Legge Regionale 13 Gennaio 1995, n░ 2
La presente pubblicazione non riveste carattere di ufficialitÓ
TitoloNuova disciplina del Servizio Sanitario nella Regione Molise - Decreti legislativi nn. 502/92 e 517/93.
OggettoDisciplina del servizio sanitario regionale
BollettinoBollettino Ufficiale n░ 01 del 16/01/95
Catalogazione37.Tutela della salute umana, animale e dell'ambiente, servizio sanitario, alimentazione
AbrogazioniAbrogata intera legge dalla legge n. 11/1997 art. 27



Art. 1: OGGETTO E FINALITA' DELLA LEGGE

1. In attuazione delle disposizioni di riordino del Servizio Sanitario Nazionale di cui al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, recante <<Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421>>, la presente legge:

a) delinea il profilo del Servizio Sanitario Regionale e definisce i ruoli dei livelli istituzionali impegnati nella realizzazione delle rispettive finalita';

b) disciplina l'ordinamento, il funzionamento e l'organizzazione delle Unita' Sanitarie Locali che assicurano l'erogazione dei servizi sanitari;

c) stabilisce norme transitorie per la prima applicazione delle disposizioni della presente legge.

2. Le locuzioni di rinvio ed altre disposizioni legislative contenute nella presente legge vanno intese nel modo che segue:

a) rinvii ad articoli di legge od a commi di articoli di legge non altrimenti specificati sono da intendersi riferiti, rispettivamente, alla presente legge od allo stesso articolo della presente legge ove e' contenuto il rinvio;

b) per << L. 833 >> intendesi la legge 23 dicembre 1978, n. 833;

c) per << L. 142 >> intendesi la legge 8 giugno 1990, n. 142;

d) per <<D.Lgs. 502>> intendesi il testo aggiornato del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 recante << Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421>>.

Titolo I: ASSETTO ISTITUZIONALE

Art. 2: IL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE ED I SOGGETTI ISTITUZIONALI

1. Il Servizio Sanitario Regionale (SSR) e' l'insieme organizzato e coordinato delle funzioni, delle risorse, delle strutture delle attivita' che concorrono a rispondere ai bisogni sanitari, promuovendo lo stato di benessere del singolo e della collettivita', operando in maniera integrata ed uniforme sul territorio regionale.

2. L'attuazione del SSR spetta ai seguenti soggetti, secondo le competenze e con le modalita' previste dalla presente legge:

a) la Regione svolge le funzioni di cui all'articolo 2 del D.Lgs. 502 e le altre funzioni ad essa attribuite da leggi dello Stato; assicura i livelli di assistenza fissati dal Piano Sanitario Regionale (PSR) tramite le Unita' Sanitarie Locali;

b) i Comuni esplicano, nell'ambito della programmazione sanitaria le funzioni indicate al comma 14 dell'art. 3 del D.Lgs. 502;

c) le Province, partecipano in via consultiva alla programmazione sanitaria regionale e locale, di cui agli artt. 12 e 13;

d) le Unita' Sanitarie Locali gestiscono i servizi sanitari ed altresi' i servizi socio - assistenziali ove delegati dai Comuni ai sensi dell'art. 3, comma 3, del D.Lgs. 502;

e) la Giunta regionale ha la possibilita' di avvalersi, per quanto riguarda la definizione e la realizzazione del Servizio Sanitario Regionale (SSR), di strutture Universitarie, di Enti di Ricerca, di Istituti di Ricovero e cura a carattere scientifico e di altri organismi sanitari pubblici e privati secondo modalita' e competenze stabilite dal Piano Sanitario Regionale e da appositi protocolli d'intesa definiti dalla Giunta stessa.

3. L'attivita' di tutti gli organismi consultivi previsti in materia sanitaria a livello regionale non ha natura obbligatoria ne' vincolante, ad eccezione di quanto al riguardo espressamente stabilito dal D.Lgs. 502/92 da altre leggi nazionali.

ART. 3: LA REGIONE

1. La Regione svolge le funzioni di cui alla presente legge, mediante:

a) il Piano Sanitario Regionale;

b) le direttive, le linee guida a carattere tecnico operativo e gli schemi tipo per la redazione di particolari atti;

c) l'assegnazione delle risorse;

d) la verifica dei risultati derivanti dall'attivita' di controllo gestionale e di controllo di qualita' delle prestazioni;

e) l'azione generale di controllo sugli atti;

f) i piani ed i programmi di cui ai commi 5 e 6 ed in particolare quelli per la formazione degli operatori, l'educazione sanitaria e la ricerca finalizzata;

g) gli Osservatori Regionali ed il Sistema Informativo di cui all'art. 20;

h) la determinazione dei criteri generali per la determinazione dei costi delle attivita' e le tariffe di cui agli articoli del titolo terzo;

i) la relazione sanitaria regionale;

l) le conferenze dei servizi.

2. L'attuazione della programmazione sanitaria regionale sul territorio si realizza attraverso l'azione programmata e coordinata delle Unita' Sanitarie Locali.

3. In materia di programmazione ed organizzazione sanitaria, la Giunta regionale si avvale della consulenza del Consiglio sanitario regionale.

4. La Giunta regionale informa il Consiglio regionale sullo stato di salute della popolazione e sullo stato di attuazione dei piani regionali, tramite la relazione sanitaria regionale.

5. Nell'ambito della programmazione sanitaria regionale possono essere adottati specifici piani e programmi, finanziati con apposite risorse vincolate. Tali piani e programmi sono realizzati dalle Unita' anitarie Locali nell'ambito dei loro piani attuativi aziendali; delle risorsenon utilizzate entro i termini di vigenza dei medesimi, si tiene conto nell'adozione dei successivi piani programmi.

6. Alla realizzazione delle iniziative svolte direttamente dalla Regione nell'ambito dei piani e dei programmi di cui al comma precedente e a supporto delle attivita' delle Unita' Sanitarie Locali, provvede la Giunta regionale individuando il funzionario responsabile, le procedure, le risorse, le modalita' attuative ed i termini; del mancato utilizzo delle risorse nei termini stabiliti si tiene conto nell'adozione delle successive iniziative da parte della Giunta regionale.

7. Le attivita' di cui al comma 1, lettera d), sono esercitate tramite l'attivita' ispettiva di cui alla legge regionale n. 14 dell'8 settembre 1986.

8. Le attivita' di cui al comma 1, lettera e), sono esercitate tramite le determinazioni la cui disciplina e' rinviata a successiva legge regionale.

ART. 4: LA PROVINCIA

1. La Provincia, nell'ambito delle funzioni di cui all'art. 15, comma 1, lettera b), della legge 8 giugno 1990, n. 142, concorre alla formazione dei piani regionali, secondo la disciplina dell'art. 11, ed e' sentita in occasione delle variazioni degli ambiti territoriali sovracomunali delle unita' sanitarie locali.

2. La Provincia e' sentita in sede di esame dei piani attuativi al fine del raccordo tra programmazione sanitaria e programmazione dell'assistenza sociale.

3. In materia di prevenzione e tutela ambientale la Provincia svolge le proprie funzioni secondo le modalita' e nelle forme previste dalle leggi vigenti.

ART. 5: I COMUNI

1. I Comuni, nell'ambito territoriale di ciascuna Unita' Sanitaria Locale, esercitano le attribuzioni di cui alla presente legge tramite la Conferenza dei sindaci, le cui modalita' di esercizio sono stabilite dal regolamento di cui al comma 3.

2. A tal fine, entro trenta giorni dall'adozione del regolamento e con le modalita' ivi previste, e' convocata in prima seduta la Conferenza dei sindaci.

3. Il regolamento di cui al comma 1 e' proposto dalla Giunta regionale. In esso, vengono disciplinate le modalita' per l'individuazione del presidente e dell'esecutivo e per la convocazione ed il funzionamento della Conferenza. Il regolamento dovra' prevedere in ogni caso che la Conferenza proceda alle votazioni deliberando a maggioranza assoluta; per la determinazione della maggioranza, ogni sindaco rappresenta un numero di voti pari al numero dei consiglieri del proprio Consiglio. La composizione dell'esecutivo deve uniformarsi alle disposizioni di cui all'art. 3, comma 14, del D.Lgs. 502. In nessun caso tale regolamento puo' determinare oneri aggiuntivi a carico dell'Unita' Sanitaria Locale.

4. La Conferenza provvede alla nomina della rappresentanza di cui all'articolo 3, comma 14, del D.Lgs. 502, denominata <<Esecutivo>>.

5. La Conferenza esercita le proprie funzioni generali di indirizzo e verifica tramite l'Esecutivo, assicurando l'effettiva partecipazione di tutti i Comuni del territorio di riferimento e l'integrato e coerente sviluppo, negli atti di propria competenza, degli indirizzi generali e dei contenuti specifici dei piani regionali.

6. La Unita' Sanitaria Locale mette a disposizione, presso la propria sede, idoneo locale per lo svolgimento delle sedute della Conferenza e dell'Esecutivo.

7. La Unita' Sanitaria Locale fornisce il supporto per le attivita' di segreteria ed assicura la tenuta delle relazioni e degli atti di cui al precedente comma e, su disposizione del Direttore generale, fornisce la documentazione richiesta dal presidente.

8. L'Esecutivo della Conferenza intrattiene rapporti con l'Unita' Sanitaria Locale tramite il Direttore generale. Il Direttore generale e' tenuto a partecipare alle sedute dell'esecutivo e della Conferenza, su invito del Presidente.

ART. 6: ISTITUZIONE DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI

1. Per ciascun ambito territoriale di cui all'allegato 1, e' istituita una Unita' Sanitaria Locale, che opera sul

medesimo territorio tramite i distretti.

2. Ciascuna Unita' Sanitaria Locale definisce la propria organizzazione e le modalita' di funzionamento sulla base degli indirizzi di seguito indicati e tenuto conto delle direttive in materia approvate dal C. R. su proposta della Giunta:

a) la USL provvede alla gestione dei servizi sanitari e di quelli socio assistenziali di cui all'art. 2, comma 2, lettera d;

b) la USL si articola in distretti e nei presidi ospedalieri comprendenti uno o piu' ospedali non costituiti in azienda;

c) ai distretti e ai presidi ospedalieri e' attribuita autonomia economica - finanziaria con contabilita' separata all'interno del bilancio USL nonche' autonomia gestionale per lo svolgimento delle proprie funzioni e per il conseguimento degli obiettivi indicati dalla USL.

3. Entro 60 giorni dalla data dell'entrata in vigore della presente legge la G. R., sentito il direttore generale della USL, la conferenza dei sindaci, la Provincia, il Consiglio sanitario regionale propone al Consiglio regionale, che l'approva, la definizione degli ambiti territoriali dei distretti individuati nei comuni sede di ex USL e poliambulatori e in quelli a maggiore densita' abitativa in coerenza con il piano sanitario regionale.

ART. 7: IL DISTRETTO

1. Il distretto socio - sanitario di base, articolazione organizzativo - funzionale della Unita' Sanitaria Locale, e' finalizzato all'erogazione dei servizi di primo livello e di pronto intervento, nonche' a realizzare un'adeguata integrazione tra i diversi servizi sanitari erogati e tra questi e i servizi socio - assistenziali, per dare una risposta coordinata e continuativa ai bisogni sanitari e socio-assistenziali della popolazione.

2. A ciascun distretto e' preposto un responsabile le cui competenze e nomina sono disciplinate dai provvedimenti di cui all'art. 6, comma 2.

3. Al fine di garantire il corretto funzionamento dei distretti, ciascuna Unita' Sanitaria Locale assicura il personale occorrente in relazione ai vari ruoli, profili professionali e posizioni funzionali anche attraverso

l'attivazione della mobilita'.

4. L'eventuale modifica della composizione territoriale dei distretti e' proposta dal Direttore generale della U.S.L. di cui all'art. 16, comma 5, sentita la Conferenza dei sindaci e la Provincia, competente per territorio, alla Giunta regionale la quale l'approva sentita la competente Commissione consiliare.

ART. 8: LE AZIENDE OSPEDALIERE

1. La Giunta regionale istituisce in azienda il presidio ospedaliero<<A. Cardarelli>>di Campobasso, destinato a centro di riferimento della rete dei servizi di emergenza.

La Giunta Regionale, sentita la competente Commissione consiliare determina l'organizzazione e le modalita' di finanziamento dell'Azienda ospedaliera.

2. Gli altri ospedali presenti entro la stessa Unita' Sanitaria Locale sono accorpati funzionalmente in un unico presidio ospedaliero con autonomia economico - funzionale e con contabilita' separata all'interno del bilancio delle Unita' Sanitarie Locali, nonche' con autonomia gestionale per lo svolgimento delle proprie funzioni e per il conseguimento degli obiettivi indicati dalle rispettive U.S.L. e dal P.R.S.

3. Nel P.R.S., inoltre, saranno individuate le modalita' ed i criteri di integrazione tra le funzioni, le attivita' e le prestazioni dell'Azienda Ospedaliera<<A. Cardarelli>>e quelle della U.S.L..¨

ART. 9: ALTRI SOGGETTI

1. La Unita' Sanitaria Locale puo' avvalersi di istituzioni sanitarie private attraverso i rapporti di cui all'articolo 8, comma 5, del D.Lgs. 502.

2. Al perfezionamento del rapporto provvede la Unita' Sanitaria Locale sulla base delle tariffe, determinate dalla Giunta regionale, secondo i criteri di cui all'articolo 8, comma 6, del D.Lgs. 502.

ART. 10: IL VOLONTARIATO

1. E' riconosciuta la funzione delle associazioni di volontariato liberamente costituite aventi la finalita' di concorrere al conseguimento dei fini istituzionali del Servizio Sanitario Regionale (SSR). Tra le associazioni di volontariato sono ricomprese anche le istituzioni a carattere associativo, le cui attivita' si fondano, a norma di statuto, su prestazioni volontarie e personali dei soci.

2. I rapporti fra le Unita' Sanitarie Locali e le associazioni del volontariato ai fini del loro concorso alle attivita' sanitarie pubbliche sono regolate da apposite convenzioni secondo la disciplina delle norme statali e regionali vigenti in materia.

ART. 11: LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI E I DIRITTI DELL'UTENZA

1. La tutela dei diritti dei cittadini nella fruizione dei servizi sanitari e' garantita nelle forme previste dalla

legge.

2. Le organizzazioni del volontariato e le associazioni di promozione e tutela dei diritti dei cittadini vengono consultate dalla Giunta regionale nella impostazione del piano sanitario regionale e nella definizione del criteri di verifica dei risultati conseguiti.

3. La Regione garantisce la tutela dei diritti dei cittadini nella fruizione dei servizi sanitari e socio - assistenziali anche fissando attraverso apposito provvedimento legislativo, le modalita' per consentire la presenza degli organismi, di cui al comma 2, nelle strutture delle aziende.

4. Le Unita' Sanitarie Locali favoriscono l'azione degli organismi di cui al precedente comma. Per l'espletamento dei loro compiti, e' agevolato l'accesso di tali organismi ai presidi sanitari. L'utente e' informato delle possibilita' e messo in grado, mediante idonei strumenti di avvalersi della tutela di tali organismi anche per avanzare proposte sul funzionamento dei servizi.

5. A scadenze prestabilite, e comunque nell'imminenza della convocazione della Conferenza di cui al comma 4 dell' art. 14 del D.Lgs. 502, il Direttore generale della Unita' Sanitaria Locale consulta gli organismi di cui al comma 2, acquisendo proposte di miglioramento dei servizi. Le proposte sono sottoposte alla Conferenza di cui al comma 4 dell'art. 14 del D.Lgs. 502.

6. Si applicano inoltre le disposizioni di cui ai commi 4, 5, 7 e 8 dell'art. 14 del D.Lgs. 502.

Titolo: II PROGRAMMAZIONE

ART. 12: LA PROGRAMMAZIONE SANITARIA REGIONALE

1. La programmazione sanitaria regionale si attua attraverso il Piano Sanitario Regionale (PSR), i suoi aggiornamenti e attraverso programmi specifici adottati dalla Regione. Il piano sanitario regionale e' lo strumento di programmazione con il quale il Consiglio Regionale in adeguamento al Piano Sanitario Nazionale (PSN), definisce gli obiettivi e le linee di governo del Servizio Sanitario Regionale (SSR).

2. Il Piano Sanitario Regionale di cui al comma 1 ha durata triennale. Il medesimo e' approvato, aggiornato e modificato, su proposta della Giunta regionale, dal Consiglio regionale con propria deliberazione, entro il 31 dicembre dell'anno antecedente al triennio al quale si riferisce la programmazione, ed e' comunque, adeguato alla legislazione vigente.

3. Il piano Sanitario Regionale definisce per il triennio di riferimento:

a) le priorita' di intervento ai fini del riequilibrio territoriale delle dotazioni di servizi sanitari, del miglioramento delle condizioni di fruizione da parte dei cittadini e dei livelli qualitativi e di efficienza delle prestazioni nonche' per il superamento di condizioni critiche evidenziate anche dagli indicatori epidemiologici e clinici;

b) i livelli di assistenza, da assicurare in modo uniforme sul territorio regionale, definiti sulla base di indicatori epidemiologici, clinici e strutturali con la specificazione delle prestazioni da garantire a tutti i soggetti assistibili, tenuto conto delle prevedibili disponibilita';

c) le risorse finanziarie, necessarie ad assicurare per ciascun anno del triennio i livelli di assistenza;

d) i criteri di riparto delle risorse alle Unita' Sanitarie Locali e le modalita' di compensazione della mobilita' sanitaria infraregionale;

e) gli standard generali di dotazione, sulla base dei profili organizzativi e funzionali delle Unita' Sanitarie Locali;

f) gli indicatori di verifica della qualita' delle prestazioni e dell'efficienza dei servizi delle Unita' Sanitarie Locali;

g) gli ambiti, territoriali e di attivita', entro i quali le istituzioni sanitarie private esercitano funzioni integrative di quelle delle Unita' Sanitarie Locali;

h) i progetti obiettivo da realizzare tramite l'integrazione operativa e il coordinamento funzionale dei servizi socio assistenziali di competenza dei Comuni e delle Province;

i) le azioni programmate di rilievo regionale.

4. Il Piano Sanitario Regionale (PSR) provvede inoltre ad aggiornare le linee della organizzazione dei servizi.

5. I contenuti di cui al comma 3, lettere c) e d), sono di norma aggiornati annualmente. All'aggiornamento dei contenuti di cui al comma 3, lettere a), b), e), f), g), h) e i), e di quelli indicati al comma 4, si provvede, di norma, con cadenza triennale.

6. Il Piano Sanitario Regionale ed i suoi aggiornamenti sono pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Molise.

7. Agli adempimenti finalizzati all'attuazione del Piano Sanitario Regionale provvede la Giunta Regionale.

ART. 13: LA PROGRAMMAZIONE SANITARIA LOCALE

1. La programmazione sanitaria locale viene definita e attuata attraverso i seguenti strumenti: la relazione sanitaria, la relazione programmatica, il bilancio di previsione annuale e triennale, il consuntivo annuale, il progetto di piano attuativo, il piano attuativo, gli indirizzi e gli obiettivi della Conferenza dei sindaci, le relazioni della Conferenza dei sindaci.

2. La relazione sanitaria, di carattere consuntivo a base annuale, contiene le informazioni e le valutazioni relative al quadro epidemiologico, alle attivita' ed all'utilizzo delle risorse umane e materiali della Unita' Sanitaria Locale. E' predisposta dal Direttore generale.

3. La relazione programmatica, di carattere previsionale a base annuale, riguarda l'impostazione delle attivita' della Unita' Sanitaria Locale ed e' predisposta dal Direttore generale.

4. Il bilancio di previsione annuale, il bilancio di previsione triennale, il consuntivo annuale sono predisposti dal Direttore generale, sono corredati dalle relative relazioni di accompagnamento e sono coerenti con il piano attuativo.

5. Il piano attuativo locale ed il progetto di piano attuativo, di carattere previsionale a base annuale, sono predisposti dal Direttore generale. Il piano attuativo e' lo strumento fondamentale con cui la Unita' Sanitaria Locale definisce, secondo le disposizioni della presente legge e nell'ambito della programmazione regionale, la pianificazione delle attivita' aziendali, il programma di utilizzo delle risorse ordinarie di gestione ed il piano degli investimenti.

6. La Conferenza dei Sindaci, ai sensi del comma 14, art. 3, del D.Lgs. 502, partecipa in via consultiva alla formazione dei piani attuativi, attraverso una relazione in cui trasmette le proprie valutazioni e proposte al Direttore generale ed alla Giunta regionale.

7. La Giunta regionale esamina i progetti dei piani attuativi delle Unita' Sanitarie Locali e predispone eventuali ulteriori indirizzi attuativi; tiene conto delle indicazioni emergenti dall'esame della programmazione sanitaria locale nella predisposizione della programmazione sanitaria regionale; acquisiti i piani attuativi li approva con eventuali prescrizioni di adeguamento.

Titolo III: LE RISORSE FINANZIARIE

ART. 14: LA PROGRAMMAZIONE SANITARIA REGIONALE E LA DETERMINAZIONE DEL FABBISOGNO

1. La determinazione programmatica del fabbisogno di risorse, sia in conto corrente che in conto capitale, per il Servizio Sanitario Regionale (SSR) avviene in sede di Piano Sanitario Regionale (PSR) per gli anni relativi al periodo di riferimento. Tale fabbisogno e' definito in funzione dei livelli assistenziali che si intende raggiungere in ambito sanitario, cosi' come indicato dal Piano Sanitario Regionale, ed in funzione delle disponibilita' finanziarie della Regione.

2. La determinazione del fabbisogno di risorse per le singole U.S.L. ed i criteri di allocazione delle risorse stesse sono definiti nell'ambito del Piano Sanitario Regionale in relazione agli obiettivi della programmazione sanitaria regionale ed alle risorse disponibili, tenendo comunque conto del bacino d'utenza da servire e delle prestazioni da erogare, oltre che della mobilita' interregionale ed infraregionale. Il fabbisogno di risorse viene rideterminato ogni anno secondo le modalita' di cui al comma 3.

3. Ogni anno, entro il 30 maggio, la Giunta regionale provvede a:

a) determinare il fabbisogno delle Unita' Sanitarie Locali per l'esercizio successivo in base all'andamento

verificatosi nel precedente esercizio, alle previsioni relative a quello in corso, alle previsioni contenute nei bilanci approvati, ai controlli sui risultati rilevabili dai sistemi di controllo di gestione;

b) stimare le risorse che si renderanno disponibili per l'esercizio successivo derivanti dalla quota spettante alla Regione del Fondo Sanitario Nazionale di cui all'articolo 12, comma 3, del D.Lgs. 502, tenendo conto degli accertamenti relativamente alle quote di cui all'articolo 11 del D.Lgs. 502, dei saldi delle compensazioni interregionali, delle quote di partecipazione alla spesa a carico direttamente dei cittadini, dell'autofinanziamento delle Unita' Sanitarie Locali e della evoluzione prevista;

c) individuare le possibili manovre capaci di assicurare l'equilibrio tra fabbisogno e risorse disponibili;

d) valutare gli eventuali apporti aggiuntivi a carico del bilancio regionale.

4. Entro la data di cui al precedente comma la Giunta regionale predispone le direttive per la formazione dei bilanci annuali delle Unita' Sanitarie Locali a cui le stesse sono obbligate ad uniformarsi, oltre al progetto di allocazione delle risorse. L'assegnazione delle risorse per l'esercizio successivo e' comunque disposta entro il 31 agosto di ogni anno.

ART. 15: IL FINANZIAMENTO DELLE UNITA' SANITARIE LOCALI, I CRITERI E LE PROCEDURE PER IL SISTEMA DI ALLOCAZIONE DELLE RISORSE

1. Il finanziamento delle Unita' Sanitarie Locali, i criteri e le procedure per il sistema di allocazione delle risorse verranno definite riguardo a tempi e modalita' da apposito programma regionale approvato dal Consiglio regionale su proposta della Giunta regionale.

ART. 16: IL SISTEMA DEI CONTROLLI

1. Le procedure di vigilanza e controllo sulle attivita' e sugli atti delle Unita' Sanitarie Locali saranno stabilite da apposito provvedimento di legge regionale.

Titolo IV: LA UNITA' SANITARIA LOCALE: ORDINAMENTO E ORGANIZZAZIONE

ART. 17: L'ORDINAMENTO DELLA UNITA' SANITARIA LOCALE

1. Sono organi della Unita' Sanitaria Locale il Collegio dei revisori ed il Direttore generale.

2. Tutti i poteri di gestione nonche' la rappresentanza della USL sono riservati al Direttore generale, ai sensi dell'art. 3, comma 6, del D.Lgs. 502. Al Direttore generale sono attribuite le competenze indicate all'art. 3, comma 6, del D.Lgs. 502. In particolare il Direttore generale assicura la predisposizione degli atti relativi alla programmazione sanitaria locale di cui all'art. 12 e adotta il regolamento generale approvato dalla Giunta regionale che definisce le modalita' di funzionamento della Unita' Sanitaria Locale.

3. Il Direttore generale e' coadiuvato dal Direttore sanitario, dal Direttore amministrativo, dal Consiglio dei sanitari e dal Coordinatore dei servizi sociali, ai sensi dell'art. 3, commi 3 e 4, del D.Lgs. 502/1992. Il direttore generale esercita le proprie funzioni direttamente o attraverso delega, nell'ambito del regolamento generale, al Direttore amministrativo, al Direttore sanitario e al Coordinatore dei servizi sociali. Sono riservati al Direttore generale gli atti previsti dai commi 1 e 6 dell'art. 3 del D.Lgs 502 nonche' la nomina, il rinnovo dei responsabili delle strutture organizzative della Unita' Sanitaria Locale, l'incarico del Coordinatore dei Servizi Sociali.

4. Il Direttore generale assicura che gli atti dell'Azienda siano sottoposti al parere del Direttore amministrativo e del Direttore sanitario, obbligatoriamente ai sensi dell'art. 3, comma 7, del D.Lgs. 502, nonche' al parere del Consiglio dei sanitari, obbligatoriamente nei casi previsti dall'art. 3, comma 12, del D.Lgs. 502. Il regolamento generale della Unita' Sanitaria Locale stabilisce i casi nei quali sia richiesto il

parere obbligatorio del Coordinatore dei Servizi Sociali.

5. Il Direttore generale e' nominato con delibera della Giunta regionale, conformemente ai modi e ai tempi indicati dalla legge 17 ottobre 1994, n. 590.

6. Il rapporto di lavoro e' definito e disciplinato secondo quanto disposto ai commi 6 e 8 dell'art. 3 del D.Lgs. 502.

L'efficacia della nomina e' subordinata alla stipula dell'apposito contratto tra il Presidente della Giunta regionale ed il Direttore generale.

7. Costituiscono causa di non procedibilita' alla nomina e di decadenza del Direttore generale i motivi, le incompatibilita' e gli impedimenti di cui ai commi 6, 9 e 11 dell'art. 3 del D.Lgs. 502 nonche' la mancata stipula del contratto di cui al comma 6, il mancato rispetto degli adempimenti di cui all'art. 12, relativi ai piani attuativi ed ai bilanci di esercizio, e, in prima applicazione, per la mancata adozione del regolamento generale nei termini stabiliti dalla Giunta regionale. L'accertamento di tali cause e' effettuato dalla Giunta regionale.

8. Il Direttore amministrativo ed il Direttore sanitario sono nominati con provvedimento motivato dal Direttore generale. Ad essi si applica quanto disposto d i commi 6, 7, 8, 9 e 11 dell'art. 3 del D.Lgs. 502 in ordine a rapporto di lavoro, a cessazione, sospensione, decadenza dell'incarico, a requisiti anagrafico - professionali, a funzioni svolte, a contribuzioni, a incompatibilita' e impedimenti per la nomina.

9. La composizione e le competenze del Collegio dei revisori sono determinati secondo le disposizioni dell'art. 3, comma 13, dl D.Lgs. 502.

10. Il Collegio dei revisori e' nominato e convocato dal Direttore generale entro dieci giorni dall'acquisizione delle designazioni da parte delle amministrazioni competenti. Il funzionamento del Collegio e' regolato da apposito statuto proposto dal collegio stesso e adottato dal Direttore generale. Si applicano inoltre per le designazioni ed il funzionamento del Collegio dei revisori le disposizioni dell'art. 3, comma 13, del D.Lgs. 502.

11. Il Consiglio dei sanitari della Unita' Sanitaria Locale, di cui all'art. 3, comma 12, del D.Lgs. 502, e' l'organismo elettivo della Unita' Sanitaria Locale con funzione di consulenza tecnico - sanitaria. La composizione, le modalita' di elezione, il funzionamento e composizione, le modalita' di elezione, il funzionamento e le materie di competenza del Consiglio dei sanitari sono disciplinate da apposito procedimento della Giunta regionale nel rispetto delle disposizioni contenute all'art. 3, comma 12, del D.Lgs. 502.
ART. 18: L'ORGANIZZAZIONE DELLA U.S.L.

1. Fino all'approvazione dei provvedimenti di cui all'art. 6, comma 2, del D.Lgs. 502 che definisce i criteri delle dotazioni organiche e degli uffici dirigenziali nelle Unita' Sanitarie Locali nonche' i criteri per l'attuazione della mobilita' del personale risultante in esubero, l'articolazione funzionale e l'organizzazione della Unita' Sanitaria Locale sono disciplinate dalla legge regionale n.15 del 16 maggio 1980 e successive modifiche salvo quanto diversamente disposto nella presente legge.

2. Presso ciascuna Unita' Sanitaria Locale di cui all'allegato 1, e' istituito un Dipartimento di prevenzione secondo quanto previsto dall'art. 7, comma 1, del D.Lgs. 502.

3. Il Dipartimento di prevenzione si avvale nell'ambito delle rispettive competenze, in attesa dell'emanazione di una legge regionale in applicazione della legge n. 61/94, del Presidio Multizonale Igiene e Profilassi e della collaborazione tecnico - scientifica dell'Istituto Zooprofilattico dell'Abruzzo e del Molise <<G. Caporale>> nell'ambito delle rispettive competenze. La Giunta regionale con atto amministrativo, sentita la competente Commissione consiliare, individua le modalita' di raccordo funzionale tra i Dipartimenti di Prevenzione delle Unita' Sanitarie Locali del territorio, il Presidio Multizonale Igiene Profilassi e l'Istituto Zooprofilattico per il coordinamento delle attivita' di sanita' pubblica. Il coordinamento del Dipartimento di prevenzione e' assegnato al responsabile di uno dei Servizi che lo compongono.

4. Per quanto non espressamente citato, si rimanda ai commi 2 e 3 dell'art. 7 del D.Lgs. 502.

5. Alla luce di quanto stabilito dall'art. 1 della legge regionale n. 15/80, l'attivita' di medicina legale di cui all'art.9 della legge regionale n. 3/81 viene espletata nell'ambito del Servizio di igiene e sanita' pubblica in attesa di apposito provvedimento di riordino dell'articolazione funzionale e dell'organizzazione delle Unita' Sanitarie Locali.

ART. 19

1. Al fine di sviluppare le tematiche bioetiche la Giunta regionale puo' istituire un Comitato Regionale la cui sostituzione ed il cui funzionamento saranno regolamentati secondo gli indirizzi di norme statali e regionali.

Titolo V: ORGANIZZAZIONE DELL'ASSESSORATO REGIONALE ALLA SANITA'

ART. 20: L'ASSESSORATO REGIONALE ALLA SANITA'

1. L'assessorato regionale alla sanita' sara' strutturato in modo tale da assicurare anche:

a) il coordinamento dell'intervento sanitario;

b) l'unificazione dell'organizzazione sanitaria sul territorio regionale rispetto agli aspetti funzionali adeguando la normativa alle esigenze delle singole situazioni;

c) la verifica della corrispondenza tra costi dei servizi e relativi benefici.

ART. 21: GLI OSSERVATORI REGIONALI ED IL SISTEMA INFORMATIVO SANITARIO

1. Gli osservatori regionali quali strumento tecnico al servizio del Servizio Sanitario Regionale (SSR) ai fini della raccolta, analisi e sintesi dei principali indicatori gestionali previsti dalla presente legge sono:

a) Osservatore Epidemiologico Regionale istituito con L.R. 5 maggio 1992, n. 14;

b) Sistema Informativo Sanitario;

c) Osservatorio tecnologico e dei prezzi.

2. E' istituito l'Osservatorio tecnologico e dei prezzi che, attraverso il monitoraggio dei principali parametri delle attrezzature, consentira' di valutare la dotazione tecnologica, lo stato di efficienza, lo stato di manutenzione ed i relativi costi, i prezzi di acquisto e, mediante le elaborazioni di questi parametri, permettera' alla Regione di razionalizzare gli interventi in ordine a:

A) per le tecnologie:

- Piano dei rinnovi e dei potenziamenti tecnologici;

- Dotazione Standard dei vari Servizi;

- Acquisizione delle tecnologie;

- Politiche manutentive;

B) per i prezzi:

- Elenco fornitori;

- Capitolati speciali tipo;

- Raccolta prezzi di acquisto beni e servizi.

3. La Giunta regionale con proprio atto amministrativo sentita la Commissione Consiliare competente, regolamentata e definisce la struttura organizzativa e le modalita' di funzionamento dell'Osservatorio tecnologico e dei prezzi.

ART. 22: L'EDUCAZIONE SANITARIA

1. L'educazione alla salute costituisce una funzione di ogni livello del Servizio Sanitario Regionale (SSR) ed ha carattere multidisciplinare interessando varie professionalita' sia del campo sociale, psicologico e pedagogico che di quello medico e sanitario.

2. Le azioni strategiche individuate sono:

a) costituzione a livello regionale di una unita' operativa per l'educazione alla salute alle dipendenze dell'Assessorato alla Sanita' con il compito di programmare, gestire e valutare le attivita' di educazione alla salute;

b) la creazione di rapporti organici con il mondo della scuola a livello di distretto, di Unita' Sanitaria Locale e di Regione che realizzino collaborazioni stabili, anche attraverso la redazione di protocolli d'intesa;

c) il potenziamento delle attivita' di medicina preventiva e di educazione alla salute della Regione anche

attraverso la promozione di campagne di educazione alla salute e medicina preventiva, la produzione di

audiovisivi, l'attivita' di documentazione, la formazione in educazione sanitaria degli operatori delle unita' sanitarie locali, della scuola e del volontariato.

3. Nell'ambito del Piano Sanitario Regionale (PSR) verranno specificati i programmi di educazione sanitaria da attivare anche ai sensi di quanto previsto dall'atto di Intesa tra Stato e Regioni per la definizione del Piano sanitario nazionale relativo al triennio 1994 - 1996.

ART. 23: LA FORMAZIONE E L'AGGIORNAMENTO DEL PERSONALE DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE

1. La formazione e l'aggiornamento del personale rappresentano attivita' di importanza centrale per lo sviluppo del Servizio Sanitario Regionale.

2. La Giunta regionale e' l'organo competente per l'espletamento di tutti gli adempimenti che il D.Lgs. 502 attribuisce alle Regioni in tema di formazione.

3. Gli oneri relativi alla formazione del personale sanitario infermieristico, tecnico e della riabilitazione gravano sul Fondo Sanitario Nazionale e su altre fonti di finanziamento che saranno appositamente individuate.

4. A livello di Unita' Sanitaria Locale puo' essere istituita una struttura organizzativa preposta alla formazione ed all'aggiornamento del personale sanitario infermieristico, tecnico e della riabilitazione del Servizio Sanitario Regionale.

5. La struttura organizzativa preposta alla formazione ed all'aggiornamento del personale sanitario infermieristico, tecnico e della riabilitazione del Servizio Sanitario Regionale di cui al comma 4 e' oggetto di provvedimenti specifici nell'ambito della programmazione regionale.

Titolo VI: NORME TRANSITORIE E FINALI

ART. 24: NORME TRANSITORIE

1. All'entrata in vigore della presente legge, le Unita' Sanitarie Locali di cui alla legge L.R. 6 aprile 1979, n. 12 sono soppresse e sono costituite le Unita' Sanitarie Locali secondo gli ambiti di cui all'allegato 1 della presente legge con sede nel Comune di maggior popolazione.

2. Prima della decadenza dalla carica ed entro i termini indicati dalla Giunta regionale i Commissari Straordinari predispongono apposito documento attestante la situazione patrimoniale e contabile delle Unita' Sanitarie Locali; tale documento dovra' essere trasmesso alla Giunta regionale.

3. Le Unita' Sanitarie Locali di cui all'allegato 1 della presente legge, subentrano nei procedimenti amministrativi in corso e nei rapporti giuridici attivi e passivi gia' posti in essere dalla Unita' Sanitaria Locale soppressa il cui ambito territoriale risulti in esso ricompreso.

4. I beni immobili e i beni mobili registrati nonche' gli altri beni mobili e le attrezzature gia' utilizzati dalle Unita' Sanitarie Locali soppresse, sono assegnati alla Unita' Sanitaria Locale nel cui ambito territoriale risulta compreso il comune proprietario dei beni immobili.

5. I personale gia' dipendente dalle Unita' Sanitarie Locali soppresse e' assegnato alle Unita' Sanitarie Locali che ad esse si sostituiscono. Nell'assegnazione alle nuove Unita' Sanitarie Locali sono salvaguardati il profilo professionale la posizione funzionale ed il ruolo di appartenenza. Le modalita' per eventuali assegnazioni o trasferimenti ad altra Unita' Sanitaria Locale o presso l'Assessorato regionale alla sanita' sono definite dalla Giunta regionale.

6. Nel termine di cui all'articolo 5, commi 1 e 2, sono costituite le Conferenze dei sindaci relative agli ambiti territoriali di cui all'allegato 1 della presente legge.

7. Alla gestione ordinaria dei servizi di cui alla presente legge si procede, per il primo anno di attivita', con un finanziamento iniziale rapportato ai nuovi ambiti territoriali.

8. I contratti e le convenzioni che per la medesima fornitura o rapporto, a carico di soggetti diversi, dovessero confluire nella Unita' Sanitaria Locale, ovvero essere annotate per le costituende Aziende, sono rinegoziati al fine di pervenire, per il medesimo rapporto o fornitura, a condizioni uniformi. Il diniego a rinegoziare da parte di uno o piu' soggetti e' notificato alla Giunta regionale che provvede alla annotazione sull'albo dei fornitori delle Unita' Sanitarie Locali.

9. A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge e fino alla nomina del Direttore generale e' vietato procedere alla stipula o al rinnovo dei contratti o delle convenzioni da parte delle Unita' Sanitarie Locali.

10. Dopo il primo triennio di attuazione del P.R.S. la Regione verifica la corrispondenza degli ambiti territoriali delle Unita' Sanitarie Locali agli obiettivi del piano stesso e alle compatibilita' economiche e di gestione dei servizi e dei presidi ed eventualmente li modifica.

11. In fase di prima applicazione della presente legge, il P.R.S. e' approvato dal Consiglio Regionale su proposta della Giunta regionale, entro 60 giorni dalla sua entrata in vigore.

12. Sino a quando non sara' approvato il programma di cui al comma 1 dell'art 15, al finanziamento delle USL provvede con proprio atto la Giunta regionale.

13. In attesa del riordino della struttura dell'Assessorato alla Sanita' e del relativo personale, per l'espletamento delle attivita' di cui al precedente art. 22, relativo all'educazione sanitaria, la Giunta regionale utilizzera' la struttura attualmente convenzionata per quanto compatibile con le leggi regionali e statali.

ART. 25: ABROGAZIONI

1. E' abrogata qualunque disposizione regionale in contrasto con le norme della presente legge.

ART. 26: ENTRATA IN VIGORE

1. La presente legge e' dichiarata urgente ai sensi dell'art. 127 della Costituzione e dell'art. 38 dello Statuto Regionale ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.

2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Molise.


ALLEGATO 1
Ambiti territoriali USL
USL 1 - ALTO MOLISE
Comuni abitanti
AGNONE 6.207
BELMONTE DEL SANNIO 1.047
CAPRACOTTA 1.316
CAROVILLI 1.624
CASTEL DEL GIUDICE 415
CASTELVERRINO 177
PESCOPENNATARO 502
PIETRABBONDANTE 1.108
POGGIO SANNITA 1.216
SAN PIETRO AVELLANA 728
SANT'ANGELO DEL PESCO 461
VASTOGIRARDI 869
Totale 15.670
USL 2 - PENTRIA
Comuni abitanti
ACQUAVIVA D'ISERNIA 531
BAGNOLI DEL TRIGNO 1.131
CANTALUPO NEL SANNIO 753
CARPINONE 1.296
CASTELPETROSO 1.726
CASTELPIZZUTO 134
CASTEL SAN VINCENZO 593
CERRO AL VOLTURNO 1.679
CHIAUCI 337
CIVITANOVA DEL SANNIO 1.015
COLLI AL VOLTURNO 1.374
CONCA CASALE 294
FILIGNANO 897
FORLI DEL SANNIO 918
FORNELLI 1.823
FROSOLONE 3.531
ISERNIA 20.828
LONGANO 811
MACCHIA D'ISERNIA 906
MACCHIAGODENA 2.144
MIRANDA 1.143
MONTAQUILA 2.517
MONTENERO VAL COCCHIARA 683
MONTERODUNI 2.411
PESCHE 957
PESCOLANCIANO 1.094
PETTORANELLO 397
PIZZONE 392
POZZILLI 2.017
RIONERO SANNITICO 1.284
ROCCAMANDOLFI 1.164
ROCCASICURA 699
ROCCHETTA AL VOLTURNO 1.108
SANT'AGAPITO 728
SANTA MARIA DEL MOLISE 713
SANT'ELENA SANNITA 286
SCAPOLI 1.031
SESSANO DEL MOLISE 1.028
SESTO CAMPANO 3.141
VENAFRO 10.008
Totale 75.521
USL 3 - CENTRO MOLISE
Comuni abitanti
BARANELLO 2.792
BOJANO 8.425
BUSSO 1.487
CAMPOBASSO 50.163
CAMPOCHIARO 662
CAMPODIPIETRA 1.664
CAMPOLIETO 1.168
CASALCIPRANO 712
CASTELBOTTACCIO 624
CASTELLINO DEL BIFERNO 827
CASTROPIGNANO 1.259
CERCEMAGGIORE 4.670
CERCEPICCOLA 849
COLLE D'ANCHISE 864
DURONIA 604
FERRAZZANO 2.496
FOSSALTO 1.707
GAMBATESA 2.068
GILDONE 955
GUARDIAREGIA 854
JELSI 2.036
LIMOSANO 992
LUCITO 1.206
MACCHIA VALFORTORE 963
MATRICE 1.077
MIRABELLO SANNITICO 1.738
MOLISE 192
MONACILIONI 772
MONTAGANO 1.382
ORATINO 1.181
PETRELLA TIFERNINA 1.446
PIETRACATELLA 1.696
PIETRACUPA 322
RICCIA 6.176
RIPALIMOSANI 2.458
ROCCAVIVARA 1.038
SALCITO 775
SAN BIASE 323
SAN GIOVANNI IN GALDO 740
SAN GIULIANO DEL SANNIO 1.242
SAN MASSIMO 659
SAN POLO MATESE 500
SANT'ANGELO LIMOSANO 484
SANT'ELIA A PIANISI 2.520
SEPINO 2.309
SPINETE 1.530
TORELLA DEL SANNIO 949
TORO 1.648
TRIVENTO 5.271
TUFARA 1.256
VINCHIATURO 2.626
Totale 132.357
USL 4 - BASSO MOLISE
Comuni abitanti
ACQUAVIVA COLLECROCI 878
BONEFRO 2.171
CAMPOMARINO 5.727
CASACALENDA 2.806
CASTELMAURO 2.806
CIVITACAMPOMARANO 836
COLLETORTO 2.894
GUARDIALFIERA 1.184
GUGLIONESI 5.454
LARINO 8.290
LUPARA 798
MAFALDA 1.605
MONTECILFONE 1.179
MONTEFALCONE NEL SANNIO 2.080
MONTELONGO 615
MONTEMITRO 554
MONTENERO DI BISACCIA 7.169
MONTORIO NEI FRENTANI 673
MORRONE NEL SANNIO 917
PALATA 2.145
PETACCIATO 3.185
PORTOCANNONE 2.508
PROVVIDENTI 211
RIPABOTTONI 815
ROTELLO 1.385
SAN FELICE DEL MOLISE 881
SAN GIACOMO DEGLI SCHIAVONI 896
SAN GIULIANO DI PUGLIA 1.255
SAN MARTINO IN PENSILIS 4.720
SANTA CROCE DI MAGLIANO 5.123
TAVENNA 1.196
TERMOLI 27.206
URURI 3.134
Totale 103.886


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