Legge Regionale del 9 Agosto 1991, n° 14
La presente pubblicazione non riveste carattere di ufficialitą
TitoloModifica alla legge regionale 27 gennaio 1986, n.3
OggettoDiritto allo studio universitario - Disciplina - Modifiche;
BollettinoBollettino Ufficiale n° 16 del 16/08/91
Catalogazione13.Formazione professionale, istruzione, assistenza scolastica, edilizia scolastica, universitą
AbrogazioniAbrogata intera legge dalla legge n. 1/1995 art. 37


Art.1
I numeri 1 e 2 del primo comma dell'art. 6 della legge regionale 27 gennaio 1986 n. 3 sono sostituiti rispettivamente dai seguenti:
<<1) Presidente dell'E.S.U., nominato dalla Giunta Regionale;
2) Tre rappresentanti della regione eletti dal Consiglio Regionale con voto limitato a due>>.
Art. 2
Il secondo comma dell'art. 6 della legge regionale 27 gennaio 1986 n. 3 e' sostituito dal seguente:
<<Presiede il Consiglio di Amministrazione il Presidente dell'E.S.U.; in caso di assenza o impedimento e' sostituito dal Rettore>>.
Art. 3
Il terzo comma dell'art. 6 della legge regionale 27 gennaio 1986, n. 3 e' sostituito dal seguente:
<<Il Consiglio di Amministrazione dura in carica 3 anni; i suoi componenti possono essere riconfermati una sola volta>>.
Art. 4
Al quarto comma dell'art. 10 della legge regionale 27 gennaio 1986, n. 3 sono aggiunte, in fine, le parole: <<per una sola volta>>.
Art. 5
Al secondo comma dell'art. 12 della legge regionale 27 gennaio 1986, n. 3 le parole <<dall'art.7 della legge 26 aprile 1974 n. 169>> sono sostituite dalle seguenti: <<dalla normativa statale vigente in materia>>.
All'art. 12 della legge regionale 27 gennaio 1986, n. 3 e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
<<Al Presidente spetta, inoltre, un'indennita' di carica nella misura stabilita dalla Giunta Regionale; agli amministratori spetta, altresi', l'indennita' di missione secondo la normativa statale>>.
Art. 6
AlI'art. 13 della legge regionale 27 gennaio 1986, n. 3, dopo il primo comma, e' aggiunto il seguente:
<<Al personale dipendente dell'E.S.U., si applicano, ai fini del trattamento di quiescenza e di previdenza, le norme previste per il personale regionale, con iscrizione obbligatoria alla Cassa Pensioni Dipendenti Enti Locali per il trattamento di quiescenza ed all'Istituto Nazionale Assistenza Dipendenti Enti Locali per quello di previdenza>>.
Art. 7
Il secondo comma dell'art. 17 della legge regionale 27 gennaio 1986, n. 3 e' sostituito dal seguente:
<<Alle strutture abitative, non utilizzate per assegni di studio erogati sottoforma di servizi, si accede per pubblico concorso con preferenza degli studenti meno abbienti che presentino i titoli idonei ad attestare le reali condizioni socio - economiche delle famiglie di appartenenza degli interessati>>.
Art. 8
Il secondo comma dell'art. 19 della legge regionale 27 gennaio 1986 n. 3 e' sostituito dal seguente:
<<La partecipazione alle spese da parte degli utenti e' fissata dal Consiglio di amministrazione>>.
Art. 9
L'art. 20 della legge regionale 27 gennaio 1986, n.3 e' sostituito dal seguente:
<<L'assegno individuale di studio viene attribuito per concorso, limitatamente ad un solo corso di laurea; esso non e' cumulabile con altri assegni, borse di studio, posti gratuiti in residences e collegi.
In ogni caso lo studente ha facolta' di optare per il godimento dell'uno o dell'altro beneficio.
L'ammontare complessivo degli assegni di studio, nonche' le modalita' di svolgimento del pubblico concorso, sono stabiliti dal Consiglio di Amministrazione dell'E.S.U., nel rispetto delle seguenti norme:
- sono ammessi al concorso gli iscritti ai corsi previsti dal primo comma del precedente art. 3, appartenenti a famiglie il cui reddito rientri nei limiti fissati annualmente dalla Giunta Regionale.
Condizioni per concorrere all'attribuzione dell'assegno di studio, oltre i requisiti di reddito sono:
- per gli studenti iscritti al 1° anno, il possesso del diploma di maturita' o abilitazione;
- per gli studenti iscritti ad anni successivi al 1°, l'aver superato il numero di esami previsto dal piano di studi prescelto ed approvato ai sensi di legge, con la votazione stabilita dal bando di concorso.
L' assegno di studio viene confermato fino all'ultimo anno di corso, sempre che permangano immutati i requisiti di reddito e siano osservate le condizioni di merito, stabile nel presente articolo.
L'assegno di studio viene confermato anche nel caso di passaggio da un corso di laurea ad un altro, purche' esso avvenga senza soluzioni di continuita' e siano osservate le condizioni di cui ai commi precedenti.
A seguito del concorso verranno pubblicate dall'E.S.U. le relative graduatorie contro le quali e' ammessa opposizione al Consiglio di Amministrazione nel termine perentorio di 30 gg. dalla data di pubblicazione.
L'assegno di studio puo' essere erogato sia mediante la corresponsione di una somma di denaro sia in forma mista, con le modalita' stabilite dal Consiglio di Amministrazione.
Nella formulazione del bando di concorso, il Consiglio di Amministrazione determina l'ammontare complessivo degli assegni in denaro, l'ammontare di ciascuno di essi e le modalita' di erogazione. Per gli studenti che appartengano a famiglie residenti nel Comune ove hanno sede i corsi o in localita' dalle quali si possano agevolmente raggiungere, ogni giorno, con mezzi pubblici le sedi medesime, l'ammontare dell'assegno di studio non puo' essere superiore al 50% di quello previsto per gli altri studenti.
Il Consiglio di Amministrazione puo' riservare una quota del fondo destinato agli assegni agli studenti del primo anno di corso.
Qualora il beneficiario appartenga alle categorie di cui all'art. 2 della legge 30 marzo 1971, n. 118, oppure ad altre categorie protette dalla legge, l'importo annuale dell'assegno di studio puo' essere elevato, con delibera motivata, dal Consiglio di Amministrazione dell'E.S.U. Tale assegno puo' essere convertito in dotazione di attrezzature specialistiche e materiale didattico differenziato, posti in strutture abitative, assegnazione di accompagnatore o assistente per gli studi o comunque di ogni altro strumento idoneo a superare particolari difficolta' individuali>>.

Art. 10
I primi tre commi dell'art. 21 della legge regionale 27 gennaio 1986, n. 3, sono sostituiti, rispettivamente, dai seguenti:
<<L'assegno di studio, di cui al precedente art. 20, puo' essere conseguito dagli interessati il cui reddito familiare non superi i limiti determinati dal Consiglio di Amministrazione dell'E.S.U., con riferimento a quelli fissati in sede nazionale dallo Stato.
Il Consiglio di Amministrazione determina, oltre i limiti previsti dal precedente comma, non piu' di tre fasce di reddito familiare cui correlare la tariffazione dei servizi erogati dall'E.S.U. Il reddito netto va riferito a quello dichiarato per l'anno precedente, agli effetti IRPEF, da tutti i componenti del nucleo familiare in cui e' inserito l'interessato o della famiglia d'origine nel caso in cui l'interessato stesso abbia formato famiglia propria non dotata di ragionevoli redditi ed e' comprovato mediante copia dei modelli 740 e 101 di cui al D.P.R. del 29 settembre 1973, n. 600 ovvero con le dichiarazioni previste dalla legge 4 gennaio 1968, n. 15 e successive modificazioni ed integrazioni>>.
Art. 11
Il secondo comma dell'art. 22 della legge regionale 27 gennaio 1986, n. 3 e' sostituito dal seguente:
<<L'importo di ciascuna borsa di studio non puo' superare quello degli assegni di studio>>.

Art. 12
L'art. 30 della legge regionale 27 gennaio 1986, n.3 e' sostituito dal seguente:
<<La Regione esercita il controllo sugli atti dell'E.S.U. secondo la normativa regionale>>.
Art. 13
La presente legge regionale sara' pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Molise.

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