Scarano Marcello – Pittore (Siena ,1901 - Campobasso, 1962)

Nasce a Siena, dove trascorre l'infanzia e l'adolescenza. Il padre Marcello è professore di letteratura italiana, critico letterario, miniaturista e disegnatore. Nel 1918, a Campobasso, frequenta i corsi di pittura di Nicola Biondi, cominciando a partecipare a mostre. A Pisa frequenta l'università (medicina) che poi abbandona per trasferirsi a Roma nel 1922; qui frequenta gli artisti e i luoghi di ritrovo degli intellettuali. La prima mostra personale è del 1926, a Campobasso, seguita dalla seconda nell'anno successivo. Nell'ambiente artistico campobassano conosce e frequenta Amedeo Trivisonno. A Napoli, dove si trasferisce nel 1928, tiene la terza mostra personale, e, grazie agli artisti molisani Arnaldo De Lisio e Francesco Paolo Diodati, entra nell'ambiente artistico napoletano. Nel 1930 partecipa alla mostra del Sindacato fascista di Belle Arti campano, poi alla stessa in Abruzzo, quindi espone a Firenze. Premi e riconoscimenti diventano sempre più frequenti, e frequenti sono anche le sue partecipazioni ad esposizioni in Italia (Roma, Cremona, Milano, poi ancora Napoli, Francavilla a Mare) e all'estero (Hannover). Nel 1942 è invitato alla XXIII Biennale di Venezia. Muore a Campobasso.
Un numero considerevole di opere della cospicua produzione dell'artista è rappresentato dai ritratti (e autoritratti) soprattutto familiari (la sorella Silvia in particolare), che coprono il primo ventennio di attività. Altro tema, profondamente caro, è il mondo contadino molisano, sia con i personaggi che con il paesaggio. "Nell'aver tenuto fede al carattere e vien fatto dire, al "sapore" della sua terra, egli ne ha interpretato il significato in una pittura che va considerata di importanza "europea" superando di slancio le suggestioni documentarie e particolaristiche per inserire la sua arte nel vivo del gusto moderno: in tal modo l'artista riesce a cogliere l'aspetto schietto e autentico d'un mondo che sembra sgorgato più dal suo cuore che dall'instancabile pennello". (Mariani): Dal Piccolo pastore (1925) alla Vallata del Trigno (1923) dal Mietitore (1930) alla Trebbiatura (1935), dal Contadino (1935) alla Raccolta del Grano (1940) con cui ottiene a Cremona il premio speciale "Triennale di Milano" e che mostra all'esposizione di Hannover. Altro filone a lui molto caro è il sacro, affrontato soprattutto nel decennio dal 1930 al 1940, con I Pellegrini, il Mese Mariano. Paesaggi molisani, Campobasso con il Castello Monforte, Trivento con la valle del Trigno e i casolari, le Mainarde, Termoli e il mare sono temi ricorrenti in tutto l'arco della sua produzione.
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