REGOLAMENTO REGIONALE 13/01/2016, n. 1.
La presente pubblicazione non riveste carattere di ufficialità
TitoloRegolamento di attuazione dell'art. 49 della legge regionale 26 gennaio 2012 n. 2 "Legge finanziaria regionale 2012".
OggettoAssistenza - Reddito minimo di cittadinanza - Concessione ed erogazione - Requisiti - Disciplina
BollettinoBOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE n. 2 del 16 gennaio 2016.
Catalogazione04.Assistenza sociale, volontariato


Art. 1
Oggetto del regolamento

1.Il presente regolamento disciplina l'applicazione dell'articolo 49 della legge regionale 26 gennaio 2012, n. 2 (Legge finanziaria regionale 2012).
2.Il reddito minimo di cittadinanza, meglio definito come reddito di inclusione sociale attiva, ha come obiettivo quello di offrire alle persone con disagio economico gli strumenti necessari a rafforzare la propria autonomia economica e personale, anche attraverso percorsi di attivazione sociale e lavorativa.
3.Il reddito di inclusione sociale è attuato con modalità sperimentali per il primo anno sul territorio della regione Molise, nei limiti delle risorse finanziarie previste dall'articolo 4 della legge regionale 4 maggio 2015, n. 9 trasferite a tal fine dalla Regione agli Ambiti Territoriali Sociali, costituiti ai sensi della legge 8 novembre 2000, n. 328 e dei successivi provvedimenti regionali di attuazione.
4.Il reddito di inclusione sociale attiva fa riferimento ai componenti del nucleo familiare e consiste nell'erogazione di un contributo economico, per un periodo di mesi 12 mesi, dell'importo di euro 300,00 mensili per famiglia.
Art. 2
Soggetti aventi diritto

1.L'istanza può esser presentata da un cittadino italiano o comunitario o extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno, componente del nucleo familiare, definito sulla base dei criteri di cui al DPCM 5 dicembre 2013, n. 159, che abbia i seguenti requisiti:
a) essere residenti in uno dei Comuni della regione da almeno 24 mesi dalla data della pubblicazione della legge regionale 4 maggio 2015, n. 9;
b) di avere un reddito ISEE (ai sensi del DPCM 5 dicembre 2013, n. 159) non superiore ad euro 3.000;
c) che nessun componente del nucleo familiare sia in possesso di autoveicoli immatricolati nei 12 mesi antecedenti la domanda, ovvero di cilindrata superiore a 1.300 cc, nonché motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati nei tre anni antecedenti la domanda;
d) che i componenti del nucleo familiare in condizione lavorativa, abbiano dichiarato la propria immediata disponibilità al lavoro al competente Centro per l'Impiego;
e) che nessuno dei componenti del nucleo familiare, nell'anno solare in corso, benefici di sussidi economici erogati dal Comune e/o dall'Ambito Territoriale Sociale di residenza, non superiori a complessivi 100 euro medi mensili per l'intero nucleo familiare.
f) che nessuno dei componenti del nucleo familiare, negli ultimi sei mesi, abbia beneficiato di sussidi economici a carattere nazionale erogati per le medesime finalità previste dal presente regolamento.
Art. 3
Modalità di accesso

1.In fase di prima applicazione delle disposizioni del presente regolamento, entro trenta giorni dalla sua pubblicazione, gli Ambiti territoriali sociali emanano l'avviso pubblico per l'accesso al reddito di inclusione sociale attiva.
2.I soggetti in possesso dei requisiti di cui all'articolo 2, presentano istanza, su modello conforme a quello allegato all'avviso pubblico di cui al comma 1, per usufruire del reddito di cittadinanza all'Ambito Territoriale Sociale di competenza, per il tramite del Comune di residenza, entro il termine perentorio di 60 giorni dalla data di pubblicazione del predetto avviso pubblico.
3.Per gli anni successivi, in presenza delle necessarie risorse economiche iscritte sul bilancio regionale, la Giunta Regionale provvederà a definire le modalità per la presentazione delle istanze.

Art. 4
Individuazione degli aventi diritto

1.Ciascun Ambito Territoriale Sociale provvede all'istruttoria ed alla valutazione delle istanze, alla individuazione delle domande ammissibili nonché al controllo ed alla verifica, ai sensi dell'articolo 71 del D.P.R. n. 445/2000, di quanto dichiarato dai richiedenti per l'accesso agli interventi di cui all'articolo 4 della legge regionale 4 maggio 2015, n. 9.
2.L'Ambito Territoriale Sociale redige la graduatoria, individua i beneficiari e provvede alla formale concessione nonché alla liquidazione ed al pagamento delle somme.

Art. 5
Criteri generali di valutazione
1.Sono dichiarate ammissibili le domande con un punteggio minimo non inferiore a 60, assegnato sulla base dei seguenti criteri:
a) condizione economica: max punti 30;
b) carichi familiari: max punti 25;
c) condizione lavorativa: max punti 20;
d) condizione di disabilità: max punti 10;
e) disagio abitativo: max punti 10;
f) in carico ai Servizi: max punti 5.
2.I punteggi di cui al comma 1 sono attribuiti come specificato nella tabella seguente:




Art. 6
Graduatoria

1.L'Ambito Territoriale Sociale provvede a formulare la graduatoria finale sulla base del punteggio conseguito secondo i parametri di cui all'articolo 5. A parità di punteggio verrà data precedenza al richiedente con ISEE più basso. In caso di ulteriore parità verrà preferito il nucleo familiare con più componenti.


Art. 7
Decadenza dal beneficio

1.Il nucleo familiare decade dal beneficio nel caso in cui vengano meno uno o più dei requisiti di accesso previsti dall'art. 2, comma 1. del presente regolamento, accertati, con cadenza semestrale da parte dell'Ambito Territoriale Sociale competente.
2.Il nucleo familiare decade dal beneficio nel caso in cui uno dei suoi componenti diventi beneficiario di sussidi economici a carattere nazionale erogati per le medesime finalità previste dal presente regolamento.
3.Il nucleo familiare decade dal beneficio per la mancata accettazione, da parte di un suo componente, della proposta lavorativa offerta dal Centro dell'Impiego oppure di un incarico di utilità collettiva e sociale da svolgere presso enti pubblici o aziende private.

Art. 8
Integrazione con gli interventi e servizi programmati nell'Ambito Territoriale Sociale

1.Ciascun Ambito Territoriale Sociale programma l'organizzazione e la gestione del reddito di inclusione sociale nel rispetto dei principi di cui al presente regolamento.
2.Nell'ambito della propria autonomia organizzativa gli Ambiti Territoriali Sociali istituiscono sportelli di ricezione delle domande, preferibilmente allocati presso gli uffici di segretariato sociale di ciascun comune.
3.I servizi sociali dell'Ambito Territoriale Sociale prendono in carico il nucleo familiare ammesso al reddito di inclusione e attivano il percorso di inclusione sociale attraverso un progetto personalizzato (PAI), come definito all'articolo 9.
4.Gli Ambiti Territoriali Sociali, con una cadenza periodica dagli stessi stabilita, accertano l'utilizzo delle somme concesse e destinano eventuali economie in favore dei richiedenti non ammessi a beneficio per esaurimento delle risorse economiche, secondo l'ordine della graduatoria.
5.La Regione svolge attività di vigilanza e controllo in merito al corretto utilizzo delle risorse trasferte agli ATS in relazione alle finalità di cui al presente Regolamento, anche attraverso controlli a campione.

Art. 9
Piano di Assistenza Individuale (PAI)

1.Il PAI deve prevedere:
a) la valutazione sociale del nucleo familiare;
b) la data di inizio e di fine del periodo di erogazione del beneficio;
c) la verifica di eventuali interventi sociali di cui beneficia il nucleo familiare;
d) la proposta di percorso di inclusione sociale (es. lavori socialmente utili, volontariato civico, corsi di formazione, avvio di creazione di impresa, percorsi di sostegno familiare e/o genitoriale, percorsi di sostegno psicologico e/o educativo);
e) l'accettazione del PAI da parte del richiedente.

Art. 10
Riparto delle risorse

1.Le risorse finanziarie sono assegnate e trasferite dalla Regione agli Ambiti Territoriali Sociali in un'unica soluzione, in base al numero di residenti in ciascun ATS al 31.12.2013 (dati ISTAT) ed a seguito di approvazione da parte dei medesimi dell'Avviso pubblico nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 3, comma 1, come di seguito riportato:


2.Gli Ambiti Territoriali Sociali trasmettono all'Assessorato regionale alle Politiche Sociali, per l'inoltro al Consiglio regionale, con cadenza semestrale, una relazione sullo stato di attuazione degli interventi, unitamente alla rendicontazione delle somme erogate.
3. Gli importi eventualmente non spesi o utilizzati per finalità diverse dovranno essere restituiti alla Regione. Qualora vengano accertate difformità nell'utilizzo delle risorse rispetto ai principi e alle prescrizioni del presente regolamento, la Regione si riserva il diritto di procedere ad una riduzione del trasferimento regionale del Fondo Sociale regionale, così come previsto dal Piano Sociale Regionale corrente, pari all'importo considerato non ammissibile a rendiconto sull'intervento di cui al presente regolamento.

Art. 11
Sistema Informativo Sociale e Socio-sanitario regionale

1.Gli Ambiti Territoriali Sociali, ai sensi degli articoli 35 e 36 della Legge regionale 6 maggio 2014, n. 13, sono tenuti ad alimentare il Sistema Informativo Sociale e Socio-sanitario regionale gestito dall'Assessorato alle Politiche sociali della Regione con i dati relativi alle prestazioni erogate ai sensi del presente Regolamento, anche al fine di consentire il necessario coordinamento tra le politiche sociali e socio-sanitarie regionali.


Art. 12
Rinvio

1.Per quanto non espressamente previsto nel presente regolamento, si fa espresso rinvio alla normativa vigente e alle disposizioni normative richiamate all'articolo 1.

Art. 13
Entrata in vigore

1.Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regine Molise.

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