Gamba Paolo – Pittore (Ripabbottoni, 1712 - 1872)

Nasce a Ripabottoni (CB) da famiglia povera. Il padre, Giambattista, è decoratore e pittore di modesto livello. Paolo intraprende la strada della pittura per continuità con il mestiere del padre da cui apprende la tecnica dell'affresco, e con cui fa le prime esperienze nello studio del disegno anatomico e della prospettiva. È Tria, vescovo di Larino, che conosce Paolo Gamba nel 1731 a Ripabottoni, a indirizzare il giovane alla scuola del Solimena a Napoli, e qui rimane fra il 1731-1736/37, approfondendo gli studi del nudo e della prospettiva, le conoscenze sulle tecniche pittoriche e sulla composizione. Lo stesso Tria, che fa venire Solimena da Napoli per l'esecuzione di opere a Ripabottoni, a Larino e a Castelpetroso, affida a Gamba la restituzione grafica dell'anfiteatro di Larino. Pur avendo incarichi numerosi, non si ferma mai in un luogo; del resto il suo lavoro, all'epoca, oltre che mal retribuito è anche mal compreso. Di convento in convento, spesso in cambio del solo vitto e dell'alloggio, ha modo di approfondire i testi biblici e di rielaborarli nei suoi dipinti. Muore a Ripabottoni.
I soggetti trattati da Gamba sia sulla tela che negli affreschi sono a carattere sacro. Un numero rilevante di opere è a Ripabottoni; qui nella chiesa di Santa Maria Assunta, vi sono tele (Madonna del Purgatorio, Madonna del Rosario, S. Rocco, la Presentazione della Vergine al Tempio) e numerosi affreschi (le Virtù, la serie dei Profeti nei medaglioni); nella chiesa di S. Maria della Concezione, troviamo altre tele (l'Immacolata, l 'Assunta, l'Annunciazione) e medaglioni con soggetti evangelici. In altri paesi della diocesi di Larino, nell'ambito della quale gode della simpatia del Vescovo Tria, lavora assiduamente a Montorio nei Frentani con una serie di tele eseguite tra il 1738 e il 1745 e otto medaglioni, a soggetto biblico, sempre su tela; a S. Elia a Pianisi lavora nel 1740 agli affreschi del convento dei cappuccini e nel 1746 alle lunette su tela del refettorio, (L'ultima cena e L'Annunciazione); subito dopo, nel 1847, a Larino si dedica ad una delle sue opere più ambiziose: gli affreschi della cupola della chiesa di S. Francesco, con l'Immacolata Concezione, tema frequente nelle sue pitture (seguirà nel 1774, quella eseguita per la parrocchiale di Campodipietra. Altra intensa attività artistica è svolta a Colletorto sia nelle tele della chiesa di S. Alfonso dei Liguori, che in quella del municipio, a soggetto profano (Le quattro stagioni). E' presente a Morrone del Sannio anche con affreschi (Visione di S. Francesco, nel convento di S. Nazario), a Fossalto (tele ed affreschi nella chiesa di Santa Maria Assunta), ad Agnone (affreschi con le scene della Virtù, gli Evangelisti e episodi biblici, nella chiesa di S. Francesco), a Campodipietra e a Matrice con altre tele; lavora inoltre anche nella vicina Puglia e negli Abruzzi.
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