezzi propri dell'Azienda, sia acquisiti a titolo di contributo in conto capitale, che formatisi attraverso l'accantonamento dei risultati economici di esercizio.

9. I fondi per rischi ed oneri rilevano costi determinati nella natura, certi o probabili nell'esistenza, ma incerti nel momento di manifestazione o nella consistenza. Essi devono essere quantificati secondo il prudente apprezzamento degli amministratori.

10. In calce allo stato patrimoniale devono essere indicati i conti d'ordine.


ARTICOLO 12

(Conto economico)


1. Il conto economico accoglie il risultato economico dell'esercizio espresso come differenza tra componenti positivi (ricavi) e negativi (costi) di reddito.

2. Il conto economico è redatto secondo lo schema dell'allegato A/2.


ARTICOLO 13

(Registri contabili)


1. Il servizio amministrativo tiene e conserva i seguenti libri e registri contabili:


    a) libro giornale;

    b) libro degli inventari;

    c) registro dei cespiti ammortizzabili;

    d) registri obbligatori ai fini I.V.A.;

    e) libro cassa;

    f) tutti gli altri libri o registri previsti dal Codice Civile in relazione alle dimensioni dell'Azienda.

ARTICOLO 14

(Costi specifici e generali)


1. Le scritture contabili devono consentire:

    a) la rilevazione dei costi e dei ricavi d'esercizio e le variazioni degli elementi attivi e passivi patrimoniali rappresentati secondo il modello di conto economico e di stato patrimoniale allegati al presente regolamento;

    b) la previsione di situazioni periodiche sull'andamento economico della gestione.


2. Le scritture dovranno essere predisposte per assicurare la determinazione ed il controllo dei costi e, ove possibile, dei ricavi per servizio o per attività ovvero per centro di responsabilità, anche ai fini del controllo di gestione.


ARTICOLO 15

(Criteri di valutazione)


1. Le valutazioni di bilancio devono essere effettuate secondo le disposizioni di legge, in particolare dell'art. 2426 del Codice Civile, nel rispetto dei principi contabili di generale accettazione.


ARTICOLO 16

(Nota integrativa)


1. La nota integrativa costituisce parte inscindibile del bilancio consuntivo.

2. La nota integrativa deve fornire le informazioni contabili altrimenti non ricavabili dal prospetto di stato patrimoniale e conto economico e necessarie al fine di dare una rappresentazione chiara, corretta e veritiera della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico di esercizio dell'Azienda.

3. La nota integrativa deve contenere le indicazioni prevista dall'art. 2427 e seguenti del Codice Civile, formulate in funzione della natura e delle caratteristiche peculiari dell'Azienda, nonché tutte le altre informazioni occorrenti per il perseguimento delle finalità di cui al comma 2. Alla nota integrativa dovrà essere allegato lo schema dei flussi finanziari dell'esercizio di cui all'allegato A/4.

4. La nota integrativa deve comunque illustrare le indicazioni contenute nello schema allegato A/3.


ARTICOLO 17

(Relazione sulla gestione)


1. Il bilancio è corredato dalla relazione redatta dagli amministratori sulla situazione dell'Azienda e sull'andamento della gestione, sia nel complesso che per i vari settori di attività, con particolare riguardo ai costi, ai ricavi ed agli investimenti.

2. Essa deve contenere le indicazioni previste dall'art. 2428 del Codice Civile, formulate in funzione della natura e delle caratteristiche peculiari dell'Azienda.


CAPO V

IL CONTROLLO DI GESTIONE

ARTICOLO 18

(Controllo di gestione e centri di responsabilità)


1. L'Azienda adotta il controllo di gestione quale metodo per la valutazione dell'efficienza e dell'efficacia con cui vengono perseguiti gli obiettivi gestionali, mediante la comparazione dei dati preventivi e di consuntivo, l'analisi degli scostamenti intervenuti e delle loro cause, sia a livello aggregato che a livello di servizi e attività.

2. Il controllo di gestione è diretto a verificare lo stato di attuazione degli obiettivi programmati nonché a fornire parametri sulla funzionalità dell'organizzazione dell'Azienda e l'economicità delle sue attività.

3. A tal fine, vengono individuati centri di responsabilità, intesi come entità organizzative dotate di autonomia decisionale in ordine al perseguimento di uno o più obiettivi, ed ai quali corrispondono centri di imputazione di una o più categorie economiche o patrimoniali.


ARTICOLO 19

(Revisione interna)


1. L'Azienda può prevedere ed istituire, in modo continuativo o per un periodo determinato e per singole attività o per il loro insieme, la funzione di revisione interna finalizzata ad accertare il corretto, funzionale, trasparente ed efficace svolgimento dell'attività.

2. Gli incaricati della revisione riferiscono al Direttore, ed hanno facoltà di esaminare dati, procedure, programmi senza peraltro esercitare alcun intervento diretto nei singoli settori oggetto del controllo o verifica.


ARTICOLO 20

(Revisione e certificazione esterna)


1. L'Azienda può istituire una funzione di revisione delle procedure contabili, anche mediante affidamento a società esterna specializzata, al fine di consentire la certificazione del bilancio consuntivo.

Il presente regolamento sarà pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Molise.

SEGUONO ALLEGATI:

Allegato A/1

Allegato A/2


Allegato A/3


Allegato A/4


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