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Informazioni Generali |
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Funzione |
- coltelli, forbici,
tagliacarte, spilloni, fermagli.
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Materiale |
- acciaio lavorato, traforato,
cesellato
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Origini storiche |
- Le radici di questa
lavorazione affondano nella produzione di armi, molto fiorente in
Molise a partire dal 1400. Nel 1750, un editto del Re di Napoli
Carlo III, ne vietò la fabbricazione: gli artigiani furono perciò
costretti a convertire la propria produzione, scegliendo la strada
della coltelleria domestica e decorando artisticamente questo tipo
di utensili.In breve tempo, l'industria della lavorazione
dell'acciaio divenne fiorente e i prodotti furono esportati fuori
regione in tutta Europa.Gli anni d'oro dell'acciaio traforato si
protassero fino al 1900, quando alla produzione artigianale si
affiancò quella industriale: questo passaggio decretò il declino
delle botteghe.A Campobasso è rimasto un solo artigiano, Aldo
Perrella, che continua a lavorare l'acciaio, creando oggetti d'uso
quotidiano ma artisticamente di notevole valore.A Frosolone,
invece, la lavorazione dell'acciaio ha assunto una dimensione
diversa, tralasciando la parte artistica e finalizzando la
produzione ed attrezzi di uso quotidiano.
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Descrizione |
- Per quanto riguarda la
lavorazione dell'acciaio traforato, le fasi di lavorazione sono
ancora parecchie, delle quali vanno senz'altro ricordate: la
sagomatura mediante la lima; il disegno; la punzonatura; il
traforo eseguito con attrezzi fabbricati a mano; il ritocco per
eliminare i segni della morsa; l'assottigliamento delle parti
destinate a taglio; la cesellatura a scalpello; la rifinitura con
limette aghiformi; la lucidatura.Anche per la lavorazione di
forbici e coltelli, effettuata nella fabbrica di Frosolone, le
fasi sono parecchie, ma il lavoro dell'artigiano, peraltro
indispensabile, viene supportato, anche se in modo marginale, dai
macchinari. Le modalità di lavorazione sono diverse per le forbici
e i coltelli: per quanto riguarda le prime, le operazioni compiute
sul materiale grezzo sono operazioni di foratura delle lame e
sgrossatura delle coste, delle imposte e delle lame delle forbici
stesse.Ad esse segue la tempera che serve ad aumentare la durezza
dell'acciaio. Questa operazione richiede una particolare
attenzione poichè se l'acciaio temperato risulta tenero il taglio
dura poco tempo e se invece risulta troppo duro le lame si
spezzano con facilità. Le rimanenti operazioni sono quelle di
smerigliatura e levigatura delle varie zone in cui è ripartita la
lama delle forbici.Tali operazioni vengono svolte su mole abrasive
o smerigliatrici a nastro e vengono compiute a mano un pezzo alla
volta. Servono sostanzialmente ad affinare il pezzo lavorato.Dopo
la lucidatura e la nichelatura, viene il montaggio delle due lame
e la regolazione del taglio, cui segue la raddrizzatura a colpi di
martello delle lame e dei gambi delle forbici.Come si può notare
solamente tre operazioni sono compiute con l'ausilio di macchine
automatiche mentre il resto del lavoro viene svolto a mano con
l'aiuto di semplici strumenti.I coltelli vengono invece prodotti
interamente a Frosolone, partendo dalla materia prima che è
costituito da bandelle di acciaio delle dimensioni di centimetri
0,2.Alla tagliatura della striscia (o bandella) di acciaio segue
la fase di tranciatura ottenendo lame e molle che assumono la
forma e la lunghezza desiderata con l'aiuto di vari
stampi.Successivamente si passa alla foratura e alla fase di
tempera delle lame e delle molle. Poi seguono le fasi di
smerigliatura, che sono nettamente inferiori, come numero, a
quelle delle forbici. Chiude il ciclo la fase di affilatura. Delle
ventitre operazioni, nove sono svolte a macchina e quattordici a
mano.
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Vocazione turistica |
- Produzione tipica del
comprensorio di Campobasso (il marchio "vero Campobasso" è ancora
utilizzato) e Frosolone
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